
Tra i tanti eventi che hanno contraddistinto il passaggio delle Squadriglie sarde nel glorioso 15° Stormo (avvenuto nel novembre 2013), uno in particolare ha assunto un’importanza speciale per il personale del più giovane Centro del 15°, l’80° Centro SAR con sede presso la base aerea di Decimomannu, ovvero la preparazione e la posa del mitico AB-212 quale Gate Guardian.
Questa macchina volante ha servito nelle basi sarde di Decimo e Perdasdefogu con i colori delle 670^ e 672^ Squadriglia, oggi componenti l’80° Centro, dal 1979 in due versioni che si differenziavano prevalentemente dal punto di vista avionico: l’AB-212 AWTI e l’AB-212 AMI.


L’iconico elicottero, la cui inconfondibile silhouette praticamente immutata dalla Guerra del Vietnam, ha rappresentato per anni la storia del Soccorso militare e civile in Sardegna, poiché per decenni ha costituito l’unico aeromobile in grado di portare a termine Operazioni di Soccorso Aereo ognitempo, ma non solo.
Le attività peculiari delle Squadriglie e le esigenze di concorso a favore della collettività, nel corso della sua ultratrentennale attività operativa, sono state molteplici e hanno spaziato dall’antincendio boschivo al recupero di radio bersagli presso il Poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ). Negli anni, menzionando numeri per difetto (purtroppo mancano alcuni report del primo periodo di servizio attivo) l’HH212, denominazione con la quale ha concluso la sua “carriera”, ha volato circa 40mila ore di volo, delle quali circa 2500 in missioni operative di soccorso, salvando la vita a circa 500 persone.
Le attività peculiari delle Squadriglie e le esigenze di concorso a favore della collettività, nel corso della sua ultratrentennale attività operativa, sono state molteplici e hanno spaziato dall’antincendio boschivo al recupero di radio bersagli presso il Poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ). Negli anni, menzionando numeri per difetto (purtroppo mancano alcuni report del primo periodo di servizio attivo) l’HH212, denominazione con la quale ha concluso la sua “carriera”, ha volato circa 40mila ore di volo, delle quali circa 2500 in missioni operative di soccorso, salvando la vita a circa 500 persone.
Numeri che, unitamente a quelli registrati presso tutte le Squadriglie Collegamento e Soccorso della Penisola, riportano fedelmente il valore di questo mezzo aereo. L’HH-212, nella sua versione ICO (Incremento Capacità Operative) è stato impiegato nel teatro operativo dell’Afghanistan dal 2007. Con il 212 è stata avviata la collaborazione con la Croce Rossa Italiana, qualificando le Sorelle Assistenti dell’Aria S.A.R., e con il Club Alpino Italiano (oggi in modo strutturato con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) e che tutt’ora proseguono con proficuo successo.
Per tutte queste ragioni e perché è stato un fedele compagno di vita, lo scorso luglio 2025 (sì, lo so, siamo a gennaio 2026, ma il tempo vola quando ci si diverte!), il personale dell’80° ha voluto tributare un saluto commosso e sentito al suo “padre di famiglia” e al suo onorato servizio ponendolo a “guardia” della sede e ad auspicio del radioso futuro che attende il Centro con il suo moderno successore l’HH-139B.
Ovviamente gli abbiamo dato il bentornato a casa gridando all’unisono il “Mammajut”, il grido che ci è entrato nelle vene e che ci rende orgogliosi e fieri di poter far parte della grande famiglia del 15° Stormo e di avere “il privilegio di salvare vite” (come scrisse l’indimenticato Stefano Bazzo).







Fonte immagini e video: 80° Centro SAR


Un saluto a tutti i Piloti di AB212 che ho addestrato alla 615^ Squadriglia del Quindicesimo Stormo.
Buongiorno, mi preme effettuare una doverosa precisazione istituzionale: il CAI non è mai confluito nel CNSAS. Sebbene il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico sia stato costituito nel 1954 in seno al Club Alpino Italiano come struttura operativa, esso ha sempre mantenuto una propria distinta autonomia organizzativa e funzionale. I due enti coesistono, con il CAI che prosegue la sua storica attività come ente primario con finalità alpinistiche, culturali e ambientali.
Egregio Nardone, la ringrazio per la puntualizzazione. Dal suo commento ho compreso che quanto scritto poteva dare adito a pensare ad una confluenza del CAI nel CNSAS. In realtà ci si riferiva al fatto che – in attualità – l’Aeronautica Militare e in particolare gli equipaggi del 15° Stormo lavorano in modo strutturato e regolato da un protocollo d’intesa con il CNSAS. su tutto il territorio nazionale. Ho Provveduto ad emendare il pezzo in tal senso. Cordialità.