La gioia di un amico

in ricordo di Francesco Asti

“La gioia di un amico’ scritta da Antonio Toscano il 18 agosto di molti anni dopo l’incidente, a conferma e testimonianza che il tempo può lenire il dolore ma rafforza certamente il ricordo.

 

“Il 18 di agosto di qualche anno fa cadeva la vita di un amico, un Ufficiale Pilota Capo Equipaggio di un HH.3F in missione reale di soccorso: Maggiore Francesco Asti, che aveva al fianco il Capitano Giacomo De Ponti come secondo.
In quella notte scura, nel buio mare al largo dell’isola di Ponza si fermava la vita di un amico che sapeva esprimere molte cose, in primis la gioia.



Non fu il pericolo a fermarlo, nè la difficoltà: fu l’ardimento che aveva appreso nella palestra del 15° Stormo, in quella fucina dove il lavoro incessante ed il sacrificio erano all’ordine del giorno, dove non c’era spazio per la tristezza e per il malcontento, dove egli stesso ricavava la gioia per un lavoro non adatto a tutti, ma ai privilegiati che sapevano coniugare difficoltà e gioia esistenziale.

In questo anniversario, che l’Associazione Gente del Quindicesimo tiene a celebrare con dignitosa e semplice cerimonia, ci piace ricordare il nostro amico con il suo sorriso indelebile che ancora vediamo stampato come il fermo-immagine della pellicola della vita di questo Reparto dell’A.M.

Francesco Asti era l’immagine della gioia e lo onoriamo come qualcosa che arrivò in dono a noi tutti di quella straordinaria stagione, preoccupandoci di ricordarlo sempre non come fatto istituzionale, ma come fatto che è inciso a fuoco nel nostro animo.

Niente potrà fermare questo ricordo, se anche un terribile cataclisma s’avventasse su Roma intera, porteremmo con noi le spoglie per onorarle come facciamo ogni anno. 

A Franco Asti, la gioia di essere un Pilota del Quindicesimo, la gioia di avere una donna amata, la gioia di essere un amico. 

MAMMAIUT

 

 

 

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Una risposta a “La gioia di un amico”

  1. Non ho parole per ringraziarvi tutti voi del 15 la famiglia che mi ha più volte dimostrato affetto…
    Quest’anno non ho potuto rivedervi per la commemorazione, sempre viva come i primi anni, ma eravate presenti nel mio cuore. Il vostro modo di onorare i caduti e specialmente mio fratello Francesco mi commuove sempre.
    Sperando ci si possa riabbracciare vi saluto “cari Fratelli del 15”.
    Arturo

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