Ho avuto modo di verificare personalmente il carattere e lo spirito di Corpo del personale dell’80° Centro SAR (Search And Rescue) durante lo scorso Trofeo Asti 2025. Con alcuni di loro, dei più “anziani”, ci conoscevamo già, con altri magari ci siamo incrociati durante la permanenza al 72° Stormo di Frosinone durante il loro iter di Piloti di militari della linea elicotteri.
Così, approfittando dei bellissimi articoli che hanno scritto Luca Ocretti per Avio Hub e l’amico Dino Marcellino su Operazionivolo.com, ho pensato di far conoscere il più giovane dei Centri/Gruppi SAR (Search And Rescue) del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare e che è attivamente impegnato anche nella lotta antincendi boschivi.
Sebbene sia parte del 15° Stormo da poco meno di 12 anni, l’80° ha in sé una lunga storia, iniziata come Squadriglia Collegamenti e Soccorso dell’Air Weapons Training Installation (AWTI), istituita nel novembre 1960 ed entrata in operatività all’inizio del 1961 sull’aeroporto di Decimomannu (CA). Ciò che lo caratterizza è soprattutto la 670^ Squadriglia Soccorso e Collegamento, che dal 1967 al 2013 è stata la casa degli “Speedy”, il nickname derivante dallo Speedy Gonzales che campeggiava al centro dello stemma della Squadriglia e che ancora oggi indica gli uomini e le donne dell’80° Centro SAR.
All’interno dell’80° è confluita, dal 1° luglio 2016, anche la 672^ Squadriglia Collegamento e Soccorso e Recupero Radiobersagli che era basata a Perdasdefogu, e che ora è una delle due “stelle” che si trovano sul nuovo stemma del Centro SAR, il cui simbolo è un gufo reale appollaiato su un ramo con un occhio aperto e uno chiuso, a simboleggiare la veglia costante che il personale e i mezzi dell’80° Centro SAR svolgono h24, 365 giorni l’anno, all’interno del Servizio di Soccorso Aereo che il 15° Stormo dell’Aeronautica Militare garantisce sul territorio nazionale.
Non mi dilungo oltre e lascio i due link diretti agli articoli.
Anche agosto si apre all’insegna dell’impegno a favore della collettività per l’82° Centro SAR (Search And Rescue) del 15° Stormo.
Infatti, nella notte tra il 3 e il 4 agosto, l’equipaggio in prontezza operativa è decollato con un elicottero HH-139B dell’Aeronautica Militare dalla base di Trapani-Birgi su ordine del Rescue Coordination Center del Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (FE) per effettuare il trasporto sanitario urgente di un uomo di 53 anni in gravi condizioni di salute da Linosa, piccola isola delle Pelagie nel mezzo del Mediterraneo sudoccidentale, all’Ospedale di Trapani per le cure salvavita necessarie.
La missione si è svolta con successo e ha impegnato per circa 4 ore complessive l’equipaggio.
Questo intervento, come ha dimostrato anche il recente premio speciale Stella Maris del Marettimo Film Fest, rinforza – semmai ce ne fosse bisogno – lo stretto rapporto che l’82° Centro SAR ha con le comunità di tutte le isole che punteggiano i mari siciliani.
L’avevo scritto il 22 luglio scorso che l’82° Centro SAR era stato sugli scudi e che il mese non era ancora finito.
Luglio alla fine si è chiuso con un intervento in ambiente montano per gli equipaggi dell’82° Centro SAR, i quali sono stati chiamati nel tardo pomeriggio del 28 per soccorrere un escursionista straniero infortunatosi nei pressi della Grotta Grattara, in località Gratteri, sui Monti delle Madonie, in Provincia di Palermo.
L’uomo era impegnato in un’escursione assieme alla sua famiglia quando ha perso l’equilibrio ed è caduto per alcuni metri da un salto di roccia. La caduta, fortunatamente non fatale, ha però causato un grave trauma alla spalla. Il dolore e l’impossibilità di muovere l’articolazione, hanno impedito all’uomo di proseguire, portando i familiari a chiamare il 112, la cui Sala Operativa ha attivato la macchina dei soccorsi, dal 118 al Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS) e da questi, grazie al protocollo esistente con l’Aeronautica Militare, si è arrivati all’esecutivo per l’equipaggio in prontezza operativa sulla base aerea di Trapani-Birgi.
Con l’ordine emesso dal Rescue Coordination Center del Comando Operazioni Aerospaziali (COA) dell’Aeronautica Militare, un elicottero HH-139B dell’82° Centro SAR del 15° Stormo è decollato dall’aeroporto di Trapani-Birgi diretto dapprima all’aeroporto cittadino di Boccadifalco (PA), dove ha imbarcato due tecnici di elisoccorso del SASS, e poi ha proseguito sino al luogo dov’era l’infortunato.
Il terreno impervio ha richiesto che i due tecnici del Soccorso Alpino e l’Aerosoccorritore dell’82° Centro SAR fossero calati al suolo tramite verricello ad alcuni metri dal punto dove si trovava l’uomo ferito.
La stessa morfologia con pareti rocciose e la presenza di alberi ha reso a sua volta impraticabile (per la sicurezza di tutti) il recupero in sito sempre tramite verricello.
Essendo presente una strada provinciale sottostante non troppo lontana dalla zona d’intervento, i tecnici del SASS, in accordo con l’equipaggio dell’elicottero, dopo aver immobilizzato e imbracato l’infortunato, hanno usato la loro preparazione alpinistica per calarsi sino ad un punto della summenzionata provinciale, dove, nel frattempo, si era posizionata un’ambulanza del 118. Preso in carico il ferito, i sanitari l’hanno trasportato all’ospedale di Cefalù per le cure del caso.
Con la certezza che il soccorso si fosse concluso positivamente, l’equipaggio e l’elicottero HH-139B sono rientrati all’82° dove hanno ripreso la loro prontezza operativa.
L’intervento conferma l’importanza di una eccellente sinergia tra tutte le componenti del sistema di soccorso, che siano esse dirette o indirette, e di come sia fondamentale la collaborazione tra enti e istituzioni, soprattutto per intervenire in contesti operativi e ambientali difficili, e di come le capacità e la professionalità del personale del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare sia un patrimonio non solo della Difesa ma della collettività.
Un grazie è doveroso al IV Reparto Volo della Polizia di Stato, di stanza presso l’Aeroporto di Boccadifalco, per la sempre puntuale collaborazione e disponibilità. Un ben fatto va anche ai Carabinieri e ai volontari della Protezione Civile di Gratteri.
A tutti, come sempre, il nostro Mammajut!
Il cielo prossimo al tramonto dalla cabina di pilotaggio dell’HH139BIl Copilota dell’equipaggio impegnato nel recupero.La fase di avvicinamento all’hovering per il verricello assistita dalla radioguida dell’Operatore di BordoL’Aerosoccorritore dell’AM viene calato con il verricello
“Era una notte buia e tempestosa sul Corno Piccolo del Gran Sasso”
Potrebbe tranquillamente iniziare così il racconto dell’intervento di soccorso portato a termine dall’85° Centro SAR (Search And Rescue) la notte del 26 luglio scorso, perché era notte ma la luna non c’era ad aiutare, perché le celle temporalesche in movimento verso l’Appennino generavano fulmini in grado di illuminare il cielo all’improvviso.
Un’emergenza lanciata verso le 17 e conclusasi alle prime luci dell’alba del giorno dopo.
Con un preambolo così – ho pensato – ci vuole uno stile più narrativo che giornalistico.
Ma andiamo per gradi.
È il pomeriggio del 26 luglio, quando il primo in cordata di due alpinisti impegnati nell’ascesa lungo la via “Spigolo delle Guide” nel massiccio del Gran Sasso, perde la presa e precipita, strappando anche alcune protezioni, e ferendosi in modo serio agli arti nell’urto con le rocce. Il compagno di scalata, nel tentativo di frenare la caduta si è ustionato le mani nel serrare le corde. Un quadro grave, all’interno del quale, grazie alla loro esperienza, i due sono riusciti ad aiutarsi e a realizzare una sosta d’emergenza in parete e a chiamare i soccorsi.
Il Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo si è immediatamente attivato. Tecnici e sanitari si sono imbarcati sull’elicottero del 118 che li ha portati in quota e ha anche tentato l’avvicinamento per il recupero in parete, ma, a causa delle forti raffiche di vento dovute alle condizioni meteorologiche, ha optato per lasciare la squadra di soccorso più in basso, dove avrebbero affrontato una successiva arrampicata lungo l’itinerario e la salita in parete per raggiungere i feriti.
Ricevute queste notizie, senza perdere tempo, il Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo ha allertato la catena per richiedere l’intervento dell’Aeronautica Militare, ed il Rescue Coordination Center (RCC) del Comando Operazioni Aeree (COA) di Poggio Renatico ha preallertato l’equipaggio d’allarme dell’85° Centro di Pratica di Mare.
Ma sono già le 19:30 quando ciò avviene, e in mezz’ora terminerà il turno di prontezza dell’equipaggio iniziato 12 ore prima. Ma tra poco inizierà a fare pure buio: bisogna fare presto!
Così, con l’ordine esecutivo, l’equipaggio fa decollare l’elicottero HH-139B alle 20:00 locali e si dirige velocemente sulla zona di recupero, posta a 7100ft (oltre 2160m) di quota.
Il Capo Equipaggio, dopo la ricognizione, tenta di effettuare l’avvicinamento per il recupero da parete, ma le condizioni del vento, forte e variabile con raffiche di caduta, lo rendono impossibile anche a lui, almeno in quel punto.
Dopo un consulto con l’RCC, il CNSAS e l’equipaggio del turno notturno, consci che il soccorso avrebbe richiesto più tempo, si opta per un rientro a Pratica di Mare per cambio equipaggio. Nel frattempo, la squadra di soccorso a terra cercherà di posizionarsi con il ferito grave in un altro punto.
Il tempo di rientrare, rifornire l’elicottero, ricevere le informazioni con l’equipaggio smontante e il secondo decollo da Pratica di Mare avviene poco dopo la mezzanotte e mezza (00:37L), direzione Corno Piccolo del Gran Sasso. Individuata la squadra nel nuovo punto raggiunto, che resta ancora intorno ai 7000ft (circa 33m in meno), il Capo equipaggio tenta di far avvicinare il suo HH-139 per il recupero, ma il vento imprevedibile e turbolento non consente nemmeno stavolta un recupero sicuro.
Non c’è altra soluzione: la squadra del Soccorso Alpino deve spostarsi ancora se si vuole tentare il recupero del traumatizzato con l’elicottero. E non c’è solo potenzialmente lui da salvare. Celle temporalesche sono in movimento sugli Appennini e c’è il rischio che possano abbattersi anche in zona, mettendo ancora più in difficoltà i tecnici e i sanitari del Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo. Equipaggio, RCC e squadre a terra sono concordi: si rifornisce e si riprova.
Dopo il rifornimento all’aeroporto di Pescara e il necessario aggiornamento meteo, l’equipaggio dell’85° stacca le ruote dal suolo alle 03:13L per un nuovo tentativo di recupero nella nuova zona raggiunta dalla squadra di soccorso a 6500Ft.
La luminosità ambientale è praticamente nulla e anche con gli immancabili NVG, i visori notturni, individuare il punto non è semplice.
Lampi improvvisi illuminano l’orizzonte e la prima ricognizione, quella c.d. “alta” non promette bene perché il vento continua a far ballare l’elicottero e la turbolenza costringe a variazioni di potenza ampie, praticamente dalla minima a quasi quella massima al decollo.
L’equipaggio decide di fare anche la ricognizione “bassa” e, dopo alcuni schiaffi di vento, in prossimità del punto i vortici spariscono. Il Capo Equipaggio decide di cogliere l’opportunità e di procedere direttamente all’atterraggio.
Imbarcato il traumatizzato, il medico e l’infermiere, l’HH-139 decolla di nuovo in direzione Pescara, dove consegna alle cure dei sanitari del 118 il traumatizzato. Le squadre del Soccorso Alpino hanno completato il rientro a piedi fino alla località Prati di Tivo, concludendo anche le loro le operazioni attorno all’alba.
Con la consapevolezza e la soddisfazione di aver portato a termine un recupero difficile, l’equipaggio dell’85° può ora prendersi una pausa per una meritata colazione alle prime luci dell’alba.
Terminato il rifornimento, aggiornate le meteo che confermano ancora la presenza di celle temporalesche in rotta, alle 05:14L l’equipaggio fa decollare il suo 139 dall’aeroporto di Pescara per rientrare a “casa” a Pratica di Mare.
Fine
(o quasi)
Le condizioni (e la visibilità) della zona d’atterraggioIl volo di trasferimento dal Gran Sasso a PescaraIl volo di trasferimento dal Gran Sasso a Pescara – l’alpinista infortunatoIl volo di trasferimento dal Gran Sasso a Pescara – i Soccorritori AM e SAS AbruzzoIl volo di trasferimento dal Gran Sasso a Pescara – Si scioglie la tensioneIl volo di trasferimento dal Gran Sasso a Pescara – Si aggiornano i propri cariLo sbarco del traumatizzato a PescaraLo sbarco del traumatizzato a Pescara – il passaggio di barellaLo sbarco del traumatizzato a Pescara – Capo equipaggio, Operatore di bordo e personale del 118
La foto dell’Equipaggio col personale di servizio al rientro a Pratica di Mare
C’è molto in questo racconto da evidenziare:
il sangue freddo dei due alpinisti che si sono messi in sicurezza e allertato i soccorsi nonostante le ferite;
la preparazione e determinazione della squadra del Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo che ha superato tratti tecnici complessi e resi ancora più insidiosi dal forte vento nei tratti esposti;
la professionalità e la capacità di valutare la situazione degli equipaggi alternatisi, sia nel dettaglio puntuale della zona d’intervento che nel quadro complessivo della situazione, nonché la conoscenza delle performance dell’HH139B e di sfruttarne l’inviluppo di volo.
Per questo, a me sorge istintivamente fare i complimenti a tutti, in particolare ai “Leoni” dell’85° Centro SAR e al loro Comandante, protagonista ai comandi dell’elicottero, perché avrebbero potuto mollare, le condizioni non erano favorevoli e nessuno avrebbe potuto dar loro torto. Però non l’hanno fatto e hanno lavorato sinergicamente con la squadra a terra, con il personale Rescue Coordination Center dell’Aeronautica Militare (che ha svolto i coordinamenti con tutti gli enti coinvolti e supportato il processo decisionale degli equipaggi coinvolti) per cambiare le condizioni e cercare di garantire che l’infortunato potesse ricevere le cure necessarie prima possibile.
Un grazie speciale va al Maggiore Bruno Monteferri, Comandante dell’85° Centro SAR, per avermi fornito non solo le immagini ma anche un resoconto in formato “audible” che ha reso coinvolgente la mia opera di sintesi e racconto.
20-21 luglio 2025. Una domenica notte di lavoro ad alta quota per l’85° Centro SAR (Search And Rescue – Ricerca e Soccorso) sui Monti della Laga, per recuperare due escursionisti bloccati dal buio e dall’impossibilità di proseguire in sicurezza a 2400 metri, in località Pizzo di Moscio (provincia di Rieti).
La località è una nota destinazione per gli amanti delle escursioni in montagna e non è nuova a mettere in difficoltà anche i più esperti.
Come sovente accade, data la condizione notturna, la quota e la situazione del terreno, è stato richiesto l’intervento di un elicottero del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare, da parte delle autorità locali preposte.
Dopo l’ordine di decollo del Comando Operazioni Aeree dell’Aeronautica Militare, l’equipaggio in prontezza operativa dell’85° è decollato dall’Aeroporto di Pratica di Mare intorno alle 23:30.
Con l’ausilio dei Night Vision Goggles – NVG – i visori notturni in dotazione all’equipaggio, e degli apparati di ricerca installati sull’elicottero HH-139B, i due escursionisti sono stati rapidamente individuati, recuperati e trasportati alla vicina elisuperficie di Amatrice.
Lì era in attesa una squadra di tecnici del CNSAS-Lazio, pronta all’imbarco e ad operare in sinergia con l’equipaggio dell’Aeronautica Militare in caso di necessità, comprendente un soccorritore medico che ha visitato i due escursionisti ed escluso il bisogno di ulteriore assistenza sanitaria.
L’elicottero è quindi rientrato alla base di Pratica di Mare dove l’equipaggio ha ripreso l’attività di prontezza operativa.
Per i Leoni dell’85° Centro SAR il nostro Mammajut!
Il mese non è ancora finito ma l’attività operativa di soccorso per l’82° Centro S.A.R. (Search and Rescue – Ricerca e Soccorso) del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare è già intensa.
Il primo intervento c’è stato il 7 luglio, quando l’82°, su ordine del Comando Operazioni Spaziali dell’AM, un HH-139B è intervenuto per recuperare una donna traumatizzata nella Riserva Naturale dello Zingaro (splendida oasi collocata lungo la costa rocciosa in provincia di Trapani).
I piloti si preparano al decollo
L’equipaggio è decollato alle 16:30 per dirigersi verso il campo sportivo di Castellammare del Golfo, dove ha prelevato il team di 2 specialisti del Soccorso Alpino e Speleologico. Successivamente ha raggiunto la cala della Riserva dello Zingaro dove era situata la traumatizzata, una donna di 28 anni straniera impossibilitata a muoversi.
L’equipaggio imbarca il team CNSAS
Dall’elicottero sono sbarcati i 2 tecnici del CNSAS e l’aerosoccorritore dell’equipaggio dell’AM, che hanno prima immobilizzato e assicurato la gamba della paziente e poi l’hanno fatta salire a bordo a mezzo verricello.
L’HH139B in hovering durante il verricelloIl pilota ai comandi durante il verricelloL’operatore di bordo esegue il verricelloLa paziente viene issata a bordo dell’elicottero
L’elicottero si è quindi diretto nuovamente verso il campo sportivo di Castellammare del Golfo dove ha sbarcato i 2 tecnici e lasciato la paziente alle cure del 118.
L’equipaggio è successivamente rientrato presso la base aerea di Trapani, riprendendo la regolare prontezza SAR nazionale, atterrando alle 17:45, completando tutte le operazioni in poco più di un’ora di volo.
Altro intervento è avvenuto nella notte del 12 luglio, quando un equipaggio dell’82° è intervenuto, anche in questo caso insieme a un team del Soccorso Alpino e Speleologico, per soccorrere una donna traumatizzata e impossibilitata a muoversi nella zona di Piano Battaglia (Parco delle Madonie, in provincia di Palermo),
L’equipaggio è decollato alle 23:00 per dirigersi presso l’aeroporto di Palermo Boccadifalco, dove ha prelevato il team di 2 specialisti del Soccorso Alpino, ridecollando subito dopo per raggiungere la posizione della traumatizzata, una zona impervia a 1900 metri di altitudine.
Dall’elicottero sono sbarcati i 2 tecnici e l’aerosoccorritore dell’equipaggio dell’Aeronautica Militare, che hanno messo in sicurezza la paziente e l’hanno imbarcata a bordo.
L’elicottero, quindi, si è diretto verso Boccadifalco dove ha sbarcato il team del Soccorso Alpino e Speleologico e lasciato la paziente alle cure del 118.
L’equipaggio è successivamente rientrato presso la base aerea di Trapani, riprendendo la regolare prontezza SAR Nazionale, completando tutte le operazioni in tre ore di missione.
L’elicottero a Boccadifalco per l’imbarco del team CNSASLa paziente è imbarcata a bordo
L’affidamento alle cure del 118 della traumatizzata
Dulcis in fundo (si fa per dire!), nelle prime ore della giornata del 15 luglio, c’è stata una richiesta di trasporto sanitario urgente da Favignana (TP) per recuperare una signora anziana rimasta gravemente traumatizzata ad un arto inferiore in seguito ad una caduta.
Il decollo per l’equipaggio è avvenuto alle 04:15, direzione l’isola dell’arcipelago delle Egadi, dove sono stati imbarcati sia la donna infortunata che il personale sanitario che le ha continuato l’assistenza durante il volo verso l’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani.
Preparandosi per la missione
All’atterraggio alla struttura ospedaliera, la paziente è stata sbarcata e affidata alle cure del personale sanitario dell’ospedale.
L’elicottero ha quindi riportato a Favignana il personale sanitario, fondamentale primo presidio medico dell’isola, e poi ha fatto rientro alla base aerea di Trapani, alle 04:45 circa, riprendendo la regolare prontezza SAR nazionale.
Che dire? Complimenti a tutto l’82° Centro SAR!
“MAMMAJUT!” ♥
[Per chi non ci conosce]
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L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.
Dal 15° Stormo di Cervia, oltre all’82° Centro SAR di Trapani, dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’80° Centro SAR di Decimomannu (Cagliari), l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma).
Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.
La scorsa domenica, 6 Luglio 2025, il personale dell’82° Centro C.S.A.R., insieme alla locale Sezione AG15, hanno organizzato una grande festa per celebrare il 43esimo Anniversario della ricostituzione del Centro e il 30esimo Anniversario della Associazione Gente del Quindicesimo (AG15).
Alla festa la partecipazione è stata a dir poco alta e ha visto numeroso personale in servizio all’82°, tanti Soci della Sezione AG15, oltre ad altri ex appartenenti al Centro, spesso accompagnati dai rispettivi familiari.
Una serata piena di allegria ed emozioni, abbinata con buon cibo preparato e distribuito dal personale dell’82° stesso ed animata da musica dal vivo e finita in dolcezza con le torte offerte dalla Sezione AG15 di Trapani.
Evento riuscitissimo ed apprezzato da tutti, in special modo dagli ex appartenenti, i quali si sono ritrovati indietro nel tempo, quasi non avessero mai lasciato quei luoghi, quelle atmosfere. La condivisione con il personale in servizio di aneddoti ed attività varie, pezzi di storia trascorsi nel periodo della loro permanenza all’82° Centro è stata come una trasfusione di esperienze e vitalità tra generazioni.
Non nascondo la commozione da parte di alcuni dei “pionieri” della ricostituzione.
Con l’occasione è stato consegnato, ai soci presenti, il libro “Bandiere, Stemmi, Distintivi, Colori – Le insegne del 15° Stormo – 1931-2025”.
Un GRAZIE di cuore va al Comandante dell’82° (il Magg. Nicolò NICOLOSI), che ci coinvolge sempre in qualsiasi evento, conviviale e ufficiale ed è sempre disponibile nell’accoglierci.
In questi momenti si percepisce il forte spirito di Corpo e l’attaccamento al reparto, non solo del personale attualmente in servizio ma anche da parte di coloro che hanno servito con i colori dell’82°.
Un immenso GRAZIE a tutto il personale che si è prodigato per l’eccellente riuscita della serata.
Ho avuto bisogno di un po’ di giorni per riordinare le idee e scrivere la cronaca di quello che – a mio parere – è il più bel momento di incontro e il più caratteristico del 15° Stormo: il Trofeo dedicato alla memoria del Magg. Pilota, Medaglia d’Argento al Valore Aeronautico alla memoria, Francesco Asti , e -per il suo tramite – a tutti gli amici e colleghi che hanno perso la vita per cercare di salvare quella degli altri, o addestrarsi a farlo.
Ma cos’è il Trofeo Asti?
È una “mini olimpiade” basata su eventi addestrativi e competizioni sportive tra i Gruppi/Centri del 15° Stormo, i quali inviano un loro equipaggio e un elicottero quali partecipanti. Il Trofeo Asti è un’occasione importante per gli equipaggi di ritrovarsi e confrontarsi, favorendo lo scambio di esperienze e la standardizzazione. Ciò considerando che il 15° Stormo, per la necessità di coprire e raggiungere l’intero territorio nazionale e le zone S.A.R. assegnate all’Italia, è sparso su tutto il territorio della Penisola, isole maggiori comprese.
Ma passiamo alla cronaca.
Presso la sede del 15° Stormo, nella accogliente cornice del territorio romagnolo, dal 9 al 13 giugno scorso, si sono ritrovati e confrontati gli equipaggi dell’80° Centro SAR di Decimomannu, dell’81° Centro Addestramento Equipaggi di Cervia, dell’82° Centro SAR di Trapani, dell’83° Gruppo SAR di Cervia, dell’84° Centro SAR di Gioia del Colle, dell’85° Centro SAR di Pratica di Mare.
Le prove di capacità tecnico-operative predisposte dall’organizzazione hanno previsto:
test di teorici sull’HH-139;
una navigazione VFR da portare a termine senza l’ausilio dei sistemi di navigazione di bordo ma con l’antico (o classico) bussola e orologio, con riconoscimento dei turning point sul terreno;
un verricello di precisione da 60Ft di altezza;
la movimentazione e il posizionamento di un carrello AGE con il trattorino;
l’imbragatura di un infortunato all’interno di una barella verricellabile.
Tutte le sopraelencate prove sono state valutate sia in termini di tempo che di accuratezza.
Per l’aspetto ludico-sportivo, lavorando con tecniche tipiche del team building, gli equipaggi sono stati impegnati in prove di affiatamento e in un torneo di beach-volley.
Il Trofeo Asti 2025 è stato (ri)vinto dall’83° Gruppo SAR, [nonostante tutto, aggiungerei!] ed è stato premiato da Arturo Asti, il fratello di Francesco a cui è intitolato il Trofeo, che ci segue sempre con amore e gratitudine, suggellando così la simbolica trasmissione della memoria dei colleghi e amici perduti alle nuove generazioni.
Memoria che non ha certo dimenticato il 12° anniversario dell’incidente fatale che, proprio sulla base di Cervia, costò la vita all’Aerosoccorritore Alessandro Musacchio, il “Capo Team”. Con tutto il personale dell’81° e dell’83° raccolto di fronte alla incredibile opera scultorea che ritrae Alessandro, il Comandante di Stormo ha dato il via ad una toccante commemorazione dove i ricordi di chi ha conosciuto, lavorato e condiviso la passione di Alessandro, sono stati raccontati con chi lo conosce solo tramite la scultura a lui dedicata.
Molti sono stati gli occhi lucidi… anche i miei… anche adesso che scrivo.
In tutto questo, vi chiederete, io cosa c’entri.
C’entro perché come appartenente all’AG15, assieme ai Generali Romanini (veterano dei Trofei Asti) e Rovazzani, abbiamo fornito il nostro supporto in qualità di giudici per l’esecuzione delle prove. Inoltre, l’Associazione ha offerto i premi per i primi 3 classificati (e anche all’ultimo!), oltre alla torta della cena conclusiva del Trofeo, durante la quale abbiamo anche festeggiato con i colleghi operativi e gli amici dell’AG15 di Cervia, il nostro trentennale.
Alla fine della cena, il Generale Rovazzani, a nome del Presidente AG15, ha donato al Comandante il 15° Stormo, il Colonnello Antonio Viola, un magnifico Albo d’onore dei decorati al Valor Militare del 15° Stormo Bombardamento terrestre e 15° Stormo d’Assalto (1940-1943) da collezione, realizzato proprio dal nostro Presidente, il Generale Giacomo De Ponti.
In base alla novità introdotta quest’anno che non vede più il vincitore del Trofeo quale organizzatore ma designatore del Gruppo/Centro che lo ospiterà l’anno seguente, l’appuntamento è fissato a Gioia del Colle per l’anno prossimo, dove l’84° Centro SAR farà gli onori di casa.
Chiudo rivolgendomi a tutti gli equipaggi partecipanti, agli organizzatori (e qui una menzione speciale va al Project Officer Jacopo Baldin), a tutti i Soci AG15, a tutto il personale del 15° Stormo e al loro Comandante, ai quali va il mio, il nostro grazie e un meritato plauso, sugellato dal nostro grande e sentito “MAMMAJUT!”
L’equipaggio vincitoreFoto di gruppo a fine attivitàAvvicinamento al verricello (Hovering 60Ft)Il “tocco” dell’Aerosoccorritore sul quadrato bersaglioIl “tocco” dell’Aerosoccorritore sul quadrato bersaglioMovimentazione e parcheggio di precisione del carrello tramite trattorino di linea.Coordinazione di squadra: 82°Coordinazione di squadra: 85°Prova di abilità e affiatamento: la pesca della paperella con la maschera oscurata. 84°
Coordinazione di squadra: 81°Prova di abilità e affiatamento: la pesca della paperella con la maschera oscurata. 81°
Beach Volley Team 80°Beach Volley Team 82°
Beach Volley Team 84°Il “veterano” dei Trofei Asti, Il Gen. Romanini con i “suoi” ARS
Cerimonia di chiusura del Trofeo Asti 2025Cerimonia di chiusura del Trofeo Asti 2025Il Comandante dell’83° Gruppo consegna una fotografia con le firme dei partecipanti al Gen, Rovazzani quale rappresentante del Presidente AG15Il Sig. Arturo Asti consegna il Trofeo al Capo Equipaggio dell’83° Gruppo.La torta celebrativa del Trentennale AG15 e del Trofeo AstiIl Project Officer del Trofeo Asti 2025, il Cap. Baldin, consegna il premio al Capo Equipaggio dell’84° Centro, terzo classificato.Il Project Officer del Trofeo Asti 2025, il Cap. Baldin, consegna il premio al Capo Equipaggio dell’82° Centro, secondo classificato.Il Project Officer del Trofeo Asti 2025, il Cap. Baldin, consegna il premio al Capo Equipaggio dell’83° Gruppo, primo classificato.La consegna del “cucchiaione di legno” al Capo Equipaggio dell’85° Centro, ultimo classificato da parte del Col. Barone,La consegna a nome dell’AG15 dell’Albo d’Onore delle Medaglie al Valor Militare del 15° Stormo B.T. e Assalto, al Comandante il 15° Stormo, il Col. Viola, da parte del Presidente AG15 f.f., Gen. Rovazzani.La consegna a nome dell’AG15 dell’Albo d’Onore delle Medaglie al Valor Militare del 15° Stormo B.T. e Assalto, al Comandante il 15° Stormo, il Col. Viola, da parte del Presidente AG15 f.f., Gen. Rovazzani.Il bellissimo e toccante memoriale dedicato al “Capo Team” Alessandro Musacchio.
Il Tenente Mattia Antoci, pilota dell’82° Centro SAR del 15° Stormo, conquista la medaglia di bronzo nella quinta prova del Circuito Nazionale Master a Nocera Inferiore.
La kermesse organizzata dalla Polisportiva Ager Nucerinus si è svolta lo scorso 5 e 6 aprile ed ha chiuso il circuito nazionale 2024-2025 dell’Associazione Italiana Master Scherma.
Nella Spada maschile, categoria over 24, il Tenente Mattia Antoci, iscritto alla Trapani Scherma, si è aggiudicato un meritatissimo terzo posto, portando a casa una medaglia di bronzo che non solo testimonia la sua qualità di schermitore, ma inorgoglisce l’82° Centro SAR tutto per avere tra le sue fila un giovane e valido atleta e collega.
In occasione del ventennale della scomparsa di San Giovanni Paolo II, il socio Antonio Albanese ha voluto realizzare un video che testimonia le occasioni nelle quali il 15° Stormo ha avuto il privilegio di trasportare il Santo Padre nelle sue visite pastorali in Italia.
Un omaggio a “quell’uomo venuto da lontano” con un collage di contributi di tanti amici e colleghi che hanno condiviso le loro fotografie.
Grazie di cuore a tutti loro ma soprattutto ad Antonio per l’iniziativa.
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