Anno sociale 2026 – Lettera del Presidente AG15

Amici carissimi, “Gente” dell’AG15° e del 15° Stormo,
siamo all’inizio di un nuovo anno sociale, il 2026, e, in aggiunta agli auguri a tutti per un sereno anno, è l’occasione per fare un consuntivo e una proiezione per il futuro. Abbiamo trascorso il 2025, trentennale della nostra Associazione, con numerosi amici e 212 Soci Effettivi e già ai primi giorni di questo gennaio ci troviamo in 89 ad avere confermato il nostro desiderio di vivere ancora con e nell’Associazione (a questi si aggiungono i Soci che hanno pagato l’annualità anticipatamente). È un numero che ci riserva l’ottima speranza di avere presto da tutti i “vecchi” Soci, e speriamo anche da numerosi nuovi Soci, la conferma di adesione anche per il 2026 entro il 31 gennaio prossimo, data alla quale dovremo considerare chiuse le attività amministrative collegate alle quote sociali e predisporre, oltre al bilancio consuntivo 2025, il programma delle attività e il bilancio preventivo 2026 che ne consegue, per l’approvazione dell’Assemblea Generale della prossima primavera.
Per spronarci a rimanere in AG15° e a decidere di entrare a farne parte, ricordiamoci cosa significa essere soci di questa nostra Associazione.
Significa dare forza all’inscindibile legame che esiste tra il 15° Stormo e la sua
Associazione, un legame stretto oltre trent’anni fa, il 13 giugno 1995, con la nascita del sodalizio nello Stormo tra “Gente” in servizio attivo che sentiva la spinta a stare insieme oltre i termini del dovere quotidiano, “Gente” per la quale il legame nel 15° doveva estendersi oltre i confini dell’aeroporto, per continuare a vivere le proprie esperienze in un futuro ancora condiviso e coinvolgente. Il 15° volle allora l’Associazione come uno strumento per fare di più, oltre la generosità dell’opera diuturna nel Soccorso, per allargare le dimensioni del suo dare.
Questo è ciò che vogliamo ancora oggi per la Gente del 15°, non separazione tra prima e dopo il servizio, ma la continuità sociale e affettiva dell’intera famiglia di coloro che nei numerosi e preziosi decenni di vita del 15° hanno operato nella fatica e nel piacere di costruire e arricchire il futuro del Reparto, orgogliosi di procedere accompagnati da un passato glorioso.
Esserne parte significa condividere propositi che ci portino a preservare il passato, fortificare il presente, edificare il futuro, per proseguire l’opera di questi decenni di vita insieme, per continuare a far crescere la Gente del 15° insieme al 15°.
L’Associazione non si limita a nutrire lo spirito: sostenuta e stimolata dal Consiglio Direttivo, dalle Sezioni di Cervia, Gioia del Colle, Pratica di Mare, Trapani – aspettando con speranza e fiducia quella di Decimomannu – e dai Soci volenterosi e disponibili, è un luogo di idee e di progetti concreti, per accrescere la vitalità e la socialità di tutti noi, per continuare a sentirci la
famiglia che siamo nel e con il 15° Stormo.
È molto e lo si ha con poco: rinnovando la quota sociale o arricchendo l’Associazione con una nuova iscrizione le permettiamo di essere non solo “sentita” nei pensieri, ma partecipe e attiva. Sul portale del sito web dell’Associazione – https://www.gd15.it/ – troviamo le informazioni necessarie per il rinnovo della quota sociale e per l’iscrizione di coloro che vorranno unirsi a noi come nuovi soci ed è per tutti un eccellente mezzo di informazione sulle novità e sulle attività che ci terranno insieme.
Auguri per il nuovo anno

MAMMAJUT!

Il Presidente
GDA(r) Giacomo De Ponti

[RINNOVO QUOTA SOCIALE 2026]

Brindisi per Aria – Aviazione civile e militare – Industria nel territorio

Ricevo dal Socio Ottavio Di Lorenzo del Casale, uno dei fondatori dell’Associazione Gente del Quindicesimo e mio predecessore quale responsabile della comunicazione, e rilancio una notizia editoriale che mi era sfuggita.

Il 29 settembre del 2025 il salone della Provincia di Brindisi ha ospitato la presentazione del volume “Brindisi per aria Aviazione civile e militare Industria nel territorio” (edizioni Minigraf Brindisi), a cura della Provincia di Brindisi e con l’autore Donato PeccerilloL’evento è stato aperto dai saluti del Presidente della Provincia, l’On. Antonio Matarrelli, e ha visto dialogare tra loro – con la moderazione dell’avvocato Paolo Re – l’autore, il Sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna, il responsabile ANPI per il Mezzogiorno Vincenzo Calò, il Segretario generale della CGIL Brindisi Massimo Di Cesare.

La locandina dell’evento

La città della Messapia ha per decenni ospitato uno dei nostri Centri S.A.R., l’84°, è terra di provenienza di molti nostri Soci ed ex appartenenti al 15° Stormo e per questo ha un posto speciale nel nostro cuore e un libro che ne sottolinea la storia e il legame con il mondo dell’aviazione è prezioso. L’aviazione a Brindisi ha molte sfaccettature:

    • la passione per il volo e l’avventura;
    • l’impiego dei velivoli in guerra;
    • il trasporto di persone e merci;
    • fino all’aeronautica come attività di costruzione e revisione che, sin dalla prima guerra mondiale, ha coinvolto generazioni di lavoratori.

Inoltre, il 10 settembre prossimo è prevista la tappa a Brindisi del Gidro 2026, il giro d’Italia in idrovolante che è stato presentato il 29 aprile u.s. alla Casa dell’Aviatore alla presenza del Signor Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva con Orazio Friggino, Presidente dell’Associazione Marittima italiana, che ha promosso e organizzato il Gidro d’Italia 2026
Il Generale di Squadra Aerea Silvano Frigerio, Comandante del Comando Squadra Aerea e 1ª Regione Aerea durante il suo intervento alla Casa dell’Aviatore

Brindisi per aria è un racconto documentato di oltre un secolo di aviazione locale, articolato in dieci capitoli che ripercorrono l’impatto dell’aeronautica e dell’aviazione sul territorio brindisino a partire dai primi anni del ‘900: dalle prime figure e dagli appassionati di aviazione, alle vicende della Prima Guerra Mondiale, alla base aerea per idrovolanti e alle prime tracce di industria aeronautica; quindi i voli per Atene e Istanbul e l’evoluzione di Brindisi Casale, fino agli hangar Savigliano e alla “Guerra a Brindisi”.

Particolare spazio è dedicato all’8 settembre e alla cobelligeranza, con la ricostruzione dell’Aeronautica Militare che riparte da Brindisi e dal Salento in collaborazione con inglesi e americani. Il percorso narrativo prosegue nel dopoguerra, con l’aviazione a Brindisi, la SACA (Società Anonima Cantieri d’Aeroporto) e la NATO, passando per la ricostruzione degli anni ‘60 e dei primi anni ‘70, la guerra fredda e la ripresa dell’aeronautica in Italia.

Alla fine degli anni ’70, le strutture aeronautiche brindisini vengono acquisite dal gruppo EFIM-Agusta, che confluisce successivamente in Alenia Aeronautica e infine in Leonardo S.p.a., l’attuale colosso aerospaziale italiano.

Non manca nemmeno l’analisi su Fiat Avio e sulla motoristica aeronautica, fino ad arrivare al nuovo millennio, con riferimento anche alla pandemia e ai recenti avvenimenti bellici.

L’Aeronautica Militare ha operato da Brindisi con il 32° Stormo e, come già detto, con l’84° Centro SAR del 15° Stormo. La base è stata un hub fondamentale durante le guerre balcaniche degli anni ’90 del secolo scorso. Con la riorganizzazione e razionalizzazione della pianta organica dell’Arma Azzurra, prima il 32° Stormo ed infine l’84° Centro vengono rilocati rispettivamente ad Amendola e a Gioia del Colle.

Oggi l’aeroporto brindisino ospita il World Food Programme delle Nazioni Unite, testimonianza della vocazione globale che l’aviazione ha impresso indelebilmente sulla città.

La copertina del libro Brindisi per Aria
L’ultima di copertina del libro Brindisi per Aria con una bella foto di un HH3F del 15° Stormo, 84° Centro SAR ammarato davanti al lungomare di Brindisi

[Donato Peccerillo, brindisino, è stato prima segretario della FLM e poi (per due mandati) segretario generale provinciale della Fim CISL di Brindisi. È stato presidente provinciale dei Democratici di Sinistra.
Studioso delle politiche di sviluppo e del Mezzogiorno, ha pubblicato documenti e articoli su diverse testate, trattando temi come il settore aeronautico, i problemi del lavoro, la nascita dei movimenti di massa, la reazione fascista e le forme dell’antifascismo a Brindisi. Ha approfondito le diverse forme di Resistenza che il territorio ha contribuito a sviluppare.
Nel 2007 ha ideato e curato, con la dottoressa Elena Lenzi e l’Archivio di Stato di Brindisi, la mostra “Tra cielo e mare” (ottant’anni di aviazione e industria aeronautica brindisina) e il relativo catalogo. Nel 2010 ha pubblicato il volume “Fuori dalle Gabbie – Una storia vera di lotte e conquiste operaie…”. Nel 2017, insieme all’Archivio di Stato e a Elena Lenzi, ha realizzato la mostra documentaria “Sovversivi 1900 – 1943 – Le radici dell’antifascismo brindisino”.
Promuove nel 2010 l’ANPI di Brindisi e attualmente è presidente del Comitato provinciale.]

Domenica di fuoco per l’82° Centro SAR

Sicilia: elicottero Aeronautica Militare impegnato in attività antincendio nel palermitano

12 luglio 2026

Nel  pomeriggio di domenica 12 luglio, un equipaggio dell’82° Centro S.A.R. (Search and Rescue) dell’Aeronautica Militare è decollato dall’aeroporto militare di Trapani per intervenire nello spegnimento di un incendio nella zona di Misilmeri (PA). Nella zona erano presenti anche i Canadair e alcuni elicotteri della Protezione Civile.

L’ordine di decollo è giunto dal C.O.A. (Comando Operazioni Aeree) di Poggio Renatico (FE), in coordinamento con la Sala Operativa Unificata Permanente (S.O.U.P.) della Regione Sicilia. Il vettore dell’Aeronautica Militare è decollato alle ore 17.30 ed  è rimasto in zona di operazioni per circa due ore effettuando 19 lanci per un totale di oltre 15000 litri di acqua.  Alle 20,00  è rientrato alla base aerea di Birgi dove ha ripreso la prontezza per il servizio antincendi, predisponendosi per l’eventualità di un ulteriore intervento.

Il pilota ai comandi (Pilot Flying) in avvicinamento per il caricamento dell’acqua
il versante della collina già divorato dal fuoco
La concentrazione nella manovra di attacco del fronte di fiamma
L’area incendiata – 1
L’area incendiata – 2
In hovering sull’acqua per riempire la benna antincendio

L’HH-139B fa parte degli assetti delle Forze Armate che il Ministero della Difesa ha messo a disposizione per la campagna antincendi boschivi di quest’anno in Sicilia, iniziata lo scorso 15 giugno, che consolida la collaborazione, in atto già da diversi anni, tra Forze Armate, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Protezione Civile (PROCIV) per rendere più efficace ed incisiva la lotta agli incendi boschivi. L’impegno delle Forze Armate rientra nell’accordo stipulato tra Ministero della Difesa e Dipartimento della Protezione Civile nell’ambito della campagna antincendi boschivi, che prevede la costituzione del Centro Operativo Aereo Unificato (COAU), come ente coordinatore degli interventi in caso di emergenza.

L’82° Centro è uno dei Reparti del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, senza soluzione di continuità, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo, inoltre, ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche estreme. Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato più di 7300 persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e la lotta agli incendi in Sicilia e in Sardegna.

[Fonte: Aeronautica Miliare – 15° Stormo – Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione]

#HH139 #AeronauticaMilitare #CampagnaAntincendio #Sicilia #15°Stormo

Inaugurato il Simulator Training Center al 15° Stormo

La struttura del nuovo Simulator Training Center

Per un “vecchio” pilota del 15° Stormo come me, il 16 giugno 2026 ha rappresentato la concretizzazione di un sogno coltivato per anni, prima come operativo, poi come membro del Gruppo di lavoro “Ala rotante” dello Stato Maggiore dell’Aeronautica . Il 15° Stormo ha ufficialmente inaugurato il suo HH-139 AM Simulator Training Center (STC) sulla base di Pisignano di Cervia.

Con questo sistema tecnologicamente allo stato dell’arte, frutto della collaborazione con la Leonardo, il 15° Stormo incrementa in modo significativo le proprie capacità addestrative, espresse attraverso l’81° CAE (Centro Addestramento Equipaggi), punto di riferimento per la formazione e l’addestramento del personale di volo che si occupa della preparazione sia teorica che pratica degli equipaggi impiegati in tutto lo spettro delle missioni assegnate al 15°. Dalle missioni SAR (Search And Rescue), al  trasporto sanitario d’urgenza, dalla Medevac (Medical Evcuation), anche in biocontenimento di pazienti altamente infettivi, allo Slow Mover Interceptor (Intercettazione d’aeromobili a bassa velocità), dal recupero di radio bersagli alla campagna di antincendio boschivo (AIB), che già a fine maggio ha visto impegnato l’80° Centro SAR di Decimomannu, in Sardegna, e recentemente anche l’82° Centro SAR di Trapani.

Nella nuovissima struttura è ospitato non solo un simulatore, ma un sistema di addestramento multilivello  secondo la moderna filosofia di simulazione dove Leonardo è leader mondiale. Tre diverse componenti, in grado di operare separatamente oppure in modo integrato, in funzione delle diverse esigenze e livello addestrativo richiesto, consentendo a piloti e operatori di addestrarsi simultaneamente come se fossero a bordo dello stesso elicottero durante una missione reale, capaci di riprodurre virtualmente ogni ambiente in modo estremamente realistico, a tutto vantaggio dello sviluppo sinergico di un equipaggio e del Crew Resource Management.

Oltre al gioiello costituito dal Full Flight Simulator che riproduce fedelmente il cockpit e la dinamica di volo dell’HH-139B, la postazione dell’istruttore ha la possibilità di simulare praticamente tutte le situazioni operative, le emergenze e valutare assieme agli equipaggi ogni missione svolta, ripercorrendola sugli schermi della sala debriefings.

Il Full Flight Simulator

Il sistema di addestramento è composto poi dal Virtual Procedure Trainer, che – in parole semplici – è a tutti gli effetti un simulatore ma senza capacità di movimento, a cui si aggiunge l’Advanced Mission Control Trainer, destinato agli operatori di bordo e all’impiego dei sistemi avionici di ricerca e soccorso. Non mancano, ovviamente, aule e uffici per le lezioni e per il personale dell’81° CAE.

Il cockpit del HH-139 AM all’interno del Full Flight Simulator e parte della postazione destinata all’istruttore
Emozioni ai comandi del Virtual Procedure Trainer
Il realismo del Full Flight Simulator

Il Colonnello Antonio Viola, Comandante il 15° Stormo, durante il suo discorso ha ricordato che il 15° Stormo, per poter adempiere alla sua missione in modo rapido, è distribuito su tutto il territorio nazionale, da Cervia a Gioia del Colle, da Trapani a Decimomannu e a Pratica di Mare. Con una simile distribuzione, è fondamentale garantire un’elevata standardizzazione delle procedure operative: “Questo simulatore permette al personale di prepararsi a quelle decisioni immediate che poi saranno fondamentali per salvare le vite umane. L’equipaggio dei nostri elicotteri è composto dalla testa – il pilota, dal braccio – il tecnico verricellista, e la mano – l’aerosoccorritore“. Il Comandante del 15° Stormo ha evidenziato altresì l’importanza del nuovo sistema per la crescita professionale degli equipaggi e per il mantenimento degli elevati standard operativi richiesti alle unità di ricerca e soccorso dell’Aeronautica Militare. “Questa infrastruttura rappresenta un investimento concreto sul nostro personale e sulle proprie competenze. Il simulatore ci permetterà di addestrare i nostri equipaggi in scenari sempre più complessi e realistici, incrementando sicurezza, efficacia operativa e capacità di risposta nelle missioni che svolgiamo quotidianamente a favore del Paese”, ha dichiarato il Colonnello Viola.

Il Colonnello Viola pronuncia il suo discorso (Foto di Edoardo Govoni su aresdifesa.it )

Ha preso poi la parola il capo progetto della ditta Leonardo, l’Ingegner Aurelio Cavallaro: “Condivido con voi l’emozione per questa giornata. Oggi inauguriamo un centro di formazione all’avanguardia per la flotta HH-139. Non è stato semplice: un percorso impegnativo, effettuato con grande spirito di squadra. Primo simulatore in Phase 8, completamente sviluppato grazie alle capacità interne di Leonardo, ma soprattutto al fondamentale contributo delle donne e degli uomini dell’Aeronautica Militare. Da domani saremo al lavoro per supportare lo Stormo e le ore e ore che dovrà macinare questo simulatore”.

l’Ingegner Aurelio Cavallaro, Head of Italian MoD Helicopter Sales di Leonardo S.p.A.

Infine, ha chiuso gli interventi dal palco, il Generale di Divisione Aerea Alessandro De Lorenzo, Comandante delle Forze per la Mobilità e il Supporto (CFMS) e massima autorità aeronautica presente. Il Generale ha ricordato la lunga genesi del progetto HH-139, iniziata nel 2010 e che lo ha visto coinvolto come ufficiale quando ha prestato servizio allo Stato Maggiore dell’Aeronautica, dando una visione del futuro prossimo del STC “Questo centro di simulazione contiamo di aprirlo, oltre alle altre Forze Armate, di polizia e di soccorso del nostro paese che operano con l’HH-139, anche ad operatori esteri, come già facciamo con l’International Training Centre (ITC) di Pisa e con International Flight Training School (IFTS) di Decimomannu. […] I metodi di formazione degli equipaggi dell’Aeronautica Militare sono oggi oggetto di interesse da parte delle équipe mediche di chirurgia, che ci stanno chiedendo di venirsi a formare all’interno delle nostre strutture, apprezzando l’alta coordinazione tra gli elementi dei nostri equipaggi”. Il Comandante del CFMS ha poi sottolineato la valenza strategica dell’iniziativa richiamando il ruolo di eccellenza svolto dall’Italia nel settore della formazione aeronautica. “L’Italia continua a essere un punto di riferimento nel panorama internazionale dell’addestramento al volo grazie alla professionalità del proprio personale e alla costante attenzione verso l’innovazione. Strutture come quella inaugurata oggi consentono di preparare equipaggi sempre più qualificati, mantenendo il nostro Paese ai vertici dell’eccellenza addestrativa e operativa”, ha affermato il Generale De Lorenzo.

Il Generale di Divisione Aerea Alessandro De Lorenzo, Comandante del CFMS

La cerimonia d’inaugurazione odierna è un indubbio traguardo che avrà ricadute importanti per il territorio ed è stata salutata con favore delle Autorità Civili e Militari che hanno dato prestigio alla giornata con la loro presenza. È il frutto di oltre sei anni di lavoro, che ha prodotto un sistema completamente progettato in Italia e reso possibile dalla costante e proficua collaborazione tra l’AM e Leonardo.

Le autorità del territorio visitano il Full Flight Simulator

Nella gestione iniziale della struttura, il personale dell’81° CAE sarà affiancato da quello della ditta ed i frequentatori saranno gli equipaggi dell’Aeronautica Militare che impiegano l’HH-139 e quindi anche quelli del 31° e 72° Stormo. Le parole del Generale Di Lorenzo poi proiettano possibilità tutte da esplorare.

Video della cerimonia al seguente link pubblicato da RavennaeDintorni.it:

https://youtu.be/zBgf1CXbGx8?si=-g_dpSa9YYDkQObA

[Fonte: Aeronautica Militare – 15° Stormo – Cervia]

#AeronauticaMilitare #ItalianAirForce #15°Stormo #Leonardo #elicotteri #FullFlightSimulator #SearchAndRescue

La notte che cambiò una vita

“Restavano soltanto poche ore. Quattro, dissero i medici.”

Quando la speranza arriva col frastuono di un elicottero

È il 5 febbraio 2017 e l’orologio dell’ospedale di Terni scandisce secondi preziosissimi. Ludovica, diciotto anni, giace in sala operatoria mentre i medici lottano contro il tempo. Non le restano che quattro ore. Una emorragia in corso, un adenoma di nove centimetri di diametro: la malattia che si era manifestata a sedici anni, con una prima resezione epatica, stava per portarla via. L’incubo si legge negli occhi di sua madre Barbara, che stringe la mano della figlia come se potesse fermare con la forza dell’amore il ticchettio implacabile dell’orologio.

Poi lo squillo del telefono che tutte le famiglie in sala d’attesa implorano: “C’è un donatore. L’intervento va eseguito subito“. Ma la speranza appena accesa si spegne subito dopo. L’organo si trova ad Ancona, a duecento chilometri di distanza, e quella notte il cielo ha deciso di mostrare tutta la sua forza plumbea. Le nuvole sono compatte a tutte le quote, il vento soffia a venticinque-trenta nodi (46-55Km/h), forti mareggiate si abbattono sulle coste marchigiane. L’elicottero del 118 non riesce ad intervenire. Pensare di fare il trasferimento con staffetta di ambulanze è altrettanto impensabile: la strada è impraticabile: nelle aree appenniniche le carreggiate sono innevate e quindi i tempi di percorrenza lunghissimi.

Questa notte non serve un miracolo. Ne servono almeno due!

Così, il personale sanitario si rivolge al Prefetto di Terni e questi prende una decisione coraggiosa e all’apparenza disperata: contattare la Sala Situazioni dell’Aeronautica Militare, che sa essere la sola speranza per Ludovica.

L’ordine di decollo arriva all’equipaggio in prontezza operativa del 85° Centro SAR (Search And Rescue – Ricerca e Soccorso) del 15° Stormo, stanziato sull’Aeroporto Militare di Pratica di Mare (RM), e un elicottero HH-139 in pochi minuti decolla in direzione di Terni.

Il tempo, però, è davvero inclemente e più volte l’equipaggio deve effettuare deviazioni, cercando spiragli tra le nuvole. Se gettassero la spugna nessuno potrebbe biasimarli: non si vede nulla, il buio e la neve formano un muro impenetrabile. L’equipaggio, con un primo miracolo, riesce a raggiungere l’aviosuperficie di Maratta (TR). Ludovica viene caricata a bordo con una equipe medica e sua madre Barbara, la corsa contro il tempo ha inizio. Non essendo possibile attraversare l’Appennino in sicurezza, la sola soluzione è andare a Ciampino, dove un velivolo del 31° Stormo è in allerta e pronto a trasferire velocemente Ludovica all’aeroporto di Falconara, a soli venti minuti da Ancona.

Ora c’è da fare il percorso inverso e affrontare nuovamente quel buio della notte, reso ancora più nero dalle nubi compatte, dalle nevicate, dagli scrosci di pioggia. La Signora Barbara sente le loro voci in cuffia, l’equipaggio le aveva dato una cuffia per tenerla collegata, potergli parlare in caso di bisogno, e lei li ascolta tentare e ritentare con coraggio e determinazione. Finché non intravedono uno spiraglio di luce provenire dal terreno e riescono a sfondare nuovamente quel muro bianco.

Per loro, Ludovica è una perfetta sconosciuta. Eppure stanno mettendo in gioco tutta la loro esperienza e preparazione professionale, consapevoli che il rischio di non vedere un ostacolo è altissimo ma che possono gestirlo sfruttando tutte le risorse dell’elicottero e del loro affiatamento.

Non avevano promesso niente, ma hanno trasmesso ottimismo: “Ce la faremo“, ripetevano sempre. Per una giovane ragazza in coma farmacologico e una madre disperata, quelle voci erano il filo d’oro che le legava alla speranza.

Con il secondo miracolo, Ludovica arriva a Ciampino ed è trasportata immediatamente a Falconara dal 31° Stormo, e da lì ad Ancona dove viene sottoposta all’intervento chirurgico.

Dopo la convalescenza e la riabilitazione, Ludovica è gradualmente tornata alla vita di sempre. Oggi fa sport, lavora, studia. A due anni da quella notte, ha voluto cercare gli angeli che le hanno salvato la vita per poterli ringraziare e abbracciare di persona.

Così, a Palazzo Aeronautica, sede dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, ha potuto incontrare Francesco, l’Aerosoccorritore che insieme al resto dell’equipaggio quella notte, a bordo del HH-139 dell’85° Centro SAR, aveva sfidato il maltempo e la sorte volando praticamente al buio. “Ho due bambini piccoli anche io” spiega il Francesco. “È facile associare il loro volto alle persone che soccorriamo. Forse è questo che ci spinge a fare l’impossibile.” Riabbracciare Ludovica lo ha riportato al significato profondo del suo lavoro: donare una speranza a una persona, avere il privilegio di salvare vite.

Oggi, Barbara, la mamma di Ludovica, racconta che quando sente il rumore di un elicottero che passa nel cielo, alza istintivamente gli occhi. Per lei è diventato un gesto naturale, una sorta di preghiera laica. “So chi ci sta dentro“, dice. “E ogni volta il mio pensiero è ‘Grazie, siete parte della mia vita‘.”

#AeronauticaMilitare #SAR #SoccorsoAereo #15°Stormo #31°Stormo #trasportosanitario

Questo racconto è anche un bellissimo video che vi consiglio di guardare e che è stato pubblicato da Antonio Crispino sul suo canale YouTube (http://www.youtube.com/@antoniocrispino).

Il video è raggiungibile cliccando sul link in basso. ↓

https://youtu.be/0Dnn6uUdQiA

Antonio Crispino è giornalista che ha firmato inchieste e reportage per Corriere della Sera, Mediaset, Rai e Messaggero e che si occupa di temi che vanno dalla criminalità ai diritti, dalle opere incompiute al lavoro passando per la tutela dell’ambiente.

Lottiamo anche contro il fuoco!

L’82° Centro SAR dell’Aeronautica Militare interviene per domare un incendio nella provincia di Trapani.

È arrivato il gran caldo e con esso la siccità peggiora. Miscela perfetta per dare vita al disastro. Incuria e dolo sono spessissimo la ragione di devastanti incendi che depauperano il patrimonio naturale dei nostri luoghi.

La prima vittima è stata Montagna Grande, luogo caro ai trapanesi e al personale dell’82° Centro SAR (Search And Rescue – ricerca e soccorso) colpita da un incendio nei giorni scorsi.

La situazione è apparsa subito seria e la Prefettura di Trapani ha chiesto aiuto all’Aeronautica Militare, la quale ha risposto, attraverso il Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (FE), dando l’ordine di decollo ad un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR del 15° Stormo, stanziato nel vicino aeroporto militare di Trapani-Birgi (TP).

Le missioni anti incendio boschivo in questa stagione sono iniziate, quindi, sabato 13 giugno e sono continuate nei giorni a seguire, coinvolgendo numerosi equipaggi del Centro siciliano.
L’incendio ha coinvolto una estesa zona di campagna trapanese, richiedendo l’intervento coordinato di squadre a terra dei Vigili del Fuoco e Protezione Civile, le quali – già attive dal mattino – hanno appunto ritenuto indispensabile richiedere l’intervento di assetti aerei quali Canadair ed elicotteri.
Il personale coinvolto nelle operazioni aeree ha lavorato dalle prime alle ultime ore di luce delle giornate di volo, effettuando più di 150 lanci in oltre dieci ore di volo, per un totale di quasi 120.000 litri di acqua scaricati sul fronte di fiamma, contribuendo in maniera determinante a contenere prima ed estinguere poi l’incendio principale ed il propagarsi di focolai, evitando che questi divampassero ulteriormente aggravando la situazione sul terreno.
La perdita di patrimonio boschivo e di macchia mediterranea è comunque evidente dalle foto scattate da bordo dell’elicottero. Si può altresì immaginare cosa sarebbe potuto accadere senza lo sforzo congiunto profuso da tutti.
Montagna Grande
Montagna Grande
Montagna Grande
Montagna Grande
L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.

Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.

[Fonte: Aeronautica Militare – 15° Stormo – Ufficio Pubblica Informazione]

Esercitazione Argonaut26 per l’82° Centro SAR

Foto del piazzale della base aerea nell'isola di Cipro, nella quale sono visibili (da sx a dx) lo HH139B dell'15° Stormo, al centro un AB412 della Polizia cipriota in rifornimento e un HH139 sempre della Polizia cipriota a destra.
Assetti aeromobili impiegati

Dall’11 al 16 maggio scorso, il personale dell’82° Centro SAR (Search And Rescue) del 15° Stormo di stanza a Trapani-Birgi, ha partecipato all’esercitazione internazionale “Argonaut26”, organizzata dal Joint Rescue Coordination Centre (JRCC) di Cipro nelle acque al largo dell’isola.  L’attività addestrativa ha rappresentato un’importante occasione di cooperazione internazionale e di consolidamento delle capacità operative. L’equipaggio italiano, impiegato su un elicottero HH-139B e composto da tre piloti, due OB e due ARS, insieme a due manutentori, ha opearto in sinergia con assetti aerei e navali di numerose nazioni partner.
La missione è iniziata nella giornata di lunedì, quando l’equipaggio è decollato da Trapani per raggiungere il Mediterraneo orientale attraverso un lungo trasferimento operativo articolato in diverse tappe. Dopo il primo scalo estero a Kalamata, in Grecia, per rifornire elicottero e stomaci, il personale ha proseguito verso l’isola di Rodi, ultima sosta overnight prima dell’arrivo a Cipro. Il trasferimento stesso ha costituito un significativo e piacevole momento
addestrativo, consentendo agli equipaggi di operare su lunghe distanze e in differenti contesti aeroportuali internazionali, affinando procedure di navigazione, coordinamento e pianificazione missione.

Foto scattata dall'interno della cabina di pilotaggio del HH-139B nella quale si vede il Capo Equipaggio ai comandi e dalle superfici trasparenti si vede l'isola di Santorini
Il Capo Equipaggio ai comandi mentre sorvola Santorini
Foto scattata dall'interno dell'abitacolo del HH-139B nella quale si vede il panorama costiero greco
Pilotaggio con vista mare

Il cuore dell’attività è stato rappresentato dall’esercitazione “Argonaut 2026”, uno scenario complesso di ricerca e soccorso in mare che simulava il naufragio di un traghetto impegnato nell’evacuazione di civili dalle coste del Libano. Le operazioni si sono svolte in un contesto ad alta intensità operativa, caratterizzato dalla presenza simultanea di numerosi assetti internazionali, navali e aerei, impegnati nelle attività di soccorso e coordinamento.
L’HH-139B dell’82° Centro SAR ha operato effettuando una missione SAR mare, con ricerca visiva “alla vecchia maniera” senza l’ausilio del GPS, fase seguita immediatamente dal ritrovamento e dal recupero di un manichino dall’acqua, che simulava il superstite, grazie all’intervento dello aerosoccorritore. Risultato questo, che solo la nostra crew è riuscita a raggiungere, “battendo” le altre in volo per lo stesso task, dimostrando la pregiata preparazione e professionalità dell’equipaggio. La missione è proseguita con il trasporto del survivor su una nave della marina Cipriota e con il successivo rientro sull’aeroporto di Larnaka.

Il Capo Equipaggio (a sx) consegna la litografia ricordo del HH-139B con la livrea speciale per il 40° Anniversario del 82° Centro SAR al Capo missione della Polizia Cipriota
Il Capo Equipaggio consegna la litografia ricordo del HH-139B con la livrea speciale per il 40° Anniversario del 82° Centro SAR

L’esercitazione “Argonaut 2026” ha rappresentato un’importante opportunità per rafforzare la cooperazione internazionale e condividere procedure e capacità operative nel settore SAR, contribuendo ad aumentare il livello di preparazione delle forze coinvolte nella gestione di emergenze marittime e umanitarie nel Mediterraneo.
Conclusa l’attività addestrativa, il personale dell’82° Centro SAR ha intrapreso il viaggio di rientro verso l’Italia, sorvolando le isole greche, rifornendo a Mykonos e facendo scalo ad Araxos per poi volgere successivamente a Crotone, prima del definitivo rientro a Trapani.
L’intera missione ha confermato ancora una volta l’elevato livello di preparazione e professionalità degli equipaggi del 15° Stormo e nello specifico dell’82° centro SAR di Trapani, quotidianamente impegnati a garantire capacità di intervento, sicurezza e supporto alla collettività in ogni contesto operativo, nazionale o estero.

Foto dell'equipaggio impegnato nella esercitazione Argonaut 2026 assieme al manichino recuperato.
L’equipaggio e il manichino “salvato”

[Fonte: 15° Stormo – 82° Centro SAR – Ufficio Pubblica Informazione]

Custodi della vita: Sei anni dall’impiego in bio-contenimento del 15° Stormo

di Giovanni Terranova

La primavera del 2020 ha inciso un solco profondo nella memoria collettiva: strade vuote, ospedali al collasso, un’angoscia che gravava come una cappa. In quei mesi drammatici, i rotori del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare non viaggiavano per combattere un nemico convenzionale, ma per strappare vite alla linea del fuoco invisibile della pandemia. Era un lavoro tecnico, silenzioso e pericoloso, che rivelava un eroismo moderno fatto di competenza, organizzazione e grande umanità.

Un hub per tenere unito il Paese

Quando, il 6 marzo 2020, venne disposto il presidio H24, la risposta del 15° Stormo fu immediata e meticolosamente pianificata, eleggendo Cervia a vero e proprio fulcro operativo.

(Fonte, il Sole 24 ore) , (Fonte, Vertical Magazine (EN) )

Da qui si dipanò una fitta rete logistica che integrò:

  • La 46ª Brigata Aerea di Pisa, il 9° Stormo di Grazzanise e il 3° Stormo di Villafranca per il supporto logistico.

  • L’Infermeria Principale di Pratica di Mare, eccellenza nazionale (paragonabile solo alla Royal Air Force britannica) nella gestione delle speciali barelle A.T.I. (Aircraft Transit Isolator) in sinergia con i poli Sacco di Milano e Spallanzani di Roma.
    (Fonte: L’Espresso – Fabrizio Gatti)

L’elicottero come promessa di salvezza

La pandemia di COVID-19 ha rappresentato uno scenario di gran lunga imprevedibile per l’estensione geografica e il numero dei pazienti trasportati Adattare protocolli di alto bio-contenimento a un elicottero ha significato sfidare limiti tecnici e umani. Nell’HH-101A, pur essendo un mezzo d’avanguardia, si opera in spazi stretti, tra vibrazioni e sbalzi termici continui. Gli equipaggi hanno lavorato per ore sigillati nelle tute biocontentive, portando il peso di una responsabilità enorme: missioni che hanno richiesto resistenza fisica, disciplina e sangue freddo.
Eppure l’ala rotante offriva un vantaggio cruciale: la possibilità di atterrare direttamente sulle piazzole ospedaliere o sui tetti delle strutture, azzerando i tempi morti dei trasferimenti in ambulanza e riducendo i rischi per i pazienti più critici. Spesso questo ha significato “strappare tempo al tempo”, alleggerendo le terapie intensive sovraccariche trasferendo pazienti dalle aree più colpite verso strutture con posti disponibili. Nei momenti peggiori, gli elicotteri operarono anche in configurazione dual-use, contribuendo a decongestionare reparti non-Covid.
La prima missione si svolse la notte del 7 marzo 2020, quando venne trasferito un paziente sedato ed intubato dall’Ospedale di Cremona all’Ospedale di Sondalo mediante elicottero.

(Fonte: L’Italian Journal of Prevention, Diagnostic and Therapeutic Medicine “IJPDTM” è la rivista ufficiale della Società Italiana di Medicina Diagnostica e Terapeutica (SIMEDET). di Alessandro Fiorini Ten. Col. Aeronautica Militare)

Missioni nelle pieghe della notte e del territorio

Le cronache di quegli interventi raccontano operazioni ai limiti: atterraggi su superfici improvvisate, dirottamenti notturni verso piste alpine, voli con visori NVG attraverso valli turbolente. In quelle ore la sinergia tra equipaggi e personale medico era totale: monitoravano parametri clinici delicatissimi, muovendosi con precisione per garantire la massima sicurezza del primo paziente trasportato.

(Fonte: In volo per gli altri – Bruno Giuliacci, Luca Ricci, Pino Di Feo)

(Fonte: Oglio Po News, Francesca racconta la sua storia a lieto fine)

Organizzazione umana e tutela della forza

Per preservare la capacità operativa dello Stormo, il personale fu suddiviso in squadre isolate e alternate, riducendo al minimo il rischio di focolai interni. La lungimiranza di tale strategia si rivelò decisiva quando, all’insorgere di un focolaio in una delle componenti di volo, la squadra speculare poté proseguire l’attività senza flessioni. Dietro ogni decollo c’era una catena invisibile ma impeccabile: manutentori, tecnici e logistici che operarono senza soste alternandosi per mantenere i mezzi efficienti 24 ore su 24.

Ultimi voli in bio-contenimento in elicottero

L’ultimo blocco di interventi di urgenza in bio-contenimento effettuati dagli elicotteri del 15° Stormo per l’emergenza COVID-19 si è concluso negli ultimi giorni di febbraio 2021.

In particolare, dopo la riattivazione della CROSS (Centrale Remota Operazioni di Soccorso Sanitario), gli ultimi due voli consecutivi documentati sono avvenuti a brevissima distanza:

  • Il 23 febbraio 2021: Trasporto urgente di un paziente da Campobasso (Molise, regione in quel momento in forte sofferenza nei reparti di terapia intensiva) verso il centro di cura di Grosseto.
    (Fonte: Gente del Quindicesimo – 23/02/2021)

  • Il 25 febbraio 2021: Un secondo trasporto consecutivo a distanza di 48 ore, sempre partendo dal Molise (Ospedale Cardarelli di Campobasso) per trasferire in sicurezza un paziente di 56 anni, stabilizzato dall’équipe medica dell’Infermeria Principale di Pratica di Mare e sbarcato a Cervia per la destinazione finale.
    (Fonte: Gente del Quindicesimo 25/02/2021)

Dopo questa ondata, con la stabilizzazione delle terapie intensive dovuta alla campagna vaccinale e il calo dei trasferimenti interregionali critici, gli elicotteri del SAR sono tornati ai regolari compiti istituzionali di ricerca e soccorso, mantenendo comunque l’assetto per il bio-contenimento pronto per future emergenze sanitarie.

Dalla decorazione al fango: una lezione duratura

Nel settembre 2021 le attività del personale impegnato furono celebrate con decorazioni. Non si trattò solo di premiare singoli atti di coraggio, ma di riconoscere una capacità collettiva straordinaria: trasformare assetti e addestramenti militari in strumenti puri di protezione civile. Una vocazione che ha trovato una drammatica e decisiva conferma l’anno successivo, durante la devastante alluvione che ha colpito la Romagna: in quell’occasione, gli elicotteri dello Stormo si sono alzati in volo proprio per proteggere la propria terra, strappando all’acqua centinaia di persone isolate. L’esperienza del 15° Stormo rimane così un modello di come competenza, tecnologia e coordinamento possano fare la differenza tra la vita e la morte in una crisi globale o a chilometro zero.

(Fonte – Local Team – Alluvione in Romagna, Aeronautica Militare in prima linea: le parole dei soccorritori)

Conclusioni

In un mondo che associa troppo spesso la forza militare alla distruzione dei conflitti, le operazioni condotte dall’Aeronautica durante l’emergenza di sei anni fa offrono un ritratto opposto: quello di uno Stormo che si propone come custode della vita. Quei voli, quei rotori nella notte, restano la testimonianza concreta di una vocazione alla protezione; un esempio che supera ogni retorica e si radica nella pratica quotidiana di chi sceglie, ogni giorno, di mettere la propria professionalità al servizio degli altri.
È l’essenza stessa dello storico grido, “Mammajut!”: una promessa silenziosa che, ieri come oggi, trasforma l’invocazione di aiuto di chi soffre nella certezza di un soccorso dal cielo.

Giuramenti individuali e nuovi gradi all’80° Centro SAR (di Antonio Stefani)

Il 12 maggio 2026 resterà una giornata indimenticabile per i giovani del ruolo Truppa, Sergenti e Ufficiali che hanno prestato il loro giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana e hanno così assunto l’impenno solenne di difendere la Patria e le sue libere istituzioni.

La giornata è stata presenziata dal Comandante del 15° Stormo, il Colonnello Antonio Viola, accompagnato da uno staff ristretto composto dal Presidente dei Sottufficiali, il 1° Luogotenente Giuseppe Li Bergoli, dal Angelo Sottotenente Infantino e dal 1° Luogotenente Octavio Minella.

All’interno della sala Ghironi, gli emozionati ma fieri  giovani militari, linfa vitale dell’altrettanto “giovane” Centro SAR isolano, si sono succeduti uno dopo l’altro davanti al Comandante di Stormo per pronunciare la formula di giuramento.

La consegna della sciabola al Comandante prima della formula di giuramento.
Il Comandante di Stormo controfirma l’atto di giuramento
La pronuncia del giuramento – Tutti sono sugli attenti

Foto di gruppo al termine della cerimonia di giuramento

Dopo la solenne cerimonia, in maniera più goliardica e in un clima di  simpatica allegria, con ospite anche il Comandante del Reparto Sperimentale e di Standardizzazione Tiro Aereo (R.S.S.T.A.) di Decimomannu, Colonnello Giovanni Luca Nicoletti, sono stati consegnati i gradi di 1° Luogotenente ad alcuni esperti Sottufficiali del Reparto, i quali – rispettando le antiche e nobili tradizioni dello Stormo – hanno offerto un “sobrio” (i.e. alla sarda!) rinfresco.

A chiusura di una mattinata intensa e partecipata, un caloroso brindisi al grido di Mammajut! ha suggellato il legame dell’80° Centro SAR alla famiglia del 15° Stormo.

8-5 Giornata da Leoni (di Tommaso)

Ho 9 anni e sono un bambino molto fortunato.
Questa mattina mio nonno mi ha fatto una sorpresa: con la scusa che mi portava da un dottore a fare una visita, mi ha portato invece in una “TANA” dove c’erano tanti LEONI, giovani e meno giovani.
È stata una sorpresa fantastica!
Oltre ad aver saltato un giorno di scuola e non essere andato da un dottore (e a chi non fa piacere?! ), quando lunedì lo racconterò ai miei amici in classe non ci crederanno!
Come sono arrivato, mio nonno mi ha presentato tanta gente che mi chiedeva come mi chiamassi e io rispondevo: Tommaso! Un generale amico di nonno come mi ha visto mi ha regalato un distintivo che aveva sulla tuta e io lo metterò sul mio giubbotto.
Ho visto gli elicotteri, quelli del soccorso aereo del 15°, c’era anche un elicottero antico, come quello dei cartoni animati, che nonno mi ha detto che metteva in moto la mattina. Mi ha raccontato che tanti anni fa li tiravano fuori dall’hangar ed insieme ad altri specialisti li mettevano in moto per riscaldare il motore, poi arrivava il pilota ed insieme andavano in volo.  
Poi, mentre ci siamo seduti su delle sedie davanti all’hangar, ho visto un drone che volava sulla nostra testa e nonno mi ha detto che noi che eravamo seduti su quelle sedie avremmo formato il numero 85. Dopodiché ho ascoltato i saluti del comandante e di altri e persone che hanno ringraziato e che erano contenti di vedere ed essere così tanti LEONI.
Ho visto che c’è stata una cerimonia per consegnare un oggetto importante, ma non ho capito bene cosa fosse. Ho chiesto a nonno, ma ha risposto in modo vago…mah!-
Dopo c’è stata una tavolata con tanti panini, pasta e mozzarelle! Potevo farmela sfuggire? Certo che no! 
E c’è stata la torta, gigantesca! E al brindisi hanno urlato tutti fortissimo “MAMMAJUT”!.
Mi sono abbracciato nonno e l’ho ringraziato della giornata passata insieme ai LEONI.
Mi piacerebbe un giorno diventare anche io un Leone. Per adesso mi accontento di essere entrato nella loro “Tana” dove mi hanno accolto benissimo.
Grazie di tutto!
Tommaso

82° Centro SAR e CNSAS Sicilia – Addestramento al soccorso in zone impervie

4 Maggio 2026 – Continua l’attività di collaborazione tra l’Aeronautica Militare e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

Un’esercitazione congiunta tra l’82° Centro S.A.R. (Search and Rescue) di Trapani ed il C.N.S.A.S. Sicilia, finalizzata all’addestramento e all’impiego delle tecniche di recupero comuni in ambiente montano e impervio, ha avuto luogo sulla falesia situata tra Macari e San Vito Lo Capo (TP). Qui sono state simulate operazioni complesse, tra cui il recupero di feriti mediante l’utilizzo della barella verricellabile, l’avioimbarco e sbarco dei pazienti. Tali operazioni mirano ad aumentare la velocità di intervento e l’efficacia del personale coinvolto in caso di soccorsi particolarmente complessi in aree impervie.

L’attività ha visto impegnati tre equipaggi dell’82° Centro S.A.R. – composti ciascuno da capo equipaggio, secondo pilota, operatore di bordo e aerosoccorritore – che hanno operato in sinergia con 12 tecnici del Soccorso Alpino, per un totale di tre sortite e 5 ore di volo complessive, con l’elicottero HH-139B in dotazione al Reparto.

L’esercitazione ha rappresentato una fondamentale occasione di cooperazione e di confronto per condividere tecniche di impiego e procedure comuni fra il personale dell’Aeronautica Militare e del Soccorso Alpino, consolidando il pluridecennale rapporto che vede le due istituzioni lavorare in sinergia per lo stesso scopo: la salvaguardia delle vite umane in pericolo.

Recupero con verricello sulla falesia
Atterraggio fuori campo in prossimità del personale
Recupero barella al verricello
Verricello in braga doppia per Aerosoccorritore AM e Soccorritore CNSAS
Calata del cavo per l’aggancio della barella verricellabile
Squadra mista CNSAS e AM in contatto radio con l’elicottero
Preparazione della barella per l’aggancio al verricello
HH-139B al suolo in attesa di imbarcare il team in addestramento
Atterraggio fuori campo per l’HH-139B
HH-139B in hovering

L’82° Centro SAR è uno dei Reparti del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, senza soluzione di continuità, la ricerca e il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo, inoltre, ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche severe. Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato più di 7500 persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e la lotta agli incendi boschivi per la Regione Siciliana.

[Fonte: Aeronautica Militare – 82° Centro SAR – Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione]