Ciclista cade e s’infortuna in modo grave su Monte Palmeto, vicino Terrasini. L’elicottero dell’Aeronautica Militare effettua il soccorso in collaborazione con il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS).
13 agosto 2026
Nel tardo pomeriggio di giovedì 13 agosto, la sala operativa del Rescue Coordination Center (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico (FE) ha disposto il decollo immediato dell’equipaggio in servizio di prontezza SAR nazionale con elicottero HH-139B.l
L’esigenza è scaturita dalla richiesta del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano di Trapani, che era stato precedentemente attivato dalla richiesta d’aiuto pervenuta al numero unico d’emergenza 112, per un uomo di 45 anni vittima di una caduta in bicicletta e in stato confusionale sul Monte Palmeto, in prossimità di Terrasini (Palermo).
In pochi minuti, l’equipaggio dell’82° Centro SAR (Search and Rescue – Ricerca e Soccorso) dell’Aeronautica Militare è decollato dall’aeroporto militare di Trapani alla volta della zona d’intervento.
Raggiunto Monte Palmeto, l’elicottero ha dapprima effettuato un verricello per imbarcare due operatori del soccorso alpino che si erano posizionati su una strada prossima alla zona di operazioni.
Arrivati sul punto dove si trovava l’infortunato, l’equipaggio ha calato con il verricello l’aerosoccorritore AM e i due operatori SASS. Una volta accertate le condizioni dell’uomo, l’equipaggio ha riposizionato l’elicottero sulla verticale per procedere al recupero della persona tramite triangolo di evacuazione. Imbarcato l’infortunato e recuperato il personale, l’elicottero si è poi diretto all’Ospedale Civico di Palermo dove il malcapitato ciclista è stato affidato alle cure mediche specialistiche.
Pilota, Operatore di Bordo e Soccorritori SASS guardano fuori durante la ricognizione. Si vede l’OB indicare un punto sulla montagna.Il Pilota ai comandi mantiene l’hovering mentre l’operatore di bordo prepara il verricello.Le immagini della telecamera posta sul verricello sono visibili in cabina di pilotaggioL’hovering ripreso da terra mostra bene la zona impervia dell’interventoL’elicottero è appena atterrato all’Ospedale Civico di Palermo. Si vede personale in avvicinamento accompagnato dall’Aerosoccorritore AMPanorama della zona di Terrasini dalla cabina di pilotaggio
Sulla via del ritorno alla base, l’equipaggio ha prima lasciato i tecnici del soccorso alpino al loro punto di prelievo, e poi ha fatto rientro all’aeroporto di Trapani, dove ha ripreso il servizio di prontezza di ricerca e soccorso nazionale.
L’intera operazione si è conclusa in un’ora e mezzo di volo.
L’82° Centro Search and Rescue è uno dei Reparti del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, senza soluzione di continuità, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo, inoltre, ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche marginali.
Dal 15° Stormo di Cervia, oltre all’82° Centro SAR di Trapani, dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’80° Centro SAR di Decimomannu (Cagliari), l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma).
Sicilia: elicottero Aeronautica Militare soccorre turista nella riserva dello Zingaro in collaborazione con Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano
11 agosto 2026
Nel tardo pomeriggio di martedì, un equipaggio dell’82° Centro Search and Rescue (S.A.R.) dell’Aeronautica Militare è decollato dall’aeroporto militare di Trapani per prestare soccorso ad un uomo francese di 41 anni che aveva accusato un malore durante un’escursione all’interno della riserva naturale dello Zingaro e bisognoso di cure mediche.
A seguito della richiesta del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS) di Trapani, la sala operativa del Rescue Coordination Center (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico (FE) ha disposto il decollo immediato dell’equipaggio in servizio di prontezza SAR nazionale con elicottero HH-139B.
L’elicottero è atterrato a Castellammare del Golfo per imbarcare due operatori del soccorso alpino per poi dirigersi verso l’area di operazione.
Arrivato sul luogo, l’equipaggio ha calato con il verricello l’aerosoccorritore e gli
operatori, procedendo al recupero del paziente e al suo immediato trasporto presso il campo sportivo di Castellammare del Golfo, dove lo attendeva l’ambulanza del 118 per il successivo trasporto in ospedale.
Concluso il soccorso, l’equipaggio militare ha fatto rientro alla base di Trapani, dove ha ripreso il servizio di prontezza di ricerca e soccorso nazionale. Le operazioni si sono concluse in un’ora complessiva di volo.
Aerosoccorritore AM e operatori del SASS durante il volo di trasferimento sul luogo del recuperoL’avvicinamento dell’elicottero guidato dal personale del SASS a terra sul punto di recuperoLo sbarco del paziente e degli operatori SASS a Castellammare del Golfo per il passaggio al personale del 118
L’82° Centro Search and Rescue (Ricerca e Soccorso) è uno dei Reparti del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, senza soluzione di continuità, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo, inoltre, ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche marginali.
Dal 15° Stormo di Cervia, oltre all’82° Centro SAR di Trapani, dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’80° Centro SAR di Decimomannu (Cagliari), l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma).
Sono circa le 21:30 di domenica sera quando arriva l’esecutivo dalla Sala Operativa di Reparto (SOR).
A volte bastano pochi secondi per passare dalla normalità di una serata in famiglia alla consapevolezza che qualcuno, da qualche parte, ha bisogno di aiuto. Quasi per scherzo, mia moglie mi dice: «Bevi un po’ d’acqua, metti caso che parti». Passano pochi secondi e arriva la chiamata.
Il tempo di mettere a letto mia figlia, cambiarmi e raggiungere Pratica di Mare. Una volta in SOR, insieme al resto dell’equipaggio apprendiamo la natura della missione: una persona in stato tachicardico, sull’Isola d’Elba, necessita di essere recuperata in una zona impervia e non atterrabile, nell’area del Monte Capanne, a circa 2.800 ft di quota. Sul posto sono già presenti le squadre dei Vigili del Fuoco.
Alle 22:56 decolliamo alla volta di Grosseto, dove inizialmente avremmo dovuto imbarcare un medico. Durante il volo, però, riceviamo un aggiornamento: il medico non è disponibile e, una volta arrivati, ad attenderci troviamo due operatori del CNSAS Toscana. Per esigenze legate al peso che l’elicottero avrà sul punto di recupero, la quota e la temperatura decisamente calda, insieme al capo equipaggio decidiamo di imbarcarne uno solo. Da Grosseto ripartiamo quindi verso l’Isola d’Elba, diretti verso il Monte Capanne.
Avvicinandoci alla zona delle operazioni, la concentrazione aumenta. È notte, il recupero dovrà essere effettuato con il verricello e il punto in cui si trova la persona da soccorrere non consente alcun atterraggio.
Arrivati in zona effettuiamo una ricognizione. Studiamo il punto, l’orografia, i riferimenti e tutto ciò che può essere utile per effettuare l’hovering di recupero in sicurezza. Grazie alle torce della squadra a terra individuiamo l’area e ci portiamo sulla verticale. Con il verricello caliamo il nostro aerosoccorritore e l’operatore del CNSAS, che raggiungono l’infortunato per predisporlo al recupero.
È in quel momento che la missione mostra tutta la sua complessità.
Dopo averli lasciati a terra ci rendiamo conto che la posizione presenta diverse difficoltà. L’orografia della zona, la posizione dell’infortunato e la presenza di vento di ricaduta rendono particolarmente impegnativo mantenere l’elicottero stabile sulla verticale. Chiediamo quindi alla squadra a terra, se possibile, di spostarsi più in alto, verso una posizione che possa consentirci di effettuare il recupero in condizioni migliori.
La loro risposta è negativa, l’uomo non può essere spostato. Torniamo sulla verticale.
La difficoltà aumenta ulteriormente: il verricello deve essere effettuato da una quota particolarmente elevata rispetto al terreno e i riferimenti visivi disponibili sono pochi. Alle problematicità legate all’orografia e al vento si aggiungono gli effetti ottici generati dalle luci durante l’impiego dei visori notturni. Mantenere l’elicottero stabile richiede precisione, continue correzioni e un coordinamento costante tra tutti i membri dell’equipaggio.
Sono momenti nei quali il proprio addestramento, le procedure e la tecnologia sono indispensabili, ma da soli non bastano. Serve la squadra.
Il coordinamento tra capo equipaggio, secondo pilota, operatore di bordo e aerosoccorritore diventa fondamentale. Dalla cabina alle indicazioni dell’operatore di bordo, fino all’aerosoccorritore impegnato a terra accanto alla persona da soccorrere, ogni azione è legata a quella degli altri. Gli input dell’operatore guidano le correzioni necessarie e vengono accompagnati costantemente anche con la voce, mentre l’aerosoccorritore rappresenta il collegamento essenziale con ciò che sta accadendo a terra e con le condizioni dell’infortunato.
Con un hovering per verricello così alto e pochi riferimenti esterni anche una piccola indicazione assume un peso enorme. Nei momenti più delicati, una comunicazione chiara o semplicemente il tono giusto aiutano a mantenere concentrazione e lucidità. L’adrenalina è alta, ma ognuno sa esattamente quale sia il proprio compito e, soprattutto, quanto il proprio lavoro dipenda da quello degli altri.
Con fatica, concentrazione e soprattutto grazie al gioco di squadra tra equipaggio di volo, a bordo e calato a terra, e CNSAS, riusciamo infine a recuperare con il verricello l’infortunato, l’operatore del CNSAS e il nostro aerosoccorritore.
Quando sono finalmente tutti a bordo, la tensione accumulata durante il recupero lascia spazio, anche solo per qualche istante, alla soddisfazione: la parte più difficile è alle spalle e la persona che siamo andati a soccorrere è finalmente con noi.
L’Operatore di Bordo in azione al verricelloL’uomo è finalmente a bordo
Ma la missione non è ancora finita.
Nel frattempo la destinazione sanitaria è stata modificata. Facciamo quindi rotta verso l’ospedale di Portoferraio e atterriamo sulla piazzola sopraelevata della struttura. Con l’elicottero in attesa, aspettiamo l’arrivo del personale sanitario, al quale affidiamo il paziente.
Terminato il trasferimento, ripartiamo verso Grosseto, dove lasciamo l’operatore del CNSAS ed effettuiamo il rifornimento, prima del rientro a Pratica di Mare.
Durante il volo di ritorno c’è finalmente il tempo per ripensare a quanto accaduto.
Poche ore prima stavo mettendo a letto mia figlia, mentre una battuta di mia moglie accompagnava la fine di una normale serata in famiglia. Poi, nel giro di pochi secondi, tutto è cambiato: una telefonata, la corsa verso Pratica di Mare, il decollo e, qualche ora più tardi, il buio del Monte Capanne, il vento, un verricello particolarmente impegnativo e una persona da portare in salvo.
È forse proprio durante il viaggio di ritorno che realizzi davvero quello che è successo. L’adrenalina lascia lentamente spazio ai pensieri e rimane una consapevolezza: in operazioni come questa nessuno può agire da solo.
Dietro ogni recupero ci sono uomini e donne a terra e in volo, professionalità diverse, addestramento e tecnologia, ma soprattutto fiducia reciproca. Quella fiducia che, nei momenti più difficili, ti permette di affidarti alle indicazioni di chi hai accanto, sapendo che anche lui, nello stesso istante, sta facendo altrettanto con te.
Perché quando sei lì, nel buio, con pochi riferimenti, il vento che rende tutto più difficile e una persona da riportare a casa, comprendi fino in fondo che un equipaggio non è semplicemente un insieme di persone con compiti diversi.
È una squadra. E quella notte, ancora una volta, è stata proprio la squadra a fare la differenza.
Video sintesi dell’intervento pubblicata dall’Aeronautica Militare
[Nota dell’Editor: Desidero ringraziare il Capitano Pennacchio per aver trovato il tempo di raccontare una missione di soccorso dal punto di vista di chi la sta conducendo, in sinergia con tutto l’equipaggio e con ogni persona coinvolta. Dal lontano 1993, sono orgoglioso di aver fatto parte del 15° Stormo ed essere un “vecchio” Leone come lo è il giovane Luca. Grazie davvero per aver condiviso, Luca e #Mammajut!]
Due persone sopravvivono dopo essere precipitate per 70 metri in una scarpata e sono soccorse da un elicottero dell’Aeronautica Militare
8 agosto 2026
Un elicottero dell’83° Gruppo SAR (Search and Rescue) di Cervia, reparto dipendente dal 15° Stormo dell’Aeronautica Militare, è decollato nella notte per effettuare un delicato recupero a seguito dell’uscita di strada di un’automobile, precipitata lungo una scarpata nei pressi di Campocecina (Massa Carrara).
Intervenuti inizialmente sul posto i tecnici soccorritori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) toscano e verificate le condizioni delle due persone, subito stabilizzate, si sono resi conto che era necessario l’intervento dell’elicottero dell’Aeronautica Militare, per il recupero tramite verricello.
L’equipaggio in prontezza d’allarme, ricevuto l’ordine di missione dalla Sala operativa del Rescue Coordination Center (RCC) del Comando operazioni aerospaziali (COA) di Poggio Renatico (FE), si è diretto tempestivamente sull’area dell’incidente.
L’individuazione dei feriti, data la scarsa luminosità data dall’orario e il luogo del sinistro, situato in una zona particolarmente impervia, è stata resa possibile anche grazie all’impiego dei visori notturni NVG (Night Vision Goggles) da parte di tutto l’equipaggio.
Una volta giunti sul posto, l’equipaggio ha avviato le complesse operazioni di recupero (il video del recupero è disponibile in fondo). La donna, opportunamente immobilizzata, è stata sollevata su una barella, mentre l’uomo è stato tratto in salvo mediante l’impiego del triangolo di evacuazione.
Issate a bordo le due persone ferite, l’elicottero si è diretto verso l’aeroporto di Massa Carrara per affidare i due alle cure dell’equipe medica che li attendeva a terra in ambulanza per trasportarli al vicino ospedale.
Ancora una volta, l’addestramento costante e la sinergia tra l’Aeronautica Militare e le altre realtà del soccorso civile, come il CNSAS, permettono di operare con successo anche nelle situazioni meteorologiche e ambientali più critiche.
Il 15° Stormo dell’Aeronautica Militare garantisce, 24 ore su 24 e per 365 giorni all’anno, la ricerca e il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre a compiti di pubblica utilità come la ricerca di dispersi, il trasporto sanitario d’urgenza e il soccorso in ambienti ostili, operando anche in condizioni meteorologiche avverse e in orario notturno. Dal Comando del 15° Stormo di Cervia dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, l’83° Gruppo SAR di Cervia, l’80° Centro SAR di Decimomannu, l’82° Centro SAR di Trapani, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare.
[Fonte: Aeronautica Militare – 15° Stormo – Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione]
Curiosità: l’elicottero nel video è quello con la livrea speciale realizzata per il Centenario dell’83° Gruppo SAR. Maggiori informazioni su: https://www.aeronautica.difesa.it/news/ricerca-e-soccorso-a-cervia-il-centenario-dell83-gruppo-sar/
Sicilia: elicottero Aeronautica Militare soccorre donna nella
riserva dello Zingaro in collaborazione con Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano
5 agosto 2026
Nel tardo pomeriggio di oggi, un equipaggio dell’82° Centro Search and Rescue (S.A.R.) dell’Aeronautica Militare è decollato dall’aeroporto militare di Trapani per prestare soccorso ad una donna italiana di 43 anni infortunata durante un’escursione all’interno della riserva naturale dello Zingaro e bisognosa di cure mediche specialistiche.
A seguito della richiesta del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (S.A.S.S.) di Trapani, la sala operativa del Rescue Coordination Center (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (FE) ha disposto il decollo immediato dell’equipaggio in servizio di prontezza SAR nazionale con elicottero HH-139B.
L’elicottero è atterrato a Castellammare del Golfo per imbarcare un operatore del S.A.S.S. per poi dirigersi verso l’area di operazione.
Arrivato sul luogo, l’equipaggio ha calato con il verricello l’aerosoccorritore e l’operatore del S.A.S.S., procedendo al recupero della donna e al suo immediato trasporto presso l’Ospedale San Antonio Abate di Trapani, per affidarla alle cure specialistiche necessarie.
Operatore di bordo e Aerosoccorritore A.M. durante il volo di trasferimentoL’elicottero atterrato sul campo sportivo a Castellammare del Golfo
Il trasferimento della donna dall’elicottero alla barella
L’affidamento al personale sanitario dell’ospedalePersonale sanitario e barella lasciano l’helipad per raggiungere l’ambulanza
Il recupero dalla prospettiva dell’Operatore di bordo.
Concluso il soccorso, l’equipaggio militare ha rilasciato il tecnico dal S.A.S.S. presso Castellammare del Golfo e ha fatto rientro alla base di Trapani, dove ha ripreso il servizio di prontezza di ricerca e soccorso nazionale.
L’82° Centro Search and Rescue è uno dei Reparti del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, senza soluzione di continuità, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo, inoltre, ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche marginali.
Dal 15° Stormo di Cervia, oltre all’82° Centro SAR di Trapani, dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’80° Centro SARdi Decimomannu (Cagliari), l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma).
si potrebbe titolare così questa notizia, perché quanto è stato messo in campo dalla comunità locale e dall’intero sistema di soccorso è stato fondamentale per trovare e soccorrere quell’escursionista disperso nei boschi di Cavarzano, nel territorio del comune di Vernio (PO) a cui fa riferimento l’articolo. Un dispositivo rapido ed efficiente grazie ad un protocollo per la ricerca di persone disperse che ha coinvolto i Vigili del Fuoco di Prato, le unità cinofile per la ricerca di persone disperse, il nucleo SARP (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) con i loro droni e personale dotato di apparecchiature in grado di localizzare ii telefoni cellulari. Oltre ai Vigili del Fuoco (che hanno allestito il posto di comando avanzato) sono intervenuti il Soccorso alpino, i Carabinieri, il personale del 118 e numerosi volontari del territorio. Sul posto anche la moglie e i figli dell’uomo, che hanno legato la loro speranza al buon esito delle operazioni.
Personale e tecnologia per salvare una vita, in un’azione corale che ha consentito di individuare l’escursionista e di portarlo in salvo.
– Ok, ma i “nostri”? Quando arrivano con l’elicottero?
+ Calma, ci arrivo. Andiamo ai fatti.
È la sera del 2 agosto, i compagni d’escursione di un uomo di 72 anni non vedendolo arrivare al punto di ritrovo, danno l’allarme.
Si mette in moto la macchina dei soccorsi sopradescritta che, sfruttando tutte le risorse umane, canine e tecnologiche a disposizione, in piena notte si mette alla ricerca del disperso. Dopo alcune ore, l’uomo viene localizzato e raggiunto dalle squadre a terra. È cosciente ma è ferito, ha riportato diversi traumi in seguito ad una caduta. Visti il luogo impervio e le difficoltà di movimentazione dell’infortunato che ha urgente bisogno di cure mediche, si capisce che la sola soluzione è richiedere un soccorso aereo.
Ma è notte, in montagna, non c’è una zona d’atterraggio idonea nelle vicinanze, servono i migliori. [ E ci dispiace per gli altri… (cit.) ]
La richiesta arriva quindi al Rescue Coordination Center (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali (COA) dell’Aeronautica Militare che, raccolte tutte le informazioni disponibili, dà l’ordine esecutivo di decollo per l’equipaggio in prontezza d’allarme SAR nazionale dell’83° Gruppo del 15° Stormo. Nel giro di pochi minuti, un HH-139B è decollato dall’aeroporto di Pisignano di Cervia diretto verso le coordinate ricevute.
Nel frattempo, le squadre a terra stanno provvedendo a sfoltire la vegetazione circostante il luogo del recupero.
Giunti sul posto e grazie all’addestramento al volo notturno e ai dispositivi di visione personali e di bordo, l’equipaggio si porta sulla verticale e recupera con il verricello l’infortunato, assistito da un soccorritore del #CNSAS.
Sono quasi le 5 del mattino del 3 agosto e l’elicottero dell’83° Gruppo SAR sta dirigendosi rapidamente all’ospedale Careggi di Firenze, dove affida il settantaduenne ferito alle cure dei sanitari.
L’83° Gruppo SAR, dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, attraverso i dipendenti 82° Centro SAR di Trapani, 80° Centro SAR di Decimomannu, 84° Centro SAR di Gioia del Colle e 85° Centro SAR di Pratica di Mare, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.
Dalla sua costituzione a oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.
[Fonte: Aeronautica Militare – 15° Stormo – Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione]
L’occasione di questo articolo mi consente di rivolgere un appello a tutti gli escursionisti: la montagna va sempre affrontata con prudenza e con l’abbigliamento adatto, pianificate gli itinerari, evitate di partire da soli, scegliete le ore meno calde della giornata, soprattutto se non potrete godere della copertura boschiva, e non dimenticate acqua e un po’ di cibo (ideali barrette, frutta secca, frutta fresca), seguite sempre i sentieri segnalati e informate qualcuno del percorso che intendete affrontare, assicuratevi di avere il telefono carico e magari portatevi un power bank. Sono semplici accorgimenti che possono contribuire a prevenire situazioni di pericolo e a rendere più efficaci eventuali interventi di soccorso.
Sandro, e cosi te ne sei andato. In punta di piedi come era tuo modo di fare.
Sai ci sono persone che quando muoiono lasciano un vuoto particolare. Molto profondo. Di solito sono quelle persone che ti hanno fatto stare bene e ti hanno lasciato bei ricordi. E tu, Sandro, sei uno di quelli. Il 15° era parte di te, del tuo spirito. Sei sempre stato una brava persona, un “gigante buono” innamorato della vita e del tuo 15° Stormo (e della Roma!).
Ma Sandro Paciarotti non era solo quello.
Tu avevi la battuta pronta e pensavi agli altri prima di pensare a te. Quante volte sono venuto in segreteria e ti ho trovato assorto nei tuoi mille pensieri… Smettevi di pensare ai tuoi incubi e ti dedicavi a noi. E solo chi ti ha veramente conosciuto sapeva quali battaglie combattevi internamente. Ci guardavi con il sorriso, chiudendo in un angolo le tue sofferenze per seguire noi. Tu non eri solo un tifoso del 15° Stormo, ne sei stato parte integrante. A volte soffrivi, si vedeva, combattevi contro mostri enormi eppure c’eri. Sempre.
Non scrivo molto, lo so. Leonardo B, con educazione, spesso ci rimprovera di non fare abbastanza, di non tramandare le nostre memorie. Questa volta invece lo farò. Si deve sapere e si deve ricordare il nostro “gigante buono”.
Sei, professionalmente, nato a Trapani. Il caso ha voluto che alla BAOS incontrassi una persona che ti aveva conosciuto allora a Trapani. Eri una statua di uomo mi disse. Una brava persona davvero. Ti piaceva la vita, la musica, le discoteche e il tuo Reparto. Trapani ti ha formato e ti ha, fortunatamente, consegnato a noi a Pratica di Mare qualche anno fa.
Sai, mi piace immaginare la tua amata mamma, che dal cielo è venuta a prenderti in una infuocata giornata d’estate di questo caldo 2026. Ti ha preso per mano dopo averti accarezzato dolcemente, come solo la mamma può fare e ti ha portato verso la luce sottraendoti alle tue sofferenze. Perché le persone buone come te vanno sempre verso la luce, verso il paradiso.
Ora, abbracciala forte e vola nel cielo con lei.
Mammajut, Sandro… Mammajut!
Sandro Paciarotti – il nostro Sandrone
[Grazie Diego… grazie. Sandro si sarebbe commosso in tutta la sua mole. Ciao Sandrone, cieli blu!]
[Di seguito riporto il testo delle parole di saluto che il Comandante dell’85° Centro SAR ha pronunciato durante la cerimonia funebre.]
Oggi non è facile trovare le parole giuste… Magari pensate che parlo davanti a voi come comandante di Sandro, ma questo ruolo, in questo momento conta poco. Oggi parlo soprattutto come collega, come persona che ha conosciuto Sandro e che gli ha voluto bene e che, come tutti voi, sente il vuoto che la sua assenza lascia. Siamo qui per un saluto semplice ma non per questo meno sentito. Siamo qui perché nessuno di noi poteva lasciare andare Sandro senza dirgli un ultimo grazie e senza ricordare, tutti insieme, l’uomo che è stato per tutti noi. Sandro era una presenza impossibile da ignorare, con la sua figura imponente, da omone grande e grosso, riempiva lo spazio appena varcava la soglia del Centro. Ricorderemo Sandro per la sua presenza “discreta” …non sempre…anzi, diciamolo con sincerità: talvolta la discrezione non era certo il suo tratto distintivo e forse era proprio questo il bello di lui… In quei momenti non era più Sandro…era semplicemente il nostro Sandrone…che come un supereroe nascondeva sempre sotto la sua divisa i panni di “TorvaKing”. Quando arrivava lo si capiva subito: i passi nel corridoio, quel vocione che rimbombava, le sue battute e quel suo modo schietto, diretto e a volte colorito di vivere la giornata, lasciavano sempre il segno. Tra la frenesia degli impegni lavorativi, riusciva sempre a strapparci un sorriso, portando tra noi quella spontaneità e quell’umanità che solo le persone vere sanno lasciare. Sandrone era… voglio pensare che ancora è uno dei nostri… un Leone dell’85° Centro… E ne incarnava pienamente lo spirito. Spesso si pensa che un leone sia forte solo quando ruggisce, quando mostra agli altri la propria forza… E di ruggiti Sandro ne aveva eccome… Ma la sua forza più grande è stata un’altra. L’ha dimostrata nel modo più nobile e più difficile: con la sua resistenza silenziosa. Dietro quella corazza da gigante si nascondeva un cuore immenso e una sensibilità profonda, fatta anche di fragilità, di momenti difficili e di battaglie personali affrontate con una dignità straordinaria.
La dignità… È questa la forza che oggi voglio ricordare.
È stato un Leone ogni mattina in cui, nonostante il peso che a volte portava dentro, ha trovato la forza per esserci, di indossare la divisa e di camminare al nostro fianco, offendo il suo contributo con i suoi tempi, il suo carattere e il suo modo di essere. Non era debolezza, ma un coraggio silenzioso, quello che spesso nessuno vede e che proprio per questo vale ancora di più. Un esempio che ci lascia molto più di quanto lui stesso avrebbe mai immaginato. Ah Sa’! … Sei stato una delle prime persone dell’85° che ho conosciuto ormai 12 anni fa, quando mi stavo trasferendo da Cervia a Pratica… Ti ricordo con affetto sul ballatoio del nostro hangar che scrutavi tutta la nostra attività, per la quale essere un Leone del SAR ne andavi profondamente orgoglioso… Ricordo con simpatia gli occhi preoccupati delle persone quando ti chiedevo di “consegnare” loro i gradi sul petto… Anche lì, dimostravi la tua enorme gentilezza nel farlo… Ricordo i tuoi occhi fieri quando ruggivi in hangar il nostro “MAMMAJUT” a seguito di un brindisi … Quando scambiavamo due battute sulla finaccia che ha fatto la Virtus Roma di basket e anche quando facevi il figaccione facendoti le foto con quel gran pezzo di ferro della mia moto. E ricordo ancora il tuo ruolo di mio personale bodyguard quando passavi in ufficio e mi chiedevi simpaticamente se qualcuno mi stesse disturbando… Beh, Sandrò… Ti prego di continuare ad essere da lassù la mia guardia del corpo, non solo mia ma di tutti i Leoni dell’85° Centro, perché tu ci volevi bene ma noi tutti ne vogliamo tanto anche a te. Per noi tutti rimarrai sempre il nostro gigante buono… E un tratto distintivo indelebile dell’85°…
Alla sua famiglia va il nostro abbraccio più sincero e spontaneo. Custodiremo il ricordo di questo grande Leone con affetto, gratitudine e con il sorriso di chi ha avuto la fortuna di condividere con lui la vita di tutti i giorni.
Caro Sandrone, fiero Leone del nostro Centro, ti auguriamo che il cammino che oggi intraprendi sia finalmente sereno, leggero e pieno di pace.
AERONAUTICA MILITARE, SOCCORSO AEREO: RECUPERATO ESCURSIONISTA CON MALORE ALLA RISERVA DELLO ZINGARO (TP)
Il Pilota ai comandi mantiene in hovering l’elicottero per le operazioni al verricello
L’82° Centro SAR (Search And Rescue) e il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano ancora insieme per salvare vite in zone impervie
23 luglio 2026
Un altro intervento di soccorso in favore di un escursionista di nazionalità italiana, colto da un malore durante una escursione nella Riserva dello Zingaro, in provincia di Trapani, si è concluso con successo.
L’allarme con la richiesta d’aiuto è stato lanciato tramite la Centrale Operativa 118 Palermo-Trapani, che ha attivato il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS).
Considerata la zona impervia e constatata l’impossibilità di evacuare l’infortunato, il #SASS ha richiesto il supporto della #Aeronautica Militare, che attraverso il Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico (FE) ha disposto l’intervento di un elicottero #HH-139B dell’82° Centro SAR del 15° Stormo, decollato da Trapani-Birgi alle ore 17:07 locali.
Dopo aver imbarcato due tecnici di elisoccorso del SASS da Castellammare del Golfo, l’equipaggio composto da due piloti, un Operatore di bordo e un Aerosoccorritore si è diretto con la massima rapidità verso la riserva naturale dello Zingaro, individuando immediatamente la posizione dell’escursionista.
Il Capo Equipaggio ha deciso di effettuare il recupero utilizzando il verricello dell’elicottero per imbarcare a bordo l’uomo colto da malore, al quale ha con molta probabilità contribuito il forte caldo della giornata e che sta colpendo la #Sicilia da diversi giorni.
Le immagini delle operazioni di recupero della telecamera posta sul verricello
Imbarcato l’uomo e il personale di soccorso, l’equipaggio si è poi diretto verso il campo sportivo di Castellammare del Golfo dove ad attenderli c’era una ambulanza del 118 che subito ha preso in custodia il paziente. Sbarcato anche il personale SASS, l’elicottero è rientrato in base a Trapani-Birgi per riprendere la normale prontezza SAR.
L’imbarco del paziente a bordo dell’elicotteroLo sbarco del paziente e la sua presa in carico da parte del 118
L’operazione ha messo in evidenza l’elevata professionalità e l’eccellente coordinamento tra l’Aeronautica Militare e il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano, confermando l’efficacia del sistema di soccorso in ambienti impervi ed irraggiungibili se non a mezzo elicottero.
L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.
Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla #Difesa.
#SoccorsoAereo #AM #SearchAnd Rescue #HH-139
P.S.
MAMMAJUT!
[Fonte: Aeronautica Militare – 15° Stormo – Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione]
Aeronautica Militare: Elicottero del 𝟭𝟱° Stormo recupera un giovane rimasto bloccato su un sentiero di trekking in zona Chia (𝗖𝗔)
22 luglio 2026
Non ci sono solo gli interventi antincendio a tenere impegnato il personale dell’80° Centro SAR (Search And Rescue) in quest’estate torrida.
È sera e un richiesta di aiuto per un escursionista in difficoltà in zona Chia (CA) è arrivata alla Sala Operativa del Rescue Coordination Center (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali(COA) di Poggio Renatico (FE), la quale ha impartito l’ordine di missione all’equipaggio in prontezza d’allarme SAR dell’80° Centro SAR di Decimomannu (Cagliari). Predisposta una rapida pianificazione e messo in moto i motori e in pochi minuti un elicottero HH-139B è decollato alla volta di Capo Spartivento per effettuare il recupero di un ragazzo rimasto bloccato in un sentiero di trekking.
Con le coordinate impostate, l’equipaggio si è immediatamente diretto sull’obiettivo. Una mezz’ora di volo e l’Aerosoccorritore AM si è calato dall’elicottero tramite il verricello di bordo e ha raggiunto (non senza difficoltà) il punto dove si trovava il ragazzo che – per fortuna – era stato raggiunto da un Vigile del Fuoco arrampicatosi via mare. Con un delicato lavoro di squadra, l’equipaggio è riuscito a recuperare il giovane escursionista dalla zona impervia, affidandolo successivamente alle cure del dispositivo di soccorso a terra che era arrivato in prossimità dell’area senza poter raggiungere il malcapitato escursionista.
le immagini delle fasi di recupero tramite il verricello di bordo sono disponibili sui display di bordo dell’elicottero HH-139.
Concluso l’intervento, l’equipaggio è rientrato presso la base di Decimomannu per riprendere il servizio di allarme SAR.
Il 15° Stormo garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, la ricerca e il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo, inoltre, ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse, sia di giorno sia di notte.
Dalla sua costituzione a oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita, mentre in estate svolgono anche attività Antincendio Boschivo (AIB) nell’ambito degli assetti forniti dalla Difesa per questa campagna. Dal 15° Stormo di Cervia, oltre l’80° Centro SAR di Decimomannu (CA), dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’82° Centro SAR di Trapani, l’83° Gruppo SAR, su Cervia (RA), l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (BA) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma).
I video che trovate di seguito mostrano bene quale sia stato il livello di difficoltà e di pericolo affrontato durante la missione di soccorso. La parete rocciosa è scoscesa, irregolare, con punti friabili, ma – credetemi – solo se hai una esperienza di soccorso aereo riesci a vedere e comprendere quanto lavoro di comunicazione e di continuo aggiustamento per contrastare il vento, lo stesso vento di caduta prodotto dal rotore dell’elicottero, sia stato necessario. Si vede anche il tentativo di poter soccorrere il ragazzo da mare, con la presenza di diverse imbarcazioni e il collega soccorritore che era riuscito a raggiungere il ragazzo e a stargli accanto in attesa dell’arrivo dell’elicottero dell’80° Centro SAR, mantenendolo in sicurezza.
Per questo sono fiero di potermi annoverare tra coloro che hanno avuto “il privilegio di salvare vite” e orgoglioso dei giovani colleghi del 15° Stormo che mantengono alta la bandiera di un Reparto dell’Aeronautica Militare che ha fatto e fa moltissimo per la Difesa e per il Paese. A loro dedico il nostro grido: “MAMMAJUT!”
[Fonte: Aeronautica Militare – 15° Stormo – Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione; video ripresi da testimoni oculari e diffusi via social: https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=27596548440028538&id=100003002603124# ]
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