di Antonio Toscano
Atto unico con appendice, a gentile richiesta.
Anno Domini 1972, 2 Gennaio, ore 08.00 circa, presso il famigerato Centro di Sopravvivenza ed Aerosoccorritori, Vigna di Valle.
Il Comandante T.Col. Papò chiama a rapporto tutto il personale che si riunisce nell’unica stanza riscaldata da una stufa a gas.
Tutti presenti e con l’attenzione rivolta alle parole che risuonano chiare e forti, come sempre:
“Ragazzi, vi ho riuniti perché servono due volontari per Trapani-Birgi; hanno bisogno di aprire il Servizio Soccorso di Base…siamo chiamati a dare il nostro contributo… Leggi tutto “Per grazia ricevuta, ovvero la nascita del “BEATI VOI””


In strada, dopo alcuni secondi, si scatenò il putiferio; lampioni che oscillavano, un boato ed una luce accecante come un lampo passò all’altezza del Vesuvio, tutto tremava ed oscillava ed io non riuscivo a tenere forma la macchina, mentre molti cornicioni di vecchie case venivano giù con uno schiocco raccapricciante.
Dalla fervida intuizione del “pater sommozzatorum” Franco Papò e con la spinta organizzativa e riflessiva del Col. Nicola Dellino, nel 1968 la Sicurezza del Volo dello SMA diede vita al progetto di dotare l’Aeronautica Militare di una nuova specialità: i Sommozzatori-Soccorritori. Dopo una prima esperienza presso la Marina Militare che brevettò 5 sottufficiali, la Essevvù decise di intraprendere la strada maestra e di affidare alla Federazione delle Attività Subacquee del CONI la formazione del personale. Precisamente fu chiamato in causa il grande Maestro Duilio Marcante (un’autorità mondiale nel campo della didattica) che era Direttore del Centro Didattico di Genova-Nervi, un uomo-pesce dal quale imparare tanto. Furono selezionati a cura dell’IML un primo nucleo di personale proveniente non più dalla categoria antincendi, ma dal personale di governo; i volontari idonei alle visite mediche giunsero a Genova la mattina del primo novembre del 1968.
Questa è una di quelle buone; una delle tante vicende di volo parossistiche, forse inascoltabili, perché ha una prosa che è spesso poca attinente al linguaggio interfonico tra pilota e specialista; ma è ineludibile scriverne la vicenda per i suoi contenuti accidentali.