NORMAN ATLANTIC

Sul sito www.liberoreporter.it è stato pubblicato un intervento, a firma Giuseppe Lertora, relativo alle operazioni di soccorso al traghetto Norman Atlantic

L’articolo è visionabile alla pagina:

http://www.liberoreporter.it/2015/01/primo-piano/la-marina-nel-sinistro-della-norman-atlantic-col-cuore-oltre-lostacolo.html

A seguire la lettera inviata al Direttore del sito dal Gen. B.A.(r) Mario Sorino


Egregio Direttore,

dopo aver letto l’articolo “La Marina nel sinistro della Norman Atlantic: col cuore oltre l’ostacolo”, a firma di Giuseppe Lertora, mi sento in dovere di intervenire per aggiungere alcune precisazioni al testo dell’autore.

Così come ritengo che il Signor Lertora (Signore utilizzando l’appellativo in uso in Marina), che non ho il piacere di conoscere, sia un ex Ufficiale di Marina io sono un ex Ufficiale dell’Aeronautica ed ho avuto l’onore, oltre che il piacere, di comandare il Reparto dell’Aeronautica Militare intervenuto nel corso delle operazioni di soccorso e salvataggio del traghetto Norman Atlantic. Quindi mi corre l’obbligo di precisare qual è stato il contributo di quel Reparto perché non si abbia erroneamente a pensare o credere che siano stati solo gli elicotteri della Marina e della Capitaneria di Porto ad intervenire sull’imbarcazione avvolta dalle fiamme.

Il 15° Stormo dell’Aeronautica Militare, deputato fra altri compiti anche a quello del Soccorso Aereo, è alquanto atipico giacché si differenzia dagli altri Stormi della Forza Armata in ragione della dislocazione sul territorio. Infatti i suoi Reparti di Volo non sono posti tutti sulla sede dello Stormo, Pisignano di Cervia, ma sono dislocati sull’intero territorio nazionale: a Pisignano di Cervia, a Gioia del Colle, a Pratica di Mare, a Decimomannu ed a Trapani. Ciò per poter assicurare il servizio di Soccorso Aereo nel più breve tempo possibile su tutto il territorio nazionale e sui mari circostanti. La nostra penisola è essa stessa una nave protesa nel Mediterraneo, per cui basta essere presenti su più sedi del territorio per poter operare in tutto il “Mare nostrum”.

Fatta questa necessaria premessa veniamo ai fatti così come ho appurato anche  grazie alle numerose interviste trasmesse dai media e disponibili sul sito ufficiale dell’Aeronautica Militare. Il primo elicottero dell’Aeronautica Militare, decollato da Gioia del Colle alle prime luci dell’alba è giunto sulla Norman Atlantic dopo circa 30 minuti di volo ed ha iniziato ad operare sui dispersi in acqua (recuperando un naufrago) prima di concentrarsi su quelli a bordo dell’imbarcazione.

Una prerogativa degli elicotteri del Soccorso Aereo dell’Aeronautica Militare è quella di avere a bordo una figura professionale molto particolare: l’Aerosoccorritore. Questi viene calato con il verricello, sia su mare, sia su terra, per procedere direttamente al recupero dei malcapitati ed è così che i nostri elicotteri hanno operato. Inizialmente recuperando i passeggeri assicurandoli ad una ciambella e tenuti stretti in sicurezza dall’Aerosoccorritore in altra ciambella (recupero in doppia braga).
In un secondo momento l’Aerosoccorritore è stato lasciato sul ponte della Norman Atlantic per aiutare e disciplinare il recupero dei passeggeri attraverso l’uso della cesta, capace di contenere due adulti o un adulto e due bambini. In questo modo si è potuto recuperare da due a tre passeggeri per volta. I passeggeri venivano poi rilasciati a bordo di un mercantile presente in prossimità della Norman Atlantic.
Inutile dire che l’Aerosoccorritore dell’Aeronautica, a bordo della nave in fiamme, si è reso estremamente utile anche a favore degli elicotteri delle altre Amministrazioni, coordinando le operazioni di recupero sul ponte della nave e coadiuvando gli altri soccorritori che lì operavano.

Gli elicotteri dell’Aeronautica Militare impiegati (del Centro CSAR  dislocato sulla base di Gioia del Colle e del Centro CSAR dislocato sulla base di Pratica di Mare) hanno effettuato missioni di volo senza soluzione di continuità fino a quando tutti i passeggeri sono stati posti in salvo.

Le missioni svolte durante le ore notturne sono state rese possibili grazie all’ausilio di speciali occhiali (Night Vision Google) che permettono una elevata amplificazione della luce residua notturna e consentono, così, di poter volare osservando nel buio.

Mentre si svolgevano le missioni in soccorso della Norman Atlantic altri elicotteri, decollati dalla base di Pisignano di Cervia, partecipavano alle ricerche dei dispersi della collisione in mare delle due navi a largo di Ravenna ed un altro elicottero, decollato dalla base di Trapani, effettuava una missione di soccorso, anch’essa in condizioni estreme, al largo del capoluogo siciliano. Ed alcuni giorni dopo l’evento della Norman Atlantic gli elicotteri del 15° Stormo sono intervenuti nelle operazioni di rilascio di personale della Capitaneria di Porto a bordo delle navi Blue Sky M ed Ezadeen abbandonate a loro stesse cariche di migranti ed in assenza di equipaggi. Anche in questi due casi le operazioni di soccorso sono state ostacolate dalle pessime condizioni meteorologiche e solo la grande professionalità degli equipaggi ha permesso che esse andassero a buon fine. 

L’attività di assistenza dell’Aeronautica Militare nei confronti della popolazione civile non ha conosciuto soste dal dopoguerra ad oggi. Il 15° Stormo ha partecipato alle operazioni di soccorso per tutte le calamità naturali che hanno colpito il nostro territorio, dal terremoto in Friuli a quelli dell’Irpinia, dell’Aquila, della Sicilia, della Romagna, alle alluvioni in Liguria e Toscana, alle frane di Sarno, ad ognuna delle ricerche naufraghi che la marineria ricordi, comprese quelle della motonave Tito Campanella al largo delle coste del Marocco, della Heleanna al largo di Brindisi, della Posillipo Loran a largo di Napoli, di recente della Costa Concordia all’isola del Giglio, ha assicurato il trasporto d’urgenza dalle isole minori quali, Lampedusa, Ponza, Ustica, Pantelleria e potrei continuare all’infinito. L’ultima missione, in ordine di tempo, il recupero di un infartuato, avvenuto alle 22.45 del 7 gennaio dalla nave Costa Diadema in navigazione a 50 NM ad est della Sardegna, ad opera di un elicottero dell’80° Centro CSAR del 15° Stormo. Intervento effettuato su richiesta del Comando Generale del Corpo della Capitaneria di Porto.

Già prima della riconfigurazione del 15° Stormo da SAR (Search and Rescue) a CSAR (Combat SAR) con il successivo impiego degli elicotteri dell’Aeronautica Militare in Somalia, Kosovo, Iraq ed Afghanistan, 4 elicotteri HH3F del 15° Stormo furono proiettati ad Akrotiri (Cipro) per la crisi conseguente al sequestro della motonave Achille Lauro, con l’eventuale compito di calare sulla nave personale del COMSUBIN (MM) e del col Moschin (EI), quando gli elicotteri non avevano nemmeno la colorazione mimetica, ma erano ancora dipinti di bianco e giallo.

Gli equipaggi del 15° Stormo non hanno gettato “il cuore oltre l’ostacolo” solo nella recente occasione della Norman Atlantic, ma lo hanno gettato svariate volte. Si tratta di seri professionisti che si preparano ad operare di giorno e di notte su terra e su mare in ogni condizione di tempo e visibilità e che assicurano un servizio di prontezza nazionale 365 giorni l’anno e 366 durante gli anni bisestili! La figura dell’Aerosoccorritore, che viene calato con il verricello anche nel mare nero ed infido della notte, ovvero in zone impervie, ovvero difende il proprio elicottero con le armi quando questo deve operare ed atterrare in territorio ostile, rappresenta una delle tante punte di diamante della professionalità del personale dell’Aeronautica Militare. Non sono uomini e donne normali, sono eroi al servizio della salvaguardia della vita umana!

E l’Aeronautica Militare stessa non si limita ad assistere la popolazione civile attraverso l’attività del 15° Stormo, i suoi aeromobili da trasporto sono intervenuti in tutto il mondo per effettuare trasporti sanitari di urgenza di concittadini in Imminente Pericolo di Vita, prelevare cittadini italiani, e non solo, da zone particolarmente rischiose o, come si è avuto modo di constatare ultimamente, sono in grado di effettuare delicatissimi trasporti di malati infetti da malattie pericolosamente contagiose con una professionalità che è stata ampiamente apprezzata non solo in Europa, ma anche oltre Oceano.

In conclusione, egregio Direttore, pur comprendendo l’accorato appello e lo sfogo dell’autore dell’articolo oggetto di questa mia risposta, non ne condivido le conclusioni e, mi creda, mi dispiace non poco dover pubblicamente scrivere queste mie righe, ne avrei fatto volentieri a meno. Non so e non sta a me giudicare se la Marina Militare sia la cenerentola fra le altre FF.AA. e quali siano i rami secchi da tagliare. Non so quali siano le lamentele e le aspettative della Marina Militare, per quel che mi consta non mi sembra che l’Aeronautica Militare sia stata mai privilegiata sulle altre consorelle, anzi mi sembra che proprio nel periodo natalizio abbia subito qualche grosso torto.

Confido nel fatto che a questa mia lettera sia assicurata la stessa visibilità dell’articolo scritto dal Signor Giuseppe Lertora.

Cordialmente,
Mario SORINO

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