“Appartengo alla generazione che…” – In ricordo di Francesco Asti

Come scrissi lo scorso anno, non ho conosciuto personalmente Francesco Asti, sono arrivato al 15° Stormo, 85° Gruppo SAR, allora a Ciampino, nove anni dopo l’incidente che ne ha spezzato la vita terrena. Il ricordo però che era ancora molto vivo in chi l’aveva conosciuto, me l’ha fatto percepire presente, uno del Gruppo, uno che come noi aveva condiviso il lavoro, gli spazi e soprattutto il profondo legame che si stabilisce tra le donne e gli uomini del Quindicesimo. Un legame fatto di giorni vissuti gomito a gomito, di lunghe giornate in prontezza operativa, di addestramenti e missioni operative, di un caffè per fare due chiacchiere, di porte sempre aperte nelle categorie dei manutentori per conoscere meglio gli impianti e gli apparati di bordo.

Non posso quindi dire di appartenere alla sua generazione, ma – citando un grande Comandante che mi ha ispirato questa riflessione – posso dire che appartengo alla generazione che il 18 agosto si è riunita al Verano, al Sacrario dell’Aeronautica Militare – dove le sue spoglie riposano –  a ricordare il Maggiore Francesco Asti.

Quest’anno, per la prima volta, questo momento non c’è stato. Lo scorso anno, su proposta del Consiglio Direttivo, l’Assemblea generale dei Soci ha approvato di unificare le commemorazioni dei caduti del 15° Stormo dalla sua ricostituzione nel 1961 proprio il 1° ottobre, il giorno nel quale, 65 anni fa, è tornato a volare il 15° con la nuova missione del Soccorso Aereo.

Ma il ricordo del Magg. Asti non è affatto spento.

Il 15° Stormo ha il Trofeo tra i suoi Gruppi/Centri che porta il suo nome e, soprattutto, l’85° Centro SAR, il suo Gruppo Volo, lo ricorda ogni anno nel giorno del suo sacrificio, posando dei fiori nel punto in mare dove avvenne l’incidente fatale.

Puntuali, anche quest’anno i Leoni hanno reso omaggio a Francesco, nel punto in cui il destino lo ha strappato alla sua giovane moglie, alla sua famiglia e ai suoi amici e colleghi.

Il “privilegio di salvare vite” (come scrisse Stefano Bazzo, un altro nostro Angelo del SAR), di volare anche in condizioni proibitive per altri, di essere la speranza a cui si aggrappa chi è in pericolo, non è mai privo di rischi e non dobbiamo dimenticarlo. Francesco Asti che ha donato la sua vita nel tentativo di salvarne un’altra è luminoso esempio di valore aeronautico e memento per noi Gente del Quindicesimo che abbiamo quel privilegio.

Con la sua Medaglia d’Argento al Valore Aeronautico alla memoria, il Maggiore Asti è parte della mia storia e di coloro che hanno condiviso un pezzo della vita con lui e con il Soccorso Aereo. Vedo le nuove generazioni ricordarlo e pronunciare il suo nome e se ciò proseguirà con le future generazioni di personale del 15° Stormo, allora saremo riusciti a beneficiare del suo sacrificio.

Mammajut!

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