PER ME È STATO UN GRANDE ONORE! (di Francesco Sgrenci)

Racconto di una mattinata in visita dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare

Il Capo di SMA e la delegazione AG15 davanti alla Bandiera di Guerra dell’AM

Come alcuni sapranno, oggi (ieri, 15 Settembre n.d.r.) una delegazione dell’AG15 composta dal fondatore dell’Associazione e suo Presidente Onorario Gen. Gianfranco Trinca, dal Presidente Gen. Giacomo De Ponti, dai due Vice Presidenti Col. Antonio Viola (Comandante del 15° Stormo) e Gen. Eugenio Rovazzani e dal sottoscritto, è stata ricevuta dal Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica (CaSMA). Per darne informazioni a tutti, ho il piacere e l’onore di raccontare com’è andata al di là dei comunicati istituzionali.

Faccio prima un passo indietro.

Subito dopo l’insediamento del Gen. Conserva, il Presidente dell’AG15 (PAG15) ha inviato, oltre alle congratulazioni per il prestigioso incarico, una richiesta di incontro per una delegazione dell’Associazione. Dopo avere avuto la conferma della disponibilità del CaSMA ad incontrare l’AG15, il Presidente ha predisposto un cofanetto contenente la raccolta dei cinque libri che raccontano la storia del 15° Stormo e del Soccorso Aereo, i “Nec In Somno Quies” (NISQ), e gli ultimi due libri pubblicati dall’Associazione sulla storia del 15° da consegnare al Gen. Antonio Conserva come ricordo del momento.

Così, questa mattina poco prima delle 09.30 ci siamo dati appuntamento davanti al “Palazzo”, tutti in “bella copia” e con l’immancabile distintivo dell’AG15 sul bavero delle giacche; il Comandante di Stormo, naturalmente in uniforme, mostrava lo stemma dell’altra metà dell’Associazione: l’emblema del suo e nostro 15° Stormo.

Alle 09.30 ci viene incontro un incaricato della Segreteria del CaSMA il quale ci chiede se siamo noi la delegazione che ha appuntamento dal Gen. Conserva e con grande entusiasmo rispondiamo “sì! Siamo noi!” e, con lui, passiamo velocemente il cancello. Varcato il solenne ingresso dei “Tre Archi” (quello dove sono riportati i nomi di coloro che sono caduti in pace e in guerra durante l’attività di volo n.d.r.) dello storico e sempre imponente Palazzo Aeronautica, ci fanno accedere alla splendida area di rappresentanza, in attesa di essere accompagnati dal nostro anfitrione. Usciti dalla Sala Italia, percorsi pochi metri lungo il Corridoio d’Onore, ecco che ci viene incontro a salutarci il Gen. Conserva. Finite le presentazioni ci fa accomodare nel suo ufficio dove, appena entrati, rendiamo gli onori alla nostra solenne Bandiera di Guerra, pluridecorata dal 1923 a oggi, merito di tutti gli aviatori che hanno contribuito affinché potesse mostrarsi da padrona nel suo ufficio, custode di tutte le glorie della nostra Arma Azzurra.

Che emozione che ho provato! Dicevo tra me e me, Lei ne ha viste di persone transitare in quest’ufficio e ne ha sentite di decisioni che son state prese tra queste storiche mura.

Al termine dei rituali convenevoli, il Presidente De Ponti e il Presidente Onorario Trinca hanno presentato la nostra Associazione, il perché è nata e il particolare spirito di appartenenza al 15° che lega coloro che sono in servizio attivo con chi è già in congedo.

Il Capo di SMA ha espresso il suo particolare apprezzamento nel sapere che, pur essendo il 15° uno Stormo con sedi su gran parte del territorio nazionale, l’Associazione si impegna a fare da ulteriore “collante” tra chi ne è parte attiva e chi da tempo ha lasciato il servizio attivo.
Stimolato dalle parole del Gen. Trinca sulle aspettative sul futuro del 15°, il Gen. Conserva ha confermato l’attenzione verso il Reparto, rassicurando che il 15° godrà nel futuro prossimo di una grande attenzione e di un’importante rivitalizzazione operativa. Qui mi fermo perché ciò che si è detto deve rimanere tra quelle mura; quello che posso dire è che sono tutte… “Belle Cose”.
In conclusione dell’incontro, il Gen. De Ponti ha donato al CaSMA il pregevole ed apprezzatissimo cofanetto, ricevendo, a nome dell’Associazione, la medaglia personale del Capo di Stato Maggiore.

Siamo passati quindi alle foto di rito accanto alla Bandiera di Guerra (che trovate in calce all’articolo) e ci siamo congedati.

Permettetemi un mio personale giudizio sulla mattinata di oggi, l’emozione ai miei 72 anni suonati, vorrei condividerla con Tutti Voi, soprattutto perché il Presidente ha voluto che io oggi fossi presente e quando, a suo tempo, me lo chiese, gli dissi che ne ero onorato e che avrei – testuali parole – rappresentato tutti i miei colleghi Sottufficiali del 15° Stormo, passato e presente.

Concludo con il dire, come ho aperto questo mio racconto, “PER ME È STATO UN GRANDE ONORE!”

Francesco “Ciccio” Sgrenci

P.S. Mentre scrivo queste due righe mi è arrivato il link dell’ennesimo salvataggio da parte dell’83° di un disperso nell’Appennino Tosco Emiliano. A prova che siamo sempre operativi e che lo saremo sempre di più. (Boccaccia mia statte zitta!)

MAMMAJUT!

Il Gen. De Ponti presenta il cofanetto regalo al Capo di SMA
La decorazione del coperchio del cofanetto
Il Cofanetto nella sua interezza. Visibili le decorazioni superiori e laterali.
L’indice con sommario del contenuto del cofanetto
Il cofanetto aperto e i libri in esso contenuti: i volumi Nec In Somno Quies, dal 1 al 5, Storie Antiche Ricordiamo e Bandiere, Stemmi e Colori
Il Generale Conserva, consegna la medaglia personale del Capo di SMA al PAG15
La medaglia personale del Capo di SMA – recto
La medaglia personale del Capo di SMA – verso

L’Associazione Gente del Quindicesimo ricevuta dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare

Un incontro dal grande valore istituzionale e simbolico si è svolto il 15 settembre scorso presso lo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, dove il Capo di Stato Maggiore ha ricevuto una delegazione dell’Associazione Gente del Quindicesimo.

A rappresentare l’Associazione erano presenti il Presidente, Gen. D.A. De Ponti, il Presidente onorario Gen. S.A. Trinca, i Vicepresidenti Col. Viola e Gen. B.A. Rovazzani e il Consigliere Lgt. Sgrenci. Una compagine che ben testimonia la vitalità e l’impegno di un sodalizio che da trent’anni custodisce e tramanda la storia e i valori del 15° Stormo.

Il Capo di SMA e la delegazione AG15 davanti alla Bandiera di Guerra dell’AM

Un dono simbolico: la memoria in un raccoglitore

Nel corso dell’incontro, il Presidente De Ponti ha presentato al Capo di Stato Maggiore le finalità e le attività dell’Associazione, sottolineandone il ruolo di ponte tra passato e presente. A suggellare il momento, la consegna di un omaggio altamente rappresentativo: una raccolta completa delle pubblicazioni realizzate negli anni, custodite in un elegante raccoglitore. Un gesto che non solo valorizza il patrimonio documentale dell’Associazione, ma ribadisce l’impegno a conservarne e diffonderne la memoria.

La decorazione del coperchio del cofanetto

Aggiornamenti sul futuro del 15° Stormo

L’atmosfera rilassata ma professionale ha favorito un dialogo costruttivo. La delegazione ha avuto l’opportunità di ricevere aggiornamenti diretti e di grande interesse riguardanti il futuro del 15° Stormo e la flotta di aeromobili in suo possesso.

Il Reparto, noto alla Massima Autorità per la sua storia gloriosa e per l’attuale ruolo operativo, rimane un punto di riferimento non solo per l’Aeronautica Militare, ma anche per tutti coloro che, con il Quindicesimo, hanno condiviso esperienze, impegni e missioni.

Il legame tra Aeronautica e Associazione

L’incontro ha messo ancora una volta in evidenza lo stretto rapporto che unisce l’Aeronautica Militare e l’Associazione Gente del Quindicesimo. Un rapporto fatto di rispetto reciproco, memoria storica e visione condivisa verso le sfide del futuro.

Per l’Associazione, momenti come questo rappresentano non soltanto un’occasione di riconoscimento istituzionale, ma anche un incoraggiamento a proseguire nella propria missione: mantenere viva la tradizione del 15° Stormo e trasmetterne il patrimonio umano e professionale alle nuove generazioni.

Dal paesaggio della paura allo spazio dell’incontro: luoghi, memorie e resilienza (di Roberto Isabella)

Pubblichiamo con grande piacere un articolo del Dottor Roberto Isabella, nostro Socio ed ex Medico AM che prende spunto da un’esperienza personale forte – fortunatamente senza vittime – che lo ha visto coinvolto come medico di bordo di un elicottero HH-3F del 15° Stormo.

Credo che, come me, molti di noi ci si ritroveranno, ricordando le sensazioni vissute durante un’emergenza in volo o una situazione operativa difficile e pericolosa. Esperienze che però non sono esclusive dell’attività di volo ma che possono essere vissute nella nostra vita quotidiana quando ti mette di fronte ad una situazione imprevista e di pericolo.

Buona lettura.

Un giorno, durante un volo addestrativo in montagna con un elicottero HH3F del 15° Stormo, ho vissuto un incidente che ha segnato profondamente la mia memoria emotiva. Ricordo con chiarezza quei lunghi, interminabili momenti prima dell’impatto: sotto di noi si stagliava una montagna coperta di boschi, alberi e pendii erbosi. In quel momento di crisi estrema, ogni elemento del paesaggio si era trasformato. Non erano più semplicemente alberi o rocce; erano divenuti minacce, punti d’impatto possibili, oggetti di pericolo imminente.
Ripensando oggi a quell’esperienza, non posso fare a meno di ricordare Kurt Lewin e il suo breve scritto “Paesaggio di guerra”, elaborato durante una breve licenza nel 1917 nel corso della Prima Guerra Mondiale, in cui l’autore ha preso parte ai combattimenti. Lewin sottolinea come, durante un conflitto, gli elementi naturali perdano la loro neutralità: gli alberi, i campi, le case non sono più semplici presenze fisiche, ma si caricano di un significato che li rende strumenti o ostacoli nel teatro della guerra. Allo stesso modo, nel corso di quell’incidente aereo, lo spazio che solitamente sarebbe stato fonte di pace e serenità diventava in pochi istanti un luogo carico di angoscia e paura.
La teoria del campo di Kurt Lewin, pioniere della psicologia di matrice gestaltica, ampliò l’attenzione ai processi percettivi includendo i fenomeni sociali e di gruppo. La sua celebre teoria del campo descrive come la percezione di uno stesso ambiente possa variare radicalmente a seconda dell’individuo, del suo stato d’animo e della situazione contingente. Lewin prendeva l’esempio di un campo di fiori d’estate: per un passeggiatore domenicale, quei fiori e lo spazio circostante rappresentano un’esperienza estetica e di contemplazione, mentre per un soldato lo stesso campo diventa un potenziale teatro di battaglia, e la percezione dello spazio si restringe attorno all’unico cespuglio che può offrire riparo.
Questi concetti arricchiscono la nostra comprensione di come, in condizioni di emergenza, il contesto sociale e il supporto del gruppo possano ridefinire il “campo” psichico, favorendo coesione, resilienza e adattamento.

I concetti descritti sono alla base del CRM – Crew Resource Management che nella gestione della emergenza del nostro incidente di volo è stata condotta con saggezza, prudenza ed efficienza.

Questa trasformazione del paesaggio non è solo fisica, ma profondamente psichica. Gaston Bachelard, nella sua celebre opera “La poetica dello spazio”, esplora proprio questa relazione tra spazio fisico e spazio psichico. Per Bachelard, lo spazio che ci circonda è sempre investito di emozioni, di memorie e di sogni. Un luogo non è mai solo un luogo; è il riflesso della nostra anima.
Egli scrive infatti: “Lo spazio colto dall’immaginazione non può restare spazio indifferente. È vissuto. E non è vissuto soltanto nella sua positività, ma con tutte le parzialità dell’immaginazione”.
Ritornando al luogo dell’incidente, immediatamente dopo essere sopravvissuti all’impatto, lo scenario cambiò radicalmente. Quegli stessi alberi, quei prati, quelle rocce tornarono rapidamente a essere un’oasi di pace, luoghi di protezione e di conforto. La gente del paese, accorsa per aiutarci e confortarci in attesa dei soccorsi, arricchì il luogo con il calore della solidarietà e dell’amicizia umana. Ricordo chiaramente il sorriso e la gentilezza di quelle persone che, inconsapevoli dell’importanza del loro gesto, trasformarono l’angoscia appena vissuta in un momento di
condivisione e umanità profonda.
Questa duplice valenza dei luoghi mi fa pensare anche alle riflessioni di Martin Heidegger, che nel suo saggio “Costruire abitare pensare” sostiene come abitare non significhi semplicemente occupare uno spazio, ma viverlo, dargli senso, stabilire con esso un rapporto profondo e significativo. Per Heidegger, “abitare è il modo in cui gli uomini sono sulla terra.”

Nel corso dell’incidente, in effetti, il nostro abitare quello spazio fu drasticamente alterato dalla minaccia della morte, per poi recuperare un senso più profondo e autentico dopo il pericolo scampato.
In campo psicologico e clinico, possiamo osservare qualcosa di simile nell’esperienza dei pazienti che soffrono di attacchi di panico. Penso in particolare a coloro che provano angoscia nell’affrontare un’autostrada: per essi, un tratto di strada apparentemente neutro e quotidiano può improvvisamente caricarsi di terrore, ansia, disperazione. La parola stessa “autostrada” assume valenze persecutorie.
Eppure, grazie al trattamento psicoanalitico, quegli stessi luoghi possono tornare a essere vissuti con serenità e persino con piacere. La strada smette di essere trappola per tornare a essere luogo di libertà, di velocità serena, di un viaggio piacevole che può nuovamente essere goduto senza più paura.
Questo processo di trasformazione non è mai semplice né immediato. Richiede tempo, pazienza e un delicato lavoro di elaborazione delle proprie emozioni. Freud stesso ci ricorda come la realtà che viviamo non sia semplicemente data, ma continuamente costruita e ricostruita attraverso i filtri della nostra mente. Jacques Lacan parla della realtà simbolica e immaginaria che governa le nostre percezioni e interazioni con il mondo esterno, definendo gli spazi psichici come cruciali nel determinare il nostro modo di vivere gli spazi fisici.
Anche Donald Winnicott sottolinea come il nostro senso di sicurezza e di angoscia dipenda fortemente dallo spazio psichico che riusciamo a creare dentro di noi, riflettendosi inevitabilmente nella nostra percezione del mondo circostante. I luoghi che abitiamo sono sempre intrisi della qualità emotiva e psicologica della nostra esperienza interiore.
Così, proprio come accadde a noi quel giorno, la paura non cancella la possibilità di trasformare radicalmente il nostro rapporto con i luoghi, facendoli tornare a essere spazi sicuri e abitabili. Ed è forse questa la lezione più importante: l’uomo ha la capacità straordinaria di trasformare gli spazi del trauma e della paura in luoghi di vita, memoria condivisa e resilienza collettiva.
Noi veterani del 15° Stormo conosciamo bene questo processo. Il nostro spirito di corpo, la solidarietà reciproca e il sostegno delle comunità locali che tante volte ci hanno accolto, sono il motore di questa straordinaria trasformazione. Attraverso la memoria condivisa, possiamo abitare nuovamente anche i luoghi del trauma, facendo di essi spazi di incontro, amicizia e speranza.

Riferimenti bibliografici

  • Bachelard, G. (1957). La poetica dello spazio. Cortina Editore.
  • Freud, S. (1920). Al di là del principio di piacere. Internationaler Psychoanalytischer Verlag.
  • Heidegger, M. (1951). Bauen Wohnen Denken (Costruire abitare pensare). Niemeyer.
  • Lacan, J. (1953-1954). Le Seminaire, Livre II: Le Moi dans la théorie de Freud et dans la technique de la psychanalyse. Éditions du Seuil.
  • Lacan, J. (1971). Écrits: A Selection. W. W. Norton & Company.
  • Lewin, K. (1943). Frontiers in Group Dynamics: II. Channels of Group Life; Social Planning and Action Research. Human Relations, 1(2), 143–153. [Trad. it. Paesaggio di guerra].
  • Rivista SV (1989) – Sicurezza del Volo n.154, p.2 – Anatomia di un incidente – Istituto Superiore per la Sicurezza del Volo – Aeronautica Militare – Ministero della Difesa.
  • Tuan, Y.-F. (1977). Space and Place: The Perspective of Experience. University of Minnesota Press.
  • Winnicott, D. W. (1971). Playing and Reality. Tavistock.

15° Stormo di Cervia impegnato nei soccorsi alla popolazione di Cesena

NEWS

Viene mostrato, a seguire, il soccorso di un elicottero dell’83° Gruppo del 15° Stormo, in favore di alcuni abitanti di Cesena sorpresi dall’esondazione del fiume Savio, avvenuta oggi nel primo pomeriggio (NDR, martedì 16 maggio 2023):

Video gentilmente condiviso da Gustavo Baronio

Copyright:
Creative Commons – attribuzione – condividere allo stesso modo.

GLI ANGELI DELLA NOTTE

“Il soccorso è un’attività che l’essere umano porta a compimento a favore di un altro essere umano indistintamente dalla propria provenienza, dalla propria bandiera, dalle proprie credenze o appartenenze politiche o di altre correnti..”


 

> Clicca per vedere il filmato in HR <
(si aprirà una nuova pagina)


La Tr3 è una televisione di Marsala, che ha prodotto il servizio “Angeli della notte”, girato presso l’82° Gruppo CSAR

Soccorso un uomo di 73 anni colpito da malore a bordo di una nave.

Nella serata di ieri un elicottero HH-139B dell’80° Centro Combat Search and Rescue del 15° Stormo, di stanza a Decimomannu (CA), è decollato per soccorrere un uomo di 73 anni colpito da malore a bordo di una nave da crociera.

Dopo aver imbarcato la persona in difficoltà e il medico della nave, l’equipaggio ha fatto rotta per l’azienda ospedaliera Brotzu (CA).

Mammajut.


Trovato l’elicottero disperso: Sette morti.

L’Aeronautica Militare ha partecipato alle operazioni di ricerca del velivolo scomparso giovedì 9 giugno, che trasportava sei manager stranieri (quattro turchi e due libanesi) più il pilota.

I resti dell’elicottero Agusta Koala sono stati avvistati questa mattina (11 giugno) dall’equipaggio del 15° Stormo di Cervia, in un canalone dove scorre il torrente Lama, vicino il Monte Cusna (RE) sull’Appennino Tosco-Emiliano a 1.922 metri d’altitudine.
I resti sono stati avvistati nel greto del fiume Lama e la zona è stata messa sotto sequestro, nessuno è sopravvissuto all’impatto.

Nella immagine di copertina il Comandante dell’83° Gruppo, Magg. Daniele Gamba, presente sul teatro delle operazioni.

 

VIDEO

Intervista TG3 – minuto 03’38”
(si aprirà una nuova finestra)

 


Dal sito ufficiale dell’A.M.
Facebook.com – 12 giugno 2022

Questo video è stato introdotto con il commento del Maresciallo Simone, fino ad oggi più noto per la creazione del logo: “Cento anni dell’Aeronautica Militare – Verso il futuro”.

Trasporto d’urgenza di un neonato dall’Ospedale “Riuniti Bianchi-Melacrino” di Reggio Calabria all’Ospedale San Vincenzo di Taormina (ME)

Nel cuore della notte un equipaggio dell’82° Centro C.S.A.R. (Combat Search And Rescue) del 15° Stormo, con sede a Trapani, è intervenuto per trasportare un neonato di solo un giorno di vita dall’Ospedale “Riuniti Bianchi-Melacrino” di Reggio Calabria all’Ospedale San Vincenzo di Taormina (ME) per permettergli di fruire delle necessarie cure a seguito di una grave patologia neonatale….