Ricordando “Nino”

21 aprile 2026
Nel secondo anniversario della scomparsa del nostro amato Presidente Emerito, il Generale di Divisione Aerea Carmine “Nino” De Luca, il Consiglio Direttivo ha deciso di rendergli omaggio pubblicando la sua ultima intervista rilasciata al Generale Gustavo Cicconardi e alla dott.ssa Barbara Manca, per il loro libro “Operazione Allied Force OPLAN 10601 – Il conflitto aereo per il Kosovo raccontato dai protagonisti“.
Il libro, che ha la prefazione dell’Ambasciatrice Laura Mirachian (che fu Capo Missione a Belgrado proprio negli anni drammatici delle guerre balcaniche e che è venuta a mancare lo scorso 21 marzo) e postfazione del Generale di Squadra Aerea Mario Arpino (ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e Capo di Sato Maggiore della Difesa negli stessi anni), contiene un intero paragrafo dedicato alle operazioni che gli HH-3F del 15° Stormo svolsero nel contesto dell’Allied Force.
Per ringraziare di cuore gli autori per averci concesso di pubblicare un estratto del loro libro con l’intervista al nostro scomparso Presidente, condivido il link per chi fosse interessato e dove si può leggere la presentazione che il Generale Ispettore Capo Basilio Di Martino, Presidente dell’Opera Nazionale per i Figli degli Aviatori e già presidente del Comitato per il Centenario dell’Aeronautica Militare, ha voluto fare dell’opera di ⇒ https://pubblicailtuolibro.com/products/operazione-allied-force-oplan-10601-di-barbara-manca-e-gustavo-cicconardi?_pos=1&_psq=cicconardi&_ss=e&_v=1.0
Nel rinnovare i migliori cieli blu al Comandante “Nino” vi auguriamo buona lettura. (click sull’immagine)
Il Consiglio Direttivo

100 anni per l’83° Gruppo!

Lo scorso 24 marzo 2026, presso la base del 15° Stormo di Pisignano di Cervia (RA), si è svolta la cerimonia per il centenario dell’83° Gruppo SAR (Search and Rescue), un traguardo importante e che racchiude cento anni di evoluzione operativa, dedizione e spirito di servizio.

La data di nascita dell’83° Gruppo in realtà è il 5 novembre 1925, giorno in cui fu istituito ad Augusta (Siracusa) e assegnato al 27° Stormo Idrovolanti. I festeggiamenti sono stati posticipati di qualche mese per poter approfittare di un clima primaverile e la scommessa è stata vinta grazie ad una giornata di sole e cielo azzurro.

Nel corso di un secolo, l’83° Gruppo ha rappresentato un riferimento fondamentale nella capacità di ricerca e soccorso dell’Aeronautica Militare, adattandosi costantemente all’evoluzione degli scenari operativi: dalle prime missioni di ricognizione aerea alle trasvolate oceaniche, dall’impiego delle squadriglie idrosoccorso fino alle moderne operazioni di Combat SAR. Un percorso caratterizzato da continua innovazione tecnologica e addestrativa, sempre guidato dai valori fondanti del servizio alla collettività.

Più di 800 missioni di soccorso e migliaia di vite salvate, spesso in condizioni meteorologiche e ambientali estremamente complesse, sono i numeri che meglio testimoniano l’impatto di questa eredità fatta di dedizione e professionalità degli equipaggi ed elevata prontezza operativa, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno.

La cerimonia ha visto la presenza del Comandante delle Forze per la Mobilità e il Supporto dell’Aeronautica Militare, il Generale di Divisione Aerea Alessandro De Lorenzo, il quale – unitamente ad altre autorità civili e militari – ha dato lustro ad una partecipazione sentita di numerosi appartenenti ed ex appartenenti al Gruppo, uniti da un forte senso di appartenenza e da una comune esperienza operativa.

Nella sequenza degli interventi, dapprima quello del Maggiore Simone Agostinelli, Comandante dell’83° Gruppo SAR, poi quello del Colonnello Antonio Viola, Comandante del 15° Stormo, e infine in quello del Generale Alessandro De Lorenzo, è stata rimarcata l’eccellenza del personale e il valore di una tradizione costruita nel tempo.

Un momento di profondo raccoglimento è stato organizzato per ricordare coloro che hanno sacrificato la vita nell’adempimento del dovere: colleghi, amici fraterni che sono nel cuore e nella memoria ed esempio luminoso di dedizione e altruismo.

Certamente tra i momenti più attesi e significativi della giornata sono stati lo svelamento del logo ufficiale del Centenario e della livrea “special color” dedicata alla ricorrenza, simboli dell’identità e della storia del Gruppo.

La giornata è stata suggellata con il sorvolo in formazione di due elicotteri HH-139 che hanno eseguito il tradizionale “passaggio bandiera” sulle note dell’Inno Nazionale.

L’83° Gruppo SAR è entrato nel suo secondo secolo di attività quale realtà tra le più operative e rappresentative dell’Aeronautica Militare, sempre pronto a intervenire con tempestività e competenza, fedele al proprio motto storico “Affinché altri possano vivere” e a quello che campeggia ora nella patch del Gruppo “Il privilegio di salvare vite”, un omaggio al Maggiore Stefano Bazzo che ne scrisse per la Rivista Sicurezza Volo e che è deceduto insieme agli altri Angeli del SAR nell’incidente di volo di Lisle-en-Barrois (Francia) del 2008.

Per i primi cento anni dell’83° Gruppo, per il 15° Stormo e per l’Aeronautica Militare, Mammajut!

Il banner con il logo del Centenario
Dettaglio della coda dello “Special Color”
Da Sx a Dx: il Col. Viola, il Gen. De Lorenzo e il Magg. Agostinelli. Quest’ultimo consegna la serigrafia commemorativa al Comandante del CFMS.
Il passaggio bandiera dei due HH-139
Il passaggio bandiera dello “Special Color”

[Fonte: Aeronautica Militare – 15° Stormo – Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione]

Iniziativa solidale del 37° Stormo e dell’82° Centro SAR

16 aprile 2026 – Il 37° Stormo e l’82° Centro SAR hanno donato ausili sanitari ai reparti pediatrici degli ospedali di Trapani e Marsala.

L’iniziativa solidale era stata avviata durante il periodo natalizio attraverso una raccolta fondi per sostenere l’attività dei presidi ospedalieri del territorio a favore dei piccoli pazienti in cura presso tali strutture. Un semplice gesto, ma significativo, che testimonia il desiderio degli uomini e delle donne dell’Aeronautica Militare di contribuire, anche con gesti come questo, al percorso di cura dei bambini, o donando loro un sorriso per un futuro più luminoso.

La raccolta fondi ha visto la partecipazione non solo del personale militare, ma anche di professionisti e realtà locali che hanno sposato l’iniziativa e  contribuito all’opera benefica.

Una rappresentanza del personale dell’aeroporto militare di Trapani-Birgi, guidata dal Comandante del 37° Stormo – Colonnello Daniele Mastroberti – e dal Comandante dell’82° Centro SAR – Tenente Colonnello Nicolò Nicolosi – ha fatto visita alle due strutture.

Un gesto semplice ma significativo che testimonia ancora una volta i valori di sostegno e vicinanza tra le Istituzioni e la comunità locale”, ha dichiarato il colonnello Daniele Mastroberti durante la consegna dei materiali acquistati.

[Fonte: Aeronautica Militare – 15° Stormo – 82° Centro SAR e sito web TrapaniSì, supplemento della testata giornalistica Radio Tele Hobby]

Recupero alpinista infortunato per l’82° Centro SAR

Missione congiunta di salvataggio del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano e dell’Aeronautica Militare sul Monte Monaco a San Vito Lo Capo (TP)

Trapani, 18/04/2026 – l’82° Centro SAR (Search And Rescue) ha portato a termine con successo un complesso intervento di soccorso in favore di un alpinista di nazionalità polacca, rimasto infortunato a una caviglia durante la scalata del Monte Monaco, lungo la “via delle Punte”.

L’uomo faceva parte di un gruppo di due cordate, composte da connazionali, che erano impegnate nella salita della parete. L’allarme è stato lanciato tramite la Centrale Operativa 118 Palermo-Trapani, che ha attivato il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS).

Considerata la complessità dello scenario operativo, il SASS ha richiesto il supporto dell’Aeronautica Militare, che attraverso il Comando Operazioni Aerospaziali (COA) ha disposto l’intervento di un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR del 15° Stormo, decollato da Trapani-Birgi. Dopo aver imbarcato due tecnici di elisoccorso del SASS, è stato effettuato un primo tentativo di recupero mediante verricello, reso però impossibile a causa delle condizioni meteorologiche avverse.

I due tecnici sono stati quindi sbarcati in quota, e successivamente l’elicottero ha trasportato ulteriori sette operatori del SASS, permettendo la costituzione di una squadra completa in parete. I soccorritori hanno quindi raggiunto a piedi la cima del Monte Monaco, trasportando le attrezzature necessarie per il recupero.

Individuata la linea di calata, due tecnici del SASS si sono calati per circa 120 metri lungo la parete, riuscendo a raggiungere l’infortunato. Dopo avere messo in sicurezza l’alpinista, hanno immobilizzato l’arto inferiore.
L’alpinista quindi è stato recuperato fino in cima mediante un sistema di paranchi che la squadra SASS aveva predisposto e che ha consentito di coprire la distanza che separava il punto di recupero dell’infortunato dalla vetta (120 metri  circa).

Una volta in cima, il ferito è stato imbarellato e trasportato dalla squadra SASS a una quota inferiore, dove le condizioni meteo erano meno proibitive e che hanno consentito l’intervento dell’elicottero, sebbene ormai sopraggiunta l’oscurità della notte. Imbarcato l’alpinista sull’elicottero, l’equipaggio ha fatto immediatamente rotta verso l’ospedale di Trapani, dove ha affidato l’infortunato alle cure del personale sanitario del 118.

Con una serie di spole tra Monte Monaco e la zona di sbarco sono stati inoltre recuperati i Tecnici del Soccorso Alpino.

L’operazione, resa complessa dalla orografia della zona d’intervento e dalle condizioni meteorologiche sfavorevoli, ha richiesto a tutti elevata professionalità e coordinamento tra l’Aeronautica Militare e il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano, confermando l’efficacia della sinergia tra le componenti del sistema di soccorso in ambienti impervi.

L’Operatore di Bordo coadiuva i piloti nella fase di avvicinamento e ricognizione della zona d’intervento.
Imbarco di altri tecnici del Soccorso alpino e Speleologico Siciliano da portare in quota su Monte Monaco.
I tecnici del SASS provvedono a completare l’imbarellamento dell’alpinista.
La squadra SASS trasporta l’infortunato verso la zona di imbarco in elicottero.

Atterraggio notturno fuori campo per l’HH-139B

L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.

Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.

[Fonte: Aeronautica Militare, 15° Stormo, 82° Centro SAR – Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione]

L’URLO DELLA MENTE – Libro di Clemente Aniello

Quando la disregolazione emotiva diventa linguaggio del corpo

Quando l’ansia non si placa, quando il panico prende il corpo, quando la mente si spegne o diventa irreale, la domanda è sempre la stessa: che cosa mi sta succedendo?

Il libro “L’urlo della mente” nasce da qui, dall’incontro con persone che, a un certo punto della loro vita, hanno smesso di sentirsi al sicuro dentro se stesse.

Ansia, panico, derealizzazione, depressione non vengono qui raccontati come semplici “disturbi”, ma come il linguaggio di un sistema nervoso che per troppo tempo ha dovuto resistere, adattarsi, sopravvivere.

Quando il sistema nervoso supera la propria soglia di tolleranza, non compare la debolezza: compare la disregolazione.
Il corpo accelera, la mente si confonde, la realtà si allontana, l’energia si spegne.
E la persona spesso non capisce più se quello che sente è psicologicofisico o qualcosa che sta nel mezzo.

Gli autori del libro, Aniello e Rossella CLEMENTE propongono una lettura diversa della sofferenza psicologica: non come un errore da correggere, ma come un equilibrio saltato che può essere compreso e, gradualmente, regolato.

Attraverso un linguaggio accessibile ma scientificamente fondato, il libro accompagna il lettore a comprendere:

    • come nasce la disregolazione emotiva
    • perché ansia, panico e derealizzazione non sono “impazzire”
    • che cosa succede nel sistema nervoso quando compare la depressione
    • perché la volontà da sola non basta
    • come il corpo diventa il luogo in cui la sofferenza prende forma
    • quali condizioni permettono al sistema di tornare regolato

Non promette soluzioni facili, propone qualcosa di più utile: comprendere come il sistema può tornare abitabile.

Il libro è rivolto a tutti, a chi soffre, a chi cura, e a chi, a un certo punto della vita, ha sentito che la propria mente e il proprio corpo non parlavano più la stessa lingua.

Nota dell’Editor del Sito AG15

Il Socio Clemente Aniello, oltre ad essere stato un pilota del 15° Stormo, è psicologo cognitivista, esperto in neuromodulazione, con competenze in biofeedback, neurofeedback e analisi quantitativa dell’elettroencefalogramma (QEEG).

L’esperienza maturata come pilota dell’Aeronautica Militare e in particolare nel Soccorso Aereo, l’ha portato a confrontarsi in prima persona con le dinamiche dell’emergenza e dello stress estremo.

I tempi che stiamo attraversando sono fortemente ansiogeni: instabilità, insicurezza, isolamento e imbarbarimento nei rapporti sociali. Per questo, quando il Consiglio Direttivo ha saputo della pubblicazione di un suo lavoro, frutto dei suoi anni di studio e di esperienze, ha creduto opportuno darne informazione non solo ai nostri soci ma tutti i visitatori del Sito AG15.

Grazie mille Comandante Clemente e sempre Mammajut!

[Per chi fosse interessato, il libro è in vendita su Amazon, con Copertina flessibile, dal 7 aprile 2026. Link sui nomi degli autori]

L’URLO DELLA MENTE: Quando la disregolazione emotiva diventa linguaggio del corpo, di Aniello CLEMENTE (Autore), Rossella CLEMENTE (Autore)

Jurek – Un aviatore (di Giorgio Stawowczyk)

Un racconto che può essere scritto da tutti gli Aviatori.
E’ una storia di vita vera, tra immagini giovanili,
nella gioia dell’amicizia innocente, sincera, eterna.
Un bimbo che corre deciso,
un “uomo inquieto che vuole sollevarsi da terra”,
ma sempre con la mente rivolta verso il suo cammino.
Le ali a freccia, il sibilo e il rumore cupo degli aeroplani, il colore azzurro,
diventano l’irresistibile aspirazione nell’anima di Jurek, Giorgio.
Si due nomi, perché così era chiamato da tante persone.
Ma è solo uno, un solo Aviatore, 
che racconta le straordinarie esperienze che ha avuto il privilegio di vivere.
La sfumatura che si può cogliere in questo piccolo libro,
è sicuramente l’amore che circonda ed unisce tutti gli Aviatori.

Queste le parole che il Socio Giorgio Stawowczyk mi ha inviato per descrivere brevemente il suo libro, anzi, come lui stesso lo chiama, il racconto di una vita che ha deciso di condividere con tutti e nella quale, ne sono sicuro, si ritroveranno tutti gli aviatori del passato e del presente, oltre a dare sicura ispirazione ai sognatori e agli aviatori di domani.
La Gente del Quindicesimo è trasmissione della memoria e della storia che il personale del 15° Stormo e del Soccorso Aereo dell’Aeronautica Militare ha scritto, è la raccolta di quella che le generazioni del presente scrivono ogni giorno con il loro amore per il volo, lo spirito di servizio e sacrificio, salvando vite, portando soccorso a chi ne ha bisogno.
Siamo orgogliosi di averti tra le nostre file, Giorgio.
Grazie e Mammajut!

Il cuore e la professionalità (di Antonino D’Angelo)

Mercoledì 4 febbraio 2026, una giornata di servizio di allarme SAR come tante altre quando all’improvviso entra in ufficio l’operatore SOR che mi informa che hanno appena chiamato perché c’è la possibilità di andare a prendere una persona in Imminente Pericolo di Vita (I.P.V.) sull’isola di Ischia.
Il capo equipaggio ci raduna subito per coordinare la fase di pianificazione e allestimento, io controllo le condizioni meteorologiche lungo la rotta e a destinazione perché so che l’eliambulanza non è riuscita ad andare ad Ischia causa condimeteo marginali.

Studiamo accuratamente le piazzole di atterraggio, gli ostacoli e già ci immaginiamo come sarà l’avvicinamento che voleremo una volta sul posto. Arriva finalmente l’esecutivo e, mentre vado verso l’elicottero, leggo sull’ordine di missione i dati di chi ha bisogno di noi, si chiama come mio padre e ha quasi la sua stessa età, “chissà se ha dei nipoti, proprio come mio padre, sarebbe bello pensare che potrà ancora abbracciarli grazie a noi”.

Mettiamo in moto e, alle 20.59 LT, la RILA decolla direzione Elisuperficie Giovanni Paolo II, adiacente al porto di Casamicciola. Durante la navigazione incontriamo temporali e forte vento con saltuarie riduzioni di visibilità ma riusciamo comunque a raggiungere la destinazione.
Atterriamo, giro la testa alla mia sinistra e vedo dall’ambulanza uscire una barella. Subito l’Operatore di Bordo e l’Aerosoccorritore si avvicinano per dirigere le operazioni di carico del personale e, quando finalmente a bordo, vedo il viso chi stiamo salvando. É anziano, con i capelli bianchi e ha le rughe intorno agli occhi, proprio come mio padre. Il suo sguardo si incrocia con il mio, i suoi occhi sono stanchi e spaesati… “benvenuto a bordo papà, qui sei al sicuro”.
Imbarchiamo anche un medico ed un infermiere e si decolla direzione Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, pochi minuti di volo e siamo nuovamente al suolo. La barella scende e si ridecolla nuovamente per Ischia per riportare il personale sanitario. Un altro decollo, questa volta direzione Pratica di Mare dove la RILA atterra alle 23.25 LT.
Spegniamo i motori, debriefing e pratiche post missione operativa. È passata la mezzanotte e mi sdraio nel letto. L’adrenalina scende, inizia la stanchezza ma sono contento, ripenso a quello sguardo… “buona notte papà”.

L’ambulanza arriva nei pressi della piazzola di Casamicciola
Inizia il trasferimento del paziente dall’ambulanza all’elicottero
Il paziente, opportunamente predisposto sulla barella.
Paziente e personale sanitario a bordo del HH139 durante il volo di trasferimento

Ben tornato 212! (di Antonio Stefani)

Tra i tanti eventi che hanno contraddistinto il passaggio delle Squadriglie sarde nel glorioso 15° Stormo (avvenuto nel novembre 2013), uno in particolare ha assunto un’importanza speciale per il personale del più giovane Centro del 15°, l’80° Centro SAR con sede presso la base aerea di Decimomannu, ovvero la preparazione e la posa del mitico AB-212 quale Gate Guardian.
Questa macchina volante ha servito nelle basi sarde di Decimo e Perdasdefogu con i colori delle 670^ e 672^ Squadriglia, oggi componenti l’80° Centro, dal 1979 in due versioni che si differenziavano prevalentemente dal punto di vista avionico: l’AB-212 AWTI e l’AB-212 AMI.
Stemma 670^ Squadriglia AWTI – Callsign “Speedy”
Stemma 672^ Squadriglia – Callsign “Verro”
L’iconico elicottero, la cui inconfondibile silhouette praticamente immutata dalla Guerra del Vietnam, ha rappresentato per anni la storia del Soccorso militare e civile in Sardegna, poiché per decenni ha costituito l’unico aeromobile in grado di portare a termine Operazioni di Soccorso Aereo ognitempo, ma non solo.
Le attività peculiari delle Squadriglie e le esigenze di concorso a favore della collettività, nel corso della sua ultratrentennale attività operativa, sono state molteplici e hanno spaziato dall’antincendio boschivo al recupero di radio bersagli presso il Poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ). Negli anni, menzionando numeri per difetto (purtroppo mancano alcuni report del primo periodo di servizio attivo) l’HH212, denominazione con la quale ha concluso la sua “carriera”, ha volato circa 40mila ore di volo, delle quali circa 2500 in missioni operative di soccorso, salvando la vita a circa 500 persone.
Numeri che, unitamente a quelli registrati presso tutte le Squadriglie Collegamento e Soccorso della Penisola, riportano fedelmente il valore di questo mezzo aereo. L’HH-212, nella sua versione ICO (Incremento Capacità Operative) è stato impiegato nel teatro operativo dell’Afghanistan dal 2007. Con il 212 è stata avviata la collaborazione con la Croce Rossa Italiana, qualificando le Sorelle Assistenti dell’Aria S.A.R., e con il Club Alpino Italiano (oggi in modo strutturato con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) e che tutt’ora proseguono con proficuo successo.
Per tutte queste ragioni e perché è stato un fedele compagno di vita, lo scorso luglio 2025 (sì, lo so, siamo a gennaio 2026, ma il tempo vola quando ci si diverte!), il personale dell’80° ha voluto tributare un saluto commosso e sentito al suo “padre di famiglia” e al suo onorato servizio ponendolo a “guardia” della sede e ad auspicio del radioso futuro che attende il Centro con il suo moderno successore l’HH-139B.
Ovviamente gli abbiamo dato il bentornato a casa gridando all’unisono il “Mammajut”, il grido che ci è entrato nelle vene e che ci rende orgogliosi e fieri di poter far parte della grande famiglia del 15° Stormo e di avere “il privilegio di salvare vite” (come scrisse l’indimenticato Stefano Bazzo).

La Befana vola col 15° Stormo – 2026

Se c’è una cosa che ho sempre amato del 15° Stormo è la capacità di farsi famiglia, casa e di avere il giusto spirito accogliente, di essere sempre proteso verso il prossimo.

In questo quadro si colloca una delle tradizioni più lunghe e belle di questo glorioso Reparto: organizzare un evento per la festa della Befana col quale donare un sorriso alle famiglie del personale militare e civile, rendendo felici i loro bambini e con loro quelli meno fortunati.

Pur con la pioggia o con la neve alle ginocchia, esattamente come per gli interventi reali, anche la scorsa Epifania i Gruppi/Centri del 15° Stormo, da nord a sud della Penisola, hanno perpetuato la tradizione di far portare i doni ai bambini dalla Befana e contestualmente raccogliere fondi per sostenere attività di volontariato nel territorio.

Una giornata di lavoro condivisa con le proprie famiglie, aperta agli amici e ai colleghi militari e civili, nella quale si uniscono addestramento al volo e apertura alla comunità locale. Si simula l’arrivo del task per la partenza di allarme, si decolla alla ricerca dell’amata Vecchina e la si porta dai bambini in attesa.

Ovunque la partecipazione è stata alta, a dispetto del tempo a volte rigido e l’aeroporto completamente imbiancato dalla neve come a Cervia, a volte uggioso come a Pratica di Mare, oppure baciato dal sole come a Trapani, a testimonianza che l’attaccamento al Reparto e l’adesione allo spirito solidale è forte. E poi, il 15° Stormo va a salvare la Befana! Non è mica cosa da poco! E non c’è Grinch che tenga!

PS
Il Grinch lo conosco: sembra cattivo ma è una delle persone migliori che abbia mai incontrato e gli voglio bene.

Che fai a Capodanno? Salvo vite!

Già, perché anche nella notte di San Silvestro il personale e gli elicotteri del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare sono pronti a partire.
24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno, non è uno slogan, è la realtà di una Forza Armata che è a difesa dello spazio aereo e della popolazione italiana sempre.
Operazioni al verricello con HH-139B – Foto da The Aviation

Così quando quattro escursionisti sono rimasti bloccati su Monte La Brecciosa, nel frusinate, è toccato all’85° Centro SAR (Search And Rescue) di Pratica di Mare rinnovare la “tradizione” dell’intervento di Capodanno.

I quattro giovani erano intenti in un’escursione lungo il sentiero del Monte La Brecciosa, nei pressi del Valico delle Scalelle, nel territorio comunale di Pescosolido, in provincia di Frosinone, quando sono rimasti bloccati a causa del repentino abbassamento delle temperature che ha causato una nevicata e ha gelato il sentiero. La presenza di neve e ghiaccio sul percorso ha reso impossibile ridiscendere in sicurezza, pertanto i 4 giovani hanno lanciato una richiesta di aiuto. Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Lazio (CNSAS) ha immediatamente attivato una squadra di terra che ha intrapreso l’avvicinamento lungo il sentiero in condizioni notturne.

Una volta raggiunti, i tecnici del Soccorso Alpino hanno riscontrato uno stato di forte infreddolimento dei quattro escursionisti e la conferma di condizioni ambientali decisamente difficili, caratterizzate da basse temperature e fondo ghiacciato. Considerata la situazione e la necessità di un recupero rapido e sicuro, il Soccorso Alpino e Speleologico Lazio, nell’ambito del consolidato rapporto di collaborazione con l’Aeronautica Militare, ha richiesto il supporto del Rescue Coordination Center (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico (FE), che ha disposto l’intervento di un elicottero dell’85° Centro SAR del 15° Stormo, decollato dalla base di Pratica di Mare.

L’elicottero, raggiunta l’area di operazioni, ha provveduto al recupero dei quattro escursionisti e li ha trasportati al vicino Ospedale di Sora per gli accertamenti sanitari e le cure del caso. Successivamente, è tornato a recuperare la squadra di soccorso del CNSAS, per riportarla a valle ed infine ha fatto rientro a Pratica di Mare dove è stata ripresa la prontezza di allarme.

Che dire? Chi parte a Capodanno…

Complimenti ai Leoni e buon 2026 a tutto il personale del 15° Stormo!                                                        MAMMAJUT!

L’equipaggio sorridente al termine della missione

L’Aeronautica Militare, attraverso i Centri SAR del 15° Stormo dislocati sul territorio nazionale, assicura 24 ore su 24 il servizio di ricerca e soccorso a favore della collettività, contribuendo quotidianamente alla salvaguardia della vita umana, in sinergia con le altre Amministrazioni dello Stato. I Reparti di volo dell’Aeronautica Militare sono in grado di assicurare il trasporto di pazienti, organi, equipe mediche e ambulanze, anche in condizioni meteorologiche complesse. Sono centinaia ogni anno le ore di volo effettuate, per questo genere di interventi, oltre che dagli elicotteri del 15° Stormo di Cervia, dagli dagli aerei del 31° Stormo di Ciampino, del 14° Stormo di Pratica di Mare e della 46ª Brigata Aerea di Pisa.

[Fonte: Stato Maggiore Aeronautica – 5° Reparto Comunicazione – Ufficio Pubblica Informazione (Roma)]