Anche agosto si apre all’insegna dell’impegno a favore della collettività per l’82° Centro SAR (Search And Rescue) del 15° Stormo.
Infatti, nella notte tra il 3 e il 4 agosto, l’equipaggio in prontezza operativa è decollato con un elicottero HH-139B dell’Aeronautica Militare dalla base di Trapani-Birgi su ordine del Rescue Coordination Center del Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (FE) per effettuare il trasporto sanitario urgente di un uomo di 53 anni in gravi condizioni di salute da Linosa, piccola isola delle Pelagie nel mezzo del Mediterraneo sudoccidentale, all’Ospedale di Trapani per le cure salvavita necessarie.
La missione si è svolta con successo e ha impegnato per circa 4 ore complessive l’equipaggio.
Questo intervento, come ha dimostrato anche il recente premio speciale Stella Maris del Marettimo Film Fest, rinforza – semmai ce ne fosse bisogno – lo stretto rapporto che l’82° Centro SAR ha con le comunità di tutte le isole che punteggiano i mari siciliani.
Il mese non è ancora finito ma l’attività operativa di soccorso per l’82° Centro S.A.R. (Search and Rescue – Ricerca e Soccorso) del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare è già intensa.
Il primo intervento c’è stato il 7 luglio, quando l’82°, su ordine del Comando Operazioni Spaziali dell’AM, un HH-139B è intervenuto per recuperare una donna traumatizzata nella Riserva Naturale dello Zingaro (splendida oasi collocata lungo la costa rocciosa in provincia di Trapani).
I piloti si preparano al decollo
L’equipaggio è decollato alle 16:30 per dirigersi verso il campo sportivo di Castellammare del Golfo, dove ha prelevato il team di 2 specialisti del Soccorso Alpino e Speleologico. Successivamente ha raggiunto la cala della Riserva dello Zingaro dove era situata la traumatizzata, una donna di 28 anni straniera impossibilitata a muoversi.
L’equipaggio imbarca il team CNSAS
Dall’elicottero sono sbarcati i 2 tecnici del CNSAS e l’aerosoccorritore dell’equipaggio dell’AM, che hanno prima immobilizzato e assicurato la gamba della paziente e poi l’hanno fatta salire a bordo a mezzo verricello.
L’HH139B in hovering durante il verricelloIl pilota ai comandi durante il verricelloL’operatore di bordo esegue il verricelloLa paziente viene issata a bordo dell’elicottero
L’elicottero si è quindi diretto nuovamente verso il campo sportivo di Castellammare del Golfo dove ha sbarcato i 2 tecnici e lasciato la paziente alle cure del 118.
L’equipaggio è successivamente rientrato presso la base aerea di Trapani, riprendendo la regolare prontezza SAR nazionale, atterrando alle 17:45, completando tutte le operazioni in poco più di un’ora di volo.
Altro intervento è avvenuto nella notte del 12 luglio, quando un equipaggio dell’82° è intervenuto, anche in questo caso insieme a un team del Soccorso Alpino e Speleologico, per soccorrere una donna traumatizzata e impossibilitata a muoversi nella zona di Piano Battaglia (Parco delle Madonie, in provincia di Palermo),
L’equipaggio è decollato alle 23:00 per dirigersi presso l’aeroporto di Palermo Boccadifalco, dove ha prelevato il team di 2 specialisti del Soccorso Alpino, ridecollando subito dopo per raggiungere la posizione della traumatizzata, una zona impervia a 1900 metri di altitudine.
Dall’elicottero sono sbarcati i 2 tecnici e l’aerosoccorritore dell’equipaggio dell’Aeronautica Militare, che hanno messo in sicurezza la paziente e l’hanno imbarcata a bordo.
L’elicottero, quindi, si è diretto verso Boccadifalco dove ha sbarcato il team del Soccorso Alpino e Speleologico e lasciato la paziente alle cure del 118.
L’equipaggio è successivamente rientrato presso la base aerea di Trapani, riprendendo la regolare prontezza SAR Nazionale, completando tutte le operazioni in tre ore di missione.
L’elicottero a Boccadifalco per l’imbarco del team CNSASLa paziente è imbarcata a bordo
L’affidamento alle cure del 118 della traumatizzata
Dulcis in fundo (si fa per dire!), nelle prime ore della giornata del 15 luglio, c’è stata una richiesta di trasporto sanitario urgente da Favignana (TP) per recuperare una signora anziana rimasta gravemente traumatizzata ad un arto inferiore in seguito ad una caduta.
Il decollo per l’equipaggio è avvenuto alle 04:15, direzione l’isola dell’arcipelago delle Egadi, dove sono stati imbarcati sia la donna infortunata che il personale sanitario che le ha continuato l’assistenza durante il volo verso l’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani.
Preparandosi per la missione
All’atterraggio alla struttura ospedaliera, la paziente è stata sbarcata e affidata alle cure del personale sanitario dell’ospedale.
L’elicottero ha quindi riportato a Favignana il personale sanitario, fondamentale primo presidio medico dell’isola, e poi ha fatto rientro alla base aerea di Trapani, alle 04:45 circa, riprendendo la regolare prontezza SAR nazionale.
Che dire? Complimenti a tutto l’82° Centro SAR!
“MAMMAJUT!” ♥
[Per chi non ci conosce]
↓
L’82° Centro SAR di Trapani dipende dal 15° Stormo di Cervia che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di pazienti in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando anche in condizioni meteorologiche complesse.
Dal 15° Stormo di Cervia, oltre all’82° Centro SAR di Trapani, dipendono, dislocati su tutto il territorio nazionale, anche l’80° Centro SAR di Decimomannu (Cagliari), l’83° Gruppo Volo SAR, sito su Cervia, l’84° Centro SAR di Gioia del Colle (Bari) e l’85° Centro SAR di Pratica di Mare (Roma).
Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato migliaia di persone in pericolo di vita. Dal 2018 il Reparto ha inoltre acquisito la capacità AIB (Antincendio Boschivo) contribuendo alla prevenzione e alla lotta agli incendi su tutto il territorio nazionale nell’ambito del dispositivo interforze messo in campo dalla Difesa.
DONNA INCINTA IN IMMINENTE PERICOLO DI VITA TRASPORTATA DA PONZA A ROMA CON UN ELICOTTERO DELL’85° CENTRO SAR DEL 15° STORMO.
Nella notte di giovedì 17 agosto, un elicottero HH-139A dell’85° Centro S.A.R. (Search and Rescue) del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare ha effettuato il trasporto d’urgenza di una ventinovenne incinta in imminente pericolo di vita dall’isola di Ponza (LT) a Roma.
Come previsto dalle procedure operative, la richiesta di intervento è pervenuta al Rescue Coordination Center del Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (FE) dalla Prefettura di Latina. In poco tempo l’elicottero è decollato dall’aeroporto militare di Pratica di Mare alla volta della base di Latina, sede del 70° Stormo, dove ha imbarcato una equipe medica per assistere la paziente durante il volo.
Dopo essere ripartito, l’elicottero militare è atterrato sull’elisuperficie “Santa Lucia” di Ponza (LT) dove la donna è stata rapidamente imbarcata; l’equipaggio è poi decollato verso Roma, per atterrare sull’eliporto del Policlinico “Agostino Gemelli”, dove la paziente è stata presa in cura dal personale ospedaliero.
L’elicottero è poi rientrato sulla base di Pratica di Mare per riprendere lo stato di prontezza per l’allarme S.A.R. nazionale.
Spesso il salvataggio della vita umana mette a dura prova la professionalità dei soccorritori, specie quando le condizioni ambientali non sono le più favorevoli. E’ quanto accaduto il 4 gennaio u.s., quando l’82° Centro CSAR del 15° Stormo è stato interessato per recuperare a Filicudi (Isole Eolie) una turista ferita e precipitata da un pendio, nonchè un uomo rimasto bloccato nel tentativo di portare aiuto alla donna.
L’intervento, effettuato congiuntamente con il personale del Soccordo Alpino e Speleologico siciliano (S.A.S.S.) si è concluso nella tarda serata ma l‘incidente si era verificato nel pomeriggio, intorno alle 17, quando G.L., 46 anni di Capo d’Orlando, era scivolata lungo un pendio franoso a picco sul mare nella zona della Montagnola di Capo Graziano, un’area archeologica molto panoramica. Nella caduta la donna, rimaneva seriamente ferita, riportando un trauma toracico e varie contusioni ed escoriazioni ad entrambe le gambe.
Inebitabile l’allarme e la richiesta di intervento dei soccorsi.
Trattandosi di una zona impervia difficilmente raggiungibile da terra e in condizioni rese ancora più difficili dal sopraggiungere del buio, il Soccorso Alpino richiedeva l’intervento dell’Aeronautica militare.
Sempre in prontezza operativa, decollava immediatamente dall’aeroporto di Trapani Birgi un elicottero HH139B dell’82° Centro Csar che, dopo aver imbarcato due tecnici del S.A.S.S. all’aeroporto di Palermo Boccadifalco, si dirigeva direttamente a Filicudi.
Gli uomini del Soccorso Alpino e l’aerosoccorritore A.M. venivano verricellati sul posto e raggiungevano la signora ferita, provvedendo ad “imbarellarla” e trasportata a spalle in un un luogo più idoneo al suo recupero. Una volta issata la barella a bordo e provveduto al recupero dell’uomo rimasto bloccato sul pendio scosceso, l’elicottero, dopo aver fatto scendere l’uomo ripasto bloccato in parete sulla piazzola di Filicudi, dirigeva su Boccadifalco, dove ad attendere la donna ferita c’era già pronta un’ambulanza del 118 per il trasferimento in ospedale.
Detta in questi termini, la missione appare come una delle tante missioni di trasporto in ospedale di traumatizzati recuperati in zona impervia. Ma non è andata proprio così e soprattutto non è stata come si suol dire “una passeggiata”.
Per una corretta comprensione delle difficoltà incontrate è opportuno leggere insieme uno stralcio della relazione del 26 gennaio u.s. inoltrata dalla Direzione Regionale del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (C.N.S.A.S./S.A.S.S) :
“Allontanatosi l’elicottero, i tre tecnici iniziavano ad approcciare con la massima tutela il versante, allestendo delle corde fisse per restare in sicurezza. Dopo circa 10 minuti di discesa individuavano l’uomo segnalato dalla Centrale Operativa 118 di Messina. Affrontavano pertanto discese su corda in un ambiente notevolmente difficile e ricco di pericoli dovuti alla notevole esposizione ed alla presenza di un versante eccezionalmente instabile, il tutto effettuato in orario notturno. Dopo ulteriori 30 minuti di progressione con diversi tratti in arrampicata i tre tecnici riuscivano ad individuare ed a raggiungere la donna ferita. A tal punto la donna veniva immediatamente messa in sicurezza per evitare che potesse precipitare nella sottostante parete, stante che già gli arti inferiori della stessa penzolavano nel vuoto, successivamente aveva inizio la complessa valutazione delle condizioni sanitarie della donna. Questa risultava essere in stato leggero di ipotermia, semi cosciente. Analizzando l’area risultava precipitata da una parete strapiombante alta circa 20 metri e successivamente era rotolata su un versante inclinato per circa 40 metri con frequenti salti e rotture di pendenza, arrestandosi su un piccolo terrazzo avente larghezza di circa 50 cm con le gambe nel vuoto di un successivo ulteriore salto di alcune decine di metri. L’aerosoccorritore dell’AM ed i due Tecnici di Elisoccorso del CNSAS procedevano quindi ad immobilizzare la paziente con estrema perizia connessa alle gravissime condizioni sanitarie della donna, reduce da una importante precipitazione, con evidente trauma cranico, lesioni cutanee alla testa ed in tutto il corpo, sospette fratture costali con compromissione di almeno un polmone, sospette fratture di bacino ed arti inferiori, possibili lesioni alla colonna e sospette lesioni ad organi interni. Dopo avere trattato ed immobilizzato la donna, questa veniva posizionata sulla barella Everest dotata di tavola spinale e protetta con telo termico. Stante la morfologia del luogo, sarebbe risultato impossibile per l’elicottero procedere ad un recupero dal suddetto punto senza fare precipitare, sotto l’azione del flusso rotore, una gran quantità di massi instabili, pertanto si concordava di spostare la barella di alcuni metri sino a farla giungere in un punto dove vi fossero minori rischi di fare precipitare ammassi rocciosi. La barella con la donna quindi veniva spostata di circa dieci metri impiegando oltre un’ora e mezza, anche con l’ausilio di un sistema di corde per facilitarne lo spostamento e tenere la barella in sicurezza. Il tempo intercorso per lo spostamento e la minima distanza fa comprendere l’estrema delicatezza e pericolosità dell’area dove era in corso l’operazione di soccorso. La barella, una volta trasportata in un punto relativamente più consono, veniva arrestata e si procedeva a contattare l’elicottero, rimasto in stand by presso l’elisuperficie di Filicudi. Veniva effettuata la messa in moto e poco dopo l’elicottero si portava sulla verticale del target. Con una prima operazione al verricello veniva recuperata a bordo dell’elicottero la barella con la donna ferita, con una seconda l’uomo bloccato, e con una terza l’ultimo tecnico con i materiali sanitari e tecnici impiegati. Ultimate le operazioni di recupero, l’elicottero si portava rapidamente all’atterraggio presso l’elisuperficie di Filicudi, dove veniva lasciato l’uomo illeso, e decollava alla volta dell’Aeroporto di Palermo Boccadifalco.
L’elicottero atterrava alle 22.10 circa presso la piazzola del IV Reparto Volo della Polizia di Stato. Si procedeva quindi a trasferire la paziente dall’elicottero all’ambulanza che l’avrebbe trasportata presso l’Ospedale Ingrassia. Dopo un breve debriefing ed avendo completato le operazioni di rifornimento, alle ore 22.55 circa l’elicottero dell’Aeronautica Militare decollava alla volta di Trapani per riprendere la consueta prontezza operativa nazionale. “
Ed oltremodo meritate sono le parole di apprezzamento espresse dal Servizio Regionale Sicilia del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico “….per l’elevatissimo livello di capacità operativa, di professionalità, di dedizione al servizio finalizzato a salvare una vita umana, di tutto l’equipaggio di missione sopra citato e di tutte le strutture che hanno coordinato, favorito e supportato il buon esito di una missione di soccorso estremamente delicata. Tale equipaggio dell’Aeronautica Militare ed i due Tecnici di Elisoccorso del CNSAS hanno mostrato, pur in una situazione sanitaria eccezionalmente grave ed operando di notte in un ambiente ad altissimo rischio per la propria incolumità, di sapere mettere in atto una attenta pianificazione, di sapere operare con alti standard di sicurezza, frutto non del caso, ma di una costante ed accurata attività addestrativa e di non comuni doti di umanità e di altissimi livelli di professionalità.
A tale equipe Aeronautica Militare/CNSAS, la Donna recuperata (Gabriella Lanza, 47 anni) deve la propria vita. ”
Un solo commento raccoglie in se tutto : ben fatto.
Nel pomeriggio di oggi (24/06/2021), un elicottero HH-139A dell’85° Centro C.S.A.R. (Combat Search and Rescue) del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare è stato allertato per effettuare il trasporto d’urgenza dall’isola di Ponza (LT) di un uomo in imminente pericolo di vita.
Un uomo di 56 anni è stato trasportato ieri sera, 25 febbraio, dall’Ospedale “Cardarelli” di Campobasso all’Istituto clinico Casalpalocco di Roma. Il paziente di nome A.M. era affetto da Covid-19 e le sue condizioni cliniche molto gravi.
Questa sera è stato portato a termine, con esito positivo, un trasporto sanitario urgente a favore di un uomo molisano di 76 anni affetto da COVID-19, le cui condizioni si sono aggravate a tal punto per cui è stato richiesto il trasporto d’urgenza dall’Ospedale “Antonio Cardarelli” di Campobasso al “Maurizio Bufalini” di Cesena, a bordo di un elicottero HH-101A del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare. Leggi tutto “Trasporto di urgenza in Bio-contenimento del 15° Stormo”
Venerdì 15 gennaio, un elicottero HH-139 dell’AM in forza all’82° Centro CSAR è decollato dall’Aeroporto di Trapani Birgi nel cuore della notte (23:10) per prestare soccorso ad una ventenne con un trauma cranico sull’Isola di Linosa.
Questo sito (o gli strumenti di terze parti in esso integrati) trattano dati personali (es. dati relativi agli strumenti di navigazione e indirizzi IP) e fa uso di cookie memorizzati sul tuo browser, raccogliendo le caratteristiche del tuo dispositivo al fine di rendere più fluida la navigazione.
Per questo motivo ti chiediamo di lasciare attivati anche i cookie che sono apparentemente "non necessari".
Questi cookie raccolgono informazioni provenienti dal browser (lato utente) e caratteristiche dei dispositivi di navigazione (es. Risoluzione dello schermo), al fine di rendere più rapida e fluida la navigazione al sito. Anche se l\'AG15 non utilizzerà mai per altri fini questi dati, l\'attuale codice della privacy (ovvero il GDPR vigente), richiede che l\'utente ne sia debitamente informato...