Gli ultimi giorni del 2025 non hanno risparmiato il personale dell’82° Centro SAR (Search And Rescue) del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare che hanno chiuso un anno davvero intenso in termini di soccorsi, trasporti sanitari e attività antincendio boschiva.
HH-139B in sosta “fuori campo”
Lo scorso 30 dicembre, infatti, un HH-139B dell’82° Centro SAR, su task del Comando Operazioni Aerospaziali (COA), ha svolto un intervento di soccorso nel territorio del comune di Isnello (PA), per recuperare un escursionista svedese rimasto infortunato.
L’escursionista stava seguendo il sentiero che porta da Isnello a Pizzo Croce (uno dei tanti itinerari presenti nel Parco delle Madonie) in compagnia della moglie, quando è caduto lungo il tracciato, riportando un trauma a uno degli arti inferiori che gli ha impedito di proseguire autonomamente. Data la situazione, l’uomo ha prontamente chiamato il 112, Numero unico per le emergenze, segnalando quanto accaduto e richiedendo aiuto. La chiamata è stata quindi inoltrata al Servizio di Emergenza Sanitaria 118 che, valutate le informazioni e la zona d’intervento impervia, ha attivato il locale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS).
Il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS), al fine di ridurre al minimo i tempi di intervento, contemporaneamente all’invio di una squadra a terra, ha quindi richiesto il supporto dell’Aeronautica Militare, in base al consolidato protocollo di collaborazione esistente tra le Amministrazioni.
L’equipaggio in prontezza dell’82° Centro SAR, imbarcati due tecnici di elisoccorso del CNSAS, ha condotto l’elicottero alla zona d’intervento ma, a causa della presenza di nuvolosità bassa che lambiva il punto dove era l’infortunato, il Capo equipaggio ha optato di far scendere la squadra in un’area leggermente più a valle calandola con il verricello. L’escursionista è stato quindi raggiunto a piedi sia dalla squadra di terra del Soccorso alpino, che dai due tecnici di elisoccorso e dall’aerosoccorritore dell’Aeronautica Militare.
Dopo essere stato stabilizzato, immobilizzato e trasportato in una zona sgombra dalle nubi, l’uomo è stato issato a bordo dell’elicottero tramite verricello e infine trasportato presso l’Ospedale Civico di Palermo dove è stato affidato al personale del Pronto Soccorso per le cure del caso.
Le operazioni al verricelloIl Pilota ai comandi si prepara all’avvicinamento alla piazzola dell’ospedaleLo sbarco dell’infortunato all’Ospedale di Palermo
All’operazione hanno partecipato anche i Carabinieri e i Vigili del Fuoco, per le attività di competenza e il supporto alle operazioni di soccorso.
L’Aeronautica Militare, attraverso i Centri SAR del 15° Stormo dislocati sul territorio nazionale, assicura 24 ore su 24 il servizio di ricerca e soccorso a favore della collettività, contribuendo quotidianamente alla salvaguardia della vita umana, in sinergia con le altre Amministrazioni dello Stato.
[Fonte: Stato Maggiore dell’Aeronautica – 5° Reparto “Comunicazione” – Ufficio Pubblica Informazione (Roma)]
Salvataggio in elicottero in collaborazione con il Servizio Regionale Sicilia del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Lo scorso 24 ottobre, un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR (Search and Rescue – Ricerca e Soccorso) dell’Aeronautica Militare, di base sull’aeroporto militare di Trapani, è intervenuto per soccorrere un uomo nella zona di Macari, a sud di San Vito Lo Capo (TP). L’intervento è stato portato a termine insieme a un team del Servizio Regionale Sicilia del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
La missione è stata ordinata e coordinata dal Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (Ferrara) del Comando della Squadra Aerea di Milano, che ha disposto il decollo dell’elicottero su richiesta del Soccorso Alpino.
L’equipaggio è decollato alle 15 e si è diretto a Castellammare del Golfo (TP) dove ha prelevato il team di 2 specialisti del Soccorso Alpino.
Successivamente ha raggiunto la posizione del traumatizzato, un trentanovenne di nazionalità francese con frattura agli arti inferiori e impossibilitato a muoversi, alla base della parete rocciosa a nord di Macari.
Dall’elicottero si sono calati con il verricello i due tecnici e l’Aerosoccorritore dell’equipaggio dell’Aeronautica Militare, i quali hanno dapprima verificato le condizioni del paziente e poi hanno proceduto al suo recupero tramite il triangolo di evacuazione.
Successivamente, l’equipaggio ha fatto prua in direzione dell’Ospedale San Antonio Abate di Trapani, dove il paziente è stato affidato alle cure del personale medico specializzato.
L’elicottero ha poi fatto nuovamente tappa a Castellammare del Golfo per sbarcare il personale del Soccorso Alpino ed è rientrato presso la base aerea di Trapani alle 17, riprendendo la regolare prontezza SAR nazionale, e completando tutte le operazioni in due ore di volo.
L’OB si prepara a calare con il verricello il team del CNSASL’OB cala col verricello l’operatore CNSASIl pilota ai comandiLa discesa col verricello ripresa dalla videocamera di bordoOB, Ars e operatore CNSAS osservano dal portellone il punto di sbarcoLo sbarco del traumatizzato all’ospedale di TPIl ferito viene preso in carico dal personale sanitario
L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.
Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.
Dal 15° Stormo di Cervia, oltre all’82° Centro SAR di Trapani, dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’80° Centro SAR di Decimomannu (Cagliari), l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma).
[Fonte: Pubblica Informazione 82° Centro SAR – 15° Stormo dell’Aeronautica Militare]
Intervento congiunto dell’Aeronautica Militare e del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano sulla rocca di Cefalù
Il 13 ottobre 2025, un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR (Search and Rescue – Ricerca e Soccorso) dell’Aeronautica Militare, di base sull’aeroporto militare di Trapani, è intervenuto per recuperare una donna con trauma cranico sulla rocca di Cefalù (PA), insieme a un team del Soccorso Alpino e Speleologico.
La missione è stata coordinata dal Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (Ferrara), che ha disposto il decollo dell’elicottero su richiesta del Soccorso Alpino.
L’equipaggio è decollato alle 14 e si è diretto all’aeroporto di Palermo Boccadifalco, dove ha prelevato un team di 2 specialisti del Soccorso Alpino.
Successivamente ha raggiunto la posizione della traumatizzata, una turista tedesca, sulla rocca nell’entroterra del paese di Cefalù.
Dall’elicottero si sono calati con il verricello i due tecnici e l’Aerosoccorritore dell’equipaggio dell’Aeronautica Militare, che hanno dapprima verificato le condizioni generali della paziente e poi hanno proceduto con il recupero tramite il triangolo di evacuazione.
Terminato il recupero a bordo della traumatizzata e del personale di soccorso, l’equipaggio ha fatto nuovamente rotta per Cefalù, dove la paziente è stata sbarcata sulla piazzola elicotteri cittadina, unico punto utile dove i mezzi di soccorso del 118 su terra potessero arrivare per darle assistenza.
Con la traumatizzata passata alle cure del personale sanitario, l’HH-139B ha fatto riportato il personale del CNSAS a Boccadifalco ed è rientrato presso la base aerea di Trapani alle 15:50, riprendendo la regolare prontezza SAR nazionale, completando tutte le operazioni in meno di due ore di volo.
OB e un soccorritore CNSAS durante il volo di trasferimento sull’area di interventoL’OB e il soccorritore osservano l’area dal portelloneIl verricello ripreso della videocamera di bordoIl soccorritore CNSAS e la donna infortunata stanno per essere portati a bordoLa rocca di Cefalù si staglia sull’azzurro del mareIl pilota ai comandi durante l’interventoL’HH-139B atterrato sulla piazzola elicotteri di Cefalù
L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.
Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.
Dal 15° Stormo di Cervia, oltre all’82° Centro SAR di Trapani, dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’80° Centro SAR di Decimomannu (Cagliari), l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma).
[Fonte: Pubblica Informazione 82° Centro SAR – 15° Stormo dell’Aeronautica Militare]
Nel tardo pomeriggio del 10 settembre scorso, un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR (Search and Rescue – Ricerca e Soccorso) dell’Aeronautica Militare, di base sull’aeroporto militare di Trapani, è intervenuto – insieme a un team del Soccorso Alpino e Speleologico – per recuperare un uomo colto da un principio di infarto e in difficoltà respiratorie mentre faceva un trekking sulle alture vicino a Chiusa Sclafani (PA).
La missione è stata coordinata dal Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (Ferrara), che ha disposto il decollo dell’elicottero su richiesta del Soccorso Alpino, allertato dall’escursionista stesso che ha contattato il numero unico di emergenza 112.
L’equipaggio è decollato alle 17:45 per dirigersi verso l’aeroporto di Palermo Boccadifalco, dove ha prelevato il team di 2 specialisti del Soccorso Alpino.
Successivamente ha raggiunto la posizione del traumatizzato, un uomo di 72 anni di nazionalità olandese insieme alla compagna.
Dopo veloci considerazioni su come effettuare il recupero, dall’elicottero si sono calati grazie all’uso del verricello i due tecnici e l’Aerosoccorritore dell’equipaggio dell’Aeronautica Militare, che hanno dapprima sincerato le condizioni stabili dell’uomo e poi hanno proceduto con il recupero della coppia rimasta isolata in zona impervia.
Reimbarcati Aerosoccorritore e tecnici del Soccorso Alpino, l’elicottero ha fatto rotta verso l’ospedale Civico di Palermo dove ad aspettare il paziente c’era il personale del 118 che lo ha preso in carico e ha provveduto al trasporto dentro l’ospedale, confermando successivamente la diagnosi di infarto.
L’equipaggio ha successivamente rilasciato il personale del CNSAS a Boccadifalco ed è rientrato presso la base aerea di Trapani, riprendendo la regolare prontezza SAR nazionale, completando tutte le operazioni in poco più di due ore di volo.
Il rilascio con verricello del personale CNSASLe fasi di stabilizzazione dell’uomo colpito da maloreUn momento del recupero con verricello
L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.
Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.
Dal 15° Stormo di Cervia, oltre all’82° Centro SAR di Trapani, dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’80° Centro SAR di Decimomannu (Cagliari), l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma).
[Fonte: Pubblica Informazione 82° Centro SAR – 15° Stormo dell’Aeronautica Militare]
Domenica 5 ottobre ore 18:48, sono reperibile per allarme SAR nazionale quando squilla il telefono e leggo
“Sala Operativa 85°”, rispondo immediatamente e…“Abbiamo un esecutivo, devi venire in campo”.
Mi vesto, do un bacio ai bambini e spiego velocemente a mia moglie che sto partendo per andare a recuperare qualcuno che ha bisogno di noi. Lei è chiaramente preoccupata ma la rassicuro dicendole che andrò in volo con un istruttore esperto, chiudo la porta e salgo in macchina.
Mentre guido ripeto a me stesso “Dai che questa è la volta giusta, mi hanno chiamato altre tre volte e non sono mai partito per un soccorso reale”.
Arrivo in aeroporto e vado subito in sala operativa, raccolgo le informazioni necessarie per pianificare e, mentre allestiscono l’elicottero con l’attrezzatura necessaria per il soccorso, noi dell’equipaggio facciamo un briefing dettagliato su cosa ci aspettiamo e come ci comporteremo durante il soccorso.
Ultimi coordinamenti con il Desk Rescue Coordination Centre e con il personale presente sul posto del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e finalmente si sale sull’elicottero.
Mettiamo in moto, indossiamo i visori notturni e alle 20:29 la RILA decolla direzione Rifugio Ciro Manzini, 2.522 metri di altitudine, alle pendici settentrionali del Monte Amaro per recuperare 4 persone impossibilitate a muoversi e a rischio di ipotermia.
Quando ci troviamo in prossimità del massiccio della Maiella, vediamo delle nuvole che potrebbero ostacolare il soccorso, ma superata la cima del Monte Amaro la situazione sembra leggermente migliore.
Avvistiamo finalmente il rifugio e il capo equipaggio effettua delle ricognizioni per capire come sono i venti di caduta che potrebbero destabilizzare l’elicottero durante la fase di avvicinamento al target. Vediamo,
inoltre, che ci sono delle nuvole basse che ci lasciano poco margine di quota per operare e le performances dell’elicottero non ci permettono di recuperare in un’unica volta i 4 ragazzi da soccorrere ed il personale del CNSAS.
IL Capo Equipaggio durante la ricognizioneIl rifugio di Monte Amaro
“Ci siamo” dice il capo equipaggio, “il prossimo avvicinamento sarà per un atterraggio”. Abbiamo studiato la zona e preso tutti i riferimenti necessari, il terreno è innevato ma non sappiamo quanto sia soffice la neve sulla quale poggeremo le ruote.
Le persone soccorse a bordo del HH-139 dell’85° Centro
Atterriamo e l’aerosoccorritore scende per recuperare i 4 ragazzi, che salgono con difficoltà e cautela a bordo, si legano e decolliamo direzione ospedale SS. Annunziata di Chieti dove finalmente li consegniamo al personale del 118 per effettuare i dovuti controlli medici.
Lo sbarco delle persone soccorse all’ospedale – 1 –Lo sbarco delle persone soccorse all’ospedale – 2-
Stacchiamo ancora le ruote da terra per tornare una seconda volta sul Monte Amaro per prendere i 3 soccorritori del CNSAS, ma questa volta dobbiamo andare all’aeroporto di Pescara perché il carburante non è sufficiente per rientrare a Pratica di Mare.
Mentre riforniamo l’elicottero, facciamo un briefing con i ragazzi del CNSAS su dove dovremo lasciarli per poter tornare a casa e così, riavviamo i motori e decolliamo da Pescara. Lasciamo, dunque, il personale del CNSAS e si torna a Pratica di Mare, dove la RILA atterra alle 23:54, de-briefing della missione, ultime pratiche post-volo e torno a casa.
L’avvicinamento per il recupero della squadra CNSAS
Sono le 01:00 di notte, entro in camera dei bambini e vedo che dormono, mi metto a letto vicino a mia moglie che ha una mano sul mio cuscino. Chiudo gli occhi, non realizzando ancora se è tutto vero quello che ho vissuto o è stato solo un sogno.
“Aquiletta” del Soccorso Aereo – Tradizionalmente si riceve dopo il primo intervento operativo di soccorso
[Nota dell’Editore]
Desidero ringraziare di cuore il Magg. D’Angelo per aver raccontato il suo primo intervento operativo reale, condividendo i suoi pensieri e le sue emozioni dal punto di vista intimo, in relazione alla propria famiglia. Quelli che ha avuto e sperimentato sono pensieri ed emozioni che hanno vissuto generazioni di uomini e donne del Soccorso Aereo e che – posso garantire – sono il corollario immancabile di questa professione, di questo “privilegio di salvare vite”.
Grazie ancora per avermele fatte rivivere e Mammajut!
L’avevo scritto il 22 luglio scorso che l’82° Centro SAR era stato sugli scudi e che il mese non era ancora finito.
Luglio alla fine si è chiuso con un intervento in ambiente montano per gli equipaggi dell’82° Centro SAR, i quali sono stati chiamati nel tardo pomeriggio del 28 per soccorrere un escursionista straniero infortunatosi nei pressi della Grotta Grattara, in località Gratteri, sui Monti delle Madonie, in Provincia di Palermo.
L’uomo era impegnato in un’escursione assieme alla sua famiglia quando ha perso l’equilibrio ed è caduto per alcuni metri da un salto di roccia. La caduta, fortunatamente non fatale, ha però causato un grave trauma alla spalla. Il dolore e l’impossibilità di muovere l’articolazione, hanno impedito all’uomo di proseguire, portando i familiari a chiamare il 112, la cui Sala Operativa ha attivato la macchina dei soccorsi, dal 118 al Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS) e da questi, grazie al protocollo esistente con l’Aeronautica Militare, si è arrivati all’esecutivo per l’equipaggio in prontezza operativa sulla base aerea di Trapani-Birgi.
Con l’ordine emesso dal Rescue Coordination Center del Comando Operazioni Aerospaziali (COA) dell’Aeronautica Militare, un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR del 15° Stormo è decollato dall’aeroporto di Trapani-Birgi diretto dapprima all’aeroporto cittadino di Boccadifalco (PA), dove ha imbarcato due tecnici di elisoccorso del SASS, e poi ha proseguito sino al luogo dov’era l’infortunato.
Il terreno impervio ha richiesto che i due tecnici del Soccorso Alpino e l’Aerosoccorritore dell’82° Centro SAR fossero calati al suolo tramite verricello ad alcuni metri dal punto dove si trovava l’uomo ferito.
La stessa morfologia con pareti rocciose e la presenza di alberi ha reso a sua volta impraticabile (per la sicurezza di tutti) il recupero in sito sempre tramite verricello.
Essendo presente una strada provinciale sottostante non troppo lontana dalla zona d’intervento, i tecnici del SASS, in accordo con l’equipaggio dell’elicottero, dopo aver immobilizzato e imbracato l’infortunato, hanno usato la loro preparazione alpinistica per calarsi sino ad un punto della summenzionata provinciale, dove, nel frattempo, si era posizionata un’ambulanza del 118. Preso in carico il ferito, i sanitari l’hanno trasportato all’ospedale di Cefalù per le cure del caso.
Con la certezza che il soccorso si fosse concluso positivamente, l’equipaggio e l’elicottero HH-139B sono rientrati all’82° dove hanno ripreso la loro prontezza operativa.
L’intervento conferma l’importanza di una eccellente sinergia tra tutte le componenti del sistema di soccorso, che siano esse dirette o indirette, e di come sia fondamentale la collaborazione tra enti e istituzioni, soprattutto per intervenire in contesti operativi e ambientali difficili, e di come le capacità e la professionalità del personale del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare sia un patrimonio non solo della Difesa ma della collettività.
Un grazie è doveroso al IV Reparto Volo della Polizia di Stato, di stanza presso l’Aeroporto di Boccadifalco, per la sempre puntuale collaborazione e disponibilità. Un ben fatto va anche ai Carabinieri e ai volontari della Protezione Civile di Gratteri.
A tutti, come sempre, il nostro Mammajut!
Il cielo prossimo al tramonto dalla cabina di pilotaggio dell’HH139BIl Copilota dell’equipaggio impegnato nel recupero.La fase di avvicinamento all’hovering per il verricello assistita dalla radioguida dell’Operatore di BordoL’Aerosoccorritore dell’AM viene calato con il verricello
“Era una notte buia e tempestosa sul Corno Piccolo del Gran Sasso”
Potrebbe tranquillamente iniziare così il racconto dell’intervento di soccorso portato a termine dall’85° Centro SAR (Search And Rescue) la notte del 26 luglio scorso, perché era notte ma la luna non c’era ad aiutare, perché le celle temporalesche in movimento verso l’Appennino generavano fulmini in grado di illuminare il cielo all’improvviso.
Un’emergenza lanciata verso le 17 e conclusasi alle prime luci dell’alba del giorno dopo.
Con un preambolo così – ho pensato – ci vuole uno stile più narrativo che giornalistico.
Ma andiamo per gradi.
È il pomeriggio del 26 luglio, quando il primo in cordata di due alpinisti impegnati nell’ascesa lungo la via “Spigolo delle Guide” nel massiccio del Gran Sasso, perde la presa e precipita, strappando anche alcune protezioni, e ferendosi in modo serio agli arti nell’urto con le rocce. Il compagno di scalata, nel tentativo di frenare la caduta si è ustionato le mani nel serrare le corde. Un quadro grave, all’interno del quale, grazie alla loro esperienza, i due sono riusciti ad aiutarsi e a realizzare una sosta d’emergenza in parete e a chiamare i soccorsi.
Il Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo si è immediatamente attivato. Tecnici e sanitari si sono imbarcati sull’elicottero del 118 che li ha portati in quota e ha anche tentato l’avvicinamento per il recupero in parete, ma, a causa delle forti raffiche di vento dovute alle condizioni meteorologiche, ha optato per lasciare la squadra di soccorso più in basso, dove avrebbero affrontato una successiva arrampicata lungo l’itinerario e la salita in parete per raggiungere i feriti.
Ricevute queste notizie, senza perdere tempo, il Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo ha allertato la catena per richiedere l’intervento dell’Aeronautica Militare, ed il Rescue Coordination Center (RCC) del Comando Operazioni Aeree (COA) di Poggio Renatico ha preallertato l’equipaggio d’allarme dell’85° Centro di Pratica di Mare.
Ma sono già le 19:30 quando ciò avviene, e in mezz’ora terminerà il turno di prontezza dell’equipaggio iniziato 12 ore prima. Ma tra poco inizierà a fare pure buio: bisogna fare presto!
Così, con l’ordine esecutivo, l’equipaggio fa decollare l’elicottero HH-139B alle 20:00 locali e si dirige velocemente sulla zona di recupero, posta a 7100ft (oltre 2160m) di quota.
Il Capo Equipaggio, dopo la ricognizione, tenta di effettuare l’avvicinamento per il recupero da parete, ma le condizioni del vento, forte e variabile con raffiche di caduta, lo rendono impossibile anche a lui, almeno in quel punto.
Dopo un consulto con l’RCC, il CNSAS e l’equipaggio del turno notturno, consci che il soccorso avrebbe richiesto più tempo, si opta per un rientro a Pratica di Mare per cambio equipaggio. Nel frattempo, la squadra di soccorso a terra cercherà di posizionarsi con il ferito grave in un altro punto.
Il tempo di rientrare, rifornire l’elicottero, ricevere le informazioni con l’equipaggio smontante e il secondo decollo da Pratica di Mare avviene poco dopo la mezzanotte e mezza (00:37L), direzione Corno Piccolo del Gran Sasso. Individuata la squadra nel nuovo punto raggiunto, che resta ancora intorno ai 7000ft (circa 33m in meno), il Capo equipaggio tenta di far avvicinare il suo HH-139 per il recupero, ma il vento imprevedibile e turbolento non consente nemmeno stavolta un recupero sicuro.
Non c’è altra soluzione: la squadra del Soccorso Alpino deve spostarsi ancora se si vuole tentare il recupero del traumatizzato con l’elicottero. E non c’è solo potenzialmente lui da salvare. Celle temporalesche sono in movimento sugli Appennini e c’è il rischio che possano abbattersi anche in zona, mettendo ancora più in difficoltà i tecnici e i sanitari del Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo. Equipaggio, RCC e squadre a terra sono concordi: si rifornisce e si riprova.
Dopo il rifornimento all’aeroporto di Pescara e il necessario aggiornamento meteo, l’equipaggio dell’85° stacca le ruote dal suolo alle 03:13L per un nuovo tentativo di recupero nella nuova zona raggiunta dalla squadra di soccorso a 6500Ft.
La luminosità ambientale è praticamente nulla e anche con gli immancabili NVG, i visori notturni, individuare il punto non è semplice.
Lampi improvvisi illuminano l’orizzonte e la prima ricognizione, quella c.d. “alta” non promette bene perché il vento continua a far ballare l’elicottero e la turbolenza costringe a variazioni di potenza ampie, praticamente dalla minima a quasi quella massima al decollo.
L’equipaggio decide di fare anche la ricognizione “bassa” e, dopo alcuni schiaffi di vento, in prossimità del punto i vortici spariscono. Il Capo Equipaggio decide di cogliere l’opportunità e di procedere direttamente all’atterraggio.
Imbarcato il traumatizzato, il medico e l’infermiere, l’HH-139 decolla di nuovo in direzione Pescara, dove consegna alle cure dei sanitari del 118 il traumatizzato. Le squadre del Soccorso Alpino hanno completato il rientro a piedi fino alla località Prati di Tivo, concludendo anche le loro le operazioni attorno all’alba.
Con la consapevolezza e la soddisfazione di aver portato a termine un recupero difficile, l’equipaggio dell’85° può ora prendersi una pausa per una meritata colazione alle prime luci dell’alba.
Terminato il rifornimento, aggiornate le meteo che confermano ancora la presenza di celle temporalesche in rotta, alle 05:14L l’equipaggio fa decollare il suo 139 dall’aeroporto di Pescara per rientrare a “casa” a Pratica di Mare.
Fine
(o quasi)
Le condizioni (e la visibilità) della zona d’atterraggioIl volo di trasferimento dal Gran Sasso a PescaraIl volo di trasferimento dal Gran Sasso a Pescara – l’alpinista infortunatoIl volo di trasferimento dal Gran Sasso a Pescara – i Soccorritori AM e SAS AbruzzoIl volo di trasferimento dal Gran Sasso a Pescara – Si scioglie la tensioneIl volo di trasferimento dal Gran Sasso a Pescara – Si aggiornano i propri cariLo sbarco del traumatizzato a PescaraLo sbarco del traumatizzato a Pescara – il passaggio di barellaLo sbarco del traumatizzato a Pescara – Capo equipaggio, Operatore di bordo e personale del 118
La foto dell’Equipaggio col personale di servizio al rientro a Pratica di Mare
C’è molto in questo racconto da evidenziare:
il sangue freddo dei due alpinisti che si sono messi in sicurezza e allertato i soccorsi nonostante le ferite;
la preparazione e determinazione della squadra del Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo che ha superato tratti tecnici complessi e resi ancora più insidiosi dal forte vento nei tratti esposti;
la professionalità e la capacità di valutare la situazione degli equipaggi alternatisi, sia nel dettaglio puntuale della zona d’intervento che nel quadro complessivo della situazione, nonché la conoscenza delle performance dell’HH139B e di sfruttarne l’inviluppo di volo.
Per questo, a me sorge istintivamente fare i complimenti a tutti, in particolare ai “Leoni” dell’85° Centro SAR e al loro Comandante, protagonista ai comandi dell’elicottero, perché avrebbero potuto mollare, le condizioni non erano favorevoli e nessuno avrebbe potuto dar loro torto. Però non l’hanno fatto e hanno lavorato sinergicamente con la squadra a terra, con il personale Rescue Coordination Center dell’Aeronautica Militare (che ha svolto i coordinamenti con tutti gli enti coinvolti e supportato il processo decisionale degli equipaggi coinvolti) per cambiare le condizioni e cercare di garantire che l’infortunato potesse ricevere le cure necessarie prima possibile.
Un grazie speciale va al Maggiore Bruno Monteferri, Comandante dell’85° Centro SAR, per avermi fornito non solo le immagini ma anche un resoconto in formato “audible” che ha reso coinvolgente la mia opera di sintesi e racconto.
20-21 luglio 2025. Una domenica notte di lavoro ad alta quota per l’85° Centro SAR (Search And Rescue – Ricerca e Soccorso) sui Monti della Laga, per recuperare due escursionisti bloccati dal buio e dall’impossibilità di proseguire in sicurezza a 2400 metri, in località Pizzo di Moscio (provincia di Rieti).
La località è una nota destinazione per gli amanti delle escursioni in montagna e non è nuova a mettere in difficoltà anche i più esperti.
Come sovente accade, data la condizione notturna, la quota e la situazione del terreno, è stato richiesto l’intervento di un elicottero del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare, da parte delle autorità locali preposte.
Dopo l’ordine di decollo del Comando Operazioni Aeree dell’Aeronautica Militare, l’equipaggio in prontezza operativa dell’85° è decollato dall’Aeroporto di Pratica di Mare intorno alle 23:30.
Con l’ausilio dei Night Vision Goggles – NVG – i visori notturni in dotazione all’equipaggio, e degli apparati di ricerca installati sull’elicottero HH-139B, i due escursionisti sono stati rapidamente individuati, recuperati e trasportati alla vicina elisuperficie di Amatrice.
Lì era in attesa una squadra di tecnici del CNSAS-Lazio, pronta all’imbarco e ad operare in sinergia con l’equipaggio dell’Aeronautica Militare in caso di necessità, comprendente un soccorritore medico che ha visitato i due escursionisti ed escluso il bisogno di ulteriore assistenza sanitaria.
L’elicottero è quindi rientrato alla base di Pratica di Mare dove l’equipaggio ha ripreso l’attività di prontezza operativa.
Per i Leoni dell’85° Centro SAR il nostro Mammajut!
Il mese non è ancora finito ma l’attività operativa di soccorso per l’82° Centro S.A.R. (Search and Rescue – Ricerca e Soccorso) del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare è già intensa.
Il primo intervento c’è stato il 7 luglio, quando l’82°, su ordine del Comando Operazioni Spaziali dell’AM, un HH-139B è intervenuto per recuperare una donna traumatizzata nella Riserva Naturale dello Zingaro (splendida oasi collocata lungo la costa rocciosa in provincia di Trapani).
I piloti si preparano al decollo
L’equipaggio è decollato alle 16:30 per dirigersi verso il campo sportivo di Castellammare del Golfo, dove ha prelevato il team di 2 specialisti del Soccorso Alpino e Speleologico. Successivamente ha raggiunto la cala della Riserva dello Zingaro dove era situata la traumatizzata, una donna di 28 anni straniera impossibilitata a muoversi.
L’equipaggio imbarca il team CNSAS
Dall’elicottero sono sbarcati i 2 tecnici del CNSAS e l’aerosoccorritore dell’equipaggio dell’AM, che hanno prima immobilizzato e assicurato la gamba della paziente e poi l’hanno fatta salire a bordo a mezzo verricello.
L’HH139B in hovering durante il verricelloIl pilota ai comandi durante il verricelloL’operatore di bordo esegue il verricelloLa paziente viene issata a bordo dell’elicottero
L’elicottero si è quindi diretto nuovamente verso il campo sportivo di Castellammare del Golfo dove ha sbarcato i 2 tecnici e lasciato la paziente alle cure del 118.
L’equipaggio è successivamente rientrato presso la base aerea di Trapani, riprendendo la regolare prontezza SAR nazionale, atterrando alle 17:45, completando tutte le operazioni in poco più di un’ora di volo.
Altro intervento è avvenuto nella notte del 12 luglio, quando un equipaggio dell’82° è intervenuto, anche in questo caso insieme a un team del Soccorso Alpino e Speleologico, per soccorrere una donna traumatizzata e impossibilitata a muoversi nella zona di Piano Battaglia (Parco delle Madonie, in provincia di Palermo),
L’equipaggio è decollato alle 23:00 per dirigersi presso l’aeroporto di Palermo Boccadifalco, dove ha prelevato il team di 2 specialisti del Soccorso Alpino, ridecollando subito dopo per raggiungere la posizione della traumatizzata, una zona impervia a 1900 metri di altitudine.
Dall’elicottero sono sbarcati i 2 tecnici e l’aerosoccorritore dell’equipaggio dell’Aeronautica Militare, che hanno messo in sicurezza la paziente e l’hanno imbarcata a bordo.
L’elicottero, quindi, si è diretto verso Boccadifalco dove ha sbarcato il team del Soccorso Alpino e Speleologico e lasciato la paziente alle cure del 118.
L’equipaggio è successivamente rientrato presso la base aerea di Trapani, riprendendo la regolare prontezza SAR Nazionale, completando tutte le operazioni in tre ore di missione.
L’elicottero a Boccadifalco per l’imbarco del team CNSASLa paziente è imbarcata a bordo
L’affidamento alle cure del 118 della traumatizzata
Dulcis in fundo (si fa per dire!), nelle prime ore della giornata del 15 luglio, c’è stata una richiesta di trasporto sanitario urgente da Favignana (TP) per recuperare una signora anziana rimasta gravemente traumatizzata ad un arto inferiore in seguito ad una caduta.
Il decollo per l’equipaggio è avvenuto alle 04:15, direzione l’isola dell’arcipelago delle Egadi, dove sono stati imbarcati sia la donna infortunata che il personale sanitario che le ha continuato l’assistenza durante il volo verso l’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani.
Preparandosi per la missione
All’atterraggio alla struttura ospedaliera, la paziente è stata sbarcata e affidata alle cure del personale sanitario dell’ospedale.
L’elicottero ha quindi riportato a Favignana il personale sanitario, fondamentale primo presidio medico dell’isola, e poi ha fatto rientro alla base aerea di Trapani, alle 04:45 circa, riprendendo la regolare prontezza SAR nazionale.
Che dire? Complimenti a tutto l’82° Centro SAR!
“MAMMAJUT!” ♥
[Per chi non ci conosce]
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L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.
Dal 15° Stormo di Cervia, oltre all’82° Centro SAR di Trapani, dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’80° Centro SAR di Decimomannu (Cagliari), l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma).
Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.
Il Soccorso Aereo dell’Aeronautica Militare, con gli equipaggi del 15° Stormo, garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, senza soluzione di continuità, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo, inoltre, ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche marginali.
La Pasqua, quindi, non fa eccezione e nel pomeriggio del 20 aprile scorso, l’equipaggio in prontezza d’allarme dell’82° Centro SAR, ha ricevuto l’ordine di missione dalla Sala Operativa del Rescue Coordination Center (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (FE), per recuperare una donna gravemente ferita nella riserva naturale dello Zingaro (TP) (https://www.riservanaturalezingaro.com/)
Intorno alle 16 l’elicottero HH-139B è decollato e, dopo aver imbarcato due operatori del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS) a Castellammare del Golfo, si è diretto in direzione della Riserva dello Zingaro per soccorrere la donna ferita. Trovandosi in una zona impervia che non consentiva l’atterraggio dell’elicottero, il recupero è stato fatto grazie all’utilizzo del verricello di bordo. L’equipaggio ha fatto quindi rotta nuovamente presso il campo sportivo di Castellammare del Golfo dove è atterrato ed ha affidato la donna alle cure del 118.
Poco più di un’ora dopo il decollo, l’equipaggio ha fatto rientro alla base aerea di Trapani-Birgi riprendendo la prontezza per il servizio di ricerca e soccorso nazionale a disposizione della collettività ogni singolo giorno dell’anno.
Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato più di 7500 persone in pericolo di vita. Dal 2018 l’82° Centro ha acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e la lotta agli incendi in Sicilia.
Pronti per il recupero con il verricello.Lo sbarco della donna infortunata
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