I caduti di Lisle en Barrois

L’HH-3F dell’84° Centro di Brindisi impegnato in un volo di trasferimento nell’ambito di una esercitazione militare italo-francese cadde il 23 ottobre 2008 nei pressi di Lisle-En Barrois, località francese vicina al confine belga. Nell’incidente persero la vita :  Michele Cargnoni, 30 anni, di Brescia; Marco Partipilo, 29 anni, di Bari; Giovanni Sabatelli, 50 anni, di Fasano (Brindisi); Carmine Briganti, 41 anni, di Balzano (Taranto); Giuseppe Biscotti, 37 anni, di Grottaglie (Taranto); Massimiliano Tommasi, 34 anni, di Calimera (Lecce); Teodoro Baccaro, 31 anni, di San Vito dei Normanni (Brindisi); Stefano Bazzo, 32 anni di Vicenza.

Un brutto incidente; una brutta storia da dimenticare, ma che purtroppo non potrà mai essere dimenticata.

In tanti abbiamo partecipato ai funerali che si svolsero a Brindisi il 26 ottobre 2008.

“Mammaiut è stato l’ultimo saluto che abbiamo voluto dare ai nostri amici e colleghi.
Il grido lo abbiamo covato nel cuore nell’arco dell’intera cerimonia e quando abbiamo visto i tricolori uscire dall’hangar, portati a spalla, e sentito il trombettiere che intonava il silenzio, una voce si è alzata ad intonare il nostro grido e centinaia hanno risposto all’unisono.
Il resto della cronaca parla di 7 bandiere orgogliosamente poste a coprire i feretri, in un tenero abbraccio, di Michele, Marco, Giovanni, Carmine, Massimiliano, Teodoro e Giuseppe. Stefano non c’era, si era fermato a Vicenza, ma è stato ricordato nelle preghiere insieme ai suoi compagni di viaggio.
La cronaca parla ancora di volti. Volti segnati dalle lacrime, volti di gente che non si incontrava da anni, proveniente da Trapani, da Rimini, da Roma, da Grazzanise, da Decimomannu, da Furbara, dalle provincie pugliesi. Gente che fatto la storia dell’84° Centro e del 15° Stormo.
Tutti si ponevano lo stesso interrogativo: perchè?
Perchè la malasorte ha voluto colpire proprio noi e rinnovare all’84° Centro un dolore che, conosciuto ai tempi del 3° Distaccamento SAR di Grottaglie, sembrava sopito? Sono queste le domande mute che gli occhi di chi ho incontrato mi ponevano, oppure esplicitate in un grido di dolore. Ma tutti noi sappiamo che la risposta, come dice una vecchia canzone, vola portata dal vento ed è nota solo a Lui.”

Ritengo che non ci siano parole a sufficienza per onorare e ricordare i nostri “angeli” caduti in Francia ; hanno lasciato  un vuoto incolmabile. Di loro è sempre vivo il ricordo e profondo è  l’affetto che ci lega tutti.

Mammajut

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