Chiù simme e chiù bell parimme

– di Antonio Toscano –

     “Una lodevole iniziativa, caro 85° Centro del 15° Stormo, alla quale l’Associazione Gente del Quindicesimo ha risposto volentieri con nutrita e famelica rappresentanza. Una giornata che  ha visto all’opera la meritoria parte culinaria; ben organizzata, ben condotta e soprattutto, felicemente riuscita.

Bruschetta con patè di fegato di maialino, malloreddusu con salciccia piccante, maialino cotto alla fiamma, come da tradizione sarda (che Dio li conservi sempre), ciliegie a cui Votantonio Berardo non ha saputo resistere per ben tre volte, dolcetti e spumante offerti da un giovane e promesso sposo, la grande accoglienza del Comandante Sismondini, gli aneddoti e le storie raccontati pubblicamente, rivoli di sudore, caffè ed ammazza-caffè e, speriamo di evitare i controlli della polizia stradale.
Onore al merito, al Comandante in primis, agli organizzatori, a quelli che hanno lavorato mettendosi al servizio di tutti; bravi, veramente bravi.
Questa la cronaca spiccia.
Non so in altri Reparti di volo, ma da noi è stata sempre una forte e sentita tradizione, che non si è mai limitata ai soli aventi diritto, ma si è sempre estesa con la partecipazione delle famiglie, perché abbiamo sempre sentito il nostro lavoro come partecipativo e collaborativo con la famiglia; lasciando a casa moglie e figli per volare di notte, per qualificare un giovane pilota, per esaminare un nuovo capo equipaggio, per prestare un soccorso.
Il lavoro ed il volo in particolare richiedono una disponibilità professionale diversa ed un diverso e speciale  rapporto con quelli che condividono tali aspetti, da quello che si occupa delle luci in hangar a quelli che ritirano le cartelle della posta alla firma, dal pilota che studia i manuali, all’ARS che si cala nel mare o nelle buie montagne di notte.
Essere al Quindicesimo vuol dire essere in sintonia con molte cose; essere in armonia  anche quando le ore di volo languono – come oggi languono – e si soffre silente ricreando armonia altrove e ripristinando dov’è possibile lo “spirito di base”.
Questa grande strada, tracciata negli anni dagli uomini del Quindicesimo, ha sempre fornito l’apporto per ripristinare la voglia, la motivazione, la solidarietà e soprattutto il rispetto per noi stessi e per le nostre famiglie che vivono e tarano il ritmo di vita, con chi mostra al petto lo stemma del Quindicesimo.
Il piccolo grande Bartolo, Zigulì Claudio Milana, Ciccio Bullara, Massimo Stefanelli ed altri che ora non cito, sanno benissimo di cosa parlo, sanno che questa è la nostra filosofia di vita; sanno che fra i loro compiti vi è questo aspetto che non va mai trascurato, facendo proseliti e indicando ai giovani come ed in che modo sono cresciuti, da dove viene la storia cui prendono parte. Sono venuti in tanti a questo appuntamento “…non per timore di pena o speranza di ricompensa… (direbbe così il “Preside” Gigino Ricciardi)  ma per abbracciare e riabbracciare la loro storia e quella che è la piattaforma continentale dello Stormo, ahimè   “nu poco sparpagliato”.
A tutto l’85° Centro SAR un grande ed affettuoso abbraccio, un sentito ringraziamento per la ‘sprocetata’.

A proposito,… ma volete fare una campagna di sensibilizzazione per iscriversi alla nostra Associazione, forza ragazzi, coraggio, il futuro è vostro: chiù simme e chiù bell parimme.”

Mammajut


Questo articolo dell’indimenticabile Totonno porta la data del 24 giugno 2011 e non mi risulta sia stato pubblicato prima.
Meglio tardi che mai: oltre che un ringraziamento, le parole di Totonno sono un chiaro invito, quasi un inno, alla partecipazione ed alla voglia e  al piacere di stare insieme.
E non posso perdere questa ghiotta occasione per unirmi al suo invito, purtroppo quanto mai attuale.

L’Associazione quest’anno compie i suoi 25 anni e quindi si rende ancor più  opportuno e necessario supportarla a conferma delle buone ragioni che giustificano la sua “resistenza”  e la buona volontà di pochi tra i suoi sempre meno numerosi …..adepti.

ODL

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