Amici carissimi, “Gente” dell’AG15° e del 15° Stormo,
siamo all’inizio di un nuovo anno sociale, il 2026, e, in aggiunta agli auguri a tutti per un sereno anno, è l’occasione per fare un consuntivo e una proiezione per il futuro. Abbiamo trascorso il 2025, trentennale della nostra Associazione, con numerosi amici e 212 Soci Effettivi e già ai primi giorni di questo gennaio ci troviamo in 89 ad avere confermato il nostro desiderio di vivere ancora con e nell’Associazione (a questi si aggiungono i Soci che hanno pagato l’annualità anticipatamente). È un numero che ci riserva l’ottima speranza di avere presto da tutti i “vecchi” Soci, e speriamo anche da numerosi nuovi Soci, la conferma di adesione anche per il 2026 entro il 31 gennaio prossimo, data alla quale dovremo considerare chiuse le attività amministrative collegate alle quote sociali e predisporre, oltre al bilancio consuntivo 2025, il programma delle attività e il bilancio preventivo 2026 che ne consegue, per l’approvazione dell’Assemblea Generale della prossima primavera.
Per spronarci a rimanere in AG15° e a decidere di entrare a farne parte, ricordiamoci cosa significa essere soci di questa nostra Associazione.
Significa dare forza all’inscindibile legame che esiste tra il 15° Stormo e la sua
Associazione, un legame stretto oltre trent’anni fa, il 13 giugno 1995, con la nascita del sodalizio nello Stormo tra “Gente” in servizio attivo che sentiva la spinta a stare insieme oltre i termini del dovere quotidiano, “Gente” per la quale il legame nel 15° doveva estendersi oltre i confini dell’aeroporto, per continuare a vivere le proprie esperienze in un futuro ancora condiviso e coinvolgente. Il 15° volle allora l’Associazione come uno strumento per fare di più, oltre la generosità dell’opera diuturna nel Soccorso, per allargare le dimensioni del suo dare.
Questo è ciò che vogliamo ancora oggi per la Gente del 15°, non separazione tra prima e dopo il servizio, ma la continuità sociale e affettiva dell’intera famiglia di coloro che nei numerosi e preziosi decenni di vita del 15° hanno operato nella fatica e nel piacere di costruire e arricchire il futuro del Reparto, orgogliosi di procedere accompagnati da un passato glorioso.
Esserne parte significa condividere propositi che ci portino a preservare il passato, fortificare il presente, edificare il futuro, per proseguire l’opera di questi decenni di vita insieme, per continuare a far crescere la Gente del 15° insieme al 15°.
L’Associazione non si limita a nutrire lo spirito: sostenuta e stimolata dal Consiglio Direttivo, dalle Sezioni di Cervia, Gioia del Colle, Pratica di Mare, Trapani – aspettando con speranza e fiducia quella di Decimomannu – e dai Soci volenterosi e disponibili, è un luogo di idee e di progetti concreti, per accrescere la vitalità e la socialità di tutti noi, per continuare a sentirci la
famiglia che siamo nel e con il 15° Stormo.
È molto e lo si ha con poco: rinnovando la quota sociale o arricchendo l’Associazione con una nuova iscrizione le permettiamo di essere non solo “sentita” nei pensieri, ma partecipe e attiva. Sul portale del sito web dell’Associazione – https://www.gd15.it/ – troviamo le informazioni necessarie per il rinnovo della quota sociale e per l’iscrizione di coloro che vorranno unirsi a noi come nuovi soci ed è per tutti un eccellente mezzo di informazione sulle novità e sulle attività che ci terranno insieme.
Auguri per il nuovo anno
Dall’11 al 16 maggio scorso, il personale dell’82° Centro SAR (Search And Rescue) del 15° Stormo di stanza a Trapani-Birgi, ha partecipato all’esercitazione internazionale “Argonaut26”, organizzata dal Joint Rescue Coordination Centre (JRCC) di Cipro nelle acque al largo dell’isola. L’attività addestrativa ha rappresentato un’importante occasione di cooperazione internazionale e di consolidamento delle capacità operative. L’equipaggio italiano, impiegato su un elicottero HH-139B e composto da tre piloti, due OB e due ARS, insieme a due manutentori, ha opearto in sinergia con assetti aerei e navali di numerose nazioni partner.
La missione è iniziata nella giornata di lunedì, quando l’equipaggio è decollato da Trapani per raggiungere il Mediterraneo orientale attraverso un lungo trasferimento operativo articolato in diverse tappe. Dopo il primo scalo estero a Kalamata, in Grecia, per rifornire elicottero e stomaci, il personale ha proseguito verso l’isola di Rodi, ultima sosta overnight prima dell’arrivo a Cipro. Il trasferimento stesso ha costituito un significativo e piacevole momento
addestrativo, consentendo agli equipaggi di operare su lunghe distanze e in differenti contesti aeroportuali internazionali, affinando procedure di navigazione, coordinamento e pianificazione missione.
Il Capo Equipaggio ai comandi mentre sorvola SantoriniPilotaggio con vista mare
Il cuore dell’attività è stato rappresentato dall’esercitazione “Argonaut 2026”, uno scenario complesso di ricerca e soccorso in mare che simulava il naufragio di un traghetto impegnato nell’evacuazione di civili dalle coste del Libano. Le operazioni si sono svolte in un contesto ad alta intensità operativa, caratterizzato dalla presenza simultanea di numerosi assetti internazionali, navali e aerei, impegnati nelle attività di soccorso e coordinamento.
L’HH-139B dell’82° Centro SAR ha operato effettuando una missione SAR mare, con ricerca visiva “alla vecchia maniera” senza l’ausilio del GPS, fase seguita immediatamente dal ritrovamento e dal recupero di un manichino dall’acqua, che simulava il superstite, grazie all’intervento dello aerosoccorritore. Risultato questo, che solo la nostra crew è riuscita a raggiungere, “battendo” le altre in volo per lo stesso task, dimostrando la pregiata preparazione e professionalità dell’equipaggio. La missione è proseguita con il trasporto del survivor su una nave della marina Cipriota e con il successivo rientro sull’aeroporto di Larnaka.
Il Capo Equipaggio consegna la litografia ricordo del HH-139B con la livrea speciale per il 40° Anniversario del 82° Centro SAR
L’esercitazione “Argonaut 2026” ha rappresentato un’importante opportunità per rafforzare la cooperazione internazionale e condividere procedure e capacità operative nel settore SAR, contribuendo ad aumentare il livello di preparazione delle forze coinvolte nella gestione di emergenze marittime e umanitarie nel Mediterraneo.
Conclusa l’attività addestrativa, il personale dell’82° Centro SAR ha intrapreso il viaggio di rientro verso l’Italia, sorvolando le isole greche, rifornendo a Mykonos e facendo scalo ad Araxos per poi volgere successivamente a Crotone, prima del definitivo rientro a Trapani.
L’intera missione ha confermato ancora una volta l’elevato livello di preparazione e professionalità degli equipaggi del 15° Stormo e nello specifico dell’82° centro SAR di Trapani, quotidianamente impegnati a garantire capacità di intervento, sicurezza e supporto alla collettività in ogni contesto operativo, nazionale o estero.
L’equipaggio e il manichino “salvato”
[Fonte: 15° Stormo – 82° Centro SAR – Ufficio Pubblica Informazione]
La primavera del 2020 ha inciso un solco profondo nella memoria collettiva: strade vuote, ospedali al collasso, un’angoscia che gravava come una cappa. In quei mesi drammatici, i rotori del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare non viaggiavano per combattere un nemico convenzionale, ma per strappare vite alla linea del fuoco invisibile della pandemia. Era un lavoro tecnico, silenzioso e pericoloso, che rivelava un eroismo moderno fatto di competenza, organizzazione e grande umanità.
Un hub per tenere unito il Paese
Quando, il 6 marzo 2020, venne disposto il presidio H24, la risposta del 15° Stormo fu immediata e meticolosamente pianificata, eleggendo Cervia a vero e proprio fulcro operativo.
Da qui si dipanò una fitta rete logistica che integrò:
La 46ª Brigata Aerea di Pisa, il 9° Stormo di Grazzanise e il 3° Stormo di Villafranca per il supporto logistico.
L’Infermeria Principale di Pratica di Mare, eccellenza nazionale (paragonabile solo alla Royal Air Force britannica) nella gestione delle speciali barelle A.T.I. (Aircraft Transit Isolator) in sinergia con i poli Sacco di Milano e Spallanzani di Roma. (Fonte: L’Espresso – Fabrizio Gatti)
L’elicottero come promessa di salvezza
La pandemia di COVID-19 ha rappresentato uno scenario di gran lunga imprevedibile per l’estensione geografica e il numero dei pazienti trasportati Adattare protocolli di alto bio-contenimento a un elicottero ha significato sfidare limiti tecnici e umani. Nell’HH-101A, pur essendo un mezzo d’avanguardia, si opera in spazi stretti, tra vibrazioni e sbalzi termici continui. Gli equipaggi hanno lavorato per ore sigillati nelle tute biocontentive, portando il peso di una responsabilità enorme: missioni che hanno richiesto resistenza fisica, disciplina e sangue freddo.
Eppure l’ala rotante offriva un vantaggio cruciale: la possibilità di atterrare direttamente sulle piazzole ospedaliere o sui tetti delle strutture, azzerando i tempi morti dei trasferimenti in ambulanza e riducendo i rischi per i pazienti più critici. Spesso questo ha significato “strappare tempo al tempo”, alleggerendo le terapie intensive sovraccariche trasferendo pazienti dalle aree più colpite verso strutture con posti disponibili. Nei momenti peggiori, gli elicotteri operarono anche in configurazione dual-use, contribuendo a decongestionare reparti non-Covid.
La prima missione si svolse la notte del 7 marzo 2020, quando venne trasferito un paziente sedato ed intubato dall’Ospedale di Cremona all’Ospedale di Sondalo mediante elicottero.
Missioni nelle pieghe della notte e del territorio
Le cronache di quegli interventi raccontano operazioni ai limiti: atterraggi su superfici improvvisate, dirottamenti notturni verso piste alpine, voli con visori NVG attraverso valli turbolente. In quelle ore la sinergia tra equipaggi e personale medico era totale: monitoravano parametri clinici delicatissimi, muovendosi con precisione per garantire la massima sicurezza del primo paziente trasportato.
Per preservare la capacità operativa dello Stormo, il personale fu suddiviso in squadre isolate e alternate, riducendo al minimo il rischio di focolai interni. La lungimiranza di tale strategia si rivelò decisiva quando, all’insorgere di un focolaio in una delle componenti di volo, la squadra speculare poté proseguire l’attività senza flessioni. Dietro ogni decollo c’era una catena invisibile ma impeccabile: manutentori, tecnici e logistici che operarono senza soste alternandosi per mantenere i mezzi efficienti 24 ore su 24.
Ultimi voli in bio-contenimento in elicottero
L’ultimo blocco di interventi di urgenza in bio-contenimento effettuati dagli elicotteri del 15° Stormo per l’emergenza COVID-19 si è concluso negli ultimi giorni di febbraio 2021.
In particolare, dopo la riattivazione della CROSS (Centrale Remota Operazioni di Soccorso Sanitario), gli ultimi due voli consecutivi documentati sono avvenuti a brevissima distanza:
Il 23 febbraio 2021: Trasporto urgente di un paziente da Campobasso (Molise, regione in quel momento in forte sofferenza nei reparti di terapia intensiva) verso il centro di cura di Grosseto. (Fonte: Gente del Quindicesimo – 23/02/2021)
Il 25 febbraio 2021: Un secondo trasporto consecutivo a distanza di 48 ore, sempre partendo dal Molise (Ospedale Cardarelli di Campobasso) per trasferire in sicurezza un paziente di 56 anni, stabilizzato dall’équipe medica dell’Infermeria Principale di Pratica di Mare e sbarcato a Cervia per la destinazione finale. (Fonte: Gente del Quindicesimo 25/02/2021)
Dopo questa ondata, con la stabilizzazione delle terapie intensive dovuta alla campagna vaccinale e il calo dei trasferimenti interregionali critici, gli elicotteri del SAR sono tornati ai regolari compiti istituzionali di ricerca e soccorso, mantenendo comunque l’assetto per il bio-contenimento pronto per future emergenze sanitarie.
Dalla decorazione al fango: una lezione duratura
Nel settembre 2021 le attività del personale impegnato furono celebrate con decorazioni. Non si trattò solo di premiare singoli atti di coraggio, ma di riconoscere una capacità collettiva straordinaria: trasformare assetti e addestramenti militari in strumenti puri di protezione civile. Una vocazione che ha trovato una drammatica e decisiva conferma l’anno successivo, durante la devastante alluvione che ha colpito la Romagna: in quell’occasione, gli elicotteri dello Stormo si sono alzati in volo proprio per proteggere la propria terra, strappando all’acqua centinaia di persone isolate. L’esperienza del 15° Stormo rimane così un modello di come competenza, tecnologia e coordinamento possano fare la differenza tra la vita e la morte in una crisi globale o a chilometro zero.
(Fonte – Local Team – Alluvione in Romagna, Aeronautica Militare in prima linea: le parole dei soccorritori)
Conclusioni
In un mondo che associa troppo spesso la forza militare alla distruzione dei conflitti, le operazioni condotte dall’Aeronautica durante l’emergenza di sei anni fa offrono un ritratto opposto: quello di uno Stormo che si propone come custode della vita. Quei voli, quei rotori nella notte, restano la testimonianza concreta di una vocazione alla protezione; un esempio che supera ogni retorica e si radica nella pratica quotidiana di chi sceglie, ogni giorno, di mettere la propria professionalità al servizio degli altri.
È l’essenza stessa dello storico grido, “Mammajut!”: una promessa silenziosa che, ieri come oggi, trasforma l’invocazione di aiuto di chi soffre nella certezza di un soccorso dal cielo.
Il 12 maggio 2026 resterà una giornata indimenticabile per i giovani del ruolo Truppa, Sergenti e Ufficiali che hanno prestato il loro giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana e hanno così assunto l’impenno solenne di difendere la Patria e le sue libere istituzioni.
La giornata è stata presenziata dal Comandante del 15° Stormo, il Colonnello Antonio Viola, accompagnato da uno staff ristretto composto dal Presidente dei Sottufficiali, il 1° Luogotenente Giuseppe Li Bergoli, dal Angelo Sottotenente Infantino e dal 1° Luogotenente Octavio Minella.
All’interno della sala Ghironi, gli emozionati ma fieri giovani militari, linfa vitale dell’altrettanto “giovane” Centro SAR isolano, si sono succeduti uno dopo l’altro davanti al Comandante di Stormo per pronunciare la formula di giuramento.
La consegna della sciabola al Comandante prima della formula di giuramento.Il Comandante di Stormo controfirma l’atto di giuramentoLa pronuncia del giuramento – Tutti sono sugli attenti
Foto di gruppo al termine della cerimonia di giuramento
Dopo la solenne cerimonia, in maniera più goliardica e in un clima di simpatica allegria, con ospite anche il Comandante del Reparto Sperimentale e di Standardizzazione Tiro Aereo (R.S.S.T.A.) di Decimomannu, Colonnello Giovanni Luca Nicoletti, sono stati consegnati i gradi di 1° Luogotenente ad alcuni esperti Sottufficiali del Reparto, i quali – rispettando le antiche e nobili tradizioni dello Stormo – hanno offerto un “sobrio” (i.e. alla sarda!) rinfresco.
A chiusura di una mattinata intensa e partecipata, un caloroso brindisi al grido di Mammajut! ha suggellato il legame dell’80° Centro SAR alla famiglia del 15° Stormo.
Questa mattina mio nonno mi ha fatto una sorpresa: con la scusa che mi portava da un dottore a fare una visita, mi ha portato invece in una “TANA” dove c’erano tanti LEONI, giovani e meno giovani.
È stata una sorpresa fantastica!
Oltre ad aver saltato un giorno di scuola e non essere andato da un dottore (e a chi non fa piacere?! ), quando lunedì lo racconterò ai miei amici in classe non ci crederanno!
Come sono arrivato, mio nonno mi ha presentato tanta gente che mi chiedeva come mi chiamassi e io rispondevo: Tommaso! Un generale amico di nonno come mi ha visto mi ha regalato un distintivo che aveva sulla tuta e io lo metterò sul mio giubbotto.
Ho visto gli elicotteri, quelli del soccorso aereo del 15°, c’era anche un elicottero antico, come quello dei cartoni animati, che nonno mi ha detto che metteva in moto la mattina. Mi ha raccontato che tanti anni fa li tiravano fuori dall’hangar ed insieme ad altri specialisti li mettevano in moto per riscaldare il motore, poi arrivava il pilota ed insieme andavano in volo.
Poi, mentre ci siamo seduti su delle sedie davanti all’hangar, ho visto un drone che volava sulla nostra testa e nonno mi ha detto che noi che eravamo seduti su quelle sedie avremmo formato il numero 85. Dopodiché ho ascoltato i saluti del comandante e di altri e persone che hanno ringraziato e che erano contenti di vedere ed essere così tanti LEONI.
Ho visto che c’è stata una cerimonia per consegnare un oggetto importante, ma non ho capito bene cosa fosse. Ho chiesto a nonno, ma ha risposto in modo vago…mah!-
Dopo c’è stata una tavolata con tanti panini, pasta e mozzarelle! Potevo farmela sfuggire? Certo che no!
E c’è stata la torta, gigantesca! E al brindisi hanno urlato tutti fortissimo “MAMMAJUT”!.
Mi sono abbracciato nonno e l’ho ringraziato della giornata passata insieme ai LEONI.
Mi piacerebbe un giorno diventare anche io un Leone. Per adesso mi accontento di essere entrato nella loro “Tana” dove mi hanno accolto benissimo.
4 Maggio 2026 – Continua l’attività di collaborazione tra l’Aeronautica Militare e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
Un’esercitazione congiunta tra l’82° Centro S.A.R. (Search and Rescue) di Trapani ed il C.N.S.A.S. Sicilia, finalizzata all’addestramento e all’impiego delle tecniche di recupero comuni in ambiente montano e impervio, ha avuto luogo sulla falesia situata tra Macari e San Vito Lo Capo (TP). Qui sono state simulate operazioni complesse, tra cui il recupero di feriti mediante l’utilizzo della barella verricellabile, l’avioimbarco e sbarco dei pazienti. Tali operazioni mirano ad aumentare la velocità di intervento e l’efficacia del personale coinvolto in caso di soccorsi particolarmente complessi in aree impervie.
L’attività ha visto impegnati tre equipaggi dell’82° Centro S.A.R. – composti ciascuno da capo equipaggio, secondo pilota, operatore di bordo e aerosoccorritore – che hanno operato in sinergia con 12 tecnici del Soccorso Alpino, per un totale di tre sortite e 5 ore di volo complessive, con l’elicottero HH-139B in dotazione al Reparto.
L’esercitazione ha rappresentato una fondamentale occasione di cooperazione e di confronto per condividere tecniche di impiego e procedure comuni fra il personale dell’Aeronautica Militare e del Soccorso Alpino, consolidando il pluridecennale rapporto che vede le due istituzioni lavorare in sinergia per lo stesso scopo: la salvaguardia delle vite umane in pericolo.
Recupero con verricello sulla falesiaAtterraggio fuori campo in prossimità del personaleRecupero barella al verricelloVerricello in braga doppia per Aerosoccorritore AM e Soccorritore CNSASCalata del cavo per l’aggancio della barella verricellabileSquadra mista CNSAS e AM in contatto radio con l’elicotteroPreparazione della barella per l’aggancio al verricelloHH-139B al suolo in attesa di imbarcare il team in addestramentoAtterraggio fuori campo per l’HH-139BHH-139B in hovering
L’82° Centro SAR è uno dei Reparti del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, senza soluzione di continuità, la ricerca e il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo, inoltre, ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche severe. Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato più di 7500 persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e la lotta agli incendi boschivi per la Regione Siciliana.
[Fonte: Aeronautica Militare – 82° Centro SAR – Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione]
30 aprile 2026 – 82° e 80° Centro SAR effettuano soccorsi in montagna e in mare
No, non è ovviamente un piatto o un menu dove trovare una combinazione di ingredienti provenienti dai due ambienti. Però, in fondo, sono due “specialità” nel ricco menù delle capacità espresse dal personale e dagli elicotteri del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare.
Il primo “piatto” (intervento), di un ultimo giorno di aprile decisamente indaffarato, è stato servito nel primo pomeriggio quando un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR (Search and Rescue) di Trapani, su ordine del Rescue Coordination Centre (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico (FE), è decollato d’urgenza per raggiungere e soccorrere una donna di nazionalità francese rimasta ferita sul promontorio di Capo Gallo (PA) durante una escursione.
Dopo aver fatto scalo sull’aeroporto di Boccadifalco per imbarcare due tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS), l’elicottero ha raggiunto la zona impervia dove la donna era in attesa dei soccorsi e con l’ausilio del verricello si è provveduto al suo recupero.
L’elicottero si è poi diretto sullo stesso scalo aeroportuale palermitano per il successivo trasferimento in ambulanza dell’infortunata escursionista e infine fare rientro alla base di Trapani per riprendere il servizio di prontezza.
La vista di Capo Gallo dalla cabina di pilotaggioIndividuazione del personale a terra e dell’infortunataCircuito di avvicinamento al punto d’interventoAvvicinamento all’hovering per il recupero con verricelloAerosoccorritore e infortunata sono issati a bordoSbarco dell’infortunata all’aeroporto di Bocca di Falco (PA)
Il secondo “piatto” è stato servito nella serata, quando un elicottero HH-139A dell’80° Centro SAR (Search and Rescue) di Decimomannu, in volo per una missione addestrativa su mare nel Golfo di Cagliari, ha ricevuto un ordine d’intervento da parte del RCC del COA. Lo stesso centro nevralgico della Forza Armata per la gestione delle attività di ricerca e soccorso aereo in Italia, a sua volta era stato interessato dal Maritime Rescue Sub-Center (MRSC) di Cagliari, che aveva ricevuto l’allarme per la ricerca di un windsurfista di cui si erano perse le tracce in zona Capo Spartivento.
L’operatore del RCC ha dapprima contattato l’equipaggio per chiedere quale fosse l’autonomia residua e se ci fosse la possibilità di iniziare immediatamente la ricerca. Avuto riscontro affermativo da parte dell’equipaggio, ha quindi disposto il passaggio da missione addestrativa a missione di soccorso reale.
L’elicottero, raggiunta la zona di Capo Spartivento, ha rapidamente individuato un windsurf su un tratto di costa rocciosa, poi ha trovato l’uomo che cercava di risalire la scogliera. L’equipaggio ha manovrato per atterrare fuori campo e prendere contatto col malcapitato, un italiano di 58 anni, assicurandosi delle sue condizioni e fornendo una prima assistenza che gli consentisse di attendere i soccorsi da terra. L’elicottero, al limite dell’autonomia data dal carburante, è ripartito per fare rientro alla base. Tuttavia, poco dopo, l’equipaggio – dopo uno scambio di comunicazioni con gli enti del controllo – ha ricevuto l’ordine di procedere al recupero dell’uomo e al trasporto all’ospedale Brotzu di Cagliari per precauzione. L’elicottero, è tornato quindi sul punto e ha rilasciato tramite verricello l’aerosoccorritore nei pressi dello sfortunato surfista. Il tempo di informarlo del cambio di programma ed è stato quindi issato a bordo mentre nella zona calava la notte. Il surfer è stato trasportato alla piazzola dell’ospedale e affidato alle cure dei sanitari, che nel frattempo erano stati avvertiti dell’arrivo del mezzo di soccorso.
L’HH-139A dell’80° Centro SAR atterrato sulla piazzole dell’ospedale Brotzu di Cagliari
Di seguito il video-racconto di Massimo, il surfista, che offre il prezioso punto di vista di chi è soccorso (è anche divertente).
L’80° Centro SAR di Decimomannu e l’82° Centro SAR di Trapani dipendono dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.
Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita.
Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.
Dal 15° Stormo di Cervia dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma) e l’81° Centro Addestramento Equipaggi anch’esso di base a Cervia.
Fonte: Aeronautica Militare Italiana
[Nota dell’Editor: desidero chiudere questo articolo ringraziando ovviamente gli equipaggi intervenuti per rinnovarmi ogni volta l’orgoglio di essere stato “uno del Quindicesimo”. So che lo siete anche voi, soprattutto dopo che vi siete tolti il casco al rientro da una missione di soccorso andata a buon fine. Siatelo sempre. Buon 1° Maggio e Mammajut!]
1 aprile 2026 – 4 Medaglie d’Argento al Valore Aeronautico ad un equipaggio del 15° Stormo – 85° Centro S.A.R. (Search And Rescue)
La notte tra il 7 e 8 dicembre 2023 rimarrà una data indelebile: quel giorno, insieme ai colleghi, siamo stati protagonisti sul Monte Terminillo di un intervento in cui abbiamo messo cuore e professionalità. Una data resa ancora più significativa dal riconoscimento che ne è seguito.
In occasione delle celebrazioni per il 103° anniversario dell’Aeronautica Militare, svoltesi a Napoli il 1° aprile 2026, il nostro equipaggio ha ricevuto la Medaglia d’Argento al Valore Aeronautico dalle mani del Ministro della Difesa, Guido Crosetto.
La cerimonia si è svolta in un contesto solenne, carico di significato e tradizione. Nonostante le previsioni meteorologiche avverse, la giornata non è stata bagnata dalla pioggia e ha regalato momenti di grande intensità, contribuendo a rendere ancora più memorabile l’evento.
L’atmosfera era quella delle grandi occasioni: uniforme impeccabile, schieramenti ordinati e un profondo senso di appartenenza che univa tutti i presenti.
Ricevere questa onorificenza ha rappresentato per ciascun membro dell’equipaggio un momento di profonda emozione e orgoglio. Essere chiamati, uno accanto all’altro, a rappresentare non solo il nostro operato ma anche i valori dell’Aeronautica Militare ha dato concretezza a ciò che ogni giorno viviamo in servizio: spirito di squadra, senso del dovere e dedizione alla vita umana.
L’equipaggio, composto da me come comandante (Tenente Colonnello Marco Mascari), dal copilota Tenente Colonnello Gianluca Papa, dall’operatore al verricello 1° Luogotenente Alessandro Egizi e dall’aerosoccorritore 1° Luogotenente Francesco Russo, ha condiviso questo riconoscimento come espressione di un lavoro corale, dove ogni ruolo è essenziale e insostituibile.
In quel momento, davanti alle autorità e ai colleghi, il pensiero è inevitabilmente tornato alla notte dell’intervento: alle difficoltà operative, alla complessità del recupero in ambiente impervio e, soprattutto, al valore della vita salvata. La medaglia non rappresenta solo un gesto eroico, ma il risultato di preparazione, addestramento e fiducia reciproca.
Questo riconoscimento assume un significato ancora più profondo perché condiviso con Filippo, il ragazzo salvato, presente con la madre alla cerimonia e anche con tutta la comunità del soccorso: ogni missione è infatti il frutto di un sistema, di uomini e donne che operano spesso lontano dai riflettori, come i manutentori, il personale amministrativo e di supporto logistico e operativo, ma sempre con lo stesso obiettivo, quello di proteggere e salvare vite umane.
La giornata si è conclusa con la consapevolezza di aver vissuto un momento importante, non solo dal punto di vista professionale ma anche umano. Un momento che rafforza il senso di responsabilità e rinnova l’impegno verso il servizio.
Il Ministro della Difesa decora Marco MascariIl Ministro della Difesa decora Francesco RussoIl Ministro della Difesa decora Alessandro EgiziIl Ministro della Difesa decora Gianluca Papa
Filippo, il giovane salvato nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2023 con l’equipaggio appena decorato
Il percorso di riconoscimento è proseguito il 15 aprile 2026 al Quirinale, dove il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto una rappresentanza dell’Aeronautica Militare in occasione del 103° anniversario della sua costituzione. Un anno, il 2026, che coincide anche con un’altra ricorrenza di straordinario valore civile: gli 80 anni della Repubblica Italiana.
Per me e per l’intero equipaggio è stato un onore immenso essere ricevuti al Quirinale, insieme al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, e ad altri colleghi dei Reparti ed Enti della Forza Armata. Essere messi “in prima fila”, in una sede così alta delle Istituzioni, a rappresentare l’intera Aeronautica Militare, ha suscitato in noi un sentimento di orgoglio profondo e composto.
Le parole rivolte dal Presidente della Repubblica hanno dato voce a ciò che ogni giorno ci guida nelle missioni. Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha elogiato il lavoro quotidiano del 15° Stormo nelle sue molteplici articolazioni: il soccorso aereo, il servizio di lotta agli incendi boschivi, il trasporto sanitario d’urgenza e la difesa aerea. Un impegno silenzioso, costante, che tutela la vita dei cittadini e la sicurezza del Paese.
E in quel discorso è arrivato l’inciso che porteremo sempre con noi: le parole dedicate “all’equipaggio del 15° Stormo che si è distinto per non aver esitato con coraggio e con grande ammirevole perizia nel mettere al repentaglio la propria incolumità, pur di portare a compimento la missione in favore di cittadini che erano in pericolo di vita”.
Ascoltare questa motivazione direttamente dal Presidente della Repubblica, nel Salone delle Feste del Quirinale, ha trasformato l’emozione in responsabilità. Perché un riconoscimento così alto non chiude un percorso: lo rinnova. Ci ricorda che ogni addestramento, ogni notte in prontezza, ogni scelta fatta in pochi secondi di fronte al pericolo ha un senso che va oltre il singolo intervento. È servizio alla Repubblica.
Torniamo al Reparto con la medaglia sul petto e le parole del Capo dello Stato nella mente. Consapevoli che l’onore più grande resta sempre lo stesso: esserci quando serve, ma soprattutto aver salvato una vita in più. In questo caso, quella di Filippo.
Gianluca Papa,, Francesco russo e Alessandro Egizi durante il discorso del Presidente Sergio Mattarella
Foto ricordo col Presidente della Repubblica, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica (a sx) il Consigliere Militare e l’autore dell’articolo (a dx)L’equipaggio al completoLa Medaglia d’Argento al Valore Aeronautico
Nel secondo anniversario della scomparsa del nostro amato Presidente Emerito, il Generale di Divisione Aerea Carmine “Nino” De Luca, il Consiglio Direttivo ha deciso di rendergli omaggio pubblicando la sua ultima intervista rilasciata al Generale Gustavo Cicconardi e alla dott.ssa Barbara Manca, per il loro libro “Operazione Allied Force OPLAN 10601 – Il conflitto aereo per il Kosovo raccontato dai protagonisti“.
Il libro, che ha la prefazione dell’Ambasciatrice Laura Mirachian (che fu Capo Missione a Belgrado proprio negli anni drammatici delle guerre balcaniche e che è venuta a mancare lo scorso 21 marzo) e postfazione del Generale di Squadra Aerea Mario Arpino (ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e Capo di Sato Maggiore della Difesa negli stessi anni), contiene un intero paragrafo dedicato alle operazioni che gli HH-3F del 15° Stormo svolsero nel contesto dell’Allied Force.
Lo scorso 24 marzo 2026, presso la base del 15° Stormo di Pisignano di Cervia (RA), si è svolta la cerimonia per il centenario dell’83° Gruppo SAR (Search and Rescue), un traguardo importante e che racchiude cento anni di evoluzione operativa, dedizione e spirito di servizio.
La data di nascita dell’83° Gruppo in realtà è il 5 novembre 1925, giorno in cui fu istituito ad Augusta (Siracusa) e assegnato al 27° Stormo Idrovolanti. I festeggiamenti sono stati posticipati di qualche mese per poter approfittare di un clima primaverile e la scommessa è stata vinta grazie ad una giornata di sole e cielo azzurro.
Nel corso di un secolo, l’83° Gruppo ha rappresentato un riferimento fondamentale nella capacità di ricerca e soccorso dell’Aeronautica Militare, adattandosi costantemente all’evoluzione degli scenari operativi: dalle prime missioni di ricognizione aerea alle trasvolate oceaniche, dall’impiego delle squadriglie idrosoccorso fino alle moderne operazioni di Combat SAR. Un percorso caratterizzato da continua innovazione tecnologica e addestrativa, sempre guidato dai valori fondanti del servizio alla collettività.
Più di 800 missioni di soccorso e migliaia di vite salvate, spesso in condizioni meteorologiche e ambientali estremamente complesse, sono i numeri che meglio testimoniano l’impatto di questa eredità fatta di dedizione e professionalità degli equipaggi ed elevata prontezza operativa, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno.
La cerimonia ha visto la presenza del Comandante delle Forze per la Mobilità e il Supporto dell’Aeronautica Militare, il Generale di Divisione Aerea Alessandro De Lorenzo, il quale – unitamente ad altre autorità civili e militari – ha dato lustro ad una partecipazione sentita di numerosi appartenenti ed ex appartenenti al Gruppo, uniti da un forte senso di appartenenza e da una comune esperienza operativa.
Nella sequenza degli interventi, dapprima quello del Maggiore Simone Agostinelli, Comandante dell’83° Gruppo SAR, poi quello del Colonnello Antonio Viola, Comandante del 15° Stormo, e infine in quello del Generale Alessandro De Lorenzo, è stata rimarcata l’eccellenza del personale e il valore di una tradizione costruita nel tempo.
Un momento di profondo raccoglimento è stato organizzato per ricordarecolorochehannosacrificatolavitanell’adempimentodeldovere: colleghi, amici fraterni che sono nel cuore e nella memoria ed esempio luminoso di dedizioneealtruismo.
Certamente tra i momenti più attesi e significativi della giornata sono stati lo svelamento del logo ufficiale del Centenario e della livrea “special color” dedicata alla ricorrenza, simboli dell’identità e della storia del Gruppo.
La giornata è stata suggellata con il sorvolo in formazione di due elicotteri HH-139 che hanno eseguito il tradizionale “passaggio bandiera” sulle note dell’Inno Nazionale.
L’83° Gruppo SAR è entrato nel suo secondo secolo di attività quale realtà tra le più operative e rappresentative dell’Aeronautica Militare, sempre pronto a intervenire con tempestività e competenza, fedele al proprio motto storico “Affinché altri possano vivere” e a quello che campeggia ora nella patch del Gruppo “Il privilegio di salvare vite”, un omaggio al Maggiore Stefano Bazzo che ne scrisse per la Rivista Sicurezza Volo e che è deceduto insieme agli altri Angeli del SAR nell’incidente di volo di Lisle-en-Barrois (Francia) del 2008.
Per i primi cento anni dell’83° Gruppo, per il 15° Stormo e per l’Aeronautica Militare, Mammajut!
Il banner con il logo del CentenarioDettaglio della coda dello “Special Color”Da Sx a Dx: il Col. Viola, il Gen. De Lorenzo e il Magg. Agostinelli. Quest’ultimo consegna la serigrafia commemorativa al Comandante del CFMS.Il passaggio bandiera dei due HH-139Il passaggio bandiera dello “Special Color”
[Fonte: Aeronautica Militare – 15° Stormo – Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione]
16 aprile 2026 – Il 37° Stormo e l’82° Centro SAR hanno donato ausili sanitari ai reparti pediatrici degli ospedali di Trapani e Marsala.
L’iniziativa solidale era stata avviata durante il periodo natalizio attraverso una raccolta fondi per sostenere l’attività dei presidi ospedalieri del territorio a favore dei piccoli pazienti in cura presso tali strutture. Un semplice gesto, ma significativo, che testimonia il desiderio degli uomini e delle donne dell’Aeronautica Militare di contribuire, anche con gesti come questo, al percorso di cura dei bambini, o donando loro un sorriso per un futuro più luminoso.
La raccolta fondi ha visto la partecipazione non solo del personale militare, ma anche di professionisti e realtà locali che hanno sposato l’iniziativa e contribuito all’opera benefica.
Una rappresentanza del personale dell’aeroporto militare di Trapani-Birgi, guidata dal Comandante del 37° Stormo – Colonnello Daniele Mastroberti – e dal Comandante dell’82° Centro SAR – Tenente Colonnello Nicolò Nicolosi – ha fatto visita alle due strutture.
“Un gesto semplice ma significativo che testimonia ancora una volta i valori di sostegno e vicinanza tra le Istituzioni e la comunità locale”, ha dichiarato il colonnello Daniele Mastroberti durante la consegna dei materiali acquistati.
[Fonte: Aeronautica Militare – 15° Stormo – 82° Centro SAR e sito web TrapaniSì, supplemento della testata giornalistica Radio Tele Hobby]
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