Recupero alpinista infortunato per l’82° Centro SAR

Missione congiunta di salvataggio del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano e dell’Aeronautica Militare sul Monte Monaco a San Vito Lo Capo (TP)

Trapani, 18/04/2026 – l’82° Centro SAR (Search And Rescue) ha portato a termine con successo un complesso intervento di soccorso in favore di un alpinista di nazionalità polacca, rimasto infortunato a una caviglia durante la scalata del Monte Monaco, lungo la “via delle Punte”.

L’uomo faceva parte di un gruppo di due cordate, composte da connazionali, che erano impegnate nella salita della parete. L’allarme è stato lanciato tramite la Centrale Operativa 118 Palermo-Trapani, che ha attivato il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS).

Considerata la complessità dello scenario operativo, il SASS ha richiesto il supporto dell’Aeronautica Militare, che attraverso il Comando Operazioni Aerospaziali (COA) ha disposto l’intervento di un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR del 15° Stormo, decollato da Trapani-Birgi. Dopo aver imbarcato due tecnici di elisoccorso del SASS, è stato effettuato un primo tentativo di recupero mediante verricello, reso però impossibile a causa delle condizioni meteorologiche avverse.

I due tecnici sono stati quindi sbarcati in quota, e successivamente l’elicottero ha trasportato ulteriori sette operatori del SASS, permettendo la costituzione di una squadra completa in parete. I soccorritori hanno quindi raggiunto a piedi la cima del Monte Monaco, trasportando le attrezzature necessarie per il recupero.

Individuata la linea di calata, due tecnici del SASS si sono calati per circa 120 metri lungo la parete, riuscendo a raggiungere l’infortunato. Dopo avere messo in sicurezza l’alpinista, hanno immobilizzato l’arto inferiore.
L’alpinista quindi è stato recuperato fino in cima mediante un sistema di paranchi che la squadra SASS aveva predisposto e che ha consentito di coprire la distanza che separava il punto di recupero dell’infortunato dalla vetta (120 metri  circa).

Una volta in cima, il ferito è stato imbarellato e trasportato dalla squadra SASS a una quota inferiore, dove le condizioni meteo erano meno proibitive e che hanno consentito l’intervento dell’elicottero, sebbene ormai sopraggiunta l’oscurità della notte. Imbarcato l’alpinista sull’elicottero, l’equipaggio ha fatto immediatamente rotta verso l’ospedale di Trapani, dove ha affidato l’infortunato alle cure del personale sanitario del 118.

Con una serie di spole tra Monte Monaco e la zona di sbarco sono stati inoltre recuperati i Tecnici del Soccorso Alpino.

L’operazione, resa complessa dalla orografia della zona d’intervento e dalle condizioni meteorologiche sfavorevoli, ha richiesto a tutti elevata professionalità e coordinamento tra l’Aeronautica Militare e il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano, confermando l’efficacia della sinergia tra le componenti del sistema di soccorso in ambienti impervi.

L’Operatore di Bordo coadiuva i piloti nella fase di avvicinamento e ricognizione della zona d’intervento.
Imbarco di altri tecnici del Soccorso alpino e Speleologico Siciliano da portare in quota su Monte Monaco.
I tecnici del SASS provvedono a completare l’imbarellamento dell’alpinista.
La squadra SASS trasporta l’infortunato verso la zona di imbarco in elicottero.

Atterraggio notturno fuori campo per l’HH-139B

L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.

Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.

[Fonte: Aeronautica Militare, 15° Stormo, 82° Centro SAR – Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione]

L’URLO DELLA MENTE – Libro di Clemente Aniello

Quando la disregolazione emotiva diventa linguaggio del corpo

Quando l’ansia non si placa, quando il panico prende il corpo, quando la mente si spegne o diventa irreale, la domanda è sempre la stessa: che cosa mi sta succedendo?

Il libro “L’urlo della mente” nasce da qui, dall’incontro con persone che, a un certo punto della loro vita, hanno smesso di sentirsi al sicuro dentro se stesse.

Ansia, panico, derealizzazione, depressione non vengono qui raccontati come semplici “disturbi”, ma come il linguaggio di un sistema nervoso che per troppo tempo ha dovuto resistere, adattarsi, sopravvivere.

Quando il sistema nervoso supera la propria soglia di tolleranza, non compare la debolezza: compare la disregolazione.
Il corpo accelera, la mente si confonde, la realtà si allontana, l’energia si spegne.
E la persona spesso non capisce più se quello che sente è psicologicofisico o qualcosa che sta nel mezzo.

Gli autori del libro, Aniello e Rossella CLEMENTE propongono una lettura diversa della sofferenza psicologica: non come un errore da correggere, ma come un equilibrio saltato che può essere compreso e, gradualmente, regolato.

Attraverso un linguaggio accessibile ma scientificamente fondato, il libro accompagna il lettore a comprendere:

    • come nasce la disregolazione emotiva
    • perché ansia, panico e derealizzazione non sono “impazzire”
    • che cosa succede nel sistema nervoso quando compare la depressione
    • perché la volontà da sola non basta
    • come il corpo diventa il luogo in cui la sofferenza prende forma
    • quali condizioni permettono al sistema di tornare regolato

Non promette soluzioni facili, propone qualcosa di più utile: comprendere come il sistema può tornare abitabile.

Il libro è rivolto a tutti, a chi soffre, a chi cura, e a chi, a un certo punto della vita, ha sentito che la propria mente e il proprio corpo non parlavano più la stessa lingua.

Nota dell’Editor del Sito AG15

Il Socio Clemente Aniello, oltre ad essere stato un pilota del 15° Stormo, è psicologo cognitivista, esperto in neuromodulazione, con competenze in biofeedback, neurofeedback e analisi quantitativa dell’elettroencefalogramma (QEEG).

L’esperienza maturata come pilota dell’Aeronautica Militare e in particolare nel Soccorso Aereo, l’ha portato a confrontarsi in prima persona con le dinamiche dell’emergenza e dello stress estremo.

I tempi che stiamo attraversando sono fortemente ansiogeni: instabilità, insicurezza, isolamento e imbarbarimento nei rapporti sociali. Per questo, quando il Consiglio Direttivo ha saputo della pubblicazione di un suo lavoro, frutto dei suoi anni di studio e di esperienze, ha creduto opportuno darne informazione non solo ai nostri soci ma tutti i visitatori del Sito AG15.

Grazie mille Comandante Clemente e sempre Mammajut!

[Per chi fosse interessato, il libro è in vendita su Amazon, con Copertina flessibile, dal 7 aprile 2026. Link sui nomi degli autori]

L’URLO DELLA MENTE: Quando la disregolazione emotiva diventa linguaggio del corpo, di Aniello CLEMENTE (Autore), Rossella CLEMENTE (Autore)

Jurek – Un aviatore (di Giorgio Stawowczyk)

Un racconto che può essere scritto da tutti gli Aviatori.
E’ una storia di vita vera, tra immagini giovanili,
nella gioia dell’amicizia innocente, sincera, eterna.
Un bimbo che corre deciso,
un “uomo inquieto che vuole sollevarsi da terra”,
ma sempre con la mente rivolta verso il suo cammino.
Le ali a freccia, il sibilo e il rumore cupo degli aeroplani, il colore azzurro,
diventano l’irresistibile aspirazione nell’anima di Jurek, Giorgio.
Si due nomi, perché così era chiamato da tante persone.
Ma è solo uno, un solo Aviatore, 
che racconta le straordinarie esperienze che ha avuto il privilegio di vivere.
La sfumatura che si può cogliere in questo piccolo libro,
è sicuramente l’amore che circonda ed unisce tutti gli Aviatori.

Queste le parole che il Socio Giorgio Stawowczyk mi ha inviato per descrivere brevemente il suo libro, anzi, come lui stesso lo chiama, il racconto di una vita che ha deciso di condividere con tutti e nella quale, ne sono sicuro, si ritroveranno tutti gli aviatori del passato e del presente, oltre a dare sicura ispirazione ai sognatori e agli aviatori di domani.
La Gente del Quindicesimo è trasmissione della memoria e della storia che il personale del 15° Stormo e del Soccorso Aereo dell’Aeronautica Militare ha scritto, è la raccolta di quella che le generazioni del presente scrivono ogni giorno con il loro amore per il volo, lo spirito di servizio e sacrificio, salvando vite, portando soccorso a chi ne ha bisogno.
Siamo orgogliosi di averti tra le nostre file, Giorgio.
Grazie e Mammajut!

Il cuore e la professionalità (di Antonino D’Angelo)

Mercoledì 4 febbraio 2026, una giornata di servizio di allarme SAR come tante altre quando all’improvviso entra in ufficio l’operatore SOR che mi informa che hanno appena chiamato perché c’è la possibilità di andare a prendere una persona in Imminente Pericolo di Vita (I.P.V.) sull’isola di Ischia.
Il capo equipaggio ci raduna subito per coordinare la fase di pianificazione e allestimento, io controllo le condizioni meteorologiche lungo la rotta e a destinazione perché so che l’eliambulanza non è riuscita ad andare ad Ischia causa condimeteo marginali.

Studiamo accuratamente le piazzole di atterraggio, gli ostacoli e già ci immaginiamo come sarà l’avvicinamento che voleremo una volta sul posto. Arriva finalmente l’esecutivo e, mentre vado verso l’elicottero, leggo sull’ordine di missione i dati di chi ha bisogno di noi, si chiama come mio padre e ha quasi la sua stessa età, “chissà se ha dei nipoti, proprio come mio padre, sarebbe bello pensare che potrà ancora abbracciarli grazie a noi”.

Mettiamo in moto e, alle 20.59 LT, la RILA decolla direzione Elisuperficie Giovanni Paolo II, adiacente al porto di Casamicciola. Durante la navigazione incontriamo temporali e forte vento con saltuarie riduzioni di visibilità ma riusciamo comunque a raggiungere la destinazione.
Atterriamo, giro la testa alla mia sinistra e vedo dall’ambulanza uscire una barella. Subito l’Operatore di Bordo e l’Aerosoccorritore si avvicinano per dirigere le operazioni di carico del personale e, quando finalmente a bordo, vedo il viso chi stiamo salvando. É anziano, con i capelli bianchi e ha le rughe intorno agli occhi, proprio come mio padre. Il suo sguardo si incrocia con il mio, i suoi occhi sono stanchi e spaesati… “benvenuto a bordo papà, qui sei al sicuro”.
Imbarchiamo anche un medico ed un infermiere e si decolla direzione Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, pochi minuti di volo e siamo nuovamente al suolo. La barella scende e si ridecolla nuovamente per Ischia per riportare il personale sanitario. Un altro decollo, questa volta direzione Pratica di Mare dove la RILA atterra alle 23.25 LT.
Spegniamo i motori, debriefing e pratiche post missione operativa. È passata la mezzanotte e mi sdraio nel letto. L’adrenalina scende, inizia la stanchezza ma sono contento, ripenso a quello sguardo… “buona notte papà”.

L’ambulanza arriva nei pressi della piazzola di Casamicciola
Inizia il trasferimento del paziente dall’ambulanza all’elicottero
Il paziente, opportunamente predisposto sulla barella.
Paziente e personale sanitario a bordo del HH139 durante il volo di trasferimento

Ben tornato 212! (di Antonio Stefani)

Tra i tanti eventi che hanno contraddistinto il passaggio delle Squadriglie sarde nel glorioso 15° Stormo (avvenuto nel novembre 2013), uno in particolare ha assunto un’importanza speciale per il personale del più giovane Centro del 15°, l’80° Centro SAR con sede presso la base aerea di Decimomannu, ovvero la preparazione e la posa del mitico AB-212 quale Gate Guardian.
Questa macchina volante ha servito nelle basi sarde di Decimo e Perdasdefogu con i colori delle 670^ e 672^ Squadriglia, oggi componenti l’80° Centro, dal 1979 in due versioni che si differenziavano prevalentemente dal punto di vista avionico: l’AB-212 AWTI e l’AB-212 AMI.
Stemma 670^ Squadriglia AWTI – Callsign “Speedy”
Stemma 672^ Squadriglia – Callsign “Verro”
L’iconico elicottero, la cui inconfondibile silhouette praticamente immutata dalla Guerra del Vietnam, ha rappresentato per anni la storia del Soccorso militare e civile in Sardegna, poiché per decenni ha costituito l’unico aeromobile in grado di portare a termine Operazioni di Soccorso Aereo ognitempo, ma non solo.
Le attività peculiari delle Squadriglie e le esigenze di concorso a favore della collettività, nel corso della sua ultratrentennale attività operativa, sono state molteplici e hanno spaziato dall’antincendio boschivo al recupero di radio bersagli presso il Poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ). Negli anni, menzionando numeri per difetto (purtroppo mancano alcuni report del primo periodo di servizio attivo) l’HH212, denominazione con la quale ha concluso la sua “carriera”, ha volato circa 40mila ore di volo, delle quali circa 2500 in missioni operative di soccorso, salvando la vita a circa 500 persone.
Numeri che, unitamente a quelli registrati presso tutte le Squadriglie Collegamento e Soccorso della Penisola, riportano fedelmente il valore di questo mezzo aereo. L’HH-212, nella sua versione ICO (Incremento Capacità Operative) è stato impiegato nel teatro operativo dell’Afghanistan dal 2007. Con il 212 è stata avviata la collaborazione con la Croce Rossa Italiana, qualificando le Sorelle Assistenti dell’Aria S.A.R., e con il Club Alpino Italiano (oggi in modo strutturato con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) e che tutt’ora proseguono con proficuo successo.
Per tutte queste ragioni e perché è stato un fedele compagno di vita, lo scorso luglio 2025 (sì, lo so, siamo a gennaio 2026, ma il tempo vola quando ci si diverte!), il personale dell’80° ha voluto tributare un saluto commosso e sentito al suo “padre di famiglia” e al suo onorato servizio ponendolo a “guardia” della sede e ad auspicio del radioso futuro che attende il Centro con il suo moderno successore l’HH-139B.
Ovviamente gli abbiamo dato il bentornato a casa gridando all’unisono il “Mammajut”, il grido che ci è entrato nelle vene e che ci rende orgogliosi e fieri di poter far parte della grande famiglia del 15° Stormo e di avere “il privilegio di salvare vite” (come scrisse l’indimenticato Stefano Bazzo).

La Befana vola col 15° Stormo – 2026

Se c’è una cosa che ho sempre amato del 15° Stormo è la capacità di farsi famiglia, casa e di avere il giusto spirito accogliente, di essere sempre proteso verso il prossimo.

In questo quadro si colloca una delle tradizioni più lunghe e belle di questo glorioso Reparto: organizzare un evento per la festa della Befana col quale donare un sorriso alle famiglie del personale militare e civile, rendendo felici i loro bambini e con loro quelli meno fortunati.

Pur con la pioggia o con la neve alle ginocchia, esattamente come per gli interventi reali, anche la scorsa Epifania i Gruppi/Centri del 15° Stormo, da nord a sud della Penisola, hanno perpetuato la tradizione di far portare i doni ai bambini dalla Befana e contestualmente raccogliere fondi per sostenere attività di volontariato nel territorio.

Una giornata di lavoro condivisa con le proprie famiglie, aperta agli amici e ai colleghi militari e civili, nella quale si uniscono addestramento al volo e apertura alla comunità locale. Si simula l’arrivo del task per la partenza di allarme, si decolla alla ricerca dell’amata Vecchina e la si porta dai bambini in attesa.

Ovunque la partecipazione è stata alta, a dispetto del tempo a volte rigido e l’aeroporto completamente imbiancato dalla neve come a Cervia, a volte uggioso come a Pratica di Mare, oppure baciato dal sole come a Trapani, a testimonianza che l’attaccamento al Reparto e l’adesione allo spirito solidale è forte. E poi, il 15° Stormo va a salvare la Befana! Non è mica cosa da poco! E non c’è Grinch che tenga!

PS
Il Grinch lo conosco: sembra cattivo ma è una delle persone migliori che abbia mai incontrato e gli voglio bene.

Che fai a Capodanno? Salvo vite!

Già, perché anche nella notte di San Silvestro il personale e gli elicotteri del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare sono pronti a partire.
24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno, non è uno slogan, è la realtà di una Forza Armata che è a difesa dello spazio aereo e della popolazione italiana sempre.
Operazioni al verricello con HH-139B – Foto da The Aviation

Così quando quattro escursionisti sono rimasti bloccati su Monte La Brecciosa, nel frusinate, è toccato all’85° Centro SAR (Search And Rescue) di Pratica di Mare rinnovare la “tradizione” dell’intervento di Capodanno.

I quattro giovani erano intenti in un’escursione lungo il sentiero del Monte La Brecciosa, nei pressi del Valico delle Scalelle, nel territorio comunale di Pescosolido, in provincia di Frosinone, quando sono rimasti bloccati a causa del repentino abbassamento delle temperature che ha causato una nevicata e ha gelato il sentiero. La presenza di neve e ghiaccio sul percorso ha reso impossibile ridiscendere in sicurezza, pertanto i 4 giovani hanno lanciato una richiesta di aiuto. Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Lazio (CNSAS) ha immediatamente attivato una squadra di terra che ha intrapreso l’avvicinamento lungo il sentiero in condizioni notturne.

Una volta raggiunti, i tecnici del Soccorso Alpino hanno riscontrato uno stato di forte infreddolimento dei quattro escursionisti e la conferma di condizioni ambientali decisamente difficili, caratterizzate da basse temperature e fondo ghiacciato. Considerata la situazione e la necessità di un recupero rapido e sicuro, il Soccorso Alpino e Speleologico Lazio, nell’ambito del consolidato rapporto di collaborazione con l’Aeronautica Militare, ha richiesto il supporto del Rescue Coordination Center (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico (FE), che ha disposto l’intervento di un elicottero dell’85° Centro SAR del 15° Stormo, decollato dalla base di Pratica di Mare.

L’elicottero, raggiunta l’area di operazioni, ha provveduto al recupero dei quattro escursionisti e li ha trasportati al vicino Ospedale di Sora per gli accertamenti sanitari e le cure del caso. Successivamente, è tornato a recuperare la squadra di soccorso del CNSAS, per riportarla a valle ed infine ha fatto rientro a Pratica di Mare dove è stata ripresa la prontezza di allarme.

Che dire? Chi parte a Capodanno…

Complimenti ai Leoni e buon 2026 a tutto il personale del 15° Stormo!                                                        MAMMAJUT!

L’equipaggio sorridente al termine della missione

L’Aeronautica Militare, attraverso i Centri SAR del 15° Stormo dislocati sul territorio nazionale, assicura 24 ore su 24 il servizio di ricerca e soccorso a favore della collettività, contribuendo quotidianamente alla salvaguardia della vita umana, in sinergia con le altre Amministrazioni dello Stato. I Reparti di volo dell’Aeronautica Militare sono in grado di assicurare il trasporto di pazienti, organi, equipe mediche e ambulanze, anche in condizioni meteorologiche complesse. Sono centinaia ogni anno le ore di volo effettuate, per questo genere di interventi, oltre che dagli elicotteri del 15° Stormo di Cervia, dagli dagli aerei del 31° Stormo di Ciampino, del 14° Stormo di Pratica di Mare e della 46ª Brigata Aerea di Pisa.

[Fonte: Stato Maggiore Aeronautica – 5° Reparto Comunicazione – Ufficio Pubblica Informazione (Roma)]

Intervento sulle Madonie per l’82° Centro SAR

Gli ultimi giorni del 2025 non hanno risparmiato il personale dell’82° Centro SAR (Search And Rescue) del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare che hanno chiuso un anno davvero intenso in termini di soccorsi, trasporti sanitari e attività antincendio boschiva.

HH-139B in sosta “fuori campo”

Lo scorso 30 dicembre, infatti, un HH-139B dell’82° Centro SAR, su task del Comando Operazioni Aerospaziali (COA), ha svolto un intervento di soccorso nel territorio del comune di Isnello (PA), per recuperare un escursionista svedese rimasto infortunato.

L’escursionista stava seguendo il sentiero che porta da Isnello a Pizzo Croce (uno dei tanti itinerari presenti nel Parco delle Madonie) in compagnia della moglie, quando è caduto lungo il tracciato, riportando un trauma a uno degli arti inferiori che gli ha impedito di proseguire autonomamente. Data la situazione, l’uomo ha prontamente chiamato il 112, Numero unico per le emergenze, segnalando quanto accaduto e richiedendo aiuto. La chiamata è stata quindi inoltrata al Servizio di Emergenza Sanitaria 118 che, valutate le informazioni e la zona d’intervento impervia, ha attivato il locale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS).

Il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS), al fine di ridurre al minimo i tempi di intervento, contemporaneamente all’invio di una squadra a terra, ha quindi richiesto il supporto dell’Aeronautica Militare, in base al consolidato protocollo di collaborazione esistente tra le Amministrazioni.

L’equipaggio in prontezza dell’82° Centro SAR, imbarcati due tecnici di elisoccorso del CNSAS, ha condotto l’elicottero alla zona d’intervento ma, a causa della presenza di nuvolosità bassa che lambiva il punto dove era l’infortunato, il Capo equipaggio ha optato di far scendere la squadra in un’area leggermente più a valle calandola con il verricello. L’escursionista è stato quindi raggiunto a piedi sia dalla squadra di terra del Soccorso alpino, che dai due tecnici di elisoccorso e dall’aerosoccorritore dell’Aeronautica Militare.

Dopo essere stato stabilizzato, immobilizzato e trasportato in una zona sgombra dalle nubi, l’uomo è stato issato a bordo dell’elicottero tramite verricello e infine trasportato presso l’Ospedale Civico di Palermo dove è stato affidato al personale del Pronto Soccorso per le cure del caso.

Le operazioni al verricello
Il Pilota ai comandi si prepara all’avvicinamento alla piazzola dell’ospedale
Lo sbarco dell’infortunato all’Ospedale di Palermo

All’operazione hanno partecipato anche i Carabinieri e i Vigili del Fuoco, per le attività di competenza e il supporto alle operazioni di soccorso.

L’Aeronautica Militare, attraverso i Centri SAR del 15° Stormo dislocati sul territorio nazionale, assicura 24 ore su 24 il servizio di ricerca e soccorso a favore della collettività, contribuendo quotidianamente alla salvaguardia della vita umana, in sinergia con le altre Amministrazioni dello Stato.

[Fonte: Stato Maggiore dell’Aeronautica – 5° Reparto “Comunicazione” – Ufficio Pubblica Informazione (Roma)]

Anno sociale 2026 – Lettera del Presidente AG15

Amici carissimi, “Gente” dell’AG15° e del 15° Stormo,
siamo all’inizio di un nuovo anno sociale, il 2026, e, in aggiunta agli auguri a tutti per un sereno anno, è l’occasione per fare un consuntivo e una proiezione per il futuro. Abbiamo trascorso il 2025, trentennale della nostra Associazione, con numerosi amici e 212 Soci Effettivi e già ai primi giorni di questo gennaio ci troviamo in 89 ad avere confermato il nostro desiderio di vivere ancora con e nell’Associazione (a questi si aggiungono i Soci che hanno pagato l’annualità anticipatamente). È un numero che ci riserva l’ottima speranza di avere presto da tutti i “vecchi” Soci, e speriamo anche da numerosi nuovi Soci, la conferma di adesione anche per il 2026 entro il 31 gennaio prossimo, data alla quale dovremo considerare chiuse le attività amministrative collegate alle quote sociali e predisporre, oltre al bilancio consuntivo 2025, il programma delle attività e il bilancio preventivo 2026 che ne consegue, per l’approvazione dell’Assemblea Generale della prossima primavera.
Per spronarci a rimanere in AG15° e a decidere di entrare a farne parte, ricordiamoci cosa significa essere soci di questa nostra Associazione.
Significa dare forza all’inscindibile legame che esiste tra il 15° Stormo e la sua
Associazione, un legame stretto oltre trent’anni fa, il 13 giugno 1995, con la nascita del sodalizio nello Stormo tra “Gente” in servizio attivo che sentiva la spinta a stare insieme oltre i termini del dovere quotidiano, “Gente” per la quale il legame nel 15° doveva estendersi oltre i confini dell’aeroporto, per continuare a vivere le proprie esperienze in un futuro ancora condiviso e coinvolgente. Il 15° volle allora l’Associazione come uno strumento per fare di più, oltre la generosità dell’opera diuturna nel Soccorso, per allargare le dimensioni del suo dare.
Questo è ciò che vogliamo ancora oggi per la Gente del 15°, non separazione tra prima e dopo il servizio, ma la continuità sociale e affettiva dell’intera famiglia di coloro che nei numerosi e preziosi decenni di vita del 15° hanno operato nella fatica e nel piacere di costruire e arricchire il futuro del Reparto, orgogliosi di procedere accompagnati da un passato glorioso.
Esserne parte significa condividere propositi che ci portino a preservare il passato, fortificare il presente, edificare il futuro, per proseguire l’opera di questi decenni di vita insieme, per continuare a far crescere la Gente del 15° insieme al 15°.
L’Associazione non si limita a nutrire lo spirito: sostenuta e stimolata dal Consiglio Direttivo, dalle Sezioni di Cervia, Gioia del Colle, Pratica di Mare, Trapani – aspettando con speranza e fiducia quella di Decimomannu – e dai Soci volenterosi e disponibili, è un luogo di idee e di progetti concreti, per accrescere la vitalità e la socialità di tutti noi, per continuare a sentirci la
famiglia che siamo nel e con il 15° Stormo.
È molto e lo si ha con poco: rinnovando la quota sociale o arricchendo l’Associazione con una nuova iscrizione le permettiamo di essere non solo “sentita” nei pensieri, ma partecipe e attiva. Sul portale del sito web dell’Associazione – https://www.gd15.it/ – troviamo le informazioni necessarie per il rinnovo della quota sociale e per l’iscrizione di coloro che vorranno unirsi a noi come nuovi soci ed è per tutti un eccellente mezzo di informazione sulle novità e sulle attività che ci terranno insieme.
Auguri per il nuovo anno

MAMMAJUT!

Il Presidente
GDA(r) Giacomo De Ponti

[RINNOVO QUOTA SOCIALE 2026]

Auguri di buone feste!

Da parte di tutto il Consiglio Direttivo dell’Associazione Gente del 15° (AG15) i migliori auguri di buone feste a tutti i Soci, presenti e passati e al personale del 15° Stormo che anche durante questo periodo garantirà il servizio di allarme SAR nazionale.

MAMMAJUT!!!