ACCIDENT EXPRESS N° 19

OSSIA……………….I SEIORISTI

di Antonio Toscano

Questa è una di quelle buone; una delle tante vicende di volo parossistiche, forse inascoltabili, perché ha una prosa che è spesso poca attinente al linguaggio interfonico tra pilota e specialista; ma è ineludibile scriverne la vicenda per i suoi contenuti accidentali.
Epopea dell’AB.204, elicottero monomotore, bipala, quasi al termine della propria vita operativa; spesso dava certi problemi che solo la perizia e l’esperienza dei piloti riusciva a non incrementare il numero degli incidenti gravi. Ogni tanto s’affacciava anche l’esigenza per un alto grado dell’A.M. di fare una ripresa volo, oppure fare delle ore di volo semestrali, abilitazioni, ecc..
Al 15° giunse un sig. Generale per una ripresa voli su AB.204. Elicottero con istruttore ed equipaggio schierati, stretta di mano e tutti a bordo, per un volo in montagna.
Per tale esigenza era prevista la presenza di un solo specialista, oltre che del pilota istruttore incaricato.

Volo tranquillo in una giornata serena con grande visibilità.
L’AB dirige verso nord, rispettando quote e velocità, uscendo dal circuito di Roma-Torrenova a 1500 ft. Arrivati nella zona montuosa il pilota abbassa notevolmente la quota operativa dell’elicottero, passando “sui clivi e sui colli”, descrivendone in volo il pendio e le salite, aumentando e diminuendo la quota: tutto regolare, se vogliamo; solo che qualche volta si vedeva in lontananza un elettrodotto (i fili dell’alta tensione) di cui l’istruttore e lo specialista segnalavano tempestivamente la presenza, essendo prevista che la minaccia rappresentata dai fili fosse controllata con l’osservanza di distanze di sorvolo con quote di sicurezza.
Ai comandi, il pilota non aveva incertezze perché evitava l’ostacolo, anche se con un poco di ritardo, procurando un certo allarme nello specialista, giovane sergente montatore alle sue prime esperienze.

Sempre più sicuro ai comandi, man mano che procedeva il volo, il pilota si avvicinava all’alta tensione, sorvolandola con abilità e creando suo malgrado, uno “strano effetto” nello specialista.

– “…Comandante, fili sulla nostra rotta”, segnalava lo specialista;
– “…visti, grazie”, proseguendo il volo a pochi metri sui fili.
– “…Comandante, i fili”, e di nuovo….Comandante….
– “Calma, calma”, disse il pilota istruttore girando la testa verso lo specialista, mentre il volo proseguiva diretto verso i fili del terrore.
– “Ohhh?!?! I fili, i fili….. è giù un epiteto irripetibile verso l’Ufficiale Generale ai comandi, che riguardava gli antenati defunti in versione “acciaccata”, col tono di voce simile ad DO’ fuori pentagramma di un trombone-bombardino, mentre l’AB lambiva i fili da vicino.
– “Ma che sei impazzito?” gridò l’istruttore, mentre lo specialista, non ancora riavutosi dallo spavento, vedeva altri fili in rotta di collisione.

Il volo si concluse con rientro alla base, istruttore imbarazzatissimo, Generale verde dalla rabbia, specialista con animo in subbuglio per lo spavento e per la scarsa prova di autocontrollo.
Ci volle un bel po’ per calmare gli animi, si passò dai provvedimenti medico-legali a quelli disciplinari, ecc.
L’episodio “storico”, più volte riportato a voce dallo stesso protagonista (che appunto era soprannominato Vocione), ha fatto sbellicare dalle risate intere generazioni di materiale umano volante.
I fili dell’alta tensione, tutti lo sanno, sono un pericolo, un forte pericolo, per gli elicotteristi e non solo.
Tutti certamente ricordano la serie, anche recente, di incidenti luttuosi dove aerei hanno impattato fili di elettrodotti e fili di teleferiche, causando veri disastri, ignorando i mille e più di mille appelli della Essevvù.
Ciò nonostante, qualcuno osa, laddove non osano neanche le aquile.
Memento ciampinese:
Mi viene in mente come l’atipico Russo amava sempre definirsi: “abusivo dell’aria”, nel senso che, se madre-natura avesse voluto, avrebbe potuto crearci con ali e penne, invece si è divertita a farci volare in altro modo, non naturale; da qui il rispetto e la prudenza nel volo.

Per cui si ricava la “morale campestre universale”: “l’abusivo non osa; oppure se osa, lo fa una sola volta”…Fiuuu, firifuuu!!!Mammajiut.

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