Inaugurato il Simulator Training Center al 15° Stormo

La struttura del nuovo Simulator Training Center

Per un “vecchio” pilota del 15° Stormo come me, il 16 giugno 2026 ha rappresentato la concretizzazione di un sogno coltivato per anni, prima come operativo, poi come membro del Gruppo di lavoro “Ala rotante” dello Stato Maggiore dell’Aeronautica . Il 15° Stormo ha ufficialmente inaugurato il suo HH-139 AM Simulator Training Center (STC) sulla base di Pisignano di Cervia.

Con questo sistema tecnologicamente allo stato dell’arte, frutto della collaborazione con la Leonardo, il 15° Stormo incrementa in modo significativo le proprie capacità addestrative, espresse attraverso l’81° CAE (Centro Addestramento Equipaggi), punto di riferimento per la formazione e l’addestramento del personale di volo che si occupa della preparazione sia teorica che pratica degli equipaggi impiegati in tutto lo spettro delle missioni assegnate al 15°. Dalle missioni SAR (Search And Rescue), al  trasporto sanitario d’urgenza, dalla Medevac (Medical Evcuation), anche in biocontenimento di pazienti altamente infettivi, allo Slow Mover Interceptor (Intercettazione d’aeromobili a bassa velocità), dal recupero di radio bersagli alla campagna di antincendio boschivo (AIB), che già a fine maggio ha visto impegnato l’80° Centro SAR di Decimomannu, in Sardegna, e recentemente anche l’82° Centro SAR di Trapani.

Nella nuovissima struttura è ospitato non solo un simulatore, ma un sistema di addestramento multilivello  secondo la moderna filosofia di simulazione dove Leonardo è leader mondiale. Tre diverse componenti, in grado di operare separatamente oppure in modo integrato, in funzione delle diverse esigenze e livello addestrativo richiesto, consentendo a piloti e operatori di addestrarsi simultaneamente come se fossero a bordo dello stesso elicottero durante una missione reale, capaci di riprodurre virtualmente ogni ambiente in modo estremamente realistico, a tutto vantaggio dello sviluppo sinergico di un equipaggio e del Crew Resource Management.

Oltre al gioiello costituito dal Full Flight Simulator che riproduce fedelmente il cockpit e la dinamica di volo dell’HH-139B, la postazione dell’istruttore ha la possibilità di simulare praticamente tutte le situazioni operative, le emergenze e valutare assieme agli equipaggi ogni missione svolta, ripercorrendola sugli schermi della sala debriefings.

Il Full Flight Simulator

Il sistema di addestramento è composto poi dal Virtual Procedure Trainer, che – in parole semplici – è a tutti gli effetti un simulatore ma senza capacità di movimento, a cui si aggiunge l’Advanced Mission Control Trainer, destinato agli operatori di bordo e all’impiego dei sistemi avionici di ricerca e soccorso. Non mancano, ovviamente, aule e uffici per le lezioni e per il personale dell’81° CAE.

Il cockpit del HH-139 AM all’interno del Full Flight Simulator e parte della postazione destinata all’istruttore
Emozioni ai comandi del Virtual Procedure Trainer
Il realismo del Full Flight Simulator

Il Colonnello Antonio Viola, Comandante il 15° Stormo, durante il suo discorso ha ricordato che il 15° Stormo, per poter adempiere alla sua missione in modo rapido, è distribuito su tutto il territorio nazionale, da Cervia a Gioia del Colle, da Trapani a Decimomannu e a Pratica di Mare. Con una simile distribuzione, è fondamentale garantire un’elevata standardizzazione delle procedure operative: “Questo simulatore permette al personale di prepararsi a quelle decisioni immediate che poi saranno fondamentali per salvare le vite umane. L’equipaggio dei nostri elicotteri è composto dalla testa – il pilota, dal braccio – il tecnico verricellista, e la mano – l’aerosoccorritore“. Il Comandante del 15° Stormo ha evidenziato altresì l’importanza del nuovo sistema per la crescita professionale degli equipaggi e per il mantenimento degli elevati standard operativi richiesti alle unità di ricerca e soccorso dell’Aeronautica Militare. “Questa infrastruttura rappresenta un investimento concreto sul nostro personale e sulle proprie competenze. Il simulatore ci permetterà di addestrare i nostri equipaggi in scenari sempre più complessi e realistici, incrementando sicurezza, efficacia operativa e capacità di risposta nelle missioni che svolgiamo quotidianamente a favore del Paese”, ha dichiarato il Colonnello Viola.

Il Colonnello Viola pronuncia il suo discorso (Foto di Edoardo Govoni su aresdifesa.it )

Ha preso poi la parola il capo progetto della ditta Leonardo, l’Ingegner Aurelio Cavallaro: “Condivido con voi l’emozione per questa giornata. Oggi inauguriamo un centro di formazione all’avanguardia per la flotta HH-139. Non è stato semplice: un percorso impegnativo, effettuato con grande spirito di squadra. Primo simulatore in Phase 8, completamente sviluppato grazie alle capacità interne di Leonardo, ma soprattutto al fondamentale contributo delle donne e degli uomini dell’Aeronautica Militare. Da domani saremo al lavoro per supportare lo Stormo e le ore e ore che dovrà macinare questo simulatore”.

l’Ingegner Aurelio Cavallaro, Head of Italian MoD Helicopter Sales di Leonardo S.p.A.

Infine, ha chiuso gli interventi dal palco, il Generale di Divisione Aerea Alessandro De Lorenzo, Comandante delle Forze per la Mobilità e il Supporto (CFMS) e massima autorità aeronautica presente. Il Generale ha ricordato la lunga genesi del progetto HH-139, iniziata nel 2010 e che lo ha visto coinvolto come ufficiale quando ha prestato servizio allo Stato Maggiore dell’Aeronautica, dando una visione del futuro prossimo del STC “Questo centro di simulazione contiamo di aprirlo, oltre alle altre Forze Armate, di polizia e di soccorso del nostro paese che operano con l’HH-139, anche ad operatori esteri, come già facciamo con l’International Training Centre (ITC) di Pisa e con International Flight Training School (IFTS) di Decimomannu. […] I metodi di formazione degli equipaggi dell’Aeronautica Militare sono oggi oggetto di interesse da parte delle équipe mediche di chirurgia, che ci stanno chiedendo di venirsi a formare all’interno delle nostre strutture, apprezzando l’alta coordinazione tra gli elementi dei nostri equipaggi”. Il Comandante del CFMS ha poi sottolineato la valenza strategica dell’iniziativa richiamando il ruolo di eccellenza svolto dall’Italia nel settore della formazione aeronautica. “L’Italia continua a essere un punto di riferimento nel panorama internazionale dell’addestramento al volo grazie alla professionalità del proprio personale e alla costante attenzione verso l’innovazione. Strutture come quella inaugurata oggi consentono di preparare equipaggi sempre più qualificati, mantenendo il nostro Paese ai vertici dell’eccellenza addestrativa e operativa”, ha affermato il Generale De Lorenzo.

Il Generale di Divisione Aerea Alessandro De Lorenzo, Comandante del CFMS

La cerimonia d’inaugurazione odierna è un indubbio traguardo che avrà ricadute importanti per il territorio ed è stata salutata con favore delle Autorità Civili e Militari che hanno dato prestigio alla giornata con la loro presenza. È il frutto di oltre sei anni di lavoro, che ha prodotto un sistema completamente progettato in Italia e reso possibile dalla costante e proficua collaborazione tra l’AM e Leonardo.

Le autorità del territorio visitano il Full Flight Simulator

Nella gestione iniziale della struttura, il personale dell’81° CAE sarà affiancato da quello della ditta ed i frequentatori saranno gli equipaggi dell’Aeronautica Militare che impiegano l’HH-139 e quindi anche quelli del 31° e 72° Stormo. Le parole del Generale Di Lorenzo poi proiettano possibilità tutte da esplorare.

Video della cerimonia al seguente link pubblicato da RavennaeDintorni.it:

https://youtu.be/zBgf1CXbGx8?si=-g_dpSa9YYDkQObA

[Fonte: Aeronautica Militare – 15° Stormo – Cervia]

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La notte che cambiò una vita

“Restavano soltanto poche ore. Quattro, dissero i medici.”

Quando la speranza arriva col frastuono di un elicottero

È il 5 febbraio 2017 e l’orologio dell’ospedale di Terni scandisce secondi preziosissimi. Ludovica, diciotto anni, giace in sala operatoria mentre i medici lottano contro il tempo. Non le restano che quattro ore. Una emorragia in corso, un adenoma di nove centimetri di diametro: la malattia che si era manifestata a sedici anni, con una prima resezione epatica, stava per portarla via. L’incubo si legge negli occhi di sua madre Barbara, che stringe la mano della figlia come se potesse fermare con la forza dell’amore il ticchettio implacabile dell’orologio.

Poi lo squillo del telefono che tutte le famiglie in sala d’attesa implorano: “C’è un donatore. L’intervento va eseguito subito“. Ma la speranza appena accesa si spegne subito dopo. L’organo si trova ad Ancona, a duecento chilometri di distanza, e quella notte il cielo ha deciso di mostrare tutta la sua forza plumbea. Le nuvole sono compatte a tutte le quote, il vento soffia a venticinque-trenta nodi (46-55Km/h), forti mareggiate si abbattono sulle coste marchigiane. L’elicottero del 118 non riesce ad intervenire. Pensare di fare il trasferimento con staffetta di ambulanze è altrettanto impensabile: la strada è impraticabile: nelle aree appenniniche le carreggiate sono innevate e quindi i tempi di percorrenza lunghissimi.

Questa notte non serve un miracolo. Ne servono almeno due!

Così, il personale sanitario si rivolge al Prefetto di Terni e questi prende una decisione coraggiosa e all’apparenza disperata: contattare la Sala Situazioni dell’Aeronautica Militare, che sa essere la sola speranza per Ludovica.

L’ordine di decollo arriva all’equipaggio in prontezza operativa del 85° Centro SAR (Search And Rescue – Ricerca e Soccorso) del 15° Stormo, stanziato sull’Aeroporto Militare di Pratica di Mare (RM), e un elicottero HH-139 in pochi minuti decolla in direzione di Terni.

Il tempo, però, è davvero inclemente e più volte l’equipaggio deve effettuare deviazioni, cercando spiragli tra le nuvole. Se gettassero la spugna nessuno potrebbe biasimarli: non si vede nulla, il buio e la neve formano un muro impenetrabile. L’equipaggio, con un primo miracolo, riesce a raggiungere l’aviosuperficie di Maratta (TR). Ludovica viene caricata a bordo con una equipe medica e sua madre Barbara, la corsa contro il tempo ha inizio. Non essendo possibile attraversare l’Appennino in sicurezza, la sola soluzione è andare a Ciampino, dove un velivolo del 31° Stormo è in allerta e pronto a trasferire velocemente Ludovica all’aeroporto di Falconara, a soli venti minuti da Ancona.

Ora c’è da fare il percorso inverso e affrontare nuovamente quel buio della notte, reso ancora più nero dalle nubi compatte, dalle nevicate, dagli scrosci di pioggia. La Signora Barbara sente le loro voci in cuffia, l’equipaggio le aveva dato una cuffia per tenerla collegata, potergli parlare in caso di bisogno, e lei li ascolta tentare e ritentare con coraggio e determinazione. Finché non intravedono uno spiraglio di luce provenire dal terreno e riescono a sfondare nuovamente quel muro bianco.

Per loro, Ludovica è una perfetta sconosciuta. Eppure stanno mettendo in gioco tutta la loro esperienza e preparazione professionale, consapevoli che il rischio di non vedere un ostacolo è altissimo ma che possono gestirlo sfruttando tutte le risorse dell’elicottero e del loro affiatamento.

Non avevano promesso niente, ma hanno trasmesso ottimismo: “Ce la faremo“, ripetevano sempre. Per una giovane ragazza in coma farmacologico e una madre disperata, quelle voci erano il filo d’oro che le legava alla speranza.

Con il secondo miracolo, Ludovica arriva a Ciampino ed è trasportata immediatamente a Falconara dal 31° Stormo, e da lì ad Ancona dove viene sottoposta all’intervento chirurgico.

Dopo la convalescenza e la riabilitazione, Ludovica è gradualmente tornata alla vita di sempre. Oggi fa sport, lavora, studia. A due anni da quella notte, ha voluto cercare gli angeli che le hanno salvato la vita per poterli ringraziare e abbracciare di persona.

Così, a Palazzo Aeronautica, sede dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, ha potuto incontrare Francesco, l’Aerosoccorritore che insieme al resto dell’equipaggio quella notte, a bordo del HH-139 dell’85° Centro SAR, aveva sfidato il maltempo e la sorte volando praticamente al buio. “Ho due bambini piccoli anche io” spiega il Francesco. “È facile associare il loro volto alle persone che soccorriamo. Forse è questo che ci spinge a fare l’impossibile.” Riabbracciare Ludovica lo ha riportato al significato profondo del suo lavoro: donare una speranza a una persona, avere il privilegio di salvare vite.

Oggi, Barbara, la mamma di Ludovica, racconta che quando sente il rumore di un elicottero che passa nel cielo, alza istintivamente gli occhi. Per lei è diventato un gesto naturale, una sorta di preghiera laica. “So chi ci sta dentro“, dice. “E ogni volta il mio pensiero è ‘Grazie, siete parte della mia vita‘.”

#AeronauticaMilitare #SAR #SoccorsoAereo #15°Stormo #31°Stormo #trasportosanitario

Questo racconto è anche un bellissimo video che vi consiglio di guardare e che è stato pubblicato da Antonio Crispino sul suo canale YouTube (http://www.youtube.com/@antoniocrispino).

Il video è raggiungibile cliccando sul link in basso. ↓

https://youtu.be/0Dnn6uUdQiA

Antonio Crispino è giornalista che ha firmato inchieste e reportage per Corriere della Sera, Mediaset, Rai e Messaggero e che si occupa di temi che vanno dalla criminalità ai diritti, dalle opere incompiute al lavoro passando per la tutela dell’ambiente.

Lottiamo anche contro il fuoco!

L’82° Centro SAR dell’Aeronautica Militare interviene per domare un incendio nella provincia di Trapani.

È arrivato il gran caldo e con esso la siccità peggiora. Miscela perfetta per dare vita al disastro. Incuria e dolo sono spessissimo la ragione di devastanti incendi che depauperano il patrimonio naturale dei nostri luoghi.

La prima vittima è stata Montagna Grande, luogo caro ai trapanesi e al personale dell’82° Centro SAR (Search And Rescue – ricerca e soccorso) colpita da un incendio nei giorni scorsi.

La situazione è apparsa subito seria e la Prefettura di Trapani ha chiesto aiuto all’Aeronautica Militare, la quale ha risposto, attraverso il Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (FE), dando l’ordine di decollo ad un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR del 15° Stormo, stanziato nel vicino aeroporto militare di Trapani-Birgi (TP).

Le missioni anti incendio boschivo in questa stagione sono iniziate, quindi, sabato 13 giugno e sono continuate nei giorni a seguire, coinvolgendo numerosi equipaggi del Centro siciliano.
L’incendio ha coinvolto una estesa zona di campagna trapanese, richiedendo l’intervento coordinato di squadre a terra dei Vigili del Fuoco e Protezione Civile, le quali – già attive dal mattino – hanno appunto ritenuto indispensabile richiedere l’intervento di assetti aerei quali Canadair ed elicotteri.
Il personale coinvolto nelle operazioni aeree ha lavorato dalle prime alle ultime ore di luce delle giornate di volo, effettuando più di 150 lanci in oltre dieci ore di volo, per un totale di quasi 120.000 litri di acqua scaricati sul fronte di fiamma, contribuendo in maniera determinante a contenere prima ed estinguere poi l’incendio principale ed il propagarsi di focolai, evitando che questi divampassero ulteriormente aggravando la situazione sul terreno.
La perdita di patrimonio boschivo e di macchia mediterranea è comunque evidente dalle foto scattate da bordo dell’elicottero. Si può altresì immaginare cosa sarebbe potuto accadere senza lo sforzo congiunto profuso da tutti.
Montagna Grande
Montagna Grande
Montagna Grande
Montagna Grande
L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.

Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.

[Fonte: Aeronautica Militare – 15° Stormo – Ufficio Pubblica Informazione]

Esercitazione Argonaut26 per l’82° Centro SAR

Foto del piazzale della base aerea nell'isola di Cipro, nella quale sono visibili (da sx a dx) lo HH139B dell'15° Stormo, al centro un AB412 della Polizia cipriota in rifornimento e un HH139 sempre della Polizia cipriota a destra.
Assetti aeromobili impiegati

Dall’11 al 16 maggio scorso, il personale dell’82° Centro SAR (Search And Rescue) del 15° Stormo di stanza a Trapani-Birgi, ha partecipato all’esercitazione internazionale “Argonaut26”, organizzata dal Joint Rescue Coordination Centre (JRCC) di Cipro nelle acque al largo dell’isola.  L’attività addestrativa ha rappresentato un’importante occasione di cooperazione internazionale e di consolidamento delle capacità operative. L’equipaggio italiano, impiegato su un elicottero HH-139B e composto da tre piloti, due OB e due ARS, insieme a due manutentori, ha opearto in sinergia con assetti aerei e navali di numerose nazioni partner.
La missione è iniziata nella giornata di lunedì, quando l’equipaggio è decollato da Trapani per raggiungere il Mediterraneo orientale attraverso un lungo trasferimento operativo articolato in diverse tappe. Dopo il primo scalo estero a Kalamata, in Grecia, per rifornire elicottero e stomaci, il personale ha proseguito verso l’isola di Rodi, ultima sosta overnight prima dell’arrivo a Cipro. Il trasferimento stesso ha costituito un significativo e piacevole momento
addestrativo, consentendo agli equipaggi di operare su lunghe distanze e in differenti contesti aeroportuali internazionali, affinando procedure di navigazione, coordinamento e pianificazione missione.

Foto scattata dall'interno della cabina di pilotaggio del HH-139B nella quale si vede il Capo Equipaggio ai comandi e dalle superfici trasparenti si vede l'isola di Santorini
Il Capo Equipaggio ai comandi mentre sorvola Santorini
Foto scattata dall'interno dell'abitacolo del HH-139B nella quale si vede il panorama costiero greco
Pilotaggio con vista mare

Il cuore dell’attività è stato rappresentato dall’esercitazione “Argonaut 2026”, uno scenario complesso di ricerca e soccorso in mare che simulava il naufragio di un traghetto impegnato nell’evacuazione di civili dalle coste del Libano. Le operazioni si sono svolte in un contesto ad alta intensità operativa, caratterizzato dalla presenza simultanea di numerosi assetti internazionali, navali e aerei, impegnati nelle attività di soccorso e coordinamento.
L’HH-139B dell’82° Centro SAR ha operato effettuando una missione SAR mare, con ricerca visiva “alla vecchia maniera” senza l’ausilio del GPS, fase seguita immediatamente dal ritrovamento e dal recupero di un manichino dall’acqua, che simulava il superstite, grazie all’intervento dello aerosoccorritore. Risultato questo, che solo la nostra crew è riuscita a raggiungere, “battendo” le altre in volo per lo stesso task, dimostrando la pregiata preparazione e professionalità dell’equipaggio. La missione è proseguita con il trasporto del survivor su una nave della marina Cipriota e con il successivo rientro sull’aeroporto di Larnaka.

Il Capo Equipaggio (a sx) consegna la litografia ricordo del HH-139B con la livrea speciale per il 40° Anniversario del 82° Centro SAR al Capo missione della Polizia Cipriota
Il Capo Equipaggio consegna la litografia ricordo del HH-139B con la livrea speciale per il 40° Anniversario del 82° Centro SAR

L’esercitazione “Argonaut 2026” ha rappresentato un’importante opportunità per rafforzare la cooperazione internazionale e condividere procedure e capacità operative nel settore SAR, contribuendo ad aumentare il livello di preparazione delle forze coinvolte nella gestione di emergenze marittime e umanitarie nel Mediterraneo.
Conclusa l’attività addestrativa, il personale dell’82° Centro SAR ha intrapreso il viaggio di rientro verso l’Italia, sorvolando le isole greche, rifornendo a Mykonos e facendo scalo ad Araxos per poi volgere successivamente a Crotone, prima del definitivo rientro a Trapani.
L’intera missione ha confermato ancora una volta l’elevato livello di preparazione e professionalità degli equipaggi del 15° Stormo e nello specifico dell’82° centro SAR di Trapani, quotidianamente impegnati a garantire capacità di intervento, sicurezza e supporto alla collettività in ogni contesto operativo, nazionale o estero.

Foto dell'equipaggio impegnato nella esercitazione Argonaut 2026 assieme al manichino recuperato.
L’equipaggio e il manichino “salvato”

[Fonte: 15° Stormo – 82° Centro SAR – Ufficio Pubblica Informazione]

Mare&Monti – Missioni di soccorso per i Centri SAR delle Isole Maggiori

30 aprile 2026 – 82° e 80° Centro SAR effettuano soccorsi in montagna e in mare

 

No, non è ovviamente un piatto o un menu dove trovare una combinazione di ingredienti provenienti dai due ambienti. Però, in fondo, sono due “specialità” nel ricco menù delle capacità espresse dal personale e dagli elicotteri del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare.

Il primo “piatto” (intervento), di un ultimo giorno di aprile decisamente indaffarato, è stato servito nel primo pomeriggio quando un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR (Search and Rescue) di Trapani, su ordine del Rescue Coordination Centre (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico (FE), è decollato d’urgenza per raggiungere e soccorrere una donna di nazionalità francese rimasta ferita sul promontorio di Capo Gallo (PA) durante una escursione.
Dopo aver fatto scalo sull’aeroporto di Boccadifalco per imbarcare due tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS), l’elicottero ha raggiunto la zona impervia dove la donna era in attesa dei soccorsi e con l’ausilio del verricello si è provveduto al suo recupero.

L’elicottero si è poi diretto sullo stesso scalo aeroportuale palermitano per il successivo trasferimento in ambulanza dell’infortunata escursionista e infine  fare rientro alla base di Trapani per riprendere il servizio di prontezza.

La vista di Capo Gallo dalla cabina di pilotaggio
Individuazione del personale a terra e dell’infortunata
Circuito di avvicinamento al punto d’intervento
Avvicinamento all’hovering per il recupero con verricello
Aerosoccorritore e infortunata sono issati a bordo
Sbarco dell’infortunata all’aeroporto di Bocca di Falco (PA)

Il secondo “piatto” è stato servito nella serata, quando un elicottero HH-139A dell’80° Centro SAR (Search and Rescue) di Decimomannu, in volo per una missione addestrativa su mare nel Golfo di Cagliari, ha ricevuto un ordine d’intervento da parte del RCC del COA. Lo stesso centro nevralgico della Forza Armata per la gestione delle attività di ricerca e soccorso aereo in Italia, a sua volta era stato interessato dal Maritime Rescue Sub-Center (MRSC) di Cagliari, che aveva ricevuto l’allarme per la ricerca di un windsurfista di cui si erano perse le tracce in zona Capo Spartivento.

L’operatore del RCC ha dapprima contattato l’equipaggio per chiedere quale fosse l’autonomia residua e se ci fosse la possibilità di iniziare immediatamente la ricerca. Avuto riscontro affermativo da parte dell’equipaggio, ha quindi disposto il passaggio da missione addestrativa a missione di soccorso reale.

L’elicottero, raggiunta la zona di Capo Spartivento, ha rapidamente individuato un windsurf su un tratto di costa rocciosa, poi ha trovato l’uomo che cercava di risalire la scogliera. L’equipaggio ha manovrato per atterrare fuori campo e prendere contatto col malcapitato, un italiano di 58 anni, assicurandosi delle sue condizioni e fornendo una prima assistenza che gli consentisse di attendere i soccorsi da terra. L’elicottero, al limite dell’autonomia data dal carburante,  è ripartito per fare rientro alla base. Tuttavia, poco dopo, l’equipaggio – dopo uno scambio di comunicazioni con gli enti del controllo – ha ricevuto l’ordine di procedere al recupero dell’uomo e al trasporto all’ospedale Brotzu di Cagliari per precauzione. L’elicottero, è tornato quindi sul punto e ha rilasciato tramite verricello l’aerosoccorritore nei pressi dello sfortunato surfista. Il tempo di informarlo del cambio di programma ed è stato quindi issato a bordo mentre nella zona calava la notte. Il surfer è stato trasportato alla piazzola dell’ospedale e affidato alle cure dei sanitari, che nel frattempo erano stati avvertiti dell’arrivo del mezzo di soccorso.

L’HH-139A dell’80° Centro SAR atterrato sulla piazzole dell’ospedale Brotzu di Cagliari

Di seguito il video-racconto di Massimo, il surfista, che offre il prezioso punto di vista di chi è soccorso (è anche divertente).

L’80° Centro SAR di Decimomannu e l’82° Centro SAR di Trapani dipendono dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.
Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita.

Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.
Dal 15° Stormo di Cervia dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma) e l’81° Centro Addestramento Equipaggi anch’esso di base a Cervia.

Fonte: Aeronautica Militare Italiana

[Nota dell’Editor: desidero chiudere questo articolo ringraziando ovviamente gli equipaggi intervenuti per rinnovarmi ogni volta l’orgoglio di essere stato “uno del Quindicesimo”. So che lo siete anche voi, soprattutto dopo che vi siete tolti il casco al rientro da una missione di soccorso andata a buon fine. Siatelo sempre. Buon 1° Maggio e Mammajut!]

Iniziativa solidale del 37° Stormo e dell’82° Centro SAR

16 aprile 2026 – Il 37° Stormo e l’82° Centro SAR hanno donato ausili sanitari ai reparti pediatrici degli ospedali di Trapani e Marsala.

L’iniziativa solidale era stata avviata durante il periodo natalizio attraverso una raccolta fondi per sostenere l’attività dei presidi ospedalieri del territorio a favore dei piccoli pazienti in cura presso tali strutture. Un semplice gesto, ma significativo, che testimonia il desiderio degli uomini e delle donne dell’Aeronautica Militare di contribuire, anche con gesti come questo, al percorso di cura dei bambini, o donando loro un sorriso per un futuro più luminoso.

La raccolta fondi ha visto la partecipazione non solo del personale militare, ma anche di professionisti e realtà locali che hanno sposato l’iniziativa e  contribuito all’opera benefica.

Una rappresentanza del personale dell’aeroporto militare di Trapani-Birgi, guidata dal Comandante del 37° Stormo – Colonnello Daniele Mastroberti – e dal Comandante dell’82° Centro SAR – Tenente Colonnello Nicolò Nicolosi – ha fatto visita alle due strutture.

“Un gesto semplice ma significativo che testimonia ancora una volta i valori di sostegno e vicinanza tra le Istituzioni e la comunità locale”, ha dichiarato il colonnello Daniele Mastroberti durante la consegna dei materiali acquistati.

[Fonte: Aeronautica Militare – 15° Stormo – 82° Centro SAR e sito web TrapaniSì, supplemento della testata giornalistica Radio Tele Hobby]

Recupero alpinista infortunato per l’82° Centro SAR

Missione congiunta di salvataggio del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano e dell’Aeronautica Militare sul Monte Monaco a San Vito Lo Capo (TP)

Trapani, 18/04/2026 – l’82° Centro SAR (Search And Rescue) ha portato a termine con successo un complesso intervento di soccorso in favore di un alpinista di nazionalità polacca, rimasto infortunato a una caviglia durante la scalata del Monte Monaco, lungo la “via delle Punte”.

L’uomo faceva parte di un gruppo di due cordate, composte da connazionali, che erano impegnate nella salita della parete. L’allarme è stato lanciato tramite la Centrale Operativa 118 Palermo-Trapani, che ha attivato il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS).

Considerata la complessità dello scenario operativo, il SASS ha richiesto il supporto dell’Aeronautica Militare, che attraverso il Comando Operazioni Aerospaziali (COA) ha disposto l’intervento di un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR del 15° Stormo, decollato da Trapani-Birgi. Dopo aver imbarcato due tecnici di elisoccorso del SASS, è stato effettuato un primo tentativo di recupero mediante verricello, reso però impossibile a causa delle condizioni meteorologiche avverse.

I due tecnici sono stati quindi sbarcati in quota, e successivamente l’elicottero ha trasportato ulteriori sette operatori del SASS, permettendo la costituzione di una squadra completa in parete. I soccorritori hanno quindi raggiunto a piedi la cima del Monte Monaco, trasportando le attrezzature necessarie per il recupero.

Individuata la linea di calata, due tecnici del SASS si sono calati per circa 120 metri lungo la parete, riuscendo a raggiungere l’infortunato. Dopo avere messo in sicurezza l’alpinista, hanno immobilizzato l’arto inferiore.
L’alpinista quindi è stato recuperato fino in cima mediante un sistema di paranchi che la squadra SASS aveva predisposto e che ha consentito di coprire la distanza che separava il punto di recupero dell’infortunato dalla vetta (120 metri  circa).

Una volta in cima, il ferito è stato imbarellato e trasportato dalla squadra SASS a una quota inferiore, dove le condizioni meteo erano meno proibitive e che hanno consentito l’intervento dell’elicottero, sebbene ormai sopraggiunta l’oscurità della notte. Imbarcato l’alpinista sull’elicottero, l’equipaggio ha fatto immediatamente rotta verso l’ospedale di Trapani, dove ha affidato l’infortunato alle cure del personale sanitario del 118.

Con una serie di spole tra Monte Monaco e la zona di sbarco sono stati inoltre recuperati i Tecnici del Soccorso Alpino.

L’operazione, resa complessa dalla orografia della zona d’intervento e dalle condizioni meteorologiche sfavorevoli, ha richiesto a tutti elevata professionalità e coordinamento tra l’Aeronautica Militare e il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano, confermando l’efficacia della sinergia tra le componenti del sistema di soccorso in ambienti impervi.

L’Operatore di Bordo coadiuva i piloti nella fase di avvicinamento e ricognizione della zona d’intervento.
Imbarco di altri tecnici del Soccorso alpino e Speleologico Siciliano da portare in quota su Monte Monaco.
I tecnici del SASS provvedono a completare l’imbarellamento dell’alpinista.
La squadra SASS trasporta l’infortunato verso la zona di imbarco in elicottero.

Atterraggio notturno fuori campo per l’HH-139B

L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.

Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.

[Fonte: Aeronautica Militare, 15° Stormo, 82° Centro SAR – Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione]

Il cuore e la professionalità (di Antonino D’Angelo)

Mercoledì 4 febbraio 2026, una giornata di servizio di allarme SAR come tante altre quando all’improvviso entra in ufficio l’operatore SOR che mi informa che hanno appena chiamato perché c’è la possibilità di andare a prendere una persona in Imminente Pericolo di Vita (I.P.V.) sull’isola di Ischia.
Il capo equipaggio ci raduna subito per coordinare la fase di pianificazione e allestimento, io controllo le condizioni meteorologiche lungo la rotta e a destinazione perché so che l’eliambulanza non è riuscita ad andare ad Ischia causa condimeteo marginali.

Studiamo accuratamente le piazzole di atterraggio, gli ostacoli e già ci immaginiamo come sarà l’avvicinamento che voleremo una volta sul posto. Arriva finalmente l’esecutivo e, mentre vado verso l’elicottero, leggo sull’ordine di missione i dati di chi ha bisogno di noi, si chiama come mio padre e ha quasi la sua stessa età, “chissà se ha dei nipoti, proprio come mio padre, sarebbe bello pensare che potrà ancora abbracciarli grazie a noi”.

Mettiamo in moto e, alle 20.59 LT, la RILA decolla direzione Elisuperficie Giovanni Paolo II, adiacente al porto di Casamicciola. Durante la navigazione incontriamo temporali e forte vento con saltuarie riduzioni di visibilità ma riusciamo comunque a raggiungere la destinazione.
Atterriamo, giro la testa alla mia sinistra e vedo dall’ambulanza uscire una barella. Subito l’Operatore di Bordo e l’Aerosoccorritore si avvicinano per dirigere le operazioni di carico del personale e, quando finalmente a bordo, vedo il viso chi stiamo salvando. É anziano, con i capelli bianchi e ha le rughe intorno agli occhi, proprio come mio padre. Il suo sguardo si incrocia con il mio, i suoi occhi sono stanchi e spaesati… “benvenuto a bordo papà, qui sei al sicuro”.
Imbarchiamo anche un medico ed un infermiere e si decolla direzione Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, pochi minuti di volo e siamo nuovamente al suolo. La barella scende e si ridecolla nuovamente per Ischia per riportare il personale sanitario. Un altro decollo, questa volta direzione Pratica di Mare dove la RILA atterra alle 23.25 LT.
Spegniamo i motori, debriefing e pratiche post missione operativa. È passata la mezzanotte e mi sdraio nel letto. L’adrenalina scende, inizia la stanchezza ma sono contento, ripenso a quello sguardo… “buona notte papà”.

L’ambulanza arriva nei pressi della piazzola di Casamicciola
Inizia il trasferimento del paziente dall’ambulanza all’elicottero
Il paziente, opportunamente predisposto sulla barella.
Paziente e personale sanitario a bordo del HH139 durante il volo di trasferimento

Intervento sulle Madonie per l’82° Centro SAR

Gli ultimi giorni del 2025 non hanno risparmiato il personale dell’82° Centro SAR (Search And Rescue) del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare che hanno chiuso un anno davvero intenso in termini di soccorsi, trasporti sanitari e attività antincendio boschiva.

HH-139B in sosta “fuori campo”

Lo scorso 30 dicembre, infatti, un HH-139B dell’82° Centro SAR, su task del Comando Operazioni Aerospaziali (COA), ha svolto un intervento di soccorso nel territorio del comune di Isnello (PA), per recuperare un escursionista svedese rimasto infortunato.

L’escursionista stava seguendo il sentiero che porta da Isnello a Pizzo Croce (uno dei tanti itinerari presenti nel Parco delle Madonie) in compagnia della moglie, quando è caduto lungo il tracciato, riportando un trauma a uno degli arti inferiori che gli ha impedito di proseguire autonomamente. Data la situazione, l’uomo ha prontamente chiamato il 112, Numero unico per le emergenze, segnalando quanto accaduto e richiedendo aiuto. La chiamata è stata quindi inoltrata al Servizio di Emergenza Sanitaria 118 che, valutate le informazioni e la zona d’intervento impervia, ha attivato il locale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS).

Il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS), al fine di ridurre al minimo i tempi di intervento, contemporaneamente all’invio di una squadra a terra, ha quindi richiesto il supporto dell’Aeronautica Militare, in base al consolidato protocollo di collaborazione esistente tra le Amministrazioni.

L’equipaggio in prontezza dell’82° Centro SAR, imbarcati due tecnici di elisoccorso del CNSAS, ha condotto l’elicottero alla zona d’intervento ma, a causa della presenza di nuvolosità bassa che lambiva il punto dove era l’infortunato, il Capo equipaggio ha optato di far scendere la squadra in un’area leggermente più a valle calandola con il verricello. L’escursionista è stato quindi raggiunto a piedi sia dalla squadra di terra del Soccorso alpino, che dai due tecnici di elisoccorso e dall’aerosoccorritore dell’Aeronautica Militare.

Dopo essere stato stabilizzato, immobilizzato e trasportato in una zona sgombra dalle nubi, l’uomo è stato issato a bordo dell’elicottero tramite verricello e infine trasportato presso l’Ospedale Civico di Palermo dove è stato affidato al personale del Pronto Soccorso per le cure del caso.

Le operazioni al verricello
Il Pilota ai comandi si prepara all’avvicinamento alla piazzola dell’ospedale
Lo sbarco dell’infortunato all’Ospedale di Palermo

All’operazione hanno partecipato anche i Carabinieri e i Vigili del Fuoco, per le attività di competenza e il supporto alle operazioni di soccorso.

L’Aeronautica Militare, attraverso i Centri SAR del 15° Stormo dislocati sul territorio nazionale, assicura 24 ore su 24 il servizio di ricerca e soccorso a favore della collettività, contribuendo quotidianamente alla salvaguardia della vita umana, in sinergia con le altre Amministrazioni dello Stato.

[Fonte: Stato Maggiore dell’Aeronautica – 5° Reparto “Comunicazione” – Ufficio Pubblica Informazione (Roma)]

Soccorso un arrampicatore a San Vito Lo Capo

Salvataggio in elicottero in collaborazione con il Servizio Regionale Sicilia del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

Lo scorso 24 ottobre, un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR (Search and Rescue – Ricerca e Soccorso) dell’Aeronautica Militare, di base sull’aeroporto militare di Trapani, è intervenuto per soccorrere un uomo nella zona di Macari, a sud di San Vito Lo Capo (TP). L’intervento è stato portato a termine insieme a un team del Servizio Regionale Sicilia del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
La missione è stata ordinata e coordinata dal Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (Ferrara) del Comando della Squadra Aerea di Milano, che ha disposto il decollo dell’elicottero su richiesta del Soccorso Alpino.
L’equipaggio è decollato alle 15 e si è diretto a Castellammare del Golfo (TP) dove ha prelevato il team di 2 specialisti del Soccorso Alpino.
Successivamente ha raggiunto la posizione del traumatizzato, un trentanovenne di nazionalità francese con frattura agli arti inferiori e impossibilitato a muoversi, alla base della parete rocciosa a nord di Macari.
Dall’elicottero si sono calati con il verricello i due tecnici e l’Aerosoccorritore dell’equipaggio dell’Aeronautica Militare, i quali hanno dapprima verificato le condizioni del paziente e poi hanno proceduto al suo recupero tramite il triangolo di evacuazione.

Successivamente, l’equipaggio ha fatto prua in direzione dell’Ospedale San Antonio Abate di Trapani, dove il paziente è stato affidato alle cure del personale medico specializzato.
L’elicottero ha poi fatto nuovamente tappa a Castellammare del Golfo per sbarcare il personale del Soccorso Alpino ed è rientrato presso la base aerea di Trapani alle 17, riprendendo la regolare prontezza SAR nazionale, e completando tutte le operazioni in due ore di volo.

L’OB si prepara a calare con il verricello il team del CNSAS
L’OB cala col verricello l’operatore CNSAS
Il pilota ai comandi
La discesa col verricello ripresa dalla videocamera di bordo
OB, Ars e operatore CNSAS osservano dal portellone il punto di sbarco
La foto ritrae le operazioni di sbarco della barella con l'infortunato da parte del team del CNSAS. Si vede anche il Secondo Pilota che indossa la patch dell'80° Centro SAR di Decimomannu (CA), a riprova dell'interscambio tra i Gruppi/Centri SAR del 15° Stormo.
Lo sbarco del traumatizzato all’ospedale di TP
Il ferito viene preso in carico dal personale sanitario

L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.

Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.

Dal 15° Stormo di Cervia, oltre all’82° Centro SAR di Trapani, dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’80° Centro SAR di Decimomannu (Cagliari), l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma).

[Fonte: Pubblica Informazione 82° Centro SAR – 15° Stormo dell’Aeronautica Militare]