Ogni promessa è debito

2° Raduno 46 CPC

Lo avevamo promesso il 23 novembre 2024, quando si è svolto a Ciampino il 1° Raduno del 46° Centro Protezione Civile, in occasione del quarantennale della sua costituzione: ci dobbiamo rivedere almeno una volta l’anno! – ci dicemmo.

E così, mercoledì 15 ottobre 2025, ci siamo rincontrati per il 2° Raduno 46° Centro Protezione Civile, in una delle località più significative della storia del Reparto: il lago di Bracciano.

È qui che tutti noi avemmo il primo approccio con gli ammaraggi, i primi scoop, i primi sganci.

È qui che versammo litri di sudore.

Siamo un po’ meno dello scorso anno: gli anni avanzano, siamo tutti pensionati e gli effetti degli acciacchi hanno impedito a qualcuno di raggiungerci.

Eppure ci siamo.

Sembra che ci siamo salutati l’altro ieri e non quasi un anno fa.

Strette di mano calorose, sorrisi, sullo sfondo di un meraviglioso lago “piatto” come non lo era mai stato “ai nostri tempi”, e un Canadair CL-415 dei Vigili del Fuoco che si addestra…  come noi 41 anni fa sul CL-215.

Il tempo scorre veloce seduti a tavola, fra un piatto e un altro, fra un bicchiere di vino e un altro fra racconti e memorie.

Memorie e racconti “nuovi” che non ci eravamo detti un anno fa e che fanno intendere quanto intensa sia stata la nostra vita in quei “brevi” 4 anni ormai relegati alle “Memorie Storiche del 15° Stormo”.

Si ricordano anche i nostri amici che non ci sono più: Carlo, Italo, Eros, Rosario, Giampaolo, Sergio, Lucio, Paolo, Pietro, Gianfranco, e l’ultimo volato via, Firminio.

La promessa e la speranza di rivedersi tutti quanti il prossimo anno (o anche prima) è rinnovata: siamo tutti aviatori a riposo ed ormai la nostra “parabola” da un pezzo ha superato l’apice.

Ho anche il piacere di rincontrare l’istruttore del mio “pre solo”, di quando da Allievo del Primo Corso iniziai a mettere le ali a Latina, che non vedevo dal lontano 1979 e che si è unito a noi: ha finito la sua carriera da pilota volando con i Canadair in Turchia.

Oggi è lui la mia “ciliegina sulla torta” di una magnifico pomeriggio di ottobre.

 

La Fotografia

Nevio Lorenzoni era un “omone tutto d’un pezzo” alto, robusto e con una barbetta brizzolata che lo faceva somigliare a “Capitan Findus”, soprattutto quando fumava la pipa.
Ufficiale di Complemento, pur non brillando nella “forma militare”, aveva molta, molta sostanza come “pilota” e, complice anche il carattere affabile e gioviale, nonostante l’aspetto burbero, si faceva ben volere da tutti: raramente infatti indossava gli scarponi da volo “dell’Amministrazione” adducendo le seguenti scuse:
Sti scarponi so’ no schifo: dopo du vorte che l’ho messe se so’ aperte”,
oppure
Ar magazzino nun ce stà ‘r numero mio
… e quindi indossava delle polacchine marroni fuori ordinanza, che ormai anche i superiori tolleravano, perché “so’ anche più comode” – diceva.
Pur essendo il Comandante della 615ª Squadriglia Collegamenti, gli piaceva volare solo con l’elicottero AB-212, evitando il SIAI 208 ed il P166.
Un giorno gli chiesi: “Nevio, perché non voli mai con il SIAI 208?”
Mi rispose: “Quer coso nun me piace. C’ha’r rotore troppo piccolo: nun fa l’autorotazione”.
Un’altra volta gli chiesi:
Nevio, ma tu l’abilitazione sull’HH-3F l’hai fatta?
Mi rispose:
Ma che so’ scemo? Seee…e poi così me tocca fà pure gli allarmi! Io la sera vojo sta’ a casa mia sul mare a Terracina!
In effetti, Nevio aveva una bella casa affacciata sulla spiaggia di Fondi, molto vicina a Terracina e, per questo, il suo pendolarismo non gli pesava molto.
Raramente dormiva in aeroporto, ossia solo quando era di servizio come Ufficiale d’Ispezione.
Ma, nonostante le apparenze e le espressioni da “ma chemmenefregammè” era uno di quelli sempre presente e disponibile:
“C’è da portare un pacco a Brindisi: chiamate Lorenzoni”;
“C’è da prendere dei documenti a Rimini: chiamate Lorenzoni”;
“C’è da fare il cambio equipaggio del Canadair a Pisa: chiamate Lorenzoni”;
“C’è da prendere il Capo di SMA da palazzo e portarlo a Viterbo: chiamate Lorenzoni”.
Ed in effetti, lui era sempre disponibile e presente pur di “dormire nel letto mio ogni sera”.
Con i primi piloti del 46° CPC (Centro Protezione Civile) si era instaurato un rapporto di reciproca simpatia anche perché durante il corso di abilitazione sulla macchina con gli istruttori canadesi i non ancora assegnati al 15° Stormo futuri piloti di Canadair erano stati ospitati nei locali della 615ª Squadriglia.
Come ogni Stormo che si comanda, i piloti “operativi” dell’85° Gruppo SAR poco sapevano su cosa effettivamente facessero “quelli della Collegamenti”: relegati in un “ufficetto” nel luogo meno visibile dell’hangar “Comando” e senza una insegna che ne evidenziasse la posizione, si accorgevano della loro esistenza solo quelle rare volte in cui gli HH-3F erano inefficienti e toccava a loro “montare d’allarme” con il 212. Altrimenti, sembrava che la 615ª fosse né più né meno un piccolo aeroclub privato a disposizione del Comandante di Stormo finalizzato solo a “far mantenere il brevetto di ala fissa” ai soliti quattro privilegiati e “andare a scazzafottere” con il S208 ed il P166.
Ma non era così.
In Aeronautica infatti, ad ognuno in cuor suo, piaceva sempre credere di sentirsi “superiore all’altro” in funzione dell’aeromobile su quale volava: i “Centoquattristi” ai “Ginovantunisti”, i Ginovantunisti a “Quelli dei Trasporti”, Quelli dei Trasporti (al loro interno a loro volta i Ci-Centotrentaisti superiori ai Gi-Duecendoventiduisti) agli “Antisommisti” e questi ultimi superiori agli “Elicotterari”.
I piloti istruttori alle Scuole di Volo erano fuori gioco perché “mica sono operativi”.
Dei piloti del 303° Gruppo di Guidonia e del Volo a Vela a mala pena se ne conosceva l’esistenza, figuriamoci quelli delle Squadriglie Collegamento!
Ed Il 31° Stormo??? Una chimera per super-raccomandati.
E così, i piloti “operativi” SAR sul mastodontico HH-3F, guardavano dall’alto in basso “i colleghi della Collegamenti” pur se ogni tanto “svolazzavano” con il SIAI 208 portandosi come passeggero un loro specialista.
Insomma Nevio era diventato un “amicone” per noi del 46 °CPC.
Un giorno di tarda primavera, era previsto un volo addestrativo con il “Cielle” proprio nella zona di Fondi.
Lorenzoni lo seppe e commise l’errore più grande della sua vita, cioè quello di chiedere al suo più grande “amicone” pilota di Canadair: “Se domani venite a Fondi, perché non passate davanti casa mia così ve faccio du foto? Magari potreste fà quarche sgancio! Fatemi un corpo de telefono prima di decollà, così me organizzo c’aa macchina fotografica sur terrazzo
Perché no?” – rispose il suo “amicone”, Capo Equipaggio di Canadair.
Il giorno dopo, in sede di briefing prevolo il CE (anche lui romanaccio DOC) illustrò la missione: “Bene. Dopo ’r decollo ci dirigiamo verso Cisterna di Latina, poi Borgo Piave, Terracina e Fondi.
Lì vediamo com’è ‘r mare, altrimenti facciamo degli scoop sul lago di Fondi. Poi …c’è Lorenzoni che ce vuole fa’ delle fotografie: tu sai ndò abita?
Certo Comandante” – gli rispose il Copilota, un giovane Tenente da pochissimo qualificato sulla macchina – “Conosco casa sua perché una volta ho volato con lui da passeggero sull’AB212 e ci siamo passati sopra. Dovrei ricordarmelo.
Dopo una mezzoretta di volo avevamo già lasciato Terracina in direzione Fondi: il mare non prometteva bene.
Nnamo ar lago daje” – disse il Comandante – “e poi nnamo a trovà Lorenzoni”.
E così, dopo 4 o 5 scoop, decidemmo di andare a trovare Lorenzoni.
Ultimo sgancio sul lago in direzione sud, viratona a sinistra puntando il mare e già ancora prima di arrivare sulla costa intravedemmo la sua casa: “Eccola – dissi puntando il dito – è quella là!
Mentre la sorvolavamo effettuando una vitata di 360°, intravidi Nevio che si affacciava sul terrazzo per poi rientrare a casa: poco dopo ne riusciva con la macchina fotografica sul treppiedi.
Iniziammo quindi lo show “fotografico”.
Ritornammo a caricare l’acqua sul lago, poi viratona larga a sinistra verso il mare per preparare il tratto “base” di quel circuito che ci avrebbe portato a sganciarla in mare davanti alla casa.
“TA-BOOM”: il rumore dei portelloni di scarico testimoniava il primo sgancio effettuato in direzione nord-sud.
Ci dirigemmo al lago per un secondo “scoop”.
Questa volta ci ripresentammo in finale in direzione opposta, sud-nord.
“TA-BOOM”: anche il secondo sgancio era stato fatto.
Adesso je famo fare una foto dar davanti?” – mi disse il Comandante, aggiungendo:
Che ne dici: jo famo??” (jo famo = glielo facciamo) guardandomi con un sorriso “diabolico”.
Non aspettò la mia risposta perché aveva già deciso.
Ci dirigemmo per l’ultima volta sul lago.

Facemmo un cortissimo scoop, il tempo di vedere gli indicatori di livello di carico appena alzarsi neanche “alla prima tacca”, dopodiché, facemmo un viratone largo a sinistra per entrare in quel tratto finale del circuito in cui il “target” era la casa di Nevio, o meglio, il suo terrazzo.
Dalla mia posizione, seduto a destra, mentre eravamo in sottovento riuscii a vedere Nevio, già in posizione di scatto, attraversarmi la visuale per tutto il finestrino di sinistra: vedevo contemporaneamente sia lui (già pronto dietro al suo treppiede) che il Capo Equipaggio, tutto concentrato e… diabolicamente sorridente!
Quel sottovento fu particolarmente lungo e lento, per consentire al buon Lorenzoni di preparare al meglio le inquadrature per gli scatti.
“TA-BOOM”: l’ultima immagine che ricordo nell’istante dello sgancio è quella di Lorenzoni che, poco prima di essere nascosto alla mia vista dal muso del Canadair, scappava allontanandosi dal treppiedi.
Che dici – disse il Comandante – l’hamo preso?
Quando atterrammo a Ciampino, il Comandante ricevette subito una telefonata da Lorenzoni: non ho mai saputo quale fu la sua reazione a caldo e cosa si siano detti.
Ma qualche giorno dopo, quando lo incontrai, gli chiesi: “Nevio, come sono venute le foto?”.
Lui rispose sorridendo: “A li mortacci vostra! Se v’acchiappa mi moglie ve sderena. E meno male che avevamo torto i tappeti! L’acqua è rimbalzata sur terrazzo, è entrata ner soggiorno, ha attraversato a cucina ed è uscita dar balcone dall’artro lato della casa. Comunque le foto sò venute bene… tranne l’ultima… a li mortacci vostra!”.

Nel 2019, il nostro Nevio ci ha lasciato per sempre: da allora non ritorna più la sera a dormire nel suo letto della bella casa di Terracina.
Ma io lo ricorderò sempre cosi, come “un amicone” sorridente (anche dopo il mega gavettone), un omone tutto d’un pezzo alto, robusto e con una barbetta che lo faceva somigliare a “Capitan Findus”, soprattutto quando fumava la pipa.

 

Nota dell’Editore

Devo ringraziare Antonello per aver condiviso un suo bellissimo ricordo di un collega che ha fatto parte e contribuito a costruire la storia del 15° Stormo.

Leggendo ho rivissuto una lontana Aeronautica Militare, quella di ancora prima che entrassi in Accademia, fatta di tanta volontà e capacità delle persone, dove l’orario di servizio, gli straordinari, non esistevano e, è vero, la componente ad ala rotante era poco considerata. Da allora, però, tanto è stato fatto ed è cambiato, soprattutto con l’introduzione della capacità Combat S.A.R. e l’impiego fuori aerea. Un’evoluzione che ha interessato tutta l’Arma Azzurra (e la società) e che oggi ci fa guardare a quel passato come ad un’epoca quasi pionieristica (e in fondo lo è stata). Oggi certe cose ci appaiono aliene, impensabili, perché la nostra mentalità è profondamente diversa e se abbiamo perso un po’ di quel senso di “famiglia” che si viveva allora, è altrettanto vero che le capacità esprimibili dal personale e dai sistemi d’arma sono molto superiori.

Il privilegio di salvare vite

(Anche senza un elicottero, con generosità)

Dopo aver pubblicato il commovente articolo che ha scritto Antonello Albanese sulle esequie dei colleghi Simone e Lorenzo, volati via da questa terra lo scorso 1° ottobre, mi fa davvero piacere potervi raccontare di una nostra collega, una “eroina” generosa che si è messa a disposizione per salvare delle vite.

Il suo nome è Mariateresa Campobasso, è in servizio all’82° Centro SAR di Trapani, e non ha un mantello e nemmeno i superpoteri come gli eroi dei fumetti, però con un semplice ma straordinario gesto, ha dato una possibilità di vita a chi ne ha disperato bisogno, ancorché dall’altra parte del mondo, perché affetto da leucemia.

Mariateresa ha scelto di fare la donazione delle proprie cellule staminali.

Donare significa dare una parte di sé e non si tratta solo di tessuti, ma anche di tempo, energie, speranza, senza chiedere nulla in cambio.

Significa credere nella salvaguardia della vita e nel valore profondo della solidarietà.

Mariateresa lo ha fatto con il cuore, con umiltà (se non fosse stato per il suo Comandante – che ringrazio – non lo avrei saputo), con coraggio e con la speranza che ben presto quella persona con la quale è compatibile, grazie a lei e all’Associazione Donatori Midollo Osseo (https://admo.it/), potrà tornare a sorridere.

Un esemplare gesto di vita in grado di dare speranza a tutti.

MAMMAJUT A TE MARIATERESA!

Mariateresa ed una operatrice dell’ADMO (Foto di ADMO Palermo)

La penna e la piuma

 

In questo aeroporto ci siamo passati tutti.

Qui siamo tutti “nati” come piloti.

E’ qui che l’Aeronautica Militare ha allevato per decenni dei “pinguini”, ai quali piano piano sono cresciute prima le piume e poi le penne.

Ed oggi, dopo 46 anni dalla mia “nascita”, mi ritrovo dinanzi all’hangar del 207° Gruppo Volo del 70° Stormo di Latina, quello che ai miei tempi era la SVBIE, Scuola Volo Basico Iniziale ad Elica.

Alle mie spalle c’è la linea volo del T260-B, ridenominato e aggiornato dal precedente SF-260 e ricolorato da arancione a grigio.

Tutto il resto sembra identico a 46 anni fa: la Torre di Controllo, il CDA, la Cappella Aeroportuale, gli alloggi, il Circolo e la strada malconcia vicino ai campi da tennis.

E’ una meravigliosa mattinata di Ottobre: nel cielo azzurro non si intravede neanche una nuvola, il sole “picchia” piacevolmente ed una fresca brezza marina mi accarezza il viso.

Ma oggi è un giorno particolare.

I portali dell’hangar sono aperti.

Al suo interno un grande paracadute bianco, spiegato,  è appeso al soffitto: al di sotto è stato allestito un altare.

All’esterno dell’hangar sono già schierati il picchetto della Guardia d’onore e la Banda dell’Aeronautica, circondati da un mare di persone, in uniforme e in borghese, donne e uomini, più o meno giovani.

Nessuno parla.

Tutti aspettano l’arrivo del corteo funebre dalla camera ardente che da ieri è stata predisposta presso la Cappella Aeroportuale.

Pochi giorni fa è accaduto un gravissimo incidente aereo, nel corso del quale sono deceduti il Comandante di Stormo ed il  suo giovane allievo, alla undicesima missione.

Il più anziano ed il più giovane, il più esperto ed il meno esperto, il primo con le “penne” l’altro ancora con le piume.

Il passato, il presente ed il futuro dell’Aeronautica Militare.

Fra i presenti ci sono dei giovani allievi, colleghi di corso e di quello precedente.

Non posso non ritornare indietro nel tempo  quando, nel 1980, un allievo del corso successivo al mio ed il suo istruttore persero la vita in un similare incidente.

Mi rivedo negli occhi di quei ragazzini schierati, con la divisa ancora priva di aquile, distintivi e nastrini vari: solo il numero distintivo della classe, 1 o 2, cucito sui baveri, le stellette ed i bottoni “ad elle” sulle maniche della giacca.

Stessa uniforme, stessi sogni, stesse ansie, stesse preoccupazioni, stesse incertezze e timori, come i miei 46 anni fa.

Arrivano i feretri fra 2 ali di folla.

Non avrei voluto più vedere delle bare ricoperte dal tricolore, ma oggi non potevo mancare: i due caduti, sebbene sconosciuti, sono per me allo stesso tempo amici, fratelli, figli: in loro si riflette gran parte della mia stessa vita.

La cerimonia volge al termine.

E’ l’ora della Preghiera dell’Aviatore e del “Silenzio” intonato dal trombettiere.

I feretri escono dall’hangar portati a spalla da amici e colleghi degli scomparsi visibilmente commossi.

C’è un “silenzio assordante”, rotto da qualche singhiozzo.

E’ in quel momento che il buon Peppe, affianco a me, mi dice: “Guarda lì! Sembra un segnale”.

Una piccola piuma ed una penna “svolazzano” dondolando sospinte dalla brezza, fino ad appoggiarsi per terra.

Poi, un ulteriore alito di vento le fa  “ridecollare” per farle sparire alla nostra vista.

Qualcuno non crede ai “segnali”.

Io si.

La Cappella aeroportuale del 70° Stormo, sede della camera ardente
Gli Allievi del Primo Corso portano il feretro di Lorenzo
Il feretro del Generale di Brigata Aerea Simone Mettini (foto Aeronautica Militare)
Il feretro dell’Allievo Ufficiale pilota Lorenzo Nucheli (foto Aeronautica Militare)

(In memoria del Colonnello Simone Mettini e dell’Allievo Ufficiale pilota Lorenzo Nucheli)

Giornata della memoria del Soccorso Aereo

Il 1° ottobre 1965 veniva ricostituito il 15° Stormo con la denominazione S.A.R., Search And Rescue (Ricerca e Soccorso). Sono trascorsi 60 anni da allora e, in accordo con il Comando del 15° Stormo, abbiamo deciso di istituire contestualmente alla ricorrenza, una Giornata della memoria del Soccorso Aereo, da dedicare a tutti coloro che hanno avuto il “privilegio di salvare vite” e che hanno chiuso le loro ali terrene per volare nel blu del cielo eterno. Questa ricorrenza nasce con l’intento di onorare e ricordare coloro che, con la loro vita e con il loro esempio, hanno contribuito a tenere alto il nome del nostro Stormo e a rafforzare i valori che ci uniscono come comunità.

Una giornata che, altresì, è l’occasione per farli rivivere nei ricordi di chi li ha conosciuti, di farli conoscere a chi oggi è in servizio, nel pieno spirito di fraternità che ci contraddistingue da sempre.

Così, a cura delle singole Sezioni dell’Associazione Gente del Quindicesimo, presso le rispettive sedi, lo scorso 1° ottobre si sono svolte significative cerimonie in occasione della prima Giornata della memoria del Soccorso Aereo.

15° Stormo – Cervia (di Ernesto Camillo Ganapini, Presidente di Sezione)

Presso l’Aeroporto di Pisignano, per celebrare la prima “Giornata della memoria per i caduti del 15°Stormo e dell’AG15” è stata organizzata la deposizione di una corona e della sua benedizione. Inizialmente prevista in concomitanza della cerimonia dell’alzabandiera, a causa di avverse condizioni metereologiche, è stata spostata presso la Chiesa della zona logistica di Cesena. A seguito della deposizione della corona il Cappellano Militare Don Marco Galanti ha proceduto alla benedizione e ricordato a tutti l’importanza della memoria sia come occasione di riflessione interiore che come motivazione per guardare avanti nell’esempio di chi ci ha preceduto. Successivamente alla lettura della Preghiera dell’Aviatore, quale Presidente di Sezione, ho avuto modo di parlare a nome dell’Associazione ringraziando i presenti e illustrando le attività dell’AG15. Ha concluso l’evento il Comandante di Stormo, il Colonnello Antonio Viola, che ha sottolineato l’importanza della conoscenza della storia di chi ci ha preceduto per comprendere pienamente la nostra realtà attuale e l’importanza del nostro lavoro e dei nostri sacrifici quotidiani.

Il Presidente ed il Segretario della Sezione di Cervia portano la corona
il Cappellano Militare Don Marco Galanti benedice la corona
Il Comandante di Stormo e il personale riuniti in preghiera

82° Centro SAR – Trapani (di Nicolò Nicolosi, Comandante 82°)

Presso la chiesa del 37° Stormo, innanzi al Cappellano Militare Don Giuseppe Laganà e alla presenza del Comandante il 37° Stormo, Colonnello Daniele Mastroberti, del Segretario dell’AG15° Sezione di Trapani Antonio Origlio, nonché di una rappresentanza dell’82°, si è tenuta la funzione religiosa in memoria dei cari colleghi che, con il loro più alto sacrificio, hanno contribuito a tenere alto il nome del 15° Stormo e dell’Aeronautica Militare tutta.

Al termine della messa, presso il monumento ai Caduti del 15° Stormo posto di fronte l’area Comando dell’82° Centro, si è altresì reso omaggio ai nostri Angeli con la deposizione di un omaggio floreale.
Purtroppo l’evento è tragicamente coinciso con il grave incidente accaduto questa mattina a Latina che ha visto la scomparsa di altri 2 colleghi. Alle loro famiglie rivolgiamo il nostro più sentito cordoglio.
La Cappella aeroportuale di Trapani-Birgi
La lettura della Preghiera dell’Aviatore
Il Comandante del 37° Stormo, il Comandante 82° assieme al Cappellano Militare e al personale dell’82° a fine cerimonia
Il Comandante 82° e il Segretario della Sezione AG15 di Trapani, depongono un omaggio floreale al memoriale ai caduti
Il Cappellano Militare Don Giuseppe Laganà impartisce la benedizione
Foto di gruppo a fine cerimonia

85° Centro SAR – Pratica di Mare (a cura di Eugenio Rovazzani, 2° Vice Presidente AG15)

Alla prima Giornata della memoria del Soccorso Aereo hanno preso parte numerosi soci, ospiti e familiari, a testimonianza del forte legame che l’Associazione mantiene con la memoria, le tradizioni e i valori che la ricorrenza richiama.

L’evento è stato presieduto da me, in qualità di 2° Vicepresidente AG15, in rappresentanza del sia Presidente AG15 che del Presidente della Sezione di Pratica, entrambi impossibilitati a partecipare. Alla cerimonia era presente il Presidente Onorario e alcuni Presidenti Emeriti dell’Associazione. Nel pronunciare un breve discorso, ho voluto sottolineare l’importanza di custodire e tramandare la memoria storica condivisa e i sentimenti di cordoglio per i nostri caduti.

Un momento particolarmente toccante è stato offerto dalla lettura della Preghiera dell’Aviatore, recitata da una giovane Ufficiale dell’85° Centro, che ha preceduto un minuto di silenzio e raccoglimento, dedicato a tutti i caduti del 15° Stormo, dell’Associazione e, più in generale, dell’Aeronautica Militare. Un pensiero commosso è stato rivolto dai presenti ai due sfortunati piloti del 70° Stormo che, proprio quella mattina, hanno perso tragicamente la vita nell’Agro Pontino.

Al termine della cerimonia, i partecipanti hanno potuto ritrovarsi in un momento conviviale con un sobrio rinfresco, al quale ha preso parte anche il personale dell’85° in servizio.  L’occasione è stata arricchita da una raccolta fondi a scopo benefico, che ha riscosso un’ampia adesione e ha permesso di raccogliere un contributo significativo.

La somma raccolta sarà destinata in beneficenza a sostegno delle attività delle missioni monfortane in Malawi. In segno di gratitudine, è giunto anche il ringraziamento del vice parroco della Parrocchia San Luigi Montfort, della diocesi di Roma, e della responsabile della ONLUS che segue i missionari in Malawi, confermando il valore concreto e solidale dell’iniziativa.

La giornata si è così conclusa in un clima di partecipazione, memoria e solidarietà, riaffermando ancora una volta lo spirito di coesione dell’Associazione Gente del Quindicesimo.

Il memoriale ai caduti di fronte al piazzale dell85° Centro SAR
Il 2° Vicepresidente AG15 pronuncia il suo discorso alla presenza dei Presidenti Onorario ed Emeriti e dei Soci intervenuti
Il 2° Vicepresidente AG15 pronuncia il suo discorso alla presenza dei Presidenti Onorario ed Emeriti e dei Soci intervenuti
Il momento di fraternizzazione tra i Soci Ag15 e il personale 85°
Si raccolgono donazioni per i missionari in Malawi
Il sorriso che il trascorrere dei momenti insieme ci regala
Un HH139B fa da sfondo al momento conviviale
La lettera della Parrocchia San Luigi di Monfort

Gli elicotteri del 15° Stormo impiegati nella Campagna Antincendi Boschiva della Difesa

Con l’arrivo dell’estate arriva anche puntuale l’emergenza incendi boschivi, aggravata dalla persistenza di alte temperature e la scarsità di precipitazioni. La Campagna Antincendio Boschivo (AIB) del 2025 è ufficialmente iniziata lo scorso 15 giugno e proseguirà fino al 15 ottobre. Data l’estensione del fenomeno e la sua pericolosità, non solo per il patrimonio naturale nazionale ma anche per la popolazione, la Difesa è impegnata attivamente nella prevenzione e nel contrasto degli incendi boschivi. Tale collaborazione si attua attraverso il lavoro sinergico con il Dipartimento della Protezione Civile, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e con tutte le componenti del c.d. Sistema Paese. 

La partecipazione delle Forze Armate è parte di un accordo di collaborazione con la Protezione Civile e prevede l’impiego di numerosi assetti elicotteristici dell’Esercito Italiano, dell’Aeronautica Militare, della Marina Militare e dell’Arma dei Carabinieri, coordinati dal Centro Operativo Aereo Unificato (COAU). Per il supporto logistico e operativo, sono stati messi a disposizione diversi aeroporti militari, tra cui Napoli Capodichino, Sigonella e Trapani Birgi.

In totale, la Difesa contribuisce alla campagna con 10 elicotteri dislocati su tutto il territorio nazionale, pronti a intervenire su richiesta per supportare le operazioni antincendio. L’Aeronautica Militare, in particolare, è attivamente coinvolta nella campagna AIB, utilizzando gli elicotteri HH-139 del 15° Stormo, in particolare quelli dell’80° Centro SAR di Decimomannu (CA) e dell’82° Centro SAR di Trapani (TP). Da metà giugno, questi assetti hanno effettuato oltre 40 missioni tra Sicilia e Sardegna, coprendo 7 territori provinciali diversi, con più di 800 lanci d’acqua e circa 600.000 litri sganciati, operando per oltre 60 ore di volo in contesti spesso complessi.

Dal 2018, la capacità AIB è stata integrata nella missione del 15° Stormo, che ha la responsabilità di garantire, 24 ore su 24, la ricerca e il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà. Inoltre, il Reparto partecipa ad attività di pubblica utilità, come la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse, sia di giorno che di notte.

Dal 15° Stormo, il cui comando è a Cervia, dipendono, oltre ai citati 82° Centro SAR e 80° Centro SAR, l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (RM), l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (BA), l’83° Gruppo SAR e l’81° Centro Addestramento Equipaggi (CAE), entrambi basati a Cervia (RA).

La Campagna Antincendio Boschivo rappresenta una delle numerose attività in cui le Forze Armate italiane mettono a disposizione della collettività risorse, competenze e tecnologie normalmente impiegate per esigenze operative, ma perfettamente adattabili anche in contesti civili. In particolare, l’Aeronautica Militare, grazie alla propria capacità dual-use sviluppata nel tempo, garantisce quotidianamente operazioni di soccorso, trasporto sanitario d’urgenza e supporto alla popolazione. Questo è un esempio concreto del contributo della Difesa alla sicurezza del Paese, che si manifesta non solo sul piano militare, ma anche nella tutela della popolazione.

[Fonte: https://www.aeronautica.difesa.it/news/campagna-antincendio-boschivo-2025-la-difesa-in-prima-linea-nella-lotta-agli-incendi/]

 

 

41° Anniversario del Sacrificio del Magg. Pil. M.A.V.A. Francesco Asti

Come annunciato in precedenza (vedi link: https://www.gd15.it/annuncio-ai-soci/41anniversario-del-sacrificio-del-magg-pil-m-a-v-a-francesco-asti/), oggi, 18 agosto 2025, nella ricorrenza del 41°Anniversario della sua scomparsa, è stata celebrata una messa in ricordo del Maggiore Pilota Francesco Asti all’interno del Monumento ai Caduti dell’Aeronautica Militare del cimitero monumentale del Verano, a Roma, dove riposano i suoi resti mortali.

Nonostante la data agostana e gli anni trascorsi, i Soci dell’AG15, gli amici e una rappresentanza dell’85° Centro SAR, guidata dal Comandante Bruno Monteferri, si sono ritrovati a condividere il ricordo di un collega che “era l’allegria fatta persona” (cit.), la cui vita sacrificata troppo presto ci ricorda che siamo di passaggio su questa Terra e che sta a noi stabilire come sarà questo nostro passaggio.

Il “privilegio di salvare vite“, di volare quando altri non lo fanno per soccorrere chi è in pericolo, per essere la speranza di vita di qualcuno, è comunque un’attività rischiosa. Ci si addestra tantissimo proprio per ridurne la pericolosità intrinseca, ma i rischi non possono essere azzerati.

Ecco perché Francesco Asti è importante per noi, Gente del Quindicesimo: ci fa da allora da luminoso esempio di dedizione e da monito per non dimenticare la caducità della nostra esistenza.

Trovandoci in un luogo dove riposano tanti altri colleghi che hanno perso la vita in servizio, la nostra preghiera li ha idealmente abbracciati tutti, assieme a quelli che hanno chiuso le loro ali naturalmente. (Ultimo in ordine di tempo il Socio Modesto Accardo, che è sempre stato presente al Sacrario per ricordare Asti).

Prima di lasciare quel luogo sacro, il nostro “Mammajut!” ha riecheggiato per Asti e per tutti i nostri amici e colleghi che hanno lasciato questa vita.

[Nota dell’autore]

Io non ho conosciuto Francesco Asti, sono arrivato al 15° Stormo, 85° Gruppo SAR, allora a Ciampino, nove anni dopo. Eppure, grazie al ricordo di chi lo conosceva, ma soprattutto grazie al profondo legame che si stabiliva tra i neo arrivati di tutte le categorie e gli “anziani”, fatto di giorni vissuti gomito a gomito, di addestramenti ed esami sempre più difficili, di una porta sempre aperta nelle categorie della manutenzione per una lezione di impianti aggiuntiva, Egli è diventato parte della mia storia e mi auguro possa esserlo per  molte altre generazioni di personale del 15° Stormo.

I partecipanti all’interno del Sacrario
Il Labaro dell’Associazione Gente del Quindicesimo
Il Colonnello Leonardo Barone, Presidente della Sezione di Pratica di Mare, legge il passo del messale scelto dal celebrante.
Il Priore Fabrizio legge la formula per la benedizione dei presenti

La lettura della Preghiera dell’Aviatore

Il Generale Mario Sorino, Presidente Emerito dell’Associazione Gente del Quindicesimo, dona ai presenti un ricordo del Magg. Asti.

41°Anniversario del sacrificio del Magg. Pil. M.A.V.A Francesco ASTI

Nella ricorrenza del 41° anniversario della sua scomparsa, la Sezione di Pratica di Mare della AG15 ricorderà la memoria della Magg. Pil. Francesco ASTI.

Il Magg. ASTI è caduto in servizio il 18 Agosto del 1984 nel corso di una missione notturna di soccorso al largo dell’isola di Ponza, nel tentativo di recupero da un sommergibile francese di un marinaio in imminente pericolo di vita, perdendo la vita ai comandi di un elicottero HH3F del 15° Stormo – 85° Gruppo SAR, che è stato coinvolto in un incidente di volo.

Per aver dato la vita nel tentativo di salvarne un’altra, il Magg. Francesco ASTI è stato decorato con la Medaglia d’Argento al Valore Aeronautico e con la Médaille de l’Aéronautique da parte del Governo francese alla memoria.

Invitiamo tutti i Soci, insieme a parenti ed amici, che intendono partecipare alla cerimonia a raccogliersi alle 09:30 presso il Sacrario dell’Aeronautica Militare al Cimitero del Verano (RM), ove sono custodite le spoglie mortali del compianto Magg. ASTI, per condividere un momento di ricordo e di preghiera.

Nello stesso giorno, i Leoni dell’85° Centro SAR, lanceranno in mare una corona di fiori sulle coordinate del luogo dell’incidente.

Conosciamo gli Speedy dell’80° Centro SAR

Ho avuto modo di verificare personalmente il carattere e lo spirito di Corpo del personale dell’80° Centro SAR (Search And Rescue) durante lo scorso Trofeo Asti 2025. Con alcuni di loro, dei più “anziani”, ci conoscevamo già, con altri magari ci siamo incrociati durante la permanenza al 72° Stormo di Frosinone durante il loro iter di Piloti di militari della linea elicotteri.

Così, approfittando dei bellissimi articoli che hanno scritto Luca Ocretti per Avio Hub  e l’amico Dino Marcellino su Operazionivolo.com, ho pensato di far conoscere il più giovane dei Centri/Gruppi SAR (Search And Rescue) del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare e che è attivamente impegnato anche nella lotta antincendi boschivi.

Sebbene sia parte del 15° Stormo da poco meno di 12 anni, l’80° ha in sé una lunga storia, iniziata come Squadriglia Collegamenti e Soccorso dell’Air Weapons Training Installation (AWTI), istituita nel novembre 1960 ed entrata in operatività all’inizio del 1961 sull’aeroporto di Decimomannu (CA). Ciò che lo caratterizza è soprattutto la 670^ Squadriglia Soccorso e Collegamento, che dal 1967 al 2013 è stata la casa degli “Speedy”, il nickname derivante dallo Speedy Gonzales che campeggiava al centro dello stemma della Squadriglia e che ancora oggi indica gli uomini e le donne dell’80° Centro SAR.

All’interno dell’80° è confluita, dal 1° luglio 2016, anche la 672^ Squadriglia Collegamento e Soccorso e Recupero Radiobersagli che era basata a Perdasdefogu, e che ora è una delle due “stelle” che si trovano sul nuovo stemma del Centro SAR, il cui simbolo è un gufo reale appollaiato su un ramo con un occhio aperto e uno chiuso, a simboleggiare la veglia costante che il personale e i mezzi dell’80° Centro SAR svolgono h24, 365 giorni l’anno, all’interno del Servizio di Soccorso Aereo che il 15° Stormo dell’Aeronautica Militare garantisce sul territorio nazionale.

Non mi dilungo oltre e lascio i due link diretti agli articoli.

Buona lettura!

80° Centro SAR del 15° Stormo, in volo con gli “Speedy” di Decimomannu

80° CENTRO SAR

E Mammajut!

 

Trasporto sanitario urgente da Linosa a Trapani per l’82° Centro SAR

Anche agosto si apre all’insegna dell’impegno a favore della collettività per l’82° Centro SAR (Search And Rescue) del 15° Stormo.

 

Infatti, nella notte tra il 3 e il 4 agosto, l’equipaggio in prontezza operativa è decollato con un elicottero HH-139B dell’Aeronautica Militare dalla base di Trapani-Birgi su ordine del Rescue Coordination Center del Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (FE) per effettuare il trasporto sanitario urgente di un uomo di 53 anni in gravi condizioni di salute da Linosa, piccola isola delle Pelagie nel mezzo del Mediterraneo sudoccidentale, all’Ospedale di Trapani per le cure salvavita necessarie.

La missione si è svolta con successo e ha impegnato per circa 4 ore complessive l’equipaggio.

Questo intervento, come ha dimostrato anche il recente premio speciale Stella Maris del Marettimo Film Fest, rinforza – semmai ce ne fosse bisogno – lo stretto rapporto che l’82° Centro SAR ha con le comunità di tutte le isole che punteggiano i mari siciliani.

Bravi!

E Mammajut!

[Foto di repertorio dell’Aeronautica Militare]