IL Maresciallo T.O. MOT. Giovanni LA FAUCI

 – di ODL –

(Introduzione  alla email pervenuta alla Associazione Gente del 15° in data 28 febbraio 2020.)

  Chi scrive  è il 1° Luogotenente Alessandro LA FAUCI, in servizio presso il Comando Aeroporto di Sigonella: “Le invio questa mia, a seguito della lettura dell’articolo Sempre Assieme Rischiando  …non so , ma alla sua lettura mi è venuta la pelle d’oca e mi sono subito ricordato di una storia ‘molto simile’ raccontatami da papà .

Da bambino vedevo questo uomo fiero ed orgoglioso di indossare la divisa….me ne innamorai anche io… mi sono arruolato alla SS AM di Caserta con il 73° C/N nell’Ottobre 1986 ed assegnato al 18° Gruppo del 37° Stormo di Trapani Birgi nell’Agosto 1987. Attualmente presto servizio presso il Comando Aeroporto di Sigonella, Ufficio Operazioni.

Vogliate gradire  la lettura di un paio di minuti “bellici” e “gloriosi” vissuti sugli idrovolanti da mio padre, durante il 2° Conflitto Mondiale, assieme alla sua intensa carriera vissuta in AM… buona parte anche in Regia Aeronautica !! Non  nascondo che ogni volta che vengo assegnato per una missione “Fuori Area”, porto con me il suo libretto di volo… mi dà forza e coraggio.”

Il Ten. T.O. Motorista Giovanni LA FAUCI nasceva a Messina il 4 Settembre 1914. Sempre appassionato al volo, nel 1933, dopo essersi diplomato alla Scuola Tecnico Industriale, si arruolava come Sottufficiale Specialista alla scuola Specialisti di Capua, incorporato al 12° Corso Normale il 28 Febbraio 1934.

Nominato motorista il 16 Aprile 1935, veniva assegnato alla 186^ Squadriglia, del 83^ Gruppo R.M.L. (Ricognizione Marittima Lontana), Aviazione della Sicilia, di Augusta, equipaggiata con velivoli S.78, Cant. Z 501, S.59 bis.

Durante i suoi primi anni di servizio ad Augusta (SR), il sottufficiale si faceva ben conoscere da superiori e colleghi per le sua capacità tecniche e le doti morali.

Veniva trasferito d’autorità nel giugno 1942 alla 144^ Squadriglia a Marsala (Stagnone, TP) con il grado di Serg. Magg. e l’incarico di Capo Motorista.

Numerose sono state le missioni che il giovane sottufficiale motorista eseguì: da ricerca e recupero naufraghi a pattugliamento e caccia Antisom, dalla Ricognizione Offensiva a riprese foto-cinematografiche.

Dai documenti in possesso risulta che il suo ultimo volo  fu effettuato il 3 Agosto 1943 dall’idroscalo di Orbetello,  per un totale complessivo di 981 ore e 20 minuti di volo, voli compiuti in tempo di pace e di guerra.
Dopo il conflitto mondiale, veniva assegnato in vari Reparti dell’Aeronautica Militare, finendo il suo servizio attivo nel grado di Maresciallo Scelto presso il 41° Stormo Antisom di Catania Fontanarossa,  nel Gennaio 1974 con l’incarico di Capo Deposito Carburanti.

Nel 1969 veniva insignito del titolo Cavaliere della Repubblica Italiana. Nel 31 Gennaio 1997 nella persona del Capo della DIPMA, per effetto ed ai sensi della legge n.325 del 6 Novembre 1990, modificata della legge n.577 del 23Dicembre 1993, veniva nominato, con i complimenti dell’Aeronautica Militare, Sottotenente a Titolo Onorifico.

Il Ten. T.O. LA FAUCI Giovanni, durante la sua carriera, fu insignito di 2 encomi, 7 Croci Merito di Guerra per Operazioni Belliche durante il 2^ Conflitto Mondiale, ed 1 Croce d’Oro Anzianità di servizio 40 anni.

Chiudeva serenamente le sue ali il 9 Aprile del 2002.


DESCRIZIONE DEI FATTI RELATIVI AL 1° ENCOMIO:
(riporto fedelmente le memorie di mio padre)

“Su ordine del Comando Superiore bisognava fare la planimetrica totale di una grande esercitazione Navale (da 2000 metri o forse più), che si svolgeva nel Mediterraneo centrale. Capii l’importanza della conclusione delle foto per la Marina. Nella base di Augusta vi erano le squadriglie 184^ e 186^, di cui solo 2 velivoli erano predisposti con l’impianto per la planimetria. Quel giorno doveva partire quello della 184^, il quale purtroppo non potè decollare per grosse difficoltà al motore. Allora si decise di montare l’apparecchiatura sul CANT-Z- 501 della 186^ Squadriglia, la mia. Mi chiamarono per partire subito, dato il nuovo corso delle cose. Entro un determinato orario dovevamo trovarci sull’esercitazione in corso. Decollammo, e puntuali eravamo sull’esercitazione. Quando il pilota mi chiamò (il mio posto era isolato dietro il motore), e mi fece capire della perdita d’olio; pensai subito di non rientrare più, e malgrado le cattive condizioni atmosferiche, mi armai di coraggio e abbassandomi gli occhiali, tenni con la mano destra, per circa 4 ore, la perdita, che fortunatamente era una perdita di caduta e non a pressione. Facemmo un bel servizio. Di sotto, navi da quelle piccole a quelle più grosse.
Al rientro ero felice e pieno d’entusiasmo (malgrado tutto sporco d’olio e gonfio in faccia), contento di aver servito ciò alla nostra Aeronautica per la Marina.
Quando mi chiamarono per presentarmi al Comando di Gruppo per la consegna dell’encomio, il comandante, seduto dietro la sua scrivania, dopo la sua lettura, stringendomi la mano mi disse “Bravo LA FAUCI , fossero tutti come te. E adesso vai in licenza !”

 

Motivazione del 1° Encomio:

“Al 1^ Av. LA FAUCI Giovanni, 186^ Sqdr. R.M.L. Motorista, a bordo di un Idro Cant Z 501,  impegnato in una esercitazione di grande importanza, essendosi prodotta una notevole perdita d’olio per avaria della scatola comando auto cronometro, si sporgeva dalla cabina ed assunta una posizione resa ancor più pericolosa dalle cattive condizioni atmosferiche, tamponava   con le proprie mani, la via d’uscita impedendo in tal modo la fuoriuscita e ulteriore perdita di lubrificante. Esempio di  grande spirito di sacrificio ed elevato senso del proprio dovere .  Augusta, 19 Ottobre 1936″



DESCRIZIONE DEI FATTI RELATIVI AL 2° ENCOMIO:
(riporto fedelmente le memorie di mio padre)

“ 1942 – eravamo in guerra e il lavoro era un continuo, sia di notte che di giorno. Come sottufficiale motorista ero praticamente da solo. Avevo un anziano sergente richiamato, graduati, 1° AV,…bravi ragazzi, una vera famiglia. La mia esperienza degli anni passati ad Augusta avevano avuto un significato importante, ed a ogni lavoro importante, chiedevano il mio assenso specie nella manutanzioni. Ed il caso in questione fu proprio uno di quelli. A manutenzione eseguita, durante la prova dei 3 motori ad un CANT Z 506, improvvisamente vidi un lampo provenire dalla mia destra; a fianco, proprio sul lato destro, vi era un altro CANT Z 506 parcheggiato: fuggi fuggi generale del personale. L’aereo accanto aveva un principio d’incendio. Vista la situazione mi resi subito conto cosa poteva succedere da un momento all’altro. Tirai subito gli STOP per arrestare i motori, e , scesi di corsa in un batter d’occhio presi la boscaina (scala a pioli) guadagnando la fusoliera e, prendendo le cappotte di tela dei motori, cominciai a soffocare le fiamme. Capii che da un momento all’altro potevo saltare in aria con tutto l’apparecchio, rifornito e armato, pronto per una nuova missione bellica. Ma Iddio è grande e misericordioso, e il mio gesto venne premiato, salvando il velivolo e noi tutti nei paraggi; ma che incoscienza pensai…dei ragazzi usciti di corsa dal velivolo, avevano lanciato una sigaretta nei paraggi, al termine del loro lavoro…..
Nel pomeriggio incontrai casualmente il Comandante di Squadriglia dicendomi: ‘La Fauci, cosa è successo stamattina ?’ Ed io: ‘un piccolo incendio che per fortuna abbiamo subito domato’.
Dopo qualche tempo mi fu attribuito l’encomio.

 

Motivazione del 2° Encomio:

“Sottufficiale motorista dotato di ottime qualità morali e professionali, verificatosi un principio d’incendio su velivolo plurimotore, con alto senso del dovere e sprezzo del pericolo, preoccupato solamente di salvare il materiale di volo, con estrema decisione e con grande prontezza penetrava nell’apparecchio e con mezzidi fortuna cercava di soffocare le fiamme. Riportava nel generoso tentativo lievi ustioni alle mani, e con il suo esempio trascinava i presenti al pronto e coraggioso intervento, sicchè l’incendio poteva essere prontamente domato ed i danni limitati ad importanze insignificanti”.


Ho pure letto di un recupero naufraghi sul sito…..se può,  incrociare le sue fonti con questi voli effettuati da mio padre. Anche in questo caso, lui mi raccontava di recuperi a corpo nudo ‘ come mi fece mia madre’ di naufraghi a mare….. ad esempio il 27 Luglio 1943 recuperavano 17 naufraghi.

Mio padre fu l’ultimo aviatore che l’8 Settembre 1943 lasciava l’idroscalo di Orbetello….. “con lo zaino in spalla, guardavo la nostra bandiera alta ancora issata sul pennone…avrei voluto prenderla, ma c’erano 2 tedeschi che facevano da ronda nei pressi..con un nodo in gola e tanta rabbia, la dovetti lasciare…. Se vado lì a prenderla questi mi danno una mitragliata, pensai……”
“Restavo alla macchia fino alla fine delle ostilità, in attesa della richiamata da parte di Roma.”


…papà è la persona sopra il motore che guarda in basso…


Ringraziando il figlio per il contributo di storia fornito, rivolgiamo al ricordo del valoroso padre Giovanni il nostro più sentito e caloroso mammajut.