Sicilia: Elicottero Aeronautica Militare soccorre un uomo colto da malore presso Monte Cofano. L’intervento è stato effettuato da un equipaggio in prontezza dell’82° Centro SAR (Search And Rescue) di Trapani insieme a un tecnico del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (S.A.S.S.).
21 luglio 2026
A seguito della richiesta del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (S.A.S.S.) di Trapani, la sala operativa del Rescue Coordination Center (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico (FE) ha disposto il decollo immediato dell’equipaggio in servizio di prontezza SAR nazionale con elicottero HH-139B. Il task dato all’equipaggio dell’82° Centro SAR era di soccorrere un signore italiano di 70 anni rimasto bloccato durante un’escursione presso il Monte Cofano (TP) e bisognoso di cure mediche.
L’elicottero, decollato alle 10:10 locali, ha fatto tappa a Castellammare del Golfo per imbarcare un operatore del S.A.S.S., per poi dirigersi sull’area di operazione.
Arrivato sul luogo ed individuato il punto dove si trovava l’uomo, l’equipaggio ha calato con il verricello l’aerosoccorritore e l’operatore del S.A.S.S., i quali hanno predisposto l’infortunato per il successivo recupero ed imbarco sull’elicottero. Una volta a bordo, l’uomo è stato immediatamente trasportato all’Ospedale San Antonio Abate di Trapani, dove è stato affidato al personale sanitario per l’assistenza medica necessaria.
Sbarco dei soccorritori per passare la responsabilità dell’infortunato al personale ospedalieroL’uomo sorretto dai soccorritori raggiunge l’ambulanza
Concluso il soccorso, l’equipaggio militare ha rilasciato il tecnico del S.A.S.S. presso Castellammare del Golfo per poi fare rientro alla base di Trapani, dove è atterrato alle ore 11:30 e ha ripreso il servizio di prontezza di ricerca e soccorso.
L’82° Centro Search and Rescue è uno dei Reparti del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, senza soluzione di continuità, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo, inoltre, ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche marginali.
Dal 15° Stormo di Cervia, oltre all’82° Centro SAR di Trapani, dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’80° Centro SAR di Decimomannu (Cagliari), l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma).
#SoccorsoAereo #AM #Sicilia #Difesa
[Fonte: Aeronautica Militare – 15° Stormo – Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione. Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito: www.aeronautica.difesa.it]
Aeronautica Militare, soccorso aereo: recuperato escursionista con malore sull’isola di Marettimo (TP). Il recupero in zona impervia è stato portato a termine grazie all’uso del verricello e in collaborazione con il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano.
20 luglio 2026
Il caldo di intenso e a valori record di questi giorni costituisce un problema non solo per il pericolo d’incendi, ma anche per i colpi di calore che colpiscono i più fragili e chi sottovaluta gli effetti di queste temperature e umidità sull’organismo umano.
Dopo un’altra domenica di lotta agli incendi, l’82° Centro SAR (Search And Rescue) è stato chiamato ad un intervento di soccorso a favore di un uomo colto da un malore durante un’escursione sull’isola di Marettimo, parte dell’arcipelago delle Egadi, in provincia di Trapani.
L’allarme è stato lanciato tramite la Centrale Operativa 118 Palermo-Trapani, che ha attivato il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS).
Considerata la zona impervia e la posizione isolata, il SASS – in virtù di una consolidata esperienza e collaborazione – ha richiesto il supporto dell’Aeronautica Militare, che attraverso il Comando Operazioni Aerospaziali (COA) ha disposto l’intervento di un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR del 15° Stormo, decollato dall’aeroporto di Trapani-Birgi alle ore 13:10 locali.
Prima tappa a Castellammare del Golfo per imbarcare un tecnico di elisoccorso del SASS e poi l’equipaggio – composto da due piloti, un operatore di bordo e un aerosoccorritore – si è diretto con la massima rapidità verso l’isola, dove immediatamente è stata individuata la posizione dell’escursionista.
Raggiunto l’hovering sulla verticale della zona di recupero, l’equipaggio ha effettuato il recupero tramite il verricello dell’elicottero per imbarcare a bordo l’uomo colto da malore, per poi dirigersi verso l’ospedale di Trapani, dove ha affidato il paziente alle cure del personale sanitario del 118. Riportato il personale SASS a Castellammare del Golfo, l’elicottero è quindi rientrato in base, a Trapani-Birgi, per riprendere la normale prontezza SAR.
Dettaglio del display che fornisce le immagini dei sensori ottici del HH139BIl momento del recupero con il verricello
L’operazione è l’ennesima riprova dell’efficacia della cooperazione nei contesti più difficili tra l’Aeronautica Militare e il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano.
L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.
Dalla sua costituzione a oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.
#SoccorsoAereo #Sicilia #AM
[Fonte: Aeronautica Militare – 15° Stormo – Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione. Ulteriori informazioni su www.aeronautica.difesa.it; o anche su https://www.tp24.it/2026/07/21/cronaca/escursionista-ha-un-malore-a-marettimo-recuperato-dal-soccorso-alpino-e-un-elicottero-militare/237126]
30 aprile 2026 – 82° e 80° Centro SAR effettuano soccorsi in montagna e in mare
No, non è ovviamente un piatto o un menu dove trovare una combinazione di ingredienti provenienti dai due ambienti. Però, in fondo, sono due “specialità” nel ricco menù delle capacità espresse dal personale e dagli elicotteri del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare.
Il primo “piatto” (intervento), di un ultimo giorno di aprile decisamente indaffarato, è stato servito nel primo pomeriggio quando un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR (Search and Rescue) di Trapani, su ordine del Rescue Coordination Centre (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico (FE), è decollato d’urgenza per raggiungere e soccorrere una donna di nazionalità francese rimasta ferita sul promontorio di Capo Gallo (PA) durante una escursione.
Dopo aver fatto scalo sull’aeroporto di Boccadifalco per imbarcare due tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS), l’elicottero ha raggiunto la zona impervia dove la donna era in attesa dei soccorsi e con l’ausilio del verricello si è provveduto al suo recupero.
L’elicottero si è poi diretto sullo stesso scalo aeroportuale palermitano per il successivo trasferimento in ambulanza dell’infortunata escursionista e infine fare rientro alla base di Trapani per riprendere il servizio di prontezza.
La vista di Capo Gallo dalla cabina di pilotaggioIndividuazione del personale a terra e dell’infortunataCircuito di avvicinamento al punto d’interventoAvvicinamento all’hovering per il recupero con verricelloAerosoccorritore e infortunata sono issati a bordoSbarco dell’infortunata all’aeroporto di Bocca di Falco (PA)
Il secondo “piatto” è stato servito nella serata, quando un elicottero HH-139A dell’80° Centro SAR (Search and Rescue) di Decimomannu, in volo per una missione addestrativa su mare nel Golfo di Cagliari, ha ricevuto un ordine d’intervento da parte del RCC del COA. Lo stesso centro nevralgico della Forza Armata per la gestione delle attività di ricerca e soccorso aereo in Italia, a sua volta era stato interessato dal Maritime Rescue Sub-Center (MRSC) di Cagliari, che aveva ricevuto l’allarme per la ricerca di un windsurfista di cui si erano perse le tracce in zona Capo Spartivento.
L’operatore del RCC ha dapprima contattato l’equipaggio per chiedere quale fosse l’autonomia residua e se ci fosse la possibilità di iniziare immediatamente la ricerca. Avuto riscontro affermativo da parte dell’equipaggio, ha quindi disposto il passaggio da missione addestrativa a missione di soccorso reale.
L’elicottero, raggiunta la zona di Capo Spartivento, ha rapidamente individuato un windsurf su un tratto di costa rocciosa, poi ha trovato l’uomo che cercava di risalire la scogliera. L’equipaggio ha manovrato per atterrare fuori campo e prendere contatto col malcapitato, un italiano di 58 anni, assicurandosi delle sue condizioni e fornendo una prima assistenza che gli consentisse di attendere i soccorsi da terra. L’elicottero, al limite dell’autonomia data dal carburante, è ripartito per fare rientro alla base. Tuttavia, poco dopo, l’equipaggio – dopo uno scambio di comunicazioni con gli enti del controllo – ha ricevuto l’ordine di procedere al recupero dell’uomo e al trasporto all’ospedale Brotzu di Cagliari per precauzione. L’elicottero, è tornato quindi sul punto e ha rilasciato tramite verricello l’aerosoccorritore nei pressi dello sfortunato surfista. Il tempo di informarlo del cambio di programma ed è stato quindi issato a bordo mentre nella zona calava la notte. Il surfer è stato trasportato alla piazzola dell’ospedale e affidato alle cure dei sanitari, che nel frattempo erano stati avvertiti dell’arrivo del mezzo di soccorso.
L’HH-139A dell’80° Centro SAR atterrato sulla piazzole dell’ospedale Brotzu di Cagliari
Di seguito il video-racconto di Massimo, il surfista, che offre il prezioso punto di vista di chi è soccorso (è anche divertente).
L’80° Centro SAR di Decimomannu e l’82° Centro SAR di Trapani dipendono dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.
Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita.
Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.
Dal 15° Stormo di Cervia dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma) e l’81° Centro Addestramento Equipaggi anch’esso di base a Cervia.
Fonte: Aeronautica Militare Italiana
[Nota dell’Editor: desidero chiudere questo articolo ringraziando ovviamente gli equipaggi intervenuti per rinnovarmi ogni volta l’orgoglio di essere stato “uno del Quindicesimo”. So che lo siete anche voi, soprattutto dopo che vi siete tolti il casco al rientro da una missione di soccorso andata a buon fine. Siatelo sempre. Buon 1° Maggio e Mammajut!]
Missione congiunta di salvataggio del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano e dell’Aeronautica Militare sul Monte Monaco a San Vito Lo Capo (TP)
Trapani, 18/04/2026 – l’82° Centro SAR (Search And Rescue) ha portato a termine con successo un complesso intervento di soccorso in favore di un alpinista di nazionalità polacca, rimasto infortunato a una caviglia durante la scalata del Monte Monaco, lungo la “via delle Punte”.
L’uomo faceva parte di un gruppo di due cordate, composte da connazionali, che erano impegnate nella salita della parete. L’allarme è stato lanciato tramite la Centrale Operativa 118 Palermo-Trapani, che ha attivato il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS).
Considerata la complessità dello scenario operativo, il SASS ha richiesto il supporto dell’Aeronautica Militare, che attraverso il Comando Operazioni Aerospaziali (COA) ha disposto l’intervento di un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR del 15° Stormo, decollato da Trapani-Birgi. Dopo aver imbarcato due tecnici di elisoccorso del SASS, è stato effettuato un primo tentativo di recupero mediante verricello, reso però impossibile a causa delle condizioni meteorologiche avverse.
I due tecnici sono stati quindi sbarcati in quota, e successivamente l’elicottero ha trasportato ulteriori sette operatori del SASS, permettendo la costituzione di una squadra completa in parete. I soccorritori hanno quindi raggiunto a piedi la cima del Monte Monaco, trasportando le attrezzature necessarie per il recupero.
Individuata la linea di calata, due tecnici del SASS si sono calati per circa 120 metri lungo la parete, riuscendo a raggiungere l’infortunato. Dopo avere messo in sicurezza l’alpinista, hanno immobilizzato l’arto inferiore.
L’alpinista quindi è stato recuperato fino in cima mediante un sistema di paranchi che la squadra SASS aveva predisposto e che ha consentito di coprire la distanza che separava il punto di recupero dell’infortunato dalla vetta (120 metri circa).
Una volta in cima, il ferito è stato imbarellato e trasportato dalla squadra SASS a una quota inferiore, dove le condizioni meteo erano meno proibitive e che hanno consentito l’intervento dell’elicottero, sebbene ormai sopraggiunta l’oscurità della notte. Imbarcato l’alpinista sull’elicottero, l’equipaggio ha fatto immediatamente rotta verso l’ospedale di Trapani, dove ha affidato l’infortunato alle cure del personale sanitario del 118.
Con una serie di spole tra Monte Monaco e la zona di sbarco sono stati inoltre recuperati i Tecnici del Soccorso Alpino.
L’operazione, resa complessa dalla orografia della zona d’intervento e dalle condizioni meteorologiche sfavorevoli, ha richiesto a tutti elevata professionalità e coordinamento tra l’Aeronautica Militare e il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano, confermando l’efficacia della sinergia tra le componenti del sistema di soccorso in ambienti impervi.
L’Operatore di Bordo coadiuva i piloti nella fase di avvicinamento e ricognizione della zona d’intervento.Imbarco di altri tecnici del Soccorso alpino e Speleologico Siciliano da portare in quota su Monte Monaco.I tecnici del SASS provvedono a completare l’imbarellamento dell’alpinista.La squadra SASS trasporta l’infortunato verso la zona di imbarco in elicottero.
Atterraggio notturno fuori campo per l’HH-139B
L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.
Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.
[Fonte: Aeronautica Militare, 15° Stormo, 82° Centro SAR – Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione]
Gli ultimi giorni del 2025 non hanno risparmiato il personale dell’82° Centro SAR (Search And Rescue) del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare che hanno chiuso un anno davvero intenso in termini di soccorsi, trasporti sanitari e attività antincendio boschiva.
HH-139B in sosta “fuori campo”
Lo scorso 30 dicembre, infatti, un HH-139B dell’82° Centro SAR, su task del Comando Operazioni Aerospaziali (COA), ha svolto un intervento di soccorso nel territorio del comune di Isnello (PA), per recuperare un escursionista svedese rimasto infortunato.
L’escursionista stava seguendo il sentiero che porta da Isnello a Pizzo Croce (uno dei tanti itinerari presenti nel Parco delle Madonie) in compagnia della moglie, quando è caduto lungo il tracciato, riportando un trauma a uno degli arti inferiori che gli ha impedito di proseguire autonomamente. Data la situazione, l’uomo ha prontamente chiamato il 112, Numero unico per le emergenze, segnalando quanto accaduto e richiedendo aiuto. La chiamata è stata quindi inoltrata al Servizio di Emergenza Sanitaria 118 che, valutate le informazioni e la zona d’intervento impervia, ha attivato il locale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS).
Il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS), al fine di ridurre al minimo i tempi di intervento, contemporaneamente all’invio di una squadra a terra, ha quindi richiesto il supporto dell’Aeronautica Militare, in base al consolidato protocollo di collaborazione esistente tra le Amministrazioni.
L’equipaggio in prontezza dell’82° Centro SAR, imbarcati due tecnici di elisoccorso del CNSAS, ha condotto l’elicottero alla zona d’intervento ma, a causa della presenza di nuvolosità bassa che lambiva il punto dove era l’infortunato, il Capo equipaggio ha optato di far scendere la squadra in un’area leggermente più a valle calandola con il verricello. L’escursionista è stato quindi raggiunto a piedi sia dalla squadra di terra del Soccorso alpino, che dai due tecnici di elisoccorso e dall’aerosoccorritore dell’Aeronautica Militare.
Dopo essere stato stabilizzato, immobilizzato e trasportato in una zona sgombra dalle nubi, l’uomo è stato issato a bordo dell’elicottero tramite verricello e infine trasportato presso l’Ospedale Civico di Palermo dove è stato affidato al personale del Pronto Soccorso per le cure del caso.
Le operazioni al verricelloIl Pilota ai comandi si prepara all’avvicinamento alla piazzola dell’ospedaleLo sbarco dell’infortunato all’Ospedale di Palermo
All’operazione hanno partecipato anche i Carabinieri e i Vigili del Fuoco, per le attività di competenza e il supporto alle operazioni di soccorso.
L’Aeronautica Militare, attraverso i Centri SAR del 15° Stormo dislocati sul territorio nazionale, assicura 24 ore su 24 il servizio di ricerca e soccorso a favore della collettività, contribuendo quotidianamente alla salvaguardia della vita umana, in sinergia con le altre Amministrazioni dello Stato.
[Fonte: Stato Maggiore dell’Aeronautica – 5° Reparto “Comunicazione” – Ufficio Pubblica Informazione (Roma)]
Salvataggio in elicottero in collaborazione con il Servizio Regionale Sicilia del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Lo scorso 24 ottobre, un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR (Search and Rescue – Ricerca e Soccorso) dell’Aeronautica Militare, di base sull’aeroporto militare di Trapani, è intervenuto per soccorrere un uomo nella zona di Macari, a sud di San Vito Lo Capo (TP). L’intervento è stato portato a termine insieme a un team del Servizio Regionale Sicilia del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
La missione è stata ordinata e coordinata dal Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (Ferrara) del Comando della Squadra Aerea di Milano, che ha disposto il decollo dell’elicottero su richiesta del Soccorso Alpino.
L’equipaggio è decollato alle 15 e si è diretto a Castellammare del Golfo (TP) dove ha prelevato il team di 2 specialisti del Soccorso Alpino.
Successivamente ha raggiunto la posizione del traumatizzato, un trentanovenne di nazionalità francese con frattura agli arti inferiori e impossibilitato a muoversi, alla base della parete rocciosa a nord di Macari.
Dall’elicottero si sono calati con il verricello i due tecnici e l’Aerosoccorritore dell’equipaggio dell’Aeronautica Militare, i quali hanno dapprima verificato le condizioni del paziente e poi hanno proceduto al suo recupero tramite il triangolo di evacuazione.
Successivamente, l’equipaggio ha fatto prua in direzione dell’Ospedale San Antonio Abate di Trapani, dove il paziente è stato affidato alle cure del personale medico specializzato.
L’elicottero ha poi fatto nuovamente tappa a Castellammare del Golfo per sbarcare il personale del Soccorso Alpino ed è rientrato presso la base aerea di Trapani alle 17, riprendendo la regolare prontezza SAR nazionale, e completando tutte le operazioni in due ore di volo.
L’OB si prepara a calare con il verricello il team del CNSASL’OB cala col verricello l’operatore CNSASIl pilota ai comandiLa discesa col verricello ripresa dalla videocamera di bordoOB, Ars e operatore CNSAS osservano dal portellone il punto di sbarcoLo sbarco del traumatizzato all’ospedale di TPIl ferito viene preso in carico dal personale sanitario
L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.
Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.
Dal 15° Stormo di Cervia, oltre all’82° Centro SAR di Trapani, dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’80° Centro SAR di Decimomannu (Cagliari), l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma).
[Fonte: Pubblica Informazione 82° Centro SAR – 15° Stormo dell’Aeronautica Militare]
Intervento congiunto dell’Aeronautica Militare e del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano sulla rocca di Cefalù
Il 13 ottobre 2025, un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR (Search and Rescue – Ricerca e Soccorso) dell’Aeronautica Militare, di base sull’aeroporto militare di Trapani, è intervenuto per recuperare una donna con trauma cranico sulla rocca di Cefalù (PA), insieme a un team del Soccorso Alpino e Speleologico.
La missione è stata coordinata dal Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (Ferrara), che ha disposto il decollo dell’elicottero su richiesta del Soccorso Alpino.
L’equipaggio è decollato alle 14 e si è diretto all’aeroporto di Palermo Boccadifalco, dove ha prelevato un team di 2 specialisti del Soccorso Alpino.
Successivamente ha raggiunto la posizione della traumatizzata, una turista tedesca, sulla rocca nell’entroterra del paese di Cefalù.
Dall’elicottero si sono calati con il verricello i due tecnici e l’Aerosoccorritore dell’equipaggio dell’Aeronautica Militare, che hanno dapprima verificato le condizioni generali della paziente e poi hanno proceduto con il recupero tramite il triangolo di evacuazione.
Terminato il recupero a bordo della traumatizzata e del personale di soccorso, l’equipaggio ha fatto nuovamente rotta per Cefalù, dove la paziente è stata sbarcata sulla piazzola elicotteri cittadina, unico punto utile dove i mezzi di soccorso del 118 su terra potessero arrivare per darle assistenza.
Con la traumatizzata passata alle cure del personale sanitario, l’HH-139B ha fatto riportato il personale del CNSAS a Boccadifalco ed è rientrato presso la base aerea di Trapani alle 15:50, riprendendo la regolare prontezza SAR nazionale, completando tutte le operazioni in meno di due ore di volo.
OB e un soccorritore CNSAS durante il volo di trasferimento sull’area di interventoL’OB e il soccorritore osservano l’area dal portelloneIl verricello ripreso della videocamera di bordoIl soccorritore CNSAS e la donna infortunata stanno per essere portati a bordoLa rocca di Cefalù si staglia sull’azzurro del mareIl pilota ai comandi durante l’interventoL’HH-139B atterrato sulla piazzola elicotteri di Cefalù
L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.
Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.
Dal 15° Stormo di Cervia, oltre all’82° Centro SAR di Trapani, dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’80° Centro SAR di Decimomannu (Cagliari), l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma).
[Fonte: Pubblica Informazione 82° Centro SAR – 15° Stormo dell’Aeronautica Militare]
Nel tardo pomeriggio del 10 settembre scorso, un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR (Search and Rescue – Ricerca e Soccorso) dell’Aeronautica Militare, di base sull’aeroporto militare di Trapani, è intervenuto – insieme a un team del Soccorso Alpino e Speleologico – per recuperare un uomo colto da un principio di infarto e in difficoltà respiratorie mentre faceva un trekking sulle alture vicino a Chiusa Sclafani (PA).
La missione è stata coordinata dal Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (Ferrara), che ha disposto il decollo dell’elicottero su richiesta del Soccorso Alpino, allertato dall’escursionista stesso che ha contattato il numero unico di emergenza 112.
L’equipaggio è decollato alle 17:45 per dirigersi verso l’aeroporto di Palermo Boccadifalco, dove ha prelevato il team di 2 specialisti del Soccorso Alpino.
Successivamente ha raggiunto la posizione del traumatizzato, un uomo di 72 anni di nazionalità olandese insieme alla compagna.
Dopo veloci considerazioni su come effettuare il recupero, dall’elicottero si sono calati grazie all’uso del verricello i due tecnici e l’Aerosoccorritore dell’equipaggio dell’Aeronautica Militare, che hanno dapprima sincerato le condizioni stabili dell’uomo e poi hanno proceduto con il recupero della coppia rimasta isolata in zona impervia.
Reimbarcati Aerosoccorritore e tecnici del Soccorso Alpino, l’elicottero ha fatto rotta verso l’ospedale Civico di Palermo dove ad aspettare il paziente c’era il personale del 118 che lo ha preso in carico e ha provveduto al trasporto dentro l’ospedale, confermando successivamente la diagnosi di infarto.
L’equipaggio ha successivamente rilasciato il personale del CNSAS a Boccadifalco ed è rientrato presso la base aerea di Trapani, riprendendo la regolare prontezza SAR nazionale, completando tutte le operazioni in poco più di due ore di volo.
Il rilascio con verricello del personale CNSASLe fasi di stabilizzazione dell’uomo colpito da maloreUn momento del recupero con verricello
L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.
Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.
Dal 15° Stormo di Cervia, oltre all’82° Centro SAR di Trapani, dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’80° Centro SAR di Decimomannu (Cagliari), l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma).
[Fonte: Pubblica Informazione 82° Centro SAR – 15° Stormo dell’Aeronautica Militare]
Domenica 5 ottobre ore 18:48, sono reperibile per allarme SAR nazionale quando squilla il telefono e leggo
“Sala Operativa 85°”, rispondo immediatamente e…“Abbiamo un esecutivo, devi venire in campo”.
Mi vesto, do un bacio ai bambini e spiego velocemente a mia moglie che sto partendo per andare a recuperare qualcuno che ha bisogno di noi. Lei è chiaramente preoccupata ma la rassicuro dicendole che andrò in volo con un istruttore esperto, chiudo la porta e salgo in macchina.
Mentre guido ripeto a me stesso “Dai che questa è la volta giusta, mi hanno chiamato altre tre volte e non sono mai partito per un soccorso reale”.
Arrivo in aeroporto e vado subito in sala operativa, raccolgo le informazioni necessarie per pianificare e, mentre allestiscono l’elicottero con l’attrezzatura necessaria per il soccorso, noi dell’equipaggio facciamo un briefing dettagliato su cosa ci aspettiamo e come ci comporteremo durante il soccorso.
Ultimi coordinamenti con il Desk Rescue Coordination Centre e con il personale presente sul posto del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e finalmente si sale sull’elicottero.
Mettiamo in moto, indossiamo i visori notturni e alle 20:29 la RILA decolla direzione Rifugio Ciro Manzini, 2.522 metri di altitudine, alle pendici settentrionali del Monte Amaro per recuperare 4 persone impossibilitate a muoversi e a rischio di ipotermia.
Quando ci troviamo in prossimità del massiccio della Maiella, vediamo delle nuvole che potrebbero ostacolare il soccorso, ma superata la cima del Monte Amaro la situazione sembra leggermente migliore.
Avvistiamo finalmente il rifugio e il capo equipaggio effettua delle ricognizioni per capire come sono i venti di caduta che potrebbero destabilizzare l’elicottero durante la fase di avvicinamento al target. Vediamo,
inoltre, che ci sono delle nuvole basse che ci lasciano poco margine di quota per operare e le performances dell’elicottero non ci permettono di recuperare in un’unica volta i 4 ragazzi da soccorrere ed il personale del CNSAS.
IL Capo Equipaggio durante la ricognizioneIl rifugio di Monte Amaro
“Ci siamo” dice il capo equipaggio, “il prossimo avvicinamento sarà per un atterraggio”. Abbiamo studiato la zona e preso tutti i riferimenti necessari, il terreno è innevato ma non sappiamo quanto sia soffice la neve sulla quale poggeremo le ruote.
Le persone soccorse a bordo del HH-139 dell’85° Centro
Atterriamo e l’aerosoccorritore scende per recuperare i 4 ragazzi, che salgono con difficoltà e cautela a bordo, si legano e decolliamo direzione ospedale SS. Annunziata di Chieti dove finalmente li consegniamo al personale del 118 per effettuare i dovuti controlli medici.
Lo sbarco delle persone soccorse all’ospedale – 1 –Lo sbarco delle persone soccorse all’ospedale – 2-
Stacchiamo ancora le ruote da terra per tornare una seconda volta sul Monte Amaro per prendere i 3 soccorritori del CNSAS, ma questa volta dobbiamo andare all’aeroporto di Pescara perché il carburante non è sufficiente per rientrare a Pratica di Mare.
Mentre riforniamo l’elicottero, facciamo un briefing con i ragazzi del CNSAS su dove dovremo lasciarli per poter tornare a casa e così, riavviamo i motori e decolliamo da Pescara. Lasciamo, dunque, il personale del CNSAS e si torna a Pratica di Mare, dove la RILA atterra alle 23:54, de-briefing della missione, ultime pratiche post-volo e torno a casa.
L’avvicinamento per il recupero della squadra CNSAS
Sono le 01:00 di notte, entro in camera dei bambini e vedo che dormono, mi metto a letto vicino a mia moglie che ha una mano sul mio cuscino. Chiudo gli occhi, non realizzando ancora se è tutto vero quello che ho vissuto o è stato solo un sogno.
“Aquiletta” del Soccorso Aereo – Tradizionalmente si riceve dopo il primo intervento operativo di soccorso
[Nota dell’Editore]
Desidero ringraziare di cuore il Magg. D’Angelo per aver raccontato il suo primo intervento operativo reale, condividendo i suoi pensieri e le sue emozioni dal punto di vista intimo, in relazione alla propria famiglia. Quelli che ha avuto e sperimentato sono pensieri ed emozioni che hanno vissuto generazioni di uomini e donne del Soccorso Aereo e che – posso garantire – sono il corollario immancabile di questa professione, di questo “privilegio di salvare vite”.
Grazie ancora per avermele fatte rivivere e Mammajut!
L’avevo scritto il 22 luglio scorso che l’82° Centro SAR era stato sugli scudi e che il mese non era ancora finito.
Luglio alla fine si è chiuso con un intervento in ambiente montano per gli equipaggi dell’82° Centro SAR, i quali sono stati chiamati nel tardo pomeriggio del 28 per soccorrere un escursionista straniero infortunatosi nei pressi della Grotta Grattara, in località Gratteri, sui Monti delle Madonie, in Provincia di Palermo.
L’uomo era impegnato in un’escursione assieme alla sua famiglia quando ha perso l’equilibrio ed è caduto per alcuni metri da un salto di roccia. La caduta, fortunatamente non fatale, ha però causato un grave trauma alla spalla. Il dolore e l’impossibilità di muovere l’articolazione, hanno impedito all’uomo di proseguire, portando i familiari a chiamare il 112, la cui Sala Operativa ha attivato la macchina dei soccorsi, dal 118 al Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS) e da questi, grazie al protocollo esistente con l’Aeronautica Militare, si è arrivati all’esecutivo per l’equipaggio in prontezza operativa sulla base aerea di Trapani-Birgi.
Con l’ordine emesso dal Rescue Coordination Center del Comando Operazioni Aerospaziali (COA) dell’Aeronautica Militare, un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR del 15° Stormo è decollato dall’aeroporto di Trapani-Birgi diretto dapprima all’aeroporto cittadino di Boccadifalco (PA), dove ha imbarcato due tecnici di elisoccorso del SASS, e poi ha proseguito sino al luogo dov’era l’infortunato.
Il terreno impervio ha richiesto che i due tecnici del Soccorso Alpino e l’Aerosoccorritore dell’82° Centro SAR fossero calati al suolo tramite verricello ad alcuni metri dal punto dove si trovava l’uomo ferito.
La stessa morfologia con pareti rocciose e la presenza di alberi ha reso a sua volta impraticabile (per la sicurezza di tutti) il recupero in sito sempre tramite verricello.
Essendo presente una strada provinciale sottostante non troppo lontana dalla zona d’intervento, i tecnici del SASS, in accordo con l’equipaggio dell’elicottero, dopo aver immobilizzato e imbracato l’infortunato, hanno usato la loro preparazione alpinistica per calarsi sino ad un punto della summenzionata provinciale, dove, nel frattempo, si era posizionata un’ambulanza del 118. Preso in carico il ferito, i sanitari l’hanno trasportato all’ospedale di Cefalù per le cure del caso.
Con la certezza che il soccorso si fosse concluso positivamente, l’equipaggio e l’elicottero HH-139B sono rientrati all’82° dove hanno ripreso la loro prontezza operativa.
L’intervento conferma l’importanza di una eccellente sinergia tra tutte le componenti del sistema di soccorso, che siano esse dirette o indirette, e di come sia fondamentale la collaborazione tra enti e istituzioni, soprattutto per intervenire in contesti operativi e ambientali difficili, e di come le capacità e la professionalità del personale del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare sia un patrimonio non solo della Difesa ma della collettività.
Un grazie è doveroso al IV Reparto Volo della Polizia di Stato, di stanza presso l’Aeroporto di Boccadifalco, per la sempre puntuale collaborazione e disponibilità. Un ben fatto va anche ai Carabinieri e ai volontari della Protezione Civile di Gratteri.
A tutti, come sempre, il nostro Mammajut!
Il cielo prossimo al tramonto dalla cabina di pilotaggio dell’HH139BIl Copilota dell’equipaggio impegnato nel recupero.La fase di avvicinamento all’hovering per il verricello assistita dalla radioguida dell’Operatore di BordoL’Aerosoccorritore dell’AM viene calato con il verricello
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