Cieli blu Sandrone (di Diego Sismondini e Bruno Monteferri)

Sandro, e cosi te ne sei andato. In punta di piedi come era tuo modo di fare.
Sai ci sono persone che quando muoiono lasciano un vuoto particolare. Molto profondo. Di solito sono quelle persone che ti hanno fatto stare bene e ti hanno lasciato bei ricordi. E tu, Sandro, sei uno di quelli. Il 15° era parte di te, del tuo spirito. Sei sempre stato una brava persona, un “gigante buono” innamorato della vita e del tuo 15° Stormo (e della Roma!).
Ma Sandro Paciarotti non era solo quello.
Tu avevi la battuta pronta e pensavi agli altri prima di pensare a te. Quante volte sono venuto in segreteria e ti ho trovato assorto nei tuoi mille pensieri… Smettevi di pensare ai tuoi incubi e ti dedicavi a noi. E solo chi ti ha veramente conosciuto sapeva quali battaglie combattevi internamente. Ci guardavi con il sorriso, chiudendo in un angolo le tue sofferenze per seguire noi. Tu non eri solo un tifoso del 15° Stormo, ne sei stato parte integrante. A volte soffrivi, si vedeva, combattevi contro mostri enormi eppure c’eri. Sempre.
Non scrivo molto, lo so. Leonardo B, con educazione, spesso ci rimprovera di non fare abbastanza, di non tramandare le nostre memorie. Questa volta invece lo farò. Si deve sapere e si deve ricordare il nostro “gigante buono”.
Sei, professionalmente, nato a Trapani. Il caso ha voluto che alla BAOS incontrassi una persona che ti aveva conosciuto allora a Trapani. Eri una statua di uomo mi disse. Una brava persona davvero. Ti piaceva la vita, la musica, le discoteche e il tuo Reparto. Trapani ti ha formato e ti ha, fortunatamente, consegnato a noi a Pratica di Mare qualche anno fa.
Sai, mi piace immaginare la tua amata mamma, che dal cielo è venuta a prenderti in una infuocata giornata d’estate di questo caldo 2026. Ti ha preso per mano dopo averti accarezzato dolcemente, come solo la mamma può fare e ti ha portato verso la luce sottraendoti alle tue sofferenze. Perché le persone buone come te vanno sempre verso la luce, verso il paradiso.
Ora, abbracciala forte e vola nel cielo con lei.
Mammajut, Sandro… Mammajut!
Sandro Paciarotti – il nostro Sandrone

[Grazie Diego… grazie. Sandro si sarebbe commosso in tutta la sua mole. Ciao Sandrone, cieli blu!]

[Di seguito riporto il testo delle parole di saluto che il Comandante dell’85° Centro SAR ha pronunciato durante la cerimonia funebre.]

Oggi non è facile trovare le parole giuste…
Magari pensate che parlo davanti a voi come comandante di Sandro, ma questo ruolo, in questo momento conta poco.
Oggi parlo soprattutto come collega, come persona che ha conosciuto Sandro e che gli ha voluto bene e che, come tutti voi, sente il vuoto che la sua assenza lascia. 
Siamo qui per un saluto semplice ma non per questo meno sentito. Siamo qui perché nessuno di noi poteva lasciare andare Sandro senza dirgli un ultimo grazie e senza ricordare, tutti insieme, l’uomo che è stato per tutti noi.
Sandro era una presenza impossibile da ignorare, con la sua figura imponente, da omone grande e grosso, riempiva lo spazio appena varcava la soglia del Centro.
Ricorderemo Sandro per la sua presenza “discreta” …non sempre…anzi, diciamolo con sincerità: talvolta la discrezione non era certo il suo tratto distintivo e forse era proprio questo il bello di lui…
In quei momenti non era più Sandro…era semplicemente il nostro Sandrone…che come un supereroe nascondeva sempre sotto la sua divisa i panni di “TorvaKing”.
Quando arrivava lo si capiva subito: i passi nel corridoio, quel vocione che rimbombava, le sue battute e quel suo modo schietto, diretto e a volte colorito di vivere la giornata, lasciavano sempre il segno.
Tra la frenesia degli impegni lavorativi, riusciva sempre a strapparci un sorriso, portando tra noi quella spontaneità e quell’umanità che solo le persone vere sanno lasciare.
Sandrone era… voglio pensare che ancora è uno dei nostri… un Leone dell’85° Centro… E ne incarnava pienamente lo spirito.
Spesso si pensa che un leone sia forte solo quando ruggisce, quando mostra agli altri la propria forza… E di ruggiti Sandro ne aveva eccome…
Ma la sua forza più grande è stata un’altra.  L’ha dimostrata nel modo più nobile e più difficile:  con la sua resistenza silenziosa.
Dietro quella corazza da gigante si nascondeva un cuore immenso e una sensibilità profonda, fatta anche di fragilità, di momenti difficili e di battaglie personali affrontate con una dignità straordinaria.
La dignità… È questa la forza che oggi voglio ricordare.

È stato un Leone ogni mattina in cui, nonostante il peso che a volte portava dentro, ha trovato la forza per esserci, di indossare la divisa e di camminare al nostro fianco, offendo il suo contributo con i suoi tempi, il suo carattere e il suo modo di essere.
Non era debolezza, ma un coraggio silenzioso, quello che spesso nessuno vede e che proprio per questo vale ancora di più.
Un esempio che ci lascia molto più di quanto lui stesso avrebbe mai immaginato.
Ah Sa’! … Sei stato una delle prime persone dell’85° che ho conosciuto ormai 12 anni fa, quando mi stavo trasferendo da Cervia a Pratica…
Ti ricordo con affetto sul ballatoio del nostro hangar che scrutavi tutta la nostra attività,  per la quale essere un Leone del SAR ne andavi profondamente orgoglioso…
Ricordo con simpatia gli occhi preoccupati delle persone quando ti chiedevo di “consegnare” loro i gradi sul petto… Anche lì, dimostravi la tua enorme gentilezza nel farlo…
Ricordo i tuoi occhi fieri quando ruggivi in hangar il nostro “MAMMAJUT” a seguito di un brindisi … Quando scambiavamo due battute sulla finaccia che ha fatto la Virtus Roma di basket e anche quando facevi il figaccione facendoti le foto con quel gran pezzo di ferro della mia moto.
E ricordo ancora il tuo ruolo di mio personale bodyguard quando passavi in ufficio e mi chiedevi simpaticamente se qualcuno mi stesse disturbando…
Beh, Sandrò… Ti prego di continuare ad essere da lassù la mia guardia del corpo, non solo mia ma di tutti i Leoni dell’85° Centro, perché tu ci volevi bene ma noi tutti ne vogliamo tanto anche a te.
Per noi tutti rimarrai sempre il nostro gigante buono… E un tratto distintivo indelebile dell’85°…

Alla sua famiglia va il nostro abbraccio più sincero e spontaneo. Custodiremo il ricordo di questo grande Leone con affetto, gratitudine e con il sorriso di chi ha avuto la fortuna di condividere con lui la vita di tutti i giorni.

Caro Sandrone, fiero Leone del nostro Centro, ti auguriamo che il cammino che oggi intraprendi sia finalmente sereno,  leggero e pieno di pace.

Il mio prossimo volo è dedicato tutto a te…

CIAO SANDRÒ! … MAMMAJUT!

Quel 31 agosto di 23 anni fa

– di ODL –

clicca per ingrandire

 L’evento accadde il 31 agosto del 1987: ero già andato via dal Gruppo e dallo Stormo da quasi un anno e sicuramente è per questo che  non ne ricordo i particolari. Ciccio era di servizio in  Sala operativa e quanto riporta sul “librone”  si legge chiaramente:
” 14.40 Z – L’RSC ci comunica che GA sta ammarando “.
Non  ricordo però neppure di aver  letto l’articolo, forse allora non pubblicato,  scritto dopo 23 anni da Sabatino Martellucci, membro di equipaggio a bordo.
Allora, quale occasione è migliore di questa per pubblicarlo 33 anni dopo? Anche perchè non è di tutti i giorni poter dire o scrivere e leggere….. “Ormai è sera, mangio un boccone e vado a dormire, l’elicottero è ormeggiato nel porticciolo….. “ Leggi tutto “Quel 31 agosto di 23 anni fa”

Pensieri sparsi sulla presentazione del libro “HH3F 37 ANNI DI SOCCORSO DAL CIELO”

 di Mario Sorino

   A precedere la presentazione del libro, lunedì 20 novembre, presso l’85° Centro Combat SAR, abbiamo assistito alla costituzione della Sezione di Pratica di Mare dell’Associazione Gente del 15°. Il Presidente dell’Associazione, Gen. D.A. (a) Giacomo De Ponti ha illustrato l’evento e presentato il Presidente della costituenda Sezione, Col. Sergio Ivaldi ed il suo vice il Magg. Marco Mascari. L’iniziativa fa seguito alla costituzione della Sezione di Cervia e speriamo sia seguita da identiche iniziative a Trapani, Gioia del Colle ed a Decimomannu, nella speranza che vi sia sempre più identità fra Associazione e sedi in cui lo Stormo e le sue “appendici” operano.


A seguire, con il Presidente coadiuvato dall’editore, ossia dalla Rivista Aeronautica rappresentata dal Col. Cervone  e dal T.Col Stefano Cosci, si è svolta la presentazione ufficiale del libro che racconta le gesta del Pellicano, e dei suoi uomini, nei 37 anni di impiego al 15° Stormo.

Il libro, ideato e magistralmente condotto nella concretizzazione dei vari menabò che si sono succeduti dal Gen. De Ponti, è una creatura realizzata interamente dall’Associazione e dai suoi uomini. Essi stessi sono stati gli autori dei testi, così come sono stati coloro che hanno reso disponibile buona parte delle immagini, inedite, che hanno arricchito le 236 pagine di cui si compone il volume.


La Rivista Aeronautica, che come già specificato è l’editore del volume, ha provveduto a mettere a disposizione gli archivi fotografici dell’Aeronautica Militare, arricchendo i testi con le immagini che raffigurano l’HH3F negli innumerevoli teatri in cui ha operato in giro per il mondo, ed ha svolto la delicata ed insostituibile opera di realizzazione del progetto grafico e della impaginazione.

Al di là della spiegazione dei contenuti del libro, già riportata nelle pagine del nostro sito, ed al di là delle pagine scritte vi sono, all’interno del libro, una serie infinita di pagine non scritte.

Pagine che appartengono alle differenti generazioni che hanno operato con e sull’HH3F e che hanno un filo conduttore comune per ogni generazione, così come, però, ogni uomo ed ogni donna che hanno volato l’HH3F hanno le loro pagine non scritte e che solo loro possono leggere sfogliando il libro.

Io appartengo alla prima generazione che ha volato l’HH3F. La mia abilitazione, riportata in un diploma che non ricordo più in che scatolone dell’ennesimo trasloco è andato a finire, riporta, se non ricordo male, il numero progressivo 24. Riuscii persino ad effettuare l’abilitazione prima di alcuni dell’Ibis III (il famoso Corso Squalo, o più malignamente da qualcuno definito Corso Attila perché dove passavano loro non cresceva più l’erba) che nel frattempo erano andati alla SGA per frequentare il Corso Normale.

La mia generazione è quella dell’arrivo massiccio dei Corsi Normali al 15° Stormo perché doveva arrivare l’HH3F e servivano tanti piloti. Il primo Corso fu proprio l’Ibis III, seguito dal Leone III, dal Marte III e così via. Arrivavamo a frotte di 10/12 per Corso. Del resto i nostri furono, credo, i Corsi accademici più numerosi del dopoguerra.

In attesa dell’arrivo dell’HH3F in quantità tali da poterci consentire il passaggio e l’abilitazione giocavamo al “pirata” per ingannare il tempo (è il gioco delle monete nascoste in una mano e che serve ad individuare chi paga il caffè) oppure giocavamo ad evitare di individuare il numero di serie di una banconota, sempre per trovare chi dovesse pagare il caffè. Perché non c’era altro da fare che bere caffè ed ingannare il tempo. Di volo poco, molto poco. Con gli AB47J e, ma solo per l’allarme, con gli AB204B.

Appartengo a quella generazione che non aveva un solo Sottufficiale negli Uffici. Però avevamo 3 Marescialloni Piloti, di quelli che avevano fatto la guerra!

Appartengo a quella generazione che come primo incarico ha svolto quello di Addetto alla Segreteria, poi Addetto all’Ufficio Voli per essere poi promosso Capo Ufficio Voli. I brogliacci (i registri ufficiali dove si riportavano i voli) li scrivevo a mano. Ed ogni semestre dovevo, insieme ad altri, realizzare gli stralci volo per i piloti, battuti a macchina in duplice copia. Quando, da T.Col. sono giunto allo SMA qualcuno ha cercato di spiegarmi cosa fosse il titolario d’archivio, l’ho fermato subito: l’avevo imparato da Tenente.

Appartengo a quella generazione che ha visto nell’arrivo dell’HH3F una rivalsa di tutto lo Stormo, anche dei colleghi dell’84° Gruppo che volavano sull’ala fissa, sull’HU16. Perché l’arrivo dell’HH3F ha fatto emergere quanto nobile fosse il lavoro del soccorso e degli…………….elicotteristi, termine pronunciato con un certo senso di malessere come veniva, e forse viene ancora, pronunciato in Aeronautica. Questo perché, purtroppo, è l’apparenza ciò che più colpisce e che più soventemente veniva, ed ahimè viene, considerata. Quindi un bell’elicotterone grande grande e con i suoi colori sgargianti non poteva che nobilitare il 15° ed i suoi uomini.


Appartengo a quella generazione che con orgoglio montava d’allarme con l’HH3F per le 24 ore di servizio d’allarme pronti in 30’ (considerando che bisognava prima passare in sala Operativa a prendere gli elementi della missione per poi dirigersi all’elicottero e che per metterlo in moto servivano non meno di 15’), con inizio dell’allarme alle 21.00. Per passare, allo scadere delle 24 ore, in prontezza 120’ per altre 24 ore. I due giorni di riposo successivi………………..(se avete immaginazione arrivateci da soli e comunque non esisteva lo straordinario).

Appartengo a quella generazione che andava in giro per l’Italia, ed anche fuori, con a bordo 2 piloti, un montatore, un motorista, un elettronico ed un elettromeccanico di bordo (EMB). Se poi la missione era su mare, oppure operativa, si imbarcava anche l’aerosoccorritore. Ed in caso di trasporto sanitario Medico ed, a volte, Aiutante di Sanità.

Appartengo a quella generazione che non aveva smartphone, Iphone e tablet e quando andava in giro per l’Italia intratteneva il tempo condividendolo e vivendolo insieme. Nelle mie pagine non scritte ci sono innumerevoli missioni fuori sede con cene fatte insieme all’equipaggio.

Appartengo a quella generazione che, a proposito di cene fatte insieme e del condividere ogni momento, inventò il Vittorino: il locale posto sotto la scala che portava all’Ufficio Operazioni e che fu adibito a cucina e sala da pranzo dell’equipaggio e di quanti si trovavano a passare in quel momento.

Appartengo a quella generazione che aveva un bel Circolo Ufficiali, così come i Sottufficiali, ed anche gli Avieri, avevano il loro. Ed i Circoli venivano frequentati e vissuti, anche la Domenica con le famiglie. Ed organizzavamo delle feste di carnevale, ovviamente in costume, che ancora oggi sono sulla bocca di tutti quando ci si incontra. Chi non ricorda Gianfranco, vestito da computer, con in testa uno schermo. Era il momento del boom dei computer e Gianfranco ne era forte assertore.

Appartengo a quella generazione che quando aveva voglia di organizzare qualcosa fuori dall’aeroporto aveva un suo ristorante preferito: il cadavere, in onore della foto del parente defunto appesa ad una parete, con tanto di lumino (come direbbe Totò) acceso.

Appartengo a quella generazione del Fiùùù, Firifiùùù, il fischio con il quale Antonio Toscano, detto Totonno, concludeva i suoi scritti ripetendo idealmente quel fischio che la mia generazione emetteva quando ci si incontrava. E per chi non lo ha mai sentito non si può spiegarne la melodia.

Appartengo a quella generazione, e ne sono enormemente orgoglioso, che nel libro sull’HH3F ha visto depositarsi la naturale ciliegina su una torta che ha racchiuso in se barriere da superare, professionalità, nuove esperienze, sentimenti, emozioni, paure, coraggio, risate, gioie ma anche lacrime. Ed è per tutto questo e per i valori che ci accomunano che abbiamo creduto e crediamo nell’Associazione Gente del 15°.

Appartengo alla generazione che…………………come è stato bello!!!!!! E per chi non c’è stato………………………non sapete cosa vi siete persi.

Fiùùù, Firifiùùù

Mammajut

Serpenti e allori – IL COBRA IMPERIALE

– Gen. BA Giorgio Russo –

Passa altro tempo. I secolari ulivi pugliesi sostituiscono le distese di acacie. Sono “Proconsole in Provincia”, come scherzosamente definivo il mio incarico di Comandante dell’84° Centro. Avevo trovato un richiamo da caccia per papere, anzi, per “Paperi”.
Al telefono e in giro, ogni contatto era preceduto dal suono di quello strumento che portavo costantemente con me e che annunciava il mio arrivo a distanza. Quello stesso richiamo, vero e proprio grido di caccia, si era propagato un attimo prima di andare a bordo. Destinazione Leeuwarden, in Olanda, per partecipare alla SAR Competition, con il grande onore di rappresentare il XV Stormo. Tutto pronto, pianificato alla perfezione: e meno male!

Leggi tutto “Serpenti e allori – IL COBRA IMPERIALE”

Serpenti e Allori – IL MAMBA SETTE PASSI

– Gen. BA Giorgio Russo –

Cipro è lontana, ora. Dalla superficie irta e appuntita si vede l’azzurra magnificenza del mare che si stende a perdita d’occhio, ma le acque non sono più quelle del Mediterraneo. Di fronte a me, adesso, si apre lo sconfinato Oceano Indiano. Sotto i piedi, le taglienti lame rocciose che arrivano quasi a bucare le suole di gomma, appartengono alla scogliera che delimita l’aeroporto di Mogadiscio. È la base del nostro accampamento per la missione Albatross Somalia – Restore Hope.

Leggi tutto “Serpenti e Allori – IL MAMBA SETTE PASSI”

Serpenti e allori – IL SERPENTE FRUSTA

Il 7 ottobre 1985 un commando di 4 aderenti al Fronte di Liberazione della Palestina (FLP) dirottarono la motonave Achille Lauro, in crociera nel Mediterraneo, chiedendo la liberazione di 50 loro compagni detenuti in Israele.

Il giorno successivo fra le forze messe in campo, sia dagli italiani, sia dagli USA, figurarono 4 HH3F che raggiunsero la base RAF di Akrotiri sull’isola di Cipro.

Leggi tutto “Serpenti e allori – IL SERPENTE FRUSTA”

L’Associazione a Leros per la manifestazione “Alle origini del SAR”

Il 5 Settembre 2016 l’Associazione ha raggiunto l’isola di Leros, nel Dodecaneso, per portare in quel lontano lembo di terra nuovamente la presenza della “Gente” del Soccorso.
Come era stato annunciato ai Soci, dal 6 all’11 di Settembre nell’occasione del 70° anniversario della costituzione del Servizio di Soccorso Aereo dell’AM, nella cornice di quella che fu la base aeronavale più importante del Mediterraneo Orientale durante il secondo conflitto mondiale, sono state ricordate le gesta dei nostri avi. Le Squadriglie 147ª, 185ª della Ricognizione Marittima Lontana, con la 11ª Sezione Soccorso in esse incorporata, tutte dell’84° Gruppo, son state rievocate ed i loro uomini sono stati con affetto ricordati, nel corso delle diverse occasioni offerte dalla manifestazione “Alle origini del SAR”[1].

Leggi tutto “L’Associazione a Leros per la manifestazione “Alle origini del SAR””