Il cuore e la professionalità (di Antonino D’Angelo)

Mercoledì 4 febbraio 2026, una giornata di servizio di allarme SAR come tante altre quando all’improvviso entra in ufficio l’operatore SOR che mi informa che hanno appena chiamato perché c’è la possibilità di andare a prendere una persona in Imminente Pericolo di Vita (I.P.V.) sull’isola di Ischia.
Il capo equipaggio ci raduna subito per coordinare la fase di pianificazione e allestimento, io controllo le condizioni meteorologiche lungo la rotta e a destinazione perché so che l’eliambulanza non è riuscita ad andare ad Ischia causa condimeteo marginali.

Studiamo accuratamente le piazzole di atterraggio, gli ostacoli e già ci immaginiamo come sarà l’avvicinamento che voleremo una volta sul posto. Arriva finalmente l’esecutivo e, mentre vado verso l’elicottero, leggo sull’ordine di missione i dati di chi ha bisogno di noi, si chiama come mio padre e ha quasi la sua stessa età, “chissà se ha dei nipoti, proprio come mio padre, sarebbe bello pensare che potrà ancora abbracciarli grazie a noi”.

Mettiamo in moto e, alle 20.59 LT, la RILA decolla direzione Elisuperficie Giovanni Paolo II, adiacente al porto di Casamicciola. Durante la navigazione incontriamo temporali e forte vento con saltuarie riduzioni di visibilità ma riusciamo comunque a raggiungere la destinazione.
Atterriamo, giro la testa alla mia sinistra e vedo dall’ambulanza uscire una barella. Subito l’Operatore di Bordo e l’Aerosoccorritore si avvicinano per dirigere le operazioni di carico del personale e, quando finalmente a bordo, vedo il viso chi stiamo salvando. É anziano, con i capelli bianchi e ha le rughe intorno agli occhi, proprio come mio padre. Il suo sguardo si incrocia con il mio, i suoi occhi sono stanchi e spaesati… “benvenuto a bordo papà, qui sei al sicuro”.
Imbarchiamo anche un medico ed un infermiere e si decolla direzione Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, pochi minuti di volo e siamo nuovamente al suolo. La barella scende e si ridecolla nuovamente per Ischia per riportare il personale sanitario. Un altro decollo, questa volta direzione Pratica di Mare dove la RILA atterra alle 23.25 LT.
Spegniamo i motori, debriefing e pratiche post missione operativa. È passata la mezzanotte e mi sdraio nel letto. L’adrenalina scende, inizia la stanchezza ma sono contento, ripenso a quello sguardo… “buona notte papà”.

L’ambulanza arriva nei pressi della piazzola di Casamicciola
Inizia il trasferimento del paziente dall’ambulanza all’elicottero
Il paziente, opportunamente predisposto sulla barella.
Paziente e personale sanitario a bordo del HH139 durante il volo di trasferimento
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2 risposte a “Il cuore e la professionalità (di Antonino D’Angelo)”

  1. Bravo D’Angelo. Scrivere e’ un’arte e tu ce l’hai. Non so se nella documentazione caratteristica si usa ancora la frase “di facile penna”, a te si attaglia bene.

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