IL TRASPORTO AEREO DEGLI AMMALATI DI COVID-19

“Alleggerire la pressione sulle strutture sanitarie”

– di ODL –

Alleggerire la pressione sulle strutture sanitarie è quello che è chiamata a fare l’Aeronautica Militare in questo difficile momento; sempre in prima linea al servizio della nazione, dei cittadini.

L’attività di trasporto assicurata fino ad oggi con gli elicotteri HH-101 del 15° Stormo e con i velivoli B-767 del 14° Stormo e C-130 J della 46^ Brigata Aerea è, e sarà sempre più determinante con il passare del tempo.
Il trasferimento di un ammalato da un ospedale ad un altro, da una città o da un aeroporto ad un altro, si può e si deve tradurre in una vita salvata.

A Cervia, sede del 15° Stormo, si può dire che sia stato istituito un vero e proprio HUB per lo smistamento dei malati: le richieste di trasporto (in bio contenimento e non) arrivano dal Centro Operativo Aereo Unificato COAU[1] della Protezione Civile all’Aeronautica Militare ed attraverso il Centro Operativo Aereo di Poggio Renatico le richieste si trasformano in missioni di volo per gli elicotteri HH-101 del 15° Stormo o per i velivoli C-130 J della 46^ Brigata Aerea, questi ultimi provenienti di volta in volta dall’aeroporto Pisa.

A Cervia sono invece permanentemente “rischierati” i 10 medici specializzati nel trasporto in biocontenimento.
Sono molte le missioni effettuate fino ad oggi; la speranza di tutti è che possano essere sufficienti.

 

Mammajut

NOTE

[1]  Il Centro Operativo Aereo Unificato del Dipartimento della Protezione Civile garantisce il coordinamento della flotta aerea dello Stato nel concorso alle attività di emergenza.
Il compito del COAU è di norma lo spegnimento degli incendi boschivi, per cui, a causa della crisi in atto (COVID-19), si è reso necessario attivare un Centro straordinario di emergenza sanitaria denominato C.R.O.S.S

Che cos’è la C.R.O.S.S  

(clicca sull’immagine sottostante per accedere a questo argomento)

L’attivazione della CROSS e i suoi compiti di coordinamento

Una risposta a “IL TRASPORTO AEREO DEGLI AMMALATI DI COVID-19”

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