Intervento ad alta quota per l’85° Centro S.A.R.

20-21 luglio 2025. Una domenica notte di lavoro ad alta quota per l’85° Centro SAR (Search And Rescue – Ricerca e Soccorso) sui Monti della Laga, per recuperare due escursionisti bloccati dal buio e dall’impossibilità di proseguire in sicurezza a 2400 metri, in località Pizzo di Moscio (provincia di Rieti).

La località è una nota destinazione per gli amanti delle escursioni in montagna e non è nuova a mettere in difficoltà anche i più esperti.

Come sovente accade, data la condizione notturna, la quota e la situazione del terreno, è stato richiesto l’intervento di un elicottero del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare, da parte delle autorità locali preposte.

Dopo l’ordine di decollo del Comando Operazioni Aeree dell’Aeronautica Militare, l’equipaggio in prontezza operativa dell’85° è decollato dall’Aeroporto di Pratica di Mare intorno alle 23:30.

Con l’ausilio dei Night Vision Goggles – NVG – i visori notturni in dotazione all’equipaggio, e  degli apparati di ricerca installati sull’elicottero HH-139B, i due escursionisti sono stati rapidamente individuati, recuperati e trasportati alla vicina elisuperficie di Amatrice.

Lì era in attesa una squadra di tecnici del CNSAS-Lazio, pronta all’imbarco e ad operare in sinergia con l’equipaggio dell’Aeronautica Militare in caso di necessità, comprendente un soccorritore medico che ha visitato i due escursionisti ed escluso il bisogno di ulteriore assistenza sanitaria.

L’elicottero è quindi rientrato alla base di Pratica di Mare dove l’equipaggio ha ripreso l’attività di prontezza operativa.

Per i Leoni dell’85° Centro SAR il nostro Mammajut!

Luglio sugli scudi per l’82° Centro S.A.R.

Il mese non è ancora finito ma l’attività operativa di soccorso per l’82° Centro S.A.R. (Search and Rescue – Ricerca e Soccorso) del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare è già intensa.

Il primo intervento c’è stato il 7 luglio, quando l’82°, su ordine del Comando Operazioni Spaziali dell’AM, un HH-139B è intervenuto per recuperare una donna traumatizzata nella Riserva Naturale dello Zingaro (splendida oasi collocata lungo la costa rocciosa in provincia di Trapani).

I piloti si preparano al decollo

L’equipaggio è decollato alle 16:30 per dirigersi verso il campo sportivo di Castellammare del Golfo, dove ha prelevato il team di 2 specialisti del Soccorso Alpino e Speleologico. Successivamente ha raggiunto la cala della Riserva dello Zingaro dove era situata la traumatizzata, una donna di 28 anni straniera impossibilitata a muoversi.

L’equipaggio imbarca il team CNSAS

Dall’elicottero sono sbarcati i 2 tecnici del CNSAS e l’aerosoccorritore dell’equipaggio dell’AM, che hanno prima immobilizzato e assicurato la gamba della paziente e poi l’hanno fatta salire a bordo a mezzo verricello.

L’HH139B in hovering durante il verricello
Il pilota ai comandi durante il verricello
L’operatore di bordo esegue il verricello
La paziente viene issata a bordo dell’elicottero

L’elicottero si è quindi diretto nuovamente verso il campo sportivo di Castellammare del Golfo dove ha sbarcato i 2 tecnici e lasciato la paziente alle cure del 118.
L’equipaggio è successivamente rientrato presso la base aerea di Trapani, riprendendo la regolare prontezza SAR nazionale, atterrando alle 17:45, completando tutte le operazioni in poco più di un’ora di volo.

 

Altro intervento è avvenuto nella notte del 12 luglio, quando un equipaggio dell’82° è intervenuto, anche in questo caso insieme a un team del Soccorso Alpino e Speleologico, per soccorrere una donna traumatizzata e impossibilitata a muoversi nella zona di Piano Battaglia (Parco delle Madonie, in provincia di Palermo), 

L’equipaggio è decollato alle 23:00 per dirigersi presso l’aeroporto di Palermo Boccadifalco, dove ha prelevato il team di 2 specialisti del Soccorso Alpino, ridecollando subito dopo per raggiungere la posizione della traumatizzata, una zona impervia a 1900 metri di altitudine.
Dall’elicottero sono sbarcati i 2 tecnici e l’aerosoccorritore dell’equipaggio dell’Aeronautica Militare, che hanno messo in sicurezza la paziente e l’hanno imbarcata a bordo.

L’elicottero, quindi, si è diretto verso Boccadifalco dove ha sbarcato il team del Soccorso Alpino e Speleologico e lasciato la paziente alle cure del 118.
L’equipaggio è successivamente rientrato presso la base aerea di Trapani, riprendendo la regolare prontezza SAR Nazionale, completando tutte le operazioni in tre ore di missione.

L’elicottero a Boccadifalco per l’imbarco del team CNSAS
La paziente è imbarcata a bordo

L’affidamento alle cure del 118 della traumatizzata

Dulcis in fundo (si fa per dire!), nelle prime ore della giornata del 15 luglio, c’è stata una richiesta di trasporto sanitario urgente da Favignana (TP) per recuperare una signora anziana rimasta gravemente traumatizzata ad un arto inferiore in seguito ad una caduta.

Il decollo per l’equipaggio è avvenuto alle 04:15, direzione l’isola dell’arcipelago delle Egadi, dove sono stati imbarcati sia la donna infortunata che il personale sanitario che le ha continuato l’assistenza durante il volo verso l’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani.

Preparandosi per la missione

All’atterraggio alla struttura ospedaliera, la paziente è stata sbarcata e affidata alle cure del personale sanitario dell’ospedale.

L’elicottero ha quindi riportato a Favignana il personale sanitario, fondamentale primo presidio medico dell’isola, e poi ha fatto rientro alla base aerea di Trapani, alle 04:45 circa, riprendendo la regolare prontezza SAR nazionale.

Che dire? Complimenti a tutto l’82° Centro SAR!

“MAMMAJUT!” ♥

[Per chi non ci conosce]

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L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.

Dal 15° Stormo di Cervia, oltre all’82° Centro SAR di Trapani, dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’80° Centro SAR di Decimomannu (Cagliari), l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma).

Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.

L’Associazione Nazionale Ufficiali Aeronautica (ANUA) parla di noi.

Il Presidente ANUA, il Generale di Squadra Aerea Paolo Magro, ha avviato un programma di conoscenza delle Associazioni e ci ha dato il privilegio di essere la prima associazione ad essere ospitata nelle pagine del Corriere dell’Aviatore, il periodico dell’ANUA.
La presentazione dell’Associazione “Gente del Quindicesimo” è stata predisposta dal nostro Presidente, il Generale di Divisione Aerea Giacomo De Ponti, ma le belle parole che sono dedicate nell’Editoriale all’AG15 sono personali del Generale Magro, a cui vanno i sentiti ringraziamenti di tutti noi Soci.

Riporto qui il passaggio dell’editoriale del Presidente ANUA, Generale S.A. Paolo Magro:

[omissis] L’Associazione rinnova il proprio impegno a sostenere e valorizzare i legami tra chi ha servito e chi continua a servire, nella convinzione che la memoria, l’identità e lo spirito di corpo siano risorse fondamentali per affrontare il futuro con determinazione e unità. Vorrei ora però tornare ad un tema che ho appena toccato nel precedente numero del nostro Corriere: il mondo dell’Associazionismo. In un mondo sempre più individualista e frammentato, l’associazionismo rappresenta un baluardo di coesione sociale, un luogo dove le persone si ritrovano non solo per condividere interessi comuni, ma per costruire insieme un’identità collettiva. È qui dove confluisce nelle Associazioni del mondo aeronautico lo spirito di appartenenza ad un Reparto, ad un velivolo, ad un simbolo: un sentimento profondo che lega l’individuo al gruppo, trasformando la partecipazione in impegno e la condivisione in solidarietà.
Appartenere a un’associazione significa anche custodire una memoria condivisa, fatta di esperienze, valori e simboli. Questo patrimonio comune rafforza l’identità del gruppo e offre ai suoi membri un senso di continuità e radicamento, elementi fondamentali soprattutto in tempi di incertezza.
In questo contesto, lo spirito di appartenenza non è solo un’emozione, ma un motore che alimenta la partecipazione attiva, la responsabilità e il senso del dovere verso gli altri. Come dicevo nel mondo aeronautico esistono numerose Associazioni, più o meno note. Desideriamo a partire da questo numero dare loro uno spazio sul nostro Corriere, iniziando con l’Associazione “Gente del 15°”. Nel giugno 2025 ricorre il 30° anniversario della costituzione dell’Associazione Gente del 15°, nata nel 1995 per custodire e tramandare lo spirito, i valori e le tradizioni del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare. Un traguardo importante che non celebra solo il tempo trascorso, ma soprattutto la forza di un legame che resiste, si rinnova e si rafforza nel tempo: lo spirito di appartenenza. Per chi ha servito nel 15°, l’Associazione rappresenta un naturale proseguimento della propria missione. Non si tratta solo di memoria, ma di continuità operativa dei valori: il coraggio, la dedizione, il sacrificio e la fratellanza che hanno contraddistinto le operazioni di soccorso aereo, oggi rivivono nelle attività associative, nei raduni, nelle commemorazioni e nelle pubblicazioni. È un’identità che resta impressa nel cuore e nella mente, e che trova nell’associazionismo un luogo dove ritrovarsi, riconoscersi e continuare a servire, anche solo con la memoria e la testimonianza.
Come da loro sostenuto “il patrimonio più prezioso per la nostra Associazione siamo noi stessi”. Ogni socio è custode di una storia, di un volto, di un gesto che ha fatto la differenza. In un’epoca in cui l’individualismo rischia di spegnere la fiamma della collettività, l’AG15 è un esempio concreto di comunità coesa e consapevole.

Il Presidente Nazionale ANUA
Gen. S.A. (r) Paolo Magro

Il numero 7-8/2025 del Corriere dell’Aviatore contiene anche un articolo sull’82° Centro S.A.R., già presente sul nostro sito.

Con l’autorizzazione del Presidente ANUA, ricevuta tramite il PAG15, di seguito troverete sia il link al sito dell’ANUA che al Corriere dell’Aviatore, un periodico sempre ricco di informazioni e approfondimenti non solo sull’Aeronautica Militare, sulla storia dell’aviazione degli aviatori, ma anche sul mondo della Difesa in generale.

Buona lettura!

Sito web  https://www.anua.it/

Periodico Corriere 7_8_2025

43esimo Anniversario della ricostituzione dell’82° Centro e Trentennale dell’AG15 (di Adriano Centonze)

La scorsa domenica, 6 Luglio 2025, il personale dell’82° Centro C.S.A.R., insieme alla locale Sezione AG15, hanno organizzato una grande festa per celebrare il 43esimo Anniversario della ricostituzione del Centro e il 30esimo Anniversario della Associazione Gente del Quindicesimo (AG15).

Alla festa la partecipazione è stata a dir poco alta e ha visto numeroso personale in servizio all’82°, tanti Soci della Sezione AG15, oltre ad altri ex appartenenti al Centro, spesso accompagnati dai rispettivi familiari.

Una serata piena di allegria ed emozioni, abbinata con buon cibo preparato e distribuito dal personale dell’82° stesso ed animata da musica dal vivo e finita in dolcezza con le torte offerte dalla Sezione AG15 di Trapani.
Evento riuscitissimo ed apprezzato da tutti, in special modo dagli ex appartenenti, i quali si sono ritrovati indietro nel tempo, quasi non avessero mai lasciato quei luoghi, quelle atmosfere. La condivisione con il personale in servizio di aneddoti ed attività varie, pezzi di storia trascorsi nel periodo della loro permanenza all’82° Centro è stata come una trasfusione di esperienze e vitalità tra generazioni.
Non nascondo la commozione da parte di alcuni dei “pionieri” della ricostituzione.
Con l’occasione è stato consegnato, ai soci presenti, il libro “Bandiere, Stemmi, Distintivi, Colori – Le insegne del 15° Stormo – 1931-2025”.
Un GRAZIE di cuore va al Comandante dell’82° (il Magg. Nicolò NICOLOSI), che ci coinvolge sempre in qualsiasi evento, conviviale e ufficiale ed è sempre disponibile nell’accoglierci.
In questi momenti si percepisce il forte spirito di Corpo e l’attaccamento al reparto, non solo del personale attualmente in servizio ma anche da parte di coloro che hanno servito con i colori dell’82°.
Un immenso GRAZIE a tutto il personale che si è prodigato per l’eccellente riuscita della serata.
Viva l’82° Centro! Viva il 15° Stormo! Mammajut!
(Adriano CENTONZE)
Presidente della Sezione AG15 di Trapani

Trofeo “Asti” 2025

Ho avuto bisogno di un po’ di giorni per riordinare le idee e scrivere la cronaca di quello che – a mio parere – è il più bel momento di incontro e il più caratteristico del 15° Stormo: il Trofeo dedicato alla memoria del Magg. Pilota, Medaglia d’Argento al Valore Aeronautico alla memoria, Francesco Asti , e -per il suo tramite – a tutti gli amici e colleghi che hanno perso la vita per cercare di salvare quella degli altri, o addestrarsi a farlo.

Ma cos’è il Trofeo Asti?

È una “mini olimpiade”  basata su eventi addestrativi e competizioni sportive tra i Gruppi/Centri del 15° Stormo, i quali inviano un loro equipaggio e un elicottero quali partecipanti. Il Trofeo Asti è un’occasione importante per gli equipaggi di ritrovarsi e confrontarsi, favorendo lo scambio di esperienze e la standardizzazione. Ciò considerando che il 15° Stormo, per la necessità di coprire e raggiungere l’intero territorio nazionale e le zone S.A.R. assegnate all’Italia, è sparso su tutto il territorio della Penisola, isole maggiori comprese.

Ma passiamo alla cronaca.

Presso la sede del 15° Stormo, nella accogliente cornice del territorio romagnolo, dal 9 al 13 giugno scorso, si sono ritrovati e confrontati gli equipaggi dell’80° Centro SAR di Decimomannu, dell’81° Centro Addestramento Equipaggi di Cervia, dell’82° Centro SAR di Trapani, dell’83° Gruppo SAR di Cervia, dell’84° Centro SAR di Gioia del Colle, dell’85° Centro SAR di Pratica di Mare.

Le prove di capacità tecnico-operative predisposte dall’organizzazione hanno previsto:

  • test di teorici sull’HH-139;
  • una navigazione VFR da portare a termine senza l’ausilio dei sistemi di navigazione di bordo ma con l’antico (o classico) bussola e orologio, con riconoscimento dei turning point sul terreno;
  • un verricello di precisione da 60Ft di altezza;
  • la movimentazione e il posizionamento di un carrello AGE con il trattorino;
  • l’imbragatura di un infortunato all’interno di una barella verricellabile.

Tutte le sopraelencate prove sono state valutate sia in termini di tempo che di accuratezza.

Per l’aspetto ludico-sportivo, lavorando con tecniche tipiche del team building, gli equipaggi sono stati impegnati in prove di affiatamento e in un torneo di beach-volley.

Il Trofeo Asti 2025 è stato (ri)vinto dall’83° Gruppo SAR, [nonostante tutto, aggiungerei!] ed è stato premiato da Arturo Asti, il fratello di Francesco a cui è intitolato il Trofeo, che ci segue sempre con amore e gratitudine, suggellando così la simbolica trasmissione della memoria dei colleghi e amici perduti alle nuove generazioni.

Memoria che non ha certo dimenticato il 12° anniversario dell’incidente fatale che, proprio sulla base di Cervia, costò la vita all’Aerosoccorritore Alessandro Musacchio, il “Capo Team”. Con tutto il personale dell’81° e dell’83° raccolto di fronte alla incredibile opera scultorea che ritrae Alessandro, il Comandante di Stormo ha dato il via ad una toccante commemorazione dove i ricordi di chi ha conosciuto, lavorato e condiviso la passione di Alessandro, sono stati raccontati con chi lo conosce solo tramite la scultura a lui dedicata.

Molti sono stati gli occhi lucidi… anche i miei… anche adesso che scrivo.

In tutto questo, vi chiederete, io cosa c’entri.

C’entro perché come appartenente all’AG15, assieme ai Generali Romanini (veterano dei Trofei Asti) e Rovazzani, abbiamo fornito il nostro supporto in qualità di giudici per l’esecuzione delle prove. Inoltre, l’Associazione ha offerto i premi per i primi 3 classificati (e anche all’ultimo!), oltre alla torta della cena conclusiva del Trofeo, durante la quale abbiamo anche festeggiato con i colleghi operativi e gli amici dell’AG15 di Cervia, il nostro trentennale.

Alla fine della cena, il Generale Rovazzani, a nome del Presidente AG15, ha donato al Comandante il 15° Stormo, il Colonnello Antonio Viola, un magnifico Albo d’onore dei decorati al Valor Militare del 15° Stormo Bombardamento terrestre e 15° Stormo d’Assalto (1940-1943) da collezione, realizzato proprio dal nostro Presidente, il Generale Giacomo De Ponti.

In base alla novità introdotta quest’anno che non vede più il vincitore del Trofeo quale organizzatore ma designatore del Gruppo/Centro che lo ospiterà l’anno seguente, l’appuntamento è fissato a Gioia del Colle per l’anno prossimo, dove l’84° Centro SAR farà gli onori di casa.

Chiudo rivolgendomi a tutti gli equipaggi partecipanti, agli organizzatori (e qui una menzione speciale va al Project Officer Jacopo Baldin), a tutti i Soci AG15, a tutto il personale del 15° Stormo e al loro Comandante, ai quali va il mio, il nostro grazie e un meritato plauso, sugellato dal nostro grande e sentito “MAMMAJUT!”

L’equipaggio vincitore
Foto di gruppo a fine attività
Avvicinamento al verricello (Hovering 60Ft)
Il “tocco” dell’Aerosoccorritore sul quadrato bersaglio
Il “tocco” dell’Aerosoccorritore sul quadrato bersaglio
Movimentazione e parcheggio di precisione del carrello tramite trattorino di linea.
Coordinazione di squadra: 82°
Coordinazione di squadra: 85°
Prova di abilità e affiatamento: la pesca della paperella con la maschera oscurata. 84°

Coordinazione di squadra: 81°
Prova di abilità e affiatamento: la pesca della paperella con la maschera oscurata. 81°

Beach Volley Team 80°
Beach Volley Team 82°

Beach Volley Team 84°
Il “veterano” dei Trofei Asti, Il Gen. Romanini con i “suoi” ARS

Cerimonia di chiusura del Trofeo Asti 2025
Cerimonia di chiusura del Trofeo Asti 2025
Il Comandante dell’83° Gruppo consegna una fotografia con le firme dei partecipanti al Gen, Rovazzani quale rappresentante del Presidente AG15
Il Sig. Arturo Asti consegna il Trofeo al Capo Equipaggio dell’83° Gruppo.
La torta celebrativa del Trentennale AG15 e del Trofeo Asti
Il Project Officer del Trofeo Asti 2025, il Cap. Baldin, consegna il premio al Capo Equipaggio dell’84° Centro, terzo classificato.
Il Project Officer del Trofeo Asti 2025, il Cap. Baldin, consegna il premio al Capo Equipaggio dell’82° Centro, secondo classificato.
Il Project Officer del Trofeo Asti 2025, il Cap. Baldin, consegna il premio al Capo Equipaggio dell’83° Gruppo, primo classificato.
La consegna del “cucchiaione di legno” al Capo Equipaggio dell’85° Centro, ultimo classificato da parte del Col. Barone,
La consegna a nome dell’AG15 dell’Albo d’Onore delle Medaglie al Valor Militare del 15° Stormo B.T. e Assalto, al Comandante il 15° Stormo, il Col. Viola, da parte del Presidente AG15 f.f., Gen. Rovazzani.
La consegna a nome dell’AG15 dell’Albo d’Onore delle Medaglie al Valor Militare del 15° Stormo B.T. e Assalto, al Comandante il 15° Stormo, il Col. Viola, da parte del Presidente AG15 f.f., Gen. Rovazzani.
Il bellissimo e toccante memoriale dedicato al “Capo Team” Alessandro Musacchio.

La Motocunzata del Pellicano (di Emanuele Alonci)

Domenica 01 Giugno 2025, presso l’Aeroporto Militare “Cesare Toschi” di Trapani-Birgi, il Moto Club “Il Pellicano” del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare ha organizzato il 1° evento 2025 denominato “Motocunzata”.
Evento speciale nel suo genere, dove appassionati di motociclismo e di aviazione si incontrano per condividere la stessa passione.
La manifestazione ha richiamato centinaia di appassionati delle due ruote e del mondo aeronautico nel quale, a seguito del consueto giro in moto per le zone caratteristiche delle saline di Marsala e Trapani, l’evento è proseguito all’interno dell’aeroporto militare del 37° Stormo, dove a seguito della foto di rito sul piazzale bandiera, gli ospiti e partecipanti  si sono riuniti presso l’82° Centro SAR e sede del Moto Club dove li attendeva un ricco aperitivo accompagnato da stand di birra artigianale che ha ristorato tutti i motociclisti dal caldo già estivo.
Successivamente, l’evento è proseguito con la mostra statica dell’elicottero HH-139 in dotazione all’82° con i piloti appartenenti al “Moto Club Il Pellicano” che hanno illustrato e spiegato le capacità dell’aeromobile in tutte le sue configurazioni.
Anche la ditta Asa Falchi di Trapani ha destato tanto interesse, i cui falconieri hanno dato vita ad una fantastica esibizione dei loro falchi.
L’evento si è concluso presso il circolo unificato dello Stormo che ha ospitato tutti i partecipanti, i quali hanno potuto allietare il loro palato con pane cunzato, pizza, il famoso cannolo siciliano e bibite per tutti.
La giornata di armonia e festa si è conclusa con la promessa di ritrovarsi insieme presto a gioire tra “rombi di motori e musica”.
Il Presidente de Moto Club “Il Pellicano”
Emanuele Alonci
Mammajut!

 

Dal paesaggio della paura allo spazio dell’incontro: luoghi, memorie e resilienza (di Roberto Isabella)

Pubblichiamo con grande piacere un articolo del Dottor Roberto Isabella, nostro Socio ed ex Medico AM che prende spunto da un’esperienza personale forte – fortunatamente senza vittime – che lo ha visto coinvolto come medico di bordo di un elicottero HH-3F del 15° Stormo.

Credo che, come me, molti di noi ci si ritroveranno, ricordando le sensazioni vissute durante un’emergenza in volo o una situazione operativa difficile e pericolosa. Esperienze che però non sono esclusive dell’attività di volo ma che possono essere vissute nella nostra vita quotidiana quando ti mette di fronte ad una situazione imprevista e di pericolo.

Buona lettura.

Un giorno, durante un volo addestrativo in montagna con un elicottero HH3F del 15° Stormo, ho vissuto un incidente che ha segnato profondamente la mia memoria emotiva. Ricordo con chiarezza quei lunghi, interminabili momenti prima dell’impatto: sotto di noi si stagliava una montagna coperta di boschi, alberi e pendii erbosi. In quel momento di crisi estrema, ogni elemento del paesaggio si era trasformato. Non erano più semplicemente alberi o rocce; erano divenuti minacce, punti d’impatto possibili, oggetti di pericolo imminente.
Ripensando oggi a quell’esperienza, non posso fare a meno di ricordare Kurt Lewin e il suo breve scritto “Paesaggio di guerra”, elaborato durante una breve licenza nel 1917 nel corso della Prima Guerra Mondiale, in cui l’autore ha preso parte ai combattimenti. Lewin sottolinea come, durante un conflitto, gli elementi naturali perdano la loro neutralità: gli alberi, i campi, le case non sono più semplici presenze fisiche, ma si caricano di un significato che li rende strumenti o ostacoli nel teatro della guerra. Allo stesso modo, nel corso di quell’incidente aereo, lo spazio che solitamente sarebbe stato fonte di pace e serenità diventava in pochi istanti un luogo carico di angoscia e paura.
La teoria del campo di Kurt Lewin, pioniere della psicologia di matrice gestaltica, ampliò l’attenzione ai processi percettivi includendo i fenomeni sociali e di gruppo. La sua celebre teoria del campo descrive come la percezione di uno stesso ambiente possa variare radicalmente a seconda dell’individuo, del suo stato d’animo e della situazione contingente. Lewin prendeva l’esempio di un campo di fiori d’estate: per un passeggiatore domenicale, quei fiori e lo spazio circostante rappresentano un’esperienza estetica e di contemplazione, mentre per un soldato lo stesso campo diventa un potenziale teatro di battaglia, e la percezione dello spazio si restringe attorno all’unico cespuglio che può offrire riparo.
Questi concetti arricchiscono la nostra comprensione di come, in condizioni di emergenza, il contesto sociale e il supporto del gruppo possano ridefinire il “campo” psichico, favorendo coesione, resilienza e adattamento.

I concetti descritti sono alla base del CRM – Crew Resource Management che nella gestione della emergenza del nostro incidente di volo è stata condotta con saggezza, prudenza ed efficienza.

Questa trasformazione del paesaggio non è solo fisica, ma profondamente psichica. Gaston Bachelard, nella sua celebre opera “La poetica dello spazio”, esplora proprio questa relazione tra spazio fisico e spazio psichico. Per Bachelard, lo spazio che ci circonda è sempre investito di emozioni, di memorie e di sogni. Un luogo non è mai solo un luogo; è il riflesso della nostra anima.
Egli scrive infatti: “Lo spazio colto dall’immaginazione non può restare spazio indifferente. È vissuto. E non è vissuto soltanto nella sua positività, ma con tutte le parzialità dell’immaginazione”.
Ritornando al luogo dell’incidente, immediatamente dopo essere sopravvissuti all’impatto, lo scenario cambiò radicalmente. Quegli stessi alberi, quei prati, quelle rocce tornarono rapidamente a essere un’oasi di pace, luoghi di protezione e di conforto. La gente del paese, accorsa per aiutarci e confortarci in attesa dei soccorsi, arricchì il luogo con il calore della solidarietà e dell’amicizia umana. Ricordo chiaramente il sorriso e la gentilezza di quelle persone che, inconsapevoli dell’importanza del loro gesto, trasformarono l’angoscia appena vissuta in un momento di
condivisione e umanità profonda.
Questa duplice valenza dei luoghi mi fa pensare anche alle riflessioni di Martin Heidegger, che nel suo saggio “Costruire abitare pensare” sostiene come abitare non significhi semplicemente occupare uno spazio, ma viverlo, dargli senso, stabilire con esso un rapporto profondo e significativo. Per Heidegger, “abitare è il modo in cui gli uomini sono sulla terra.”

Nel corso dell’incidente, in effetti, il nostro abitare quello spazio fu drasticamente alterato dalla minaccia della morte, per poi recuperare un senso più profondo e autentico dopo il pericolo scampato.
In campo psicologico e clinico, possiamo osservare qualcosa di simile nell’esperienza dei pazienti che soffrono di attacchi di panico. Penso in particolare a coloro che provano angoscia nell’affrontare un’autostrada: per essi, un tratto di strada apparentemente neutro e quotidiano può improvvisamente caricarsi di terrore, ansia, disperazione. La parola stessa “autostrada” assume valenze persecutorie.
Eppure, grazie al trattamento psicoanalitico, quegli stessi luoghi possono tornare a essere vissuti con serenità e persino con piacere. La strada smette di essere trappola per tornare a essere luogo di libertà, di velocità serena, di un viaggio piacevole che può nuovamente essere goduto senza più paura.
Questo processo di trasformazione non è mai semplice né immediato. Richiede tempo, pazienza e un delicato lavoro di elaborazione delle proprie emozioni. Freud stesso ci ricorda come la realtà che viviamo non sia semplicemente data, ma continuamente costruita e ricostruita attraverso i filtri della nostra mente. Jacques Lacan parla della realtà simbolica e immaginaria che governa le nostre percezioni e interazioni con il mondo esterno, definendo gli spazi psichici come cruciali nel determinare il nostro modo di vivere gli spazi fisici.
Anche Donald Winnicott sottolinea come il nostro senso di sicurezza e di angoscia dipenda fortemente dallo spazio psichico che riusciamo a creare dentro di noi, riflettendosi inevitabilmente nella nostra percezione del mondo circostante. I luoghi che abitiamo sono sempre intrisi della qualità emotiva e psicologica della nostra esperienza interiore.
Così, proprio come accadde a noi quel giorno, la paura non cancella la possibilità di trasformare radicalmente il nostro rapporto con i luoghi, facendoli tornare a essere spazi sicuri e abitabili. Ed è forse questa la lezione più importante: l’uomo ha la capacità straordinaria di trasformare gli spazi del trauma e della paura in luoghi di vita, memoria condivisa e resilienza collettiva.
Noi veterani del 15° Stormo conosciamo bene questo processo. Il nostro spirito di corpo, la solidarietà reciproca e il sostegno delle comunità locali che tante volte ci hanno accolto, sono il motore di questa straordinaria trasformazione. Attraverso la memoria condivisa, possiamo abitare nuovamente anche i luoghi del trauma, facendo di essi spazi di incontro, amicizia e speranza.

Riferimenti bibliografici

  • Bachelard, G. (1957). La poetica dello spazio. Cortina Editore.
  • Freud, S. (1920). Al di là del principio di piacere. Internationaler Psychoanalytischer Verlag.
  • Heidegger, M. (1951). Bauen Wohnen Denken (Costruire abitare pensare). Niemeyer.
  • Lacan, J. (1953-1954). Le Seminaire, Livre II: Le Moi dans la théorie de Freud et dans la technique de la psychanalyse. Éditions du Seuil.
  • Lacan, J. (1971). Écrits: A Selection. W. W. Norton & Company.
  • Lewin, K. (1943). Frontiers in Group Dynamics: II. Channels of Group Life; Social Planning and Action Research. Human Relations, 1(2), 143–153. [Trad. it. Paesaggio di guerra].
  • Rivista SV (1989) – Sicurezza del Volo n.154, p.2 – Anatomia di un incidente – Istituto Superiore per la Sicurezza del Volo – Aeronautica Militare – Ministero della Difesa.
  • Tuan, Y.-F. (1977). Space and Place: The Perspective of Experience. University of Minnesota Press.
  • Winnicott, D. W. (1971). Playing and Reality. Tavistock.

Pilota e schermitore al 15° Stormo

Il Tenente Mattia Antoci, pilota dell’82° Centro SAR del 15° Stormo, conquista la medaglia di bronzo nella quinta prova del Circuito Nazionale Master a Nocera Inferiore.

La kermesse organizzata dalla Polisportiva Ager Nucerinus si è svolta lo scorso 5 e 6 aprile ed ha chiuso il circuito nazionale 2024-2025 dell’Associazione Italiana Master Scherma.

Nella Spada maschile,  categoria over 24, il Tenente Mattia Antoci, iscritto alla Trapani Scherma, si è aggiudicato un meritatissimo terzo posto, portando a casa una medaglia di bronzo che non solo testimonia la sua qualità di schermitore, ma inorgoglisce l’82° Centro SAR tutto per avere tra le sue fila un giovane e valido atleta e collega.

Congratulazioni Mattia! Mammajut!

Tutti alla Motocunzata!

Il Moto Club Il Pellicano del 15° Stromo, in collaborazione con il 37° Stormo, organizza per il prossimo 1° giugno l’evento motociclistico “Motocunzata”, aperto ad ogni tipo di moto.

I partecipanti si incontreranno all’Hotel delle Saline a Nubia, da dove partirà la passeggiata in moto che arriverà in aeroporto dove ci sarà la mostra statica di velivoli militari, la benedizione dei caschi, l’esibizione di falchi e tanto altro

Pane cunzato, sfincione, dolce, vino e bibite vi aspettano!

Per le prenotazioni (obbligatorie!) scrivete a: mcilpellicano@gmail.com; per ogni altra informazione contattate il Presidente o il Vicepresidente del Moto Club Il Pellicano ai numeri 3505362788 e 3476037091

Pasqua di lavoro per l’82° Centro S.A.R. di Trapani

Il Soccorso Aereo dell’Aeronautica Militare, con gli equipaggi del 15° Stormo, garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, senza soluzione di continuità, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo, inoltre, ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche marginali.

La Pasqua, quindi, non fa eccezione e nel pomeriggio del 20 aprile scorso, l’equipaggio in prontezza d’allarme dell’82° Centro SAR, ha ricevuto l’ordine di missione dalla Sala Operativa del Rescue Coordination Center (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (FE), per recuperare una donna gravemente ferita nella riserva naturale dello Zingaro (TP) (https://www.riservanaturalezingaro.com/)

Intorno alle 16 l’elicottero HH-139B è decollato e, dopo aver imbarcato due operatori del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS) a Castellammare del Golfo, si è diretto in direzione della Riserva dello Zingaro per soccorrere la donna ferita. Trovandosi in una zona impervia che non consentiva l’atterraggio dell’elicottero, il recupero è stato fatto grazie all’utilizzo del verricello di bordo. L’equipaggio ha fatto quindi rotta nuovamente presso il campo sportivo di Castellammare del Golfo dove è atterrato ed ha affidato la donna alle cure del 118.

Poco più di un’ora dopo il decollo, l’equipaggio ha fatto rientro alla base aerea di Trapani-Birgi riprendendo la prontezza per il servizio di ricerca e soccorso nazionale a disposizione della collettività ogni singolo giorno dell’anno.

Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato più di 7500 persone in pericolo di vita. Dal 2018 l’82° Centro ha acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e la lotta agli incendi in Sicilia.

L'aerosoccorritore e un membro del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano preparano la donna infortunata per il recupero.
Pronti per il recupero con il verricello.
L'elicottero è atterrato all'interno del campo sportivo di Castellammare del Golfo. L'equipaggio predispone lo sbarco della donna infortunata con il personale del 118.
Lo sbarco della donna infortunata