LA COMPAGINE SI ASSOTTIGLIA

(in memoria del Gen. Giampaolo Chiappini e del M.llo Gino Petrucci)

di Mario Sorino

C’è un vecchio modo di dire: il tempo passa e l’uom non se n’avvede. Non è vero! Se ne avvede, eccome!

Qualche giorno fa è giunta, inaspettata, la notizia della dipartita di Gino Petrucci, uno dei miei primi collaboratori (come amo definire chi altri chiama dipendenti). Si perché io fui il primo Comandante di Squadriglia dell’85° Gruppo cui assegnare gli Aerosoccorritori dopo lo scioglimento del  loro Nucleo…….facevano troppo casino…..erano ingovernabili, quindi fu deciso di togliere loro autonomia e transitarli alle dipendenze di un Ufficiale Pilota. Chi erano? È presto detto, basta prendere spunto da uno scritto del mitico Totonno Toscano: “Il nucleo Aerosoccorritori ancora esisteva; ante crisi dell’indennità fissa mensile che oggi tutti gli ARS percepiscono; era una specie di punto focale, dove tutti facevano riferimento; c’era il capo Franco D’Aniello del quartiere Sanità, Albertone Mori da Civitavecchia, Fefè Morra (o’cinese, con creatura al traino), Fusco (Moscè) che si diceva di Bergam ma era di Santa Maria Capua Vetere; Mario Russo indigeno partenopeo (o’ rammariello), Sergio “Pippy” Venosa da Bracciano, Mimì Pessolano, Tenore da Nocera Inferiore, Fefè Felaco “anarchico” (amico del cinese), Salvatore Nuvoli (USAC: unione sardi a Ciampino), Gino Petrucci da San Giovanni in Carico (o’cafone) e, dulcis in fundo, Totonno Toscano, cresciuto con le polpette della nonna (il potatore).”

Ed ancora lo ricordo Gino. Quello che per me è rimasto nella memoria: il Sergente Petrucci. Una persona, a differenza degli “elementi a dir poco estemporanei” che lo circondavano, mirabilmente ed amabilmente descritti da Totonno, di una compostezza e mitezza, almeno nei mie confronti, unica. Ricordo ancora quando, da Capo della VI Divisione di PERSAEREO (chi non sa cosa fosse chieda a qualche anziano Sottufficiale), mi trovai a gestire il suo trasferimento a Frosinone con cambio di categoria, abbandonando quella di Aerosoccorritore. Gliene parlai e solo dopo che mi ebbe fortemente convinto diedi luogo a quanto chiedeva: se lo meritava. Si voleva dedicare, e lo fece, ai giovani allenandoli al calcio. Ci siamo incontrati più volte da civili e ci siamo sempre salutati con l’affetto che ci contraddistingueva. Gino se n’è andato troppo presto, troppo giovane, ed ha ancor più ridotto la compagine di quegli amabili Aerosoccorritori descritti da Totonno.

Purtroppo, però, quando le brutte notizie ci si mettono fanno a gara a chi deve arrivare prima ed oggi è arrivata la notizia della scomparsa del Gen. Giampaolo Chiappini: il nostro mitico Colonnello Chiappini, Comandante del 15° Stormo.

Chiappini è stato un Comandante che ha lasciato una traccia molto particolare del suo cammino in quella fucina incandescente ed in continuo fermento che era il 15°Stormo tramutato, come con un colpo di bacchetta magica, da Unità ai margini della Forza Armata a Reparto degno dell’assegnazione di nuovi mezzi all’avanguardia e di una massiccia iniezione di accademisti. L’attività non mancava, con continue richieste di intervento in ogni dove, ma poi ci si mise di mezzo anche la Terra ed i suoi continui tremoliii sul suolo italiano: il terremoto dell’Irpinia!

Chiappini non era un Pilota qualunque. Si era formato alla 46ᵃ B.A., quelli che in tempo di pace se ne vanno in giro per il mondo a cavare dalle pesti i connazionali che si trovano in situazioni dalle quali è meglio fuggire. Quelli, per capirci e per farlo capire a chi troppo giovane poco sa del passato, dei 13 aviatori trucidati a Kindu, nel Congo. Chiappini non era uomo da attendere che dal Cielo piovessero le idee, le decisioni. Era abituato, con il suo equipaggio, a trovarsi da solo ed a doverle prendere…le decisioni.

Il sistema però non era ancora collaudato, non esisteva ancora la Protezione Civile creata dall’On. Zamberletti anche a seguito degli eventi del terremoto, che denunciarono la mancanza di una organizzazione centrale capace di intervenire ed agire con tempestività coinvolgendo, con autorità e competenza, ogni struttura dello Stato. Questo breve inciso per dire che a più di 24 ore dal terremoto l’unico mezzo inviato in zona di operazioni era stato l’HH3F di primo allarme dell’85° Gruppo. Nonostante le continue domande del Comando di Stormo agli enti sovraordinati circa il da farsi si continuava a restare in attesa di…….decisioni. Ed allora emerse l’animo operativo del Col. Chiappini, cedo ancora a Totonno Toscano il testimone per descrivere, con il suo modo scanzonato, l’evento: “Poi il terremoto dell’Irpinia, dove il macchiettista-capo (il Comandante, così soprannominato dagli equipaggi), con un perfetto quanto audace piano di dispiegamento, trasferì l’80% di uomini e macchine nello scassatissimo aeroporto di Capodichino”. La circostanza fu ovviamente accolta con entusiasmo da tutto il personale che mordeva il freno e continuava a chiedersi cosa ancora si dovesse aspettare, dopo le notizie e le immagini che i telegiornali diffondevano 24 ore su 24, per intervenire. Quello che poi fecero il 15° ed i suoi uomini è storia e, fortunatamente, è riportata nella non poca documentazione prodotta dallo Stormo e dall’Associazione Gente del 15°. Così come è storia, tramandata non solo oralmente, il racconto di un evento particolare che vide come protagonista proprio il Col. Chiappini a Capodichino. Eravamo circondati da giornalisti che si imbarcavano su ogni elicottero che avesse uno strapuntino disponibile nei viaggi sull’area terremotata. Fortuitamente uno di questi giornalisti colse lo sfogo di Chiappini che diceva ad un suo interlocutore pressappoco: “se non davo io l’ordine di spostare uomini e mezzi a Capodichino chissà quando ci saremmo mossi”. La notizia fu ovviamente subito pubblicata e causò le ire di qualcuno al vertice, per cui sembrò proprio che il Comandante fosse in procinto di essere sollevato dall’incarico. All’alba, quando le operazioni iniziavano dall’aeroporto di Capodichino, il Comandante riunì il personale presente, per comunicare che forse al termine della giornata avrebbero avuto un altro Comandante. Non so chi fu e chi lo disse, ma praticamente dal personale scaturì un solo commento: “Se lei domani non dovesse essere più il nostro Comandante nessun elicottero si alzerà in volo”. E chi è del settore sa che ci sono innumerevoli modi per rendere facilmente inefficiente un mezzo aereo. Cosa che naturalmente non si sarebbe verificata, ma dimostra l’attaccamento del Reparto al suo Comandante, al suo condottiero, ed era anche un modo per far girare per l’aere una velata minaccia. Niente di tutto ciò accadde. Chiappini continuò a comandare il 15° e ad essere stimato ed amato dai suoi uomini e quanto ho descritto è solo un evento di un periodo di comando di grande intensità che richiedeva, in un momento di grande trasformazione dello Stormo, capacità organizzative non comuni e spalle forti nel gestire un creatura che stava nascendo in maniera non consueta, con propaggini in giro per tutto lo stivale. Servivano persone speciali per gestire tale trasformazioni ed il Col. Chiappini lo fu di sicuro.

Ecco perché oggi un velo di tristezza si stende sullo Stormo, sia negli uomini che hanno avuto la fortuna di operare con il Col. Chiappini, sia in chi vede comunque una pagina di storia, anche se non personalmente vissuta, che si chiude. Per noi anziani la tristezza è particolarmente sentita; abbiamo fatto parte di una compagine storica che ha vissuto un momento entusiasmante ed unico della storia del 15° ed in queste tristi occasioni si gira il capo a destra ed a manca per cercare chi ci ha accompagnato in quel meraviglioso ed irripetibile viaggio… e ci si accorge di essere sempre meno.

Grazie mio Comandante Col. Chiappini, grazie mio caro Sergente Petrucci….grazie di tutto.

Mammajut

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Una risposta a “LA COMPAGINE SI ASSOTTIGLIA”

  1. Ricordo quella notte, quando il col.Chiappini, quasi con le lacrime agli occhi, ci disse : Ragazzi vogliono mandarmi via, farò del tutto se voi volete, per non lasciarvi nelle mani di chi vuol prendere il comando per carriera personale… Questi non sanno il pericolo e quello che state facendo
    ..si alzò il grido mai senza di lei. .. La notte prima avevamo sostituito a tempo di record una trasmissione principale… la mattino per fare il collaudo col carico max, salimmo in più di trenta di noi, nella 1/2 ora di Hvering, previsto e controllare i filtri.. Grande Uomo il col .Chiappini.😢👏🙏

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